LAthletic Club, noto in italiano come Atletico Bilbao, è un club calcistico spagnolo di Bilbao.
Fin dalla sua fondazione nel 1898 milita ininterrottamente in massima serie nazionale al pari di e , uniche tre compagini mai retrocesse.
In ambito continentale i suoi migliori traguardi sono due finali di Coppa UEFA/Europa League, entrambe perse, la prima nel 1976-77 contro la e la seconda nel 2011-12 contro i connazionali dell'. Al di fuori delle competizioni confederali, il Bilbao ha disputato la finale di Coppa Latina 1956, persa contro il .
In ambito interno vanta 36 successi, terzo palmarès generale dopo Real Madrid e Barcellona: 8 volte campione di Spagna, 24 volte vincitore della Coppa del Re, 3 volte vincitore della Supercoppa e una della Coppa Eva Duarte.
Il club pratica una politica di tesseramento di giocatori provenienti solo sia dal paese basco spagnolo che da quello francese oppure formatisi nelle giovanili di un club basco. Tuttavia, per mantenere la sua internazionalità, l'Athletic conserva la "h" nel nome, a sottolinearne l'origine britannica – consuetudine temporaneamente abbandonata solo nel periodo franchista, in cui fu obbligata all'ispanizzazione del nome in "Atlético" – e tessera sovente allenatori non baschi. Nel 2010 un sondaggio della dirigenza del club condotto tra i tifosi circa la loro disponibilità al tesseramento di giocatori stranieri ebbe come risultato il 93% di risposte negative, confermando l'attaccamento dei tifosi alla nota tradizione del club. Un secondo sondaggio relativo alla possibilità di tesserare giocatori oriundi (stranieri di origini basche) ebbe come risultato il 57% di risposte affermative, ma solo se di prima generazione (con genitori o nonni baschi) oppure che fossero cresciuti nelle giovanili di squadre basche o con comprovata fede calcistica verso il club.
I giocatori dell'Athletic sono noti come Rojiblancos ("rosso-bianchi", o "Txurigorri" in lingua basca) dal colore delle loro uniformi di gioco, oppure los Leones perché lo stadio del club prende il nome da una chiesa limitrofa dedicata a Mamete di Cesarea, in spagnolo Mamés, santo protocristiano che, secondo la leggenda relativa alla sua canonizzazione, sarebbe stato dato in pasto ai leoni, i quali avrebbero, tuttavia, rifiutato di divorarlo.
Storia Le origini del calcio a Bilbao La storia dell'Athletic Club non può prescindere dalla situazione presente in Biscaglia alla fine del XIX secolo. Durante questo periodo nel porto di Bilbao giungevano numerose navi provenienti dal Regno Unito cariche di materie prime necessarie alla fiorente industria biscaglina. Insieme con le materie prime giungevano in Spagna anche numerosi tecnici e lavoratori inglesi, portando con loro la propria cultura. In un progetto di scambio culturale i giovani bilbaini della borghesia si recavano nel Regno Unito per studiare nei prestigiosi college inglesi, apprendendo così la cultura inglese.
Questo continuo interscambio culturale fece sì che si importasse in Biscaglia uno sport tipicamente inglese, il foot-ball, che si aggiunse agli sport baschi tipici della zona, che all'epoca erano gli unici conosciuti e praticati. La curiosità per questo nuovo sport presto si trasformò in passione e in breve tempo nacque la prima squadra cittadina, il Bilbao Foot-ball Club.
La nascita dell'Athletic Club nel 1898
Il diffondersi del nuovo sport non si fermò qui e presto divenne un fenomeno regionale tanto da far nascere, nel 1898, il primo club basco, l'Athletic Club. Nel febbraio del 1901 vennero redatte le regole di gestione del club che furono accettate e rese effettive l'11 giugno. Dopo aver ricevuto il permesso dal governo civile il club divenne effettivo il 5 settembre 1901 con 33 membri fondatori e un presidente, Luis Márquez Marmolejo.
Inizialmente ci fu rivalità con il già esistente Bilbao Foot-ball Club, ma poi le due società decisero di unirsi creando una formazione chiamata Bizkaia. Questa squadra vinse la prima coppa nazionale nel 1902 sconfiggendo il Barcelona per due reti a una.
Gli inizi della storia dell'Athletic Club sono fatti di vittorie. Infatti i primi anni della sua storia la squadra vince di nuovo il campionato spagnolo oltre ad altri tornei, come ad esempio la Coppa di Biscaglia, e numerose amichevoli. Una data storica è quella che vede per la prima volta i giocatori dell'Athletic Club vestirsi di rojiblanco, ovvero di rosso e bianco. Questa data è il 9 gennaio 1910 e questi colori accompagneranno il Club per sempre.
La nascita del San Mamés Durante gli anni seguenti il calcio si diffonde a macchia d'olio e il numero di tifosi dell'Athletic aumenta vertiginosamente. Il presidente di quegli anni decide, quindi, di costruire uno stadio che possa ospitare le partite casalinghe del Club e una discreta parte di tifosi che volessero assistere alle partite. La zona prescelta è quella tra la Gran Via e l'asilo San Mamés. Il progetto del nuovo stadio fu affidato all'architetto Manuel María Smith e i lavori incominciarono il 20 gennaio 1913. L'impianto prevedeva 3500 posti a sedere e fu inaugurato il 21 agosto 1913 alla presenza del re Alfonso XIII. Gli venne dato il nome di San Mamés.
Dopo aver vinto la Coppa di Biscaglia per tre volte consecutive (di cui l'ultima nel 1916), l'Athletic cade in un periodo di disgrazia, dovuto anche allo scoppio della prima guerra mondiale che costrinse l'allenatore (di nazionalità inglese) ad abbandonare il Club per tornare in patria. L'arrivo di Frederick Pentland come nuovo allenatore dei rojiblancos nel 1922 porta, oltre a un periodo di successi, anche ad alcune innovazioni, come l'allenamento fisso quotidiano e il pagamento di uno stipendio per i giocatori che vestono la maglia dell'Athletic. La stagione 1928-29 vede nascere la prima lega spagnola formata da 10 squadre e il relativo primo campionato nazionale. Ad imporsi è il Barcellona, ma l'Athletic è la squadra che segna il maggior numero di gol. La seconda stagione vede l'Athletic fare la prima doppietta spagnola della storia: vince campionato (senza essere mai sconfitto) e coppa nazionale. La direzione di Pentland porta numerosi successi e vittorie di goleada, tra cui il record storico di più larga vittoria per 12-1 contro il Barcellona.
Telmo Zarra e la squadra degli "undici paesani"
Nel 1941 un decreto governativo impedisce qualsiasi denominazione che non sia di lingua spagnola a causa della dittatura di Francisco Franco, nazionalista di destra. Per questo motivo il nome della società passa da essere Athletic Club ad essere Atlético de Bilbao.
Dopo tre anni senza gare ufficiali l'Athletic necessita di essere ricostruito da zero. Gli ultimi anni degli anni trenta sono, quindi, un periodo di transizione in cui si costruì lentamente una grande squadra reclutando giovani talenti dalle squadre locali. Questa squadra si distinse per la sua famosa linea d'attacco (conosciuto come il "storica seconda linea d'attacco"), formata da Iriondo, Venancio, Zarra, Panizo e Gaínza. La stagione 1942-43 vede i rojiblancos tornare alla vittoria con un'altra doppietta, trionfando in campionato e in coppa. È la quinta vittoria in campionato e questo gli dà il diritto di conservare il trofeo. Fino al 1950, inoltre, l'Athletic vince altre 4 coppe. Durante il mondiale di Brasile del 1950 Zarra diventa un eroe nazionale dopo aver segnato il gol del definitivo 1-0 contro l'Inghilterra.
Gli anni cinquanta non iniziano molto bene per l'Athletic, anche a causa di continui cambi in panchina. Cambi che durarono fino all'ingaggio di l'assunzione, nel 1954, del tecnico slovacco Ferdinand Daučík, che sciolse la "storica seconda linea d'attacco" per far posto a una nuova generazione di calciatori, ancora più bravi della precedente, la cui formazione rimase nella memoria dei tifosi: Carmero; Orue, Garay, Canito, Mauri, Maguregi, Arteche, Markaida, Arieta, Uribe e Gainza (unico sopravvissuto della vecchia linea d'attacco).
Grazie alla guida del nuovo allenatore, l'Athletic vinse due coppe e un campionato in due anni e nel 1956 partecipò per la prima volta alla Coppa dei Campioni d'Europa, dove eliminò l'Budapest Honvéd di Ferenc Puskás, FC Porto, e alla fine cadde nei quarti di finale contro il Manchester United delle Busby Babes (anche se vinsero la gara di andata, disputata a Stadio San Mamés, per 5-3). Questa squadra ottenne il suo ultimo successo battendo il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano nella finale di Coppa del 1958. Da quel momento in poi, furono soprannominati la squadra degli once aldeanos (it: undici paesani), perché con undici giocatori baschi riuscirono a battere i campioni d'Europa.
L'esordio in Europa In qualità di campione di Spagna in carica, tra il 29 giugno e il 3 luglio 1956 l'Athletic disputa per la prima volta una competizione europea, la Coppa Latina, arrivando ad un passo dall'aggiudicarsi il trofeo: la squadra viene sconfitta per 3-1 dal Milan nell'ultimo atto disputato all'Arena Civica.
Il 20 settembre 1956 gioca la sua prima partita nella neonata Coppa dei Campioni (antesignana dell'odierna Champions League). Dopo un prestigioso successo contro gli ungheresi della Honvéd, con l'incontro di ritorno disputato a Bruxelles invece che a Budapest per l'invasione dell'esercito sovietico successivo alla rivoluzione ungherese, viene eliminata ai quarti di finale dal dopo il doppio confronto vinto in casa dall'Athletic per 5-3 e perso all'Old Trafford per 3-0. L'anno successivo vince un'altra coppa nazionale.
Nel 1962 viene tesserato colui che diventerà un'autentica bandiera per l'Athletic Club, José Ángel Iribar. Egli vestirà la maglia rojiblanco per 18 stagioni consecutive e concluderà la carriera nel club. Al 2012 è il giocatore dell'Athletic con più presenze all'attivo; in tutto sono 614, contando campionato e coppe, sia nazionali che europee. Il 28 aprile 1962 vengono inaugurate le illuminazioni elettriche al San Mamés.
Gli anni sessanta e settanta sono poveri dal punto di vista delle competizioni. L'Athletic si afferma solo due volte nella coppa nazionale e non riesce a vincere nessun altro titolo. Dal punto di vista societario il 1973, a 75 anni dalla fondazione, avviene il primo congresso dei Peñas del Athletic, ovvero i supporter della squadra. Quattro anni più tardi l'Athletic si avvicina al suo più importante titolo in campo internazionale. Riesce, dopo aver sconfitto squadre come il Milan di Capello e Albertosi e il Barcellona di Cruijff, ad arrivare alla doppia finale di Coppa UEFA contro la Juventus. Perde a Torino per 1-0 e si impone al San Mamés per 2-1, ma la differenza delle reti segnate in trasferta è a favore dei bianconeri che si aggiudicano così il trofeo.
Dopo la fine della stagione 1976-77 inizia un periodo poco brillante sia per il gioco, sia per i risultati poco edificanti. In campionato non ottiene più risultati degni di nota, in coppa si fa addirittura battere dal Castilla, filiale di segunda del e ottiene una sonora sconfitta per 7-1 al Camp Nou contro il Barcellona. Tutto questo prima del 1980, anno nel quale il San Mamés viene selezionato come uno degli stadi ospitanti le partite del mondiale di Spagna del 1982.
Oltre a questo, la stagione successiva diviene un'altra stagione chiave nella storia dei rojiblancos; la panchina viene affidata a Javier Clemente, precedentemente allenatore della squadra B. Egli rende il gioco dell'Athletic più appassionante e divertente e inoltre inserisce molti giovani nelle file della prima squadra che, con l'aiuto dei veterani già presenti, divengono essi stessi una colonna portante della squadra negli anni futuri. Il primo anno porta l'Athletic in quarta posizione, che gli vale un posto in Coppa UEFA.
Gli ultimi titoli negli anni ottanta