L'esistenza di una vasta terra emersa, la Terra Australis, posta a sud del pianeta con lo scopo di "riequilibrare" la massa delle terre dell'emisfero settentrionale, è un'ipotesi che risale all'antichità: secondo Aristotele l'esistenza di una zona fredda a nord del pianeta implicava l'esistenza di una zona altrettanto fredda posta a sud; il Polo nord (Arktikos) era posto sotto la costellazione dell'Orsa Maggiore (il termine greco arktos significa orsa) e quindi la terra opposta fu chiamata Antarktikos, Antartide.
Terra Australis
Diversi secoli dopo il geografo greco Claudio Tolomeo, nella sua Geografia, disegnò sulle sue mappe una vasta terra a meridione, all'altezza del 20º parallelo, chiamata Terra Incognita che descrisse come abitata da popoli ricchi; sfortunatamente, secondo le conoscenze dell'epoca, una zona torrida separava l'emisfero settentrionale da quello meridionale, rendendo inaccessibili le parti a meridione.
Il primo attraversamento dell'equatore (da parte di un europeo in epoca moderna) si deve al navigatore portoghese Lopes Gonçalves nel 1473. All'inizio del XVI secolo il francese Binot Paulmier de Gonneville salpò da Honfleur in Normandia diretto verso l'America. Rimasto in balia del vento andò alla deriva in direzione sud, raggiungendo le coste di un paese sconosciuto che descrisse abitato da una popolazione ricca e felice. Tornato in patria affermò di avere trovato la "grande terra Australe", ma presumibilmente si trattava del Brasile.
Nel 1578 la regina Elisabetta I incaricò Francis Drake di cercare la Terra Incognita. Drake raggiunse Capo Horn, la parte meridionale della Terra del Fuoco dove scoprì il passaggio per il Pacifico (il Canale di Drake), ma non trovò alcun continente sconosciuto.
Nel 1642 l'olandese Abel Tasman salpò dalla colonia olandese di Batavia (odierna Giacarta) alla ricerca del leggendario continente del sud. Nel corso della navigazione scoprì l'isola della Tasmania ed esplorò la costa occidentale della Nuova Zelanda, attraversò l'arcipelago delle Tonga e le Isole Figi, costeggiò la Nuova Guinea, e arrivò a Batavia il 15 giugno 1643.
Ben presto il mondo occidentale, preso dalla crescita dei traffici commerciali da e verso l'Asia, perse l'interesse nei confronti della Terra Incognita. Nel 1675 il francese Antoine de la Roché durante la navigazione da Lima all'Inghilterra andò alla deriva in una tempesta e scoprì la Georgia del Sud. Al ritorno raccontò di avere avvistato il continente meridionale, ma con ogni probabilità l'avvistamento riguardò i Clerke Rocks situati a circa 50 km a est sud-est della Georgia del Sud. Nel 1699 lo scienziato Edmond Halley intraprese una spedizione alla ricerca della Terra Australis Incognita, e suoi sono i primi avvistamenti registrati di iceberg nell'emisfero australe. Il maltempo e i rischi di collisione con i ghiacci lo costrinsero però a interrompere le ricerche e a ritornare verso latitudini più settentrionali.
Il primo navigatore a oltrepassare il 54º parallelo sud fu Jean Baptiste Charles Bouvet de Lozier il 10 dicembre del 1738. Il 1º gennaio del 1739 avvistò terra, un enorme promontorio coperto di neve che ritenne parte di un continente e chiamò Capo della Circoncisione. In realtà fu avvistata quella che in seguito verrà chiamata Isola Bouvet. L'avvistamento successivo dell'isola risale al 1808, mentre il primo sbarco fu solo nel 1822.
Nel gennaio del 1773 James Cook attraversò per primo il Circolo Polare Antartico. Due anni dopo, nel suo terzo viaggio, scoprì le Isole Sandwich meridionali. Cook circumnavigò il continente senza mai avvistare terra, ma le sue osservazioni sull'enorme numero di foche e balene avvistate provocarono l'arrivo di numerose spedizioni di caccia. I cacciatori erano soprattutto originari del New England ed europei e a loro si deve la scoperta di numerose isole.
L'esplorazione del continente
Il primo avvistamento del continente non può essere attribuito con precisione: diverse fonti riportano, infatti, che il continente fu avvistato da tre persone diverse in un intervallo di pochi giorni: Fabian Gottlieb von Bellingshausen (un capitano della Marina Imperiale Russa), Edward Bransfield (un capitano della marina britannica) e Nathaniel Palmer (un cacciatore di foche statunitense).
L'avvistamento di Bransfield risale presumibilmente al 27 gennaio 1820, tre giorni prima dell'avvistamento di Palmer. Il dato certo è che il 28 gennaio 1820 la spedizione guidata da Bellingshausen e Michail Petrovič Lazarev raggiunse una posizione a circa 20 miglia (32 km) dall'Antartide e avvistò delle masse di ghiaccio. Il 30 gennaio Bransfield attraccò alla penisola Trinity, il punto più settentrionale del continente, e vi sbarcò. La contesa sul primo avvistamento assume spesso toni un po' campanilistici; può infatti benissimo essere possibile che il primo avvistamento fu effettuato da qualche pescatore di balene; nell'arco temporale fra il 1780 e il 1892 infatti nei mari dell'Antartide furono attivi circa 1.100 pescherecci di diverse nazionalità, mentre nello stesso periodo le spedizioni scientifiche ed esplorative furono solo 25.
Nel 1821 von Bellingshausen effettua la seconda circumnavigazione del continente dopo quella di Cook; nello stesso anno si ha il primo sbarco a opera del cacciatore di foche statunitense John Davis e Nathaniel Palmer scopre le isole Orcadi Meridionali.
Nel corso di due spedizioni, 1819 e 1822, lo scozzese James Weddell avvistò le isole Orcadi australi. Nel 1823 sbarcò sull'isola di Saddle dove individuò una nuova specie di foca (chiamata oggi foca di Weddell), nel febbraio dello stesso anno oltrepassò il parallelo dei 74° 15' Sud, il punto più meridionale raggiunto fino a quel momento, inoltrandosi in quello che chiamò mare di Giorgio IV (e che verrà in seguito chiamato mare di Weddell). Nel febbraio del 1831 il cacciatore di foche britannico John Biscoe avvistò terra dall'area dell'Oceano Indiano, e chiamò la zona Terra di Enderby, dal nome della azienda presso cui era occupato, la "Enderby Brothers". Nel febbraio del 1839 un altro dipendente della stessa azienda, John Balleny, salpato dalla Nuova Zelanda, scoprì le isole Balleny.
Nel gennaio del 1840 lo statunitense Charles Wilkes avvistò terra, nell'area che verrà chiamata terra di Wilkes. Nello stesso mese il francese Jules Dumont d'Urville, partito nel 1838 da Tolone con l'obiettivo di identificare il polo sud magnetico, avvistò terra, le dette il nome di Terre Adélie in onore di sua moglie Adèle, ma non gli fu possibile sbarcare; sbarcò quindi su un'isola che chiamò Grande Terra Meridionale. In precedenza, nel corso della navigazione, aveva scoperto la Terra di Luigi Filippo e l'Isola di Joinville, sulla punta settentrionale della Penisola Antartica.
In seguito alla localizzazione del Polo Nord magnetico (1831) esploratori e scienziati iniziarono la ricerca del Polo Sud magnetico. James Clark Ross ne localizzò la posizione approssimativa ma non fu in grado di raggiungerlo; individuò e descrisse anche la barriera di Ross, così chiamata in suo onore. Ai monti Terror ed Erebus, sull'isola di Ross furono dati i nomi delle navi della spedizione di Ross.
Il XIX secolo Alla fine del XIX secolo gran parte del pianeta era stato esplorato; l'unica area ancora intatta era l'Antartide di cui si conoscevano solo tratti di costa. In occasione del 6º Congresso Internazionale di Geografia tenutosi a Londra nel 1895 si stabilì che l'esplorazione delle regioni antartiche avrebbe dovuto avere luogo entro la fine del secolo. Ci si attendeva inoltre che USA, Gran Bretagna e un paese scandinavo organizzassero una grossa spedizione; grande fu quindi la sorpresa quando si seppe che la prima spedizione scientifica in Antartide sarebbe stata guidata da un belga.
La spedizione antartica belga (1897 - 1899)
Nel 1897 una spedizione guidata dal tenente della marina belga Adrien de Gerlache e chiamata Belgian Antarctic Expedition (BelgAE) salpò da Anversa diretta in Antartide. La spedizione, a bordo della nave RV Belgica era composta da persone di nazionalità diversa: lo zoologo romeno Emil Racoviţă, il geologo polacco Henryk Arctowski, l'astronomo belga George Lecointe, diversi norvegesi fra i quali Roald Amundsen e il medico statunitense Frederick Cook.
Scopo della spedizione era l'esplorazione del Mare di Weddell e in seguito lo sbarco di tre persone a Terra Vittoria, dove avrebbero dovuto trascorrere l'inverno. Inizialmente la spedizione si svolse come da programma, fatta eccezione per la perdita di un uomo a causa di una terribile tempesta il 22 di gennaio del 1898. Gerlache esplorò alcuni passaggi intorno alla Penisola Antartica, uno dei quali venne chiamato stretto di Gerlache; furono disegnate le mappe della costa e analizzata flora e fauna dell'area.
Il comandante non seppe resistere alla tentazione di esplorare un passaggio verso sud, ma sfortunatamente, il 28 febbraio 1898, la nave rimase intrappolata dai ghiacci nel mare di Bellingshausen e si liberò solo il 14 marzo del 1899, più di un anno dopo. Durante la lunga permanenza forzata sul continente diversi membri del gruppo dettero segni di infermità mentale, sia per la durezza delle condizioni ambientali sia per le difficoltà linguistiche all'interno del gruppo. Questa permanenza forzata, tuttavia, per la prima volta permise di acquisire dati invernali relativi al clima antartico.
Borchgrevink e la Southern Cross
La prima spedizione che trascorse intenzionalmente l'inverno sul continente fu guidata dal norvegese Carsten Borchgrevink. La spedizione era finanziata da un editore britannico, Sir George Newnes.
Nel febbraio del 1899 la Southern Cross, con a bordo trentuno uomini e novanta cani da slitta, attraccò a Capo Adare, dove gli uomini costruirono due capanne prefabbricate, le prime strutture mai edificate sul continente. Nel capanno destinato al soggiorno (di 25 m²) Borchgrevnik trascorse l'inverno insieme ad altri nove uomini, uno dei quali perse la vita in seguito alle conseguenze dello scorbuto; della spedizione facevano parte anche novanta cani da slitta. La permanenza fu caratterizzata da una serie di piccole sventure e di dissapori fra Borchgrevink e la componente scientifica della spedizione, amplificate dal fatto che Capo Adare si rivelò una localizzazione poco idonea a causa del costante maltempo che vi imperversa. Il 28 gennaio 1900 la Southern Cross venne a recuperare gli uomini, ma Borchgrevnik decise di rimanere un altro poco per esplorare i dintorni; con le slitte raggiunse la latitudine di 78° 50' Sud, il punto più meridionale mai raggiunto fino a quel momento.
Il XX secolo Spedizione Nordenskjöld-Larsen (1901-1904)
Nell'ottobre del 1901 un geologo svedese, Otto Nordenskiöld guidò la prima spedizione della Svezia, la Swedish Antarctic Expedition (SwedAE). Secondo i piani Nordenskiöld e cinque membri dell'equipaggio della nave Antarctic una volta sbarcati avrebbero dovuto trascorrere l'inverno sull'isola Snow Hill poco al largo della Terra di Graham (Penisola Antartica), esplorando le isole dei dintorni e compiendo ricerche. La nave che nel frattempo era tornata alle isole Falkland, durante il viaggio di recupero degli scienziati ebbe un incidente. Tre uomini dell'equipaggio sbarcarono per cercare di raggiungere Nordenskiöld e i suoi, ma poco dopo la nave fu distrutta dai ghiacci e affondò. L'equipaggio, a bordo delle scialuppe di salvataggio, raggiunse l'isola Paulet dove trascorse l'inverno. Alla fine del 1903 una spedizione di soccorso argentina fu in grado di recuperare tutti i membri della spedizione e dell'equipaggio.
Spedizione Gauss, prima spedizione antartica tedesca (1901-1904)