La strage di Vitoria è avvenuta il 3 marzo del 1976 nella città spagnola VitoriaSe cumplen 38 años de la matanza del 3 de marzo en Vitoria-Gasteiz , EITB, 3-3-2014.3 de marzo de 1976, un océano de valentía , Gara, 27-2-2011.El otoño de las castañas, El Correo, 25-9-2011.La verdad de una masacre , Deia, 4-3-2012.Adiós con demasiadas cuentas pendientes: Fraga muere sin responder por sucesos como la matanza del 3 de marzo , Diario de Noticias de Álava, 17-1-2012., pochi mesi dopo la morte del dittatore Francisco Franco e nel mezzo della transizione spagnola. Durante un giorno di sciopero, il Corpo di Polizia armata lanciò gas lacrimogeni per sgomberare i lavoratori che si erano riuniti in assemblea nella Chiesa di San Francisco de Vitoria, situata nel quartiere operaio Zamaraga, e sparò contro chi usciva dalla chiesa. L'intervento della polizia finì con 5 persone morte e più di 150 feriti da sparo.
Storia
Durante il mese di gennaio 1976, circa 6.000 lavoratori, iniziarono uno sciopero a Vitoria, contro il decreto sui limiti salariali ed in difesa di migliori condizioni di lavoro. Due mesi dopo, il 3 marzo 1976, convocavano per la terza volta uno sciopero generale al quale parteciparono la stragrande maggioranza dei lavoratori. Lo stesso giorno la polizia armata entrò nella Chiesa di San Francisco de Vitoria, nella quale era prevista un'assemblea di lavoratori e, rinnegando la decisione del parroco e del contenuto del Concordato, minacciò lo sfratto. Solo qualche secondo la polizia sparò, in un recinto chiuso e stipato di persone, gas lacrimogeni provocando indignazione e soprattutto panico. Quelli che uscirono sul davanti, mezzo soffocati e con i fazzoletti sulla bocca, furono brutalmente bastonati dalla polizia dai lati, mentre i camerati di fronte sparavano con mitra e pistole.
Rimasero uccisi: Pedro María Martínez Ocio, lavoratore delle 'Forjas Alavesas', di 27 anni, Francisco Aznar Clemente, panettiere e studente, di 17 anni Romualdo Barroso Chaparro, di Agrator, di 19 anni José Castillo, di Basa (Grupo Arregui), di 32 anni.
Due mesi dopo morirà Bienvenido Pereda, lavoratore del 'Grupos Diferenciales', di 30 anni. Due operai furono assassinati direttamente sul luogo dei fatti, quattro feriti gravemente, di cui tre moriranno, più di sessanta feriti gravi, metà dei quali con ferite da pallottola e centinaia di feriti lievi. A partire da questo momento si sviluppano violenti scontri e la polizia perse il controllo della città fino alle nove della notte, quando già arrivarono i rinforzi.
L'ultimo ferito di estrema gravità fu l'ispettore di polizia Antonio Losada, che quando si incontrava nella porta del Commissariato, gli tirarono una molotov che gli provocò bruciature su tutto il corpo.
Il sabato, Manuel Fraga Iribarne, allora Ministro del Governo e dell'interno, insieme a Rodolfo Martín Villa, Ministro delle relazioni Sindacali ed al Generale Campano, direttore della Guardia Civil, cercarono, visitando i feriti, di ridurre l'impatto di una decisione che svelava al mondo intero il vero volto, crudele e barbaro, della dittatura che essi rappresentavano. Quel giovedì, il Segretario generale del SPD della Germania cancellava la visita con Fraga, il quale partecipava ad una campagna diplomatica per "vendere" a livello internazionale la riforma approvata dalla monarchia, smascherata dal comportamento criminale della poliziaTestimonio de Manuel Fraga En busca del tiempo servido a través de La Tribuna del País Vasco.
Nonostante fosse ancora proibito il diritto di riunione, manifestazione e di sciopero, i sindacati convocarono scioperi in tutta la Spagna. Ebbero particolare importanza quelli della zona industriale di Madrid e Vitoria. L'8 marzo si tenne uno sciopero generale nei Paesi Baschi, durante il quale si produssero altri scontri che portarono alla morte di Vicente Antonio Ferrero nella città di Basauri. Gli scioperi generali ed altri scontri si verificano durante vari mesi.
Conseguenze
Questi incidenti accelerarono l'azione dell'opposizione democratica e la sua unità di azione. La Giunta Democratica e la Piattaforma di Convergenza si fusero nel Coordinamento Democratico o Platajunta il 26 marzo 1976. Questa nuova giunta fu in grado di esercitare una maggiore pressione politica sul governo, reclamando l'amnistia, la libertà sindacale, la democrazia e il rifiuto delle leggi riformiste.
Nel 2008, una commissione del Parlamento Basco considerò responsabili politici della strage ai '”titolari dei ministeri che intervennero in questo conflitto”: Manuel Fraga Iribarne, Ministro del Governo (in Germania durante i fatti, corrispondendogli essere “ministro del giorno”, incaricato di coprire l'assenza di altri ed assumere responsabilità ad Adolfo Suárez González); Rodolfo Martín Villa, Ministro delle relazioni Sindacali; Alfonso Osorio, Ministro di Presidenza.Resoluciones. Sobre los hechos ocurridos en Vitoria-Gasteiz el 3 de marzo de 1976 (Acuerdo del Pleno) , Boletin Oficial del Parlamento Vasco, VIII legislatura, 04/07/2008, nº 164, pp. 28245-28254.
L'Interpol richiese nel 2014 l'arresto preventivo con lo scopo di estradizione di diversi implicati nella strage.Interpol pide la detención preventiva de Martín Villa y otros 19 imputados por crímenes franquistas., Cadena Ser, 12 novembre 2014
Nel caso di Rodolfo Martín Villa, la giudice argentia María Romilda Servini de Cubría considera che è “responsabile della repressione” e che “i fatti di cui risulta responsabile” sono sanzionabili con l'ergastolo, riferendosi al delitto di omicidio con l'aggravante di essere stato commesso premeditatamente di due o più persone.
Per Servini, i delitti di Martín Villa e del resto degli imputati costituiscono crimine contro l'umanità ed i suoi responsabili sono soggetti a persecuzione secondo il principio di giurisdizione universale.
La giudice imputa le responsabilità anche ad Alfonso Osorio, Ministro della Presidenza che “assieme ad Adolfo Suárez González e Martín Villa decise che l'operazione fosse diretta da un comando unico in modo che coordinasse e mandasse a tutte le forze per ordine pubblico”. Servini chiede anche l'arresto e l'estradizione di Jesús Quintana, capitano del Colpo di Polizia armata a carico delle forze che assaltarono la chiesa.
Riconoscimenti delle vittime
Con la formazione del governo di José Luis Rodríguez Zapatero, il gruppo del Partito Nazionalista Basco formulò il 19 maggio del 2004 una domanda al Senato che trattava il chiarimento sui fatti di Vitoria. Il 16 giugno del 2011, il Partito Nazionalista Basco, Aralar, Eusko Alkartasuna, Ezker Batua-Berdeak presentarono una proposta al Parlamento Basco per includere alle vittime della strage di Vitoria nella Legge di riconoscimento delle vittime del terrorismo, che trattava il Congresso dei deputati. Anche se appoggiarono la necessità di una riparazione, il Partito Socialista di Euskadi-Euskadiko Ezkerra, il Partito Popolare ed Unione, Progresso e Democrazia rifiutarono considerarle come “vittime del terrorismo”. Il Partito Socialista considerò che questi fatti dovessero essere inclusi nella discussione sulle vittime di motivazione politica che sarebbe cominciata poco dopo nel Parlamento Basco. El Parlamento vasco rechaza incluir a los afectados del 3 de marzo de Vitoria en la Ley de Víctimas, Europa Press, 16 luglio 2011.
Per la prima volta, il 3 marzo del 2012, il Governo Basco omaggiò alle vittime della violenza poliziesca del 1976. La portavoce del Governo Basco e consulente di Giustizia Idoia Mendia, partecipò in un omaggio floreale accompagnata dai segretari generali dell'Unione Generale dei Lavoratori e Commissioni Operaie (sindacati ai quali erano affiliati i lavarotarori uccisi).El Gobierno vasco rinde homenaje por primera vez a víctimas de abusos policiales, El País, 4 marzo 2012.
Testo della registrazione della polizia
Questa è la trascrizione di una parte delle conversazioni tra le pattuglie responsabili dell'assalto alla chiesa, secondo le registrazioni esistenti della Banda Radio della Polizia:
Omaggi
Il cantautore catalano Lluís Llach scrisse il giorno dopo la canzone Campanate a morte in omaggio alle vittime. Canzone che tornerà ad interpretare per la commemorazione del trentesimo anniversario, in un concerto nel padiglione Fernando Buesa Arena di Vitoria. Il gruppo basco ska Betagarri dedicò una canzone a questi fatti nel suo disco Hamaika Gara, intitolata 1976 martxoak 3. Anche il gruppo Oi! di Vitoria Mossin Nagant scrisse una canzone dedicata alla strage di Vitoria. Allo stesso modo il gruppo punk Hachazo fa referenza a questi fatti in uno delle sue canzoni. Anche il gruppo basco Zarama compose nel 1983 la traccia Gasteizko gaua (Notte di Vitoria) in riferimento a questi fatti.
Monumenti
Note
Voci correlate
Transizione spagnola
Altri progetti
Collegamenti esterni RTVE: ¿Te acuerdas? - Sucesos de Vitoria el 3 de marzo de 1976 con immagini dell'archivio. Pubblicato il 4 marzo del 2010. Descripción de lo sucedido según la Asociación de Víctimas y familiares de Víctimas del 3 de Marzo «Masacre del 3 de marzo en Vitoria-Gasteiz (1976)», Biblioteca y Centro de Documentación del Artium, Vitoria. Lluís DANÈS: Llach, la revolta permanent, Mediapro / Bainet Zinema, 2006. «Lakua homenajea a los trabajadores tiroteados por la Policía Armada en 1976», El Mundo, 3 marzo 2012. «Las cuentas pendientes de don Manuel», Deia, 17 gennaio 2012. «Los fantasmas de Fraga», Público, 17 gennaio 2012. «El día en que la policía de Fraga disparó contra una asamblea», Público, 18 gennaio 2012. «La calle es mía», Diario Vasco, 17 gennaio 2012. «Testimonio de un maestro del barrio», La Tribuna del País Vasco, 3 marzo 2016
Categoria:Conflitto basco Categoria:Spagna contemporanea Categoria:Terrorismo di Stato