Fiano Romano è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Geograficamente il comune di Fiano Romano si trova nella valle del Tevere, sulla riva destra del fiume Tevere. Il territorio di Fiano Romano si estende per circa 41,19 km² nella parte settentrionale della Città metropolitana di Roma Capitale, con quote comprese tra 17 e 244 metri sul livello del mare; l’abitato principale si sviluppa su un’area rialzata, mentre le zone più basse appartengono al paesaggio della valle del Tevere, verso cui il borgo si affaccia. Il risultato è un territorio in parte collinare e in parte pianeggiante, nel quale il centro storico occupa una posizione dominante rispetto alle aree agricole, produttive e infrastrutturali più basseISTAT, Statistiche geografiche sui comuni - Altitudine dei comuni tramite DEM (modello digitale del terreno) - Anno 2011.
Sotto il profilo geologico, il territorio comunale è formato da terreni di origine diversa: rocce calcaree collegate al sistema del Monte Soratte, depositi più recenti legati all’antica evoluzione della valle del Tevere, materiali vulcanici e sedimenti continentali. Di fatto l’area non ha una struttura uniforme, ma combina rilievi più solidi, depositi lasciati da antichi ambienti fluviali o lacustri e materiali derivati dall’attività vulcanica del Lazio; in alcune zone sono documentati anche depositi di travertino, collegati alla circolazione di acque ricche di minerali e presenti, oltre che a Fiano Romano, anche in altri settori della Campagna romana.
Clima Il clima di Fiano Romano è di tipo temperato dell’entroterra laziale, con estati brevi, calde, asciutte e in prevalenza serene, e inverni più lunghi, freddi e parzialmente nuvolosi. Nel corso dell’anno la temperatura varia in genere tra 3 °C e 33 °C, scendendo raramente sotto -2 °C o superando 36 °C; il periodo più favorevole per attività all’aperto con clima caldo si colloca tra la fine di giugno e la fine di agosto.
Sotto il profilo termico, la stagione calda dura circa 2,7 mesi, dal 17 giugno all’8 settembre, con temperature massime giornaliere medie superiori a 28 °C; il mese più caldo è luglio, con una massima media di 32 °C e una minima media di 18 °C. La stagione fresca dura invece circa 3,9 mesi, dal 18 novembre al 16 marzo, con massime giornaliere medie inferiori a 16 °C; il mese più freddo è gennaio, con valori medi compresi tra 3 °C di minima e 12 °C di massima.
Le precipitazioni sono presenti durante tutto l’anno, ma con una distribuzione stagionale marcata: il periodo più piovoso si estende dal 9 settembre al 21 maggio, mentre quello più asciutto va dal 21 maggio al 9 settembre. Novembre è il mese più piovoso, con 9,3 giorni medi di pioggia e 87 mm di precipitazioni medie mensili; luglio è invece il mese più secco, con 3,2 giorni piovosi e 18,8 mm di pioggia media.
Classificazione climatica di Fiano Romano zona D, 1637 GR/G.
Origini del nome Diverse le ipotesi formulate sull'origine del nome Fiano:
Il toponimo potrebbe essere derivato, secondo alcuni, sia dalla radice del vocabolo latino flavus, biondo, con evidente riferimento alla produzione di cereali coltivati nel luogo; sia dal riferimento ai possedimenti che la gens Flavia aveva nella zona (da Flaiano, composto del nome di persona latino Flavius e del suffisso «anus» che indica l'appartenenza)cfr. Th. l. L. VI, 1, s.v. flavus, coll. 887-889, in particolare 889, E 2. Nell'Eneide (I secolo a.C.) Virgilio, descrivendo le genti che abitavano il territorio falisco capenate in epoca remota, fa riferimento ai campi Flavini (Flavinia arva), mentre nel poema Le guerre puniche (I secolo d.C.) di Silio Italico viene utilizzata l'espressione Flavina o dei campi Flavini per descrivere l'area dove sorgeva il santuario di Feronia e scorreva il fiume Capenas (odierno Gramiccia). Il termine ritorna anche nel commento di Servio all'Eneide (IV secolo d.C.) dove l'espressione virgiliana Flavinia arva viene spiegata come riferimento alla località di Flavinium. Un'ulteriore ipotesi suppone che il nome Fiano derivi dalla parola latina Fanum (santuario, tempio), in riferimento al tempio di Feronia (Fanum Feroniae). Infine si ipotizza che Fiano, conosciuto nel medioevo come Flavianum o Flaianum, sia il toponimo di un possedimento terriero risalente ai fondi imperiali di età costantiniana: il nomen Flavus era infatti stato assunto dall'imperatore Costantino..
La denominazione corrente fu assunta solo a partire dal 1872 quando, dopo un'apposita deliberazione del consiglio comunale del 23 luglio, fu ufficialmente cambiato il nome da Fiano a Fiano Romano tramite un regio decreto di Vittorio Emanuale II.
Storia
Il territorio di Fiano Romano, per la sua posizione a ridosso di una via di comunicazione naturale come il fiume Tevere, fu abitato da tempi antichissimi: dell'Età del bronzo finale (XII-XIII secolo a.C.) i reperti di armi, utensili di pietra scheggiata e ossa lavorate che testimoniano la presenza di tribù di cacciatori-raccoglitori, mentre in età arcaica le ceramiche databili intorno all'VIII secolo a.C. confermano la zona come punto di incontro delle culture dei Falisci, dei Sabini, degli Etruschi e dei Latini..
Tra il VII e il V secolo a.C. l'area fu sotto il controllo dell'antica città di Capena, alleata dell'etrusca Veio: di questo periodo la fondazione del santuario di Lucus Feroniae. Poi, all'inizio del IV secolo a.C. la zona passò sotto il controllo di Roma, vittoriosa su Veio e i suoi alleati (395 a.C.), con il santuario della dea Feronia che rimase punto centrale dell'area tant'è che, per la sua ricchezza, nel 211 a.C. fu saccheggiato dai mercenari dell'esercito cartaginese di Annibale.
Tra il II e il I secolo a.C. la zona fu completamente romanizzata, con opere di sistemazione viaria e di ricostruzione urbanistica del Lucus Feroniae su stampo di un foro romano, poi, intorno al 70 a.C., Cesare decise di espropriare molte terre intorno al santuario per assegnarle in premio ai propri legionari, opera che fu completata dopo la morte del generale romano dai suoi successori Marco Antonio e Ottaviano (il futuro Augusto), dando origine ad un insediamento noto come Colonia Julia Felix Lucus Feroniae.
Nell'età augustea (fine I secolo a.C. fino agli inizi del I secolo d.C.) l'area subì grandi interventi urbanistici di riorganizzazione del territorio gestiti dal filo augusteo Lucio Volusio Saturnino: di questo periodo la grande villa suburbana Villa dei Volusii"Su un trapezoforo marmoreo della Villa dei Volusii appare l'iscrizione GN(eus) EGNA(tius), indizio che la villa dovesse essere originariamente appartenere a questa famiglia", la maggiore e più ricca delle tante ville presenti nella zona, veri e propri centri di produzione agricola, in particolare dell'olio d'oliva, che testimoniano come la zona di Fiano, per la sua fertilità, il suo territorio collinare e per la favorevole posizione era un'importante area agricola nonché, per la vicinanza con l'Urbe, fu assai ambita dai ricchi senatori.
A partire dall'epoca tardo antica e per tutto il Medioevo il controllo di Fiano passò di mano in mano tra i vari centri religiosi della zona: il monastero di San Paolo fuori le mura a Roma, il polo monastico di San Silvestro sul Monte Soratte e l'abbazia di Farfa al di là dal Tevere. Di questo periodo anche la costruzione del primo nucleo del castello (in una bolla di papa Gregorio VII del 1081 si parla di Castellum Flavianum). Infine il feudo di Fiano fu assegnato al monastero di San Paolo fuori le mura prima da parte dell'imperatore Enrico VI nel 1186-1189 e, in seguito, dalle bolle di papa Innocenzo III del 1203 e di papa Onorio II del 1218.
Il periodo del Rinascimento, tra il XV ed il XVI secolo, vide il dominio su Fiano della famiglia Orsini., che ne ottenne metà prima in enfiteusi dal monastero di San Paolo fuori le mura nel 1354 e poi la acquistò nel 1362, quindi comprò l'altra metà tra il 1404 e il 1406 con Paolo Orsini. Nel 1443 Orso Orsini è citato come Comes Flaiani e nel 1478 la sorella di Orso, Paola Orsini, governò come luogotenente. Con una bolla del 27 settembre 1482 Papa Sisto IV nominò Niccolò III Orsini tutore dei figli di Elisabetta d'Anguillara (moglie di Orso) e signore di Fiano, Morlupo, Filacciano e Monte della Guardia. Nel 1489 Niccolò III diventò conte di Fiano e commissionò la costruzione del castello terminata nel 1493. Niccolò III Orsini morì il 27 gennaio 1510 nel vicentino quando era generale di Venezia. La Serenissima per onorarlo gli costruì un sontuoso monumento funebre nella chiesa dei santi Giovanni e Paolo. Ma in seguito, per volere testamentario di Niccolò, il cuore fu portato a Pitigliano, sua città natale, e i suoi resti mortali a Fiano Romano nella Chiesa di Santo Stefano Nuovo.
Nel 1606 Fiano passò al cardinale Francesco Sforza il quale lo fece erigere a ducato (bolla di Papa Paolo V del 18 luglio 1608) per suo figlio naturale e legittimo Sforzino Sforza che poi, il 7 giugno 1621, lo vendette per 220.000 scudi., con l'autorizzazione di papa Gregorio XV, a Orazio Ludovisi, generale della Santa Chiesa e fratello del papa.. Nel 1624 alla morte di Orazio il ducato passò al figlio Niccolò Ludovisi e da questo al figlio Giovan Battista Ludovisi fino al 1690..
Nel 1690, per volontà di papa Alessandro VIII, Fiano passò dalla famiglia Ludovisi a Marco Ottoboni"Con istromento del 18 aprile 1690, previo chirografo di Alessandro VIII e suo fedecommesso del 6 marzo 1690, Marco Ottoboni nipote ex frate, acquista dai Ludovisi il ducato di Fiano", generale delle Galee pontificie. Il feudo fu ereditato da Maria Francesca Ottoboni, figlia di Marco, la quale sposò Pier Gregorio Boncompagni Ludovisi che diventò duca ex uxore e decise di assumere anche il cognome della moglie. Il ducato di Fiano restò in mano alla famiglia Boncompagni Ludovisi Ottoboni per oltre duecento anni, fino al 1897 quando l'intera proprietà di Fiano, terreni e castello compreso, furono venduti al commendatore Carlo Menotti, costruttore e latifondista.
Nel 1904, alla morte di Carlo Menotti, la proprietà di Fiano passò al figlio Mario. Con l'avvento del fascismo Mario Menotti, in non buoni rapporti col regime, lascio l'Italia e dopo litigi per l'amministrazione di Fiano questa fu affidata al conte Valentino Orsolini Cencelli, uomo politico di spicco del Partito Nazionale Fascista. Mario Menotti morì a Shanghai. e, in assenza di eredi, l'intero patrimonio fu ereditato dalle sorelle, le quali in parte donarono e in parte vendettero il Castello ducale alle suore domenicane di santa Caterina da Siena.Dopo la fine della seconda guerra mondiale e fino a tutti gli anni 1960 Fiano fu interessato dalle lotte per la terra che porteranno all'assegnazione a contadini e braccianti della maggioranza dei terreni appartenuti ai Menotti e agli altri grandi proprietari terrieri..
A partire dagli anni 1960, anche grazie all'apertura del casello autostradale, Fiano fu investito da una grande trasformazione economica e sociale, il settore agricolo cominciò un rapido declino a favore di attività industriali e del terziario, e in particolare iniziò un importante aumento demografico che fece passare i residenti dai circa di fine anni 1960 ai quasi del 2020. Al contempo, il territorio fu interessato da una larga edificazione che portò il suolo urbanizzato a quadruplicare in pochi anni.
Simboli
Stemma Il comune di Fiano Romano è rappresentato da uno stemma composto da uno scudo in cui è raffigurato un correggiato (due bastoni uniti da una striscia di cuoio) con sullo sfondo un campo di grano maturo e una porzione di cielo; lo scudo è contornato da due spighe di grano e sormontato da una corona. L'uso di questo simbolo è attestato dal 1609..