Biografia
Esponente di spicco della nobiltà pennese ottocentesca, discendeva da un ramo del casato Aliprandi che si stabilì a Penne all'epoca di Margherita d'AustriaAndrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXII, Teglio (SO), 2014, S.A.G.I. Casa Editrice, pag. 133.
Era figlio del barone Domenico Aliprandi e di Clorinda Castiglione dei Marchesi di Poggio Umbricchio.
Ebbe come residenza ufficiale il Palazzo Aliprandi di Penne, somigliante internamente a quello Chiablese di Torino e lo arricchì con le sue collezioni (tele, ceramiche di Castelli e monete rare)Candido Greco, "Breve storia della Società Operaia di Mutuo Soccorso Diego Aliprandi", Penne 2006 pag. 111-113.
Fu di idee monarchiche e liberali e nel 1837 prese parte alla Rivolta Pennese, entrando nella Giunta rivoluzionaria che ripristinava la Costituzione di Palermo del 1820La sentenza della Gran Corte Criminale del 20 settembre non colpì per nulla lui e gli altri perché ritenuti costretti ad accettare l'ufficio.
Nel 1842 rifece a proprie spese la Porta Ringa a Penne e la intitolò a Ferdinando II delle Due Sicilie per ricucire i rapporti col sovrano dopo i fatti del 1837.
Dal 1847 al 1848 fu Sindaco di Penne.
Nel 1854 sposò la nobile Caterina de Sterlich dei marchesi di Cermignano, dalla quale ebbe quattro figli che morirono tutti in giovane età: Diego (nato a Napoli il 6 giugno 1855 e deceduto ivi suicida nel 1873), Odoardo (Napoli 21 maggio 1857 - Penne 11 luglio 1878), Adelaide (nata a Napoli il 3 novembre 1860 e deceduta di tifo a Penne il 26 marzo 1878) e Domenico morto infanteAndrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXIII 2015-2020, volume I, pag. 643 (Aliprandi).
Nel 1862 ospitò nel suo Palazzo di Penne il poeta trentino Giovanni Prati.
Nel novembre 1865 fu eletto al Parlamento Italiano per la IX legislatura e sedette a sinistra, conservando sempre una certa autonomia nelle decisioni. Cinque anni dopo fu rieletto per la X legislatura.
Nel 1874 fu ancora rieletto deputato in Parlamento per la XII legislatura.
Fondò la Società Operaia di Penne il 16 marzo 1876.
Fu rieletto deputato al Parlamento nel maggio 1880 per la XIII legislatura.
Ultimo rappresentante della famiglia Aliprandi di Penne, adottò e lasciò erede del suo patrimonio il nipote Diego de Sterlich Aliprandi.
Note
Bibliografia Candido Greco, "Breve storia della Società Operaia di Mutuo Soccorso Diego Aliprandi", Penne 2006 pag. 111-113
Voci correlate Palazzo Aliprandi (Penne) Diego de Sterlich Aliprandi Aliprandi
Altri progetti
Collegamenti esterni
Diego Categoria:Deputati della IX legislatura del Regno d'Italia Categoria:Deputati della X legislatura del Regno d'Italia Categoria:Deputati della XII legislatura del Regno d'Italia Categoria:Deputati della XIII legislatura del Regno d'Italia