Fu de facto il signore di Gaeta dal 906 circa, da quando il padre Giovanni I, ipato della città, lo nominò co-Ipato.

Docibile prese parte alla battaglia del Garigliano nel 915, fermando l'espansione musulmana nella penisola italiana. Nel 930 aggiunse Dux al suo titolo di Ypatus, a testimoniare l'accresciuta potenza di Gaeta, anche se l'impero bizantino, a cui il Ducato era legato da vassallaggio, lo riconobbe sempre e soltanto come Arconte ().

Ascese formalmente al trono nel 933, anno in cui morì il padre Giovanni ed associò al trono il figlio maggiore: da quel momento avviò una politica di allontanamento da Costantinopoli, abbandonando la datazione imperiale, alleandosi con Teobaldo I, Duca di Spoleto, in una lega con funzione anti-greca e, nel 939, rimuovendo dai suoi titoli quello di Ypatus, sostituendolo con quello di console. Fece sposare la figlia Maria con il principe di Capua, al fine di rafforzare i legami suoi e del Ducato con il resto della nobiltà e dei regni italiani. Cercando di ottenere l'appoggio dei ducati longobardi, Docibile si pose sotto la protezione di Atenolfo Megalu, Gastaldo di Aquino, ma questo non impedì a Landolfo I di Benevento di attaccare Gaeta e di occupare alcuni suoi territori. La sua politica anti-imperiale lo portò ad imprigionare l'abate di Montecassino e a ritenere vantaggiosa un'alleanza con i Saraceni, contro i quali aveva combattuto in gioventù sul Garigliano.

Dal matrimonio con Orania di Napoli, Ypatissa e Ducissa di Gaeta, nacquero Giovanni, Gregorio, Marino e numerose figlie: Maria, Anna, Gemma, Drosu e Megalu.

Concesse al figlio Marino il ducato di Fondi, dividendo in due parti i domini di Gaeta. Gli succedette, dopo la morte avvenuta tra il 954 e il 957, il primogenito Giovanni II e successivamente il secondogenito Gregorio e il terzogenito Marino.

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