Ippolita è un gruppo di ricerca indipendente e interdisciplinare che si occupa di teoria critica dell'automazione, filosofia dell'informatica, tecnopolitica, capitalismo del controllo. Come autorialità collettiva ha firmato diversi libri e proposto numerosi laboratori, corsi di studio, incontri di autodifesa digitale.
Ippolita è spesso menzionata anche come gruppo convivialeCirca queste definizioni si veda l'intervista di Nicola Villa Le tecniche non sono neutrali Gli Asini Rivista, la definizione trae origine dal concetto di convivialità del pedagogista e filosofo austriaco Ivan IllichSi veda Ippolita, La rete è libera e democratica. Falso!, Laterza, 2014, cap 3 Argomento epistemologico, p 37. Ippolita è un esempio autorialità collettiva abbastanza tipico nella cultura digitale come nella letteratura, in Italia sono noti i casi di Luther Blissett e Wu Ming.
La particolarità del gruppo di ricerca è l'interdisciplinaritàGruppo interdisciplinare CHI - Ippolita, dalle opere emerge l'obiettivo di superare la distinzione tra sapere umanistico e sapere scientifico, utilizzando diversi punti di vista in base alle molte competenze presenti nel collettivo in una sorta di disciplina simbiotica e complementareLuca De Biase "si tratta proprio di una disciplina simbiotica e complementare" Sole24OreBenedetto Vecchi "Un gruppo di informatici, filosofi, antropologi e attivisti" Il Manifesto. «Il gruppo Ippolita è una delle poche esperienze italiane che sa tenere assieme attivismo, riflessione teorica e una indiscussa competenza tecnica attorno alle macchine informatiche, all’interno di una prospettiva libertaria e multidisciplinare.»
Le ricerche del gruppo di lavoro sono ascrivibili all'ambito più generale della Teoria Critica dell'automazione e allInformatica del DominioDonna Haraway, Manifesto Cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Feltrinelli, Milano 1995, p 56 quest'ultimo tema è ripreso sia dagli scritti di Donna Haraway che dalle riflessioni sulle tecnologie del sé di Michel FoucaultMichel Foucault, Tecnologie del sé, Bollati Boringhieri, 1992Michel Foucault, Sull'origine dell'ermeneutica del sé, Cronopio.
Tutte le opere sino ad ora pubblicate sono sotto licenza copyleft e frutto di una particolare forma di scrittura collaborativa.
Storia Il gruppo di ricerca Ippolita nasce a Milano nel 2005 nello spazio sociale Pergola Tribe all'interno dell'hacklab ReLOAd reality hacking, nell'humus culturale delle rivolte no-global e dei movimenti contro il WTO (l'organizzazione mondiale del commercio), l'FMI (Fondo Monetario Internazionale) e contro la Banca Mondiale che portarono, in Italia, alla sanguinosa repressione dei manifestanti durante le contestazioni del G8 di Genova nel 2001.
La cornice della ricerca è legata a una concomitanza di eventi e tensioni, certamente fondamentale è l'ambito dell'hacking italiano, quello politicizzato degli hacklab e di HackmeetingM. Garofalo Curiosità come forma mentis Sole24Ore, e l'esperienza del mediattivismo di Indymedia, ma anche le controculture dei rave party e della musica techno che hanno come genealogia il cyberpunk e il cyberfemminismo.
Ma non bisogna dimenticare il protagonismo metodologico dell'autogestione praticata dai centri sociali italiani che li ha resi oggetto di studio politico internazionale «Ippolita è una testimonianza di quell’ "incubatore" dell’élite culturale che è stato il centro sociale negli anni novanta» L'altro elemento fondativo del gruppo è il femminismo post-strutturalista e postumano che, con l'occupazione separatista di Shesquat, villetta occupata nel 2000 da un gruppo di ragazze del movimento studentesco milanese, cominciava ad aprirsi ai movimenti queer.
Pubblicazioni Open non è free Il primo volume viene presentato all'Hackit di Napoli nel 2005, si tratta di un testo tecnico e genealogico: Open non è free. Comunità digitali tra etica hacker e mercato globaleEleuthera, Scheda libro edito dalla casa editrice Elèuthera. Il volume ricostruisce la storia della nascita e dell'ascesa dell'open source a scapito delle lotte e delle motivazioni politiche del movimento del free softwareBenedetto Vecchi "Giochi d'ombra sull'etica hacker" da Il ManifestoMarco Philopat "Open non è free, un manuale di resistenza attiva" da Liberazione. Si prendono in considerazione l'etica hacker, la trasformazione delle licenze, i metodi di sviluppo software.
Luci e ombre di Google L'anno seguente il gruppo pubblica con Feltrinelli Luci e Ombre di Google. Futuro e passato dell'industria dei metadati, è il 2007, ma il libro viene presentato in anteprima all'Hackmeeting di Parma nel 2006 col titolo The darkside of GoogleRiccardo Bagnato All'Hackmeeting di Parma l'anticipazione del volume che verrà pubblicato entro la fine dell'anno da Feltrinelli da Repubblica.
Negli anni successivi la produzione e il lavoro di Ippolita si sposta in Europa. In Francia il testo viene tradotto in prima edizione nel 2008 Grand format La face cachee de Google, Payot e RivagesMultitudes Contre l’hégémonie de Google. Cultivons l’anarchisme des connaissances e in edizione tascabile nel 2011 Poche La coté obscur de Google , Payot e RivagesNazione Indiana Luci e ombre di Google in Francia.In Spagna la pubblicazione è del 2010 Edizione spagnola per Virus Editorial , mentre in quella inglese del 2013 il testo è disponibile in versione aggiornata, gratuita e integrale The dark side of Google inglese Testo integrale con il supporto di Geert Lovink, noto critico olandese delle culture digitali, attraverso lInstitut of Network Culture The dark side of Google in inglese, Scheda e presentazione. Il volume è attualmente disponibile in versione aggiornata e approfondita per la casa editrice Milieu.
Nell'acquario di Facebook Il gruppo esce con un nuovo lavoro dopo cinque anni, nel 2012. Nel panorama informatico, dove le cose cambiano molto rapidamente, le trasformazioni di quei pochi anni sono state epocali, basti pensare alla diffusione di massa degli smartphone, lo sviluppo di Google Chrome e Android, ma soprattutto l'avvento dei social network. Ed è su quest'ultimi che Ippolita sceglie di concentrare l'analisi pubblicando Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismoMarco Liberatore Non farti domande, sii felice e condividi Doppiozero. Il testo esce in contemporanea in tre nazioni: Francia Edizione Francese J'aime pas Facebook, Spagna Edizione spagnola http://whichiscorrect.net/facebook/ e ItaliaEdizione italiana NELL'ACQUARIO DI FACEBOOK -LedizioniCarlo Formenti Una critica alle Cyber Utopie Espresso Repubblica "La “cattiveria”, e l’originalità, dell’attacco di Ippolita, infatti, sta esattamente in questo: nello smascherare cioè la radicale incompatibilità fra due termini che si vogliono far forzosamente convivere: anarchia e capitalismo".
Il volume critica, tra gli altri, i concetti di trasparenza radicale e di profilazione degli utenti, la cui origine culturale è da ricercare nell'ideologia anarco-capitalistaCarlo Formenti Facebook e anarco-capitalismo Alfabeta2. Questa teoria politica è disseminata in modo frammentario e mistificato in ambienti culturalmente contigui, sono presi in esame: i Partiti Pirata, PayPal, frange di Anonymous, Wikileaks.
Il libro è stato tradotto in inglese dallo studioso Patrice Riemens che l'ha pubblicato a puntate in stile feuilleton su Nettime, celebre lista di discussione internazionale di net culture.
Nel 2015 il volume è stato pubblicato e reso disponibile gratuitamente dallInstitut of Network Culture Opera integrale in inglese In the Facebook aquarium sempre su iniziativa di Geert Lovink, il quale ha sostenuto in un'intervista a Repubblica: "Your country can be proud to have the most sophisticated Facebook critics in the world. Read their work!" (Traduzione: il vostro paese dovrebbe essere orgoglioso di avere i più sofisticati critici di Facebook nel mondo. Leggete il loro lavoro!).
La rete è libera e democratica. Falso! Il pamphlet La rete è libera e democratica. Falso! uscito per Laterza nel 2014, richiama sin dal titolo la necessità di demistificare drasticamente il luogo comune che vorrebbe una tecnologia salvifica, capace di dare soluzioni automatizzate in tutti i campi del sapere, ivi compresa la vita democratica.
L'opera richiama e approfondisce alcune critiche espresse nelle opere precedenti come la fallacia concettuale dell'algoritmo PageRank, la Trasparenza radicale e il problema del Profiling, citando solo i maggiori. Il libro si divide in Argomento ontologico, Argomento epistemologico e Argomento storico-geopolitico. Il testo coniuga una serie di puntualizzazioni tecniche (es. Internet non è il Web, cosa sono i sistemi di retroazione cibernetica nei dispositivi digitali) ad argomentazioni epistemologiche (es. pubblicato non significa pubblico, differenza tra uguaglianza e isonomia).
Il testo è stato tradotto e pubblicato in Spagna nel 2016 per Enclave de Libros: Idolos. ¿La red es libre y democrática? Falso! con una prefazione di Tomás Ibáñez. Nello stesso anno esce anche la pubblicazione parigina per la casa editrice La Différence, Internet l'illusion démocratique con una postfazione di Bernard Stiegler.
Anime elettriche Nel 2016 esce il volume Anime elettriche per l'editrice Jaca Book, una retrospettiva dell'esperienza social lato utente. La soggettività digitale viene analizzata come diade somato-psichica non separata dalla sua controparte "fisica", ma anzi è descritta come raddoppio e multiplo del sé, sino al parossismo dello stadio finale "in vivo e in vitro", stoccata sui server delle gradi corporation dell'IT. L'ambiente dei social media viene descritto come un panottico digitale, la differenza con il panottico disciplinare di Foucault è il piacere. Il piacere della comunità sempre in movimento, dove la singola individualità non è costretta a una forma rigida, ma viene stimolata a esibire la propria diversità. Il panottico digitale attribuisce senso, anche in termini di valutazione, a ogni gesto su di essa compiuto. La quantificazione numerica crea piacere, il consumo di questo piacere reso in forma sociale crea reddito psichicoReddito in senso stretto, perché questa misurazione e quantificazione ci fa sentire più ricchi in una prospettiva di investimento sul nostro futuro. Indica che il nostro agire è stabile, o in salita, oppure sta calando. Il tenere traccia delle piattaforme dunque non è puramente descrittivo, ma diventa prescrittivo perché ci induce a modificare le nostre abitudini in base a un optimum di crescita illimitata.A-Rivista Anarchica. Temi generali sono l'identità e la cura del sé, presi tra "addestramento procedurale" come delega totale al dispositivo commerciale e di contro come "esercizio cosciente" della propria capacità tecnica al fine di raggiungere attraverso l'autodifesa gradi sempre più elevati di autonomia digitale. È con questo testo che Ippolita comincia la sua critica alla Gamificazione e a introdurre il concetto di Pedagogia Hacker.
Tecnologie del Dominio Tecnologie del Dominio. Lessico Minimo di Autodifesa digitale è un volume panoramico di tutti i temi indagati nell'arco di una decade. Edito per Meltemi nel 2017 è costruito per lemmi e locuzioni (es. Pornografia Emotiva, Criptomoneta, Libertarianesimo, Tecnocrazia, Condivisione, Quantified Self) descritte in senso critico, come dicono gli stessi autori: “Un manuale di autodifesa digitale a modo nostro, con uno sguardo dichiaratamente politico, non neutrale, di parte. Un mosaico per forza di cose incompleto, composto con quello scetticismo metodologico, quella curiosa attitudine hacker che ci piace praticare”.
Hacking del sé