La monarchia è una forma di governo in cui la carica di capo di Stato è ricoperta da un re o da una regina oppure un qualsiasi altro sovrano nobiliare.

Esistono tre tipi di monarchia: la monarchia assoluta, in cui il re non è sottoposto a vincoli esterni o interni (che non siano la legge di successione, il diritto naturale o Dio stesso), la monarchia costituzionale, dove i poteri del re sono determinati e limitati da una costituzione e infine la monarchia parlamentare, dove il sovrano mantiene esclusivamente un ruolo cerimoniale e di conseguenza non governa (mantenendo poteri solo in via formale), lasciando al parlamento (o congresso) il potere legislativo mentre al governo quello esecutivo.

Esiste inoltre il fenomeno di monarchia costituzionale pura anche detta monarchia semi-costituzionale, dove il sovrano possiede il potere legislativo mentre un organo governativo possiede il potere esecutivo e giudiziario. Durante il Medioevo, le monarchie si sono rapidamente diffuse in tutta Europa e nella stragrande maggioranza degli stati al mondo. Con la fine dell'epoca feudale, le monarchie del mondo occidentale sono diventate la trazione principale della nascita dello stato moderno, burocratico e centralizzato, con l'accentramento di tutti i poteri decisionali ed amministrativi sulla figura del sovrano (assolutismo monarchico).

Le grandi rivoluzioni che tra la seconda metà del XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo hanno inaugurato l'età contemporanea hanno poi posto un limite alla monarchia assoluta, portando alla sua sostituzione con monarchie parlamentari (come nel caso inglese) o repubbliche (come in quello francese), in cui la vera sovranità viene attribuita al popolo e agli organi rappresentativi. Nel corso del XX secolo, gran parte delle monarchie sono state abolite per diverse cause come guerre, colpi di Stato o referendum. Attualmente, le monarchie sono solitamente parlamentari e il sovrano ha un ruolo quasi sempre rappresentativo (o è comunque sottomesso a un parlamento), sebbene in Arabia Saudita, Brunei, Eswatini e Città del Vaticano il sovrano abbia ancora poteri assoluti.

Etimologia L'etimo monarchia deriva dal termine del tardo latino monarchĭa, a sua volta derivato dal greco antico μοναρχία (monarkhía, "governo del singolo"), composto di μονο- (mono-, "solo, singolo") e -αρχία (-archìa, "comando"). Il vocabolo fu riferito per lungo tempo ad una figura a cui era affidato il potere assoluto, ma l'uso corrente del termine si riferisce perlopiù ad un sistema tradizionale di governo ereditario.

Descrizione A capo di tale forma di stato vi è il monarca che è considerato un membro a parte rispetto al resto delle persone dello stato che sono suoi sudditi.

Titoli monarchici Questi sono i titoli reali storicamente più utilizzati in diverse parti del mondo:

In Europa:

rex (in latino, da cui deriva rei in portoghese, galiziano, asturiano e catalano, rey in spagnolo, roi in francese, re in italiano, rege in rumeno); kuningaz (in proto-germanico, da cui derivano cyning in anglosassone, king in inglese, könig in tedesco, konink in olandese, kung o konge nelle lingue scandinave); király (in ungherese, lingua europea, ma non indoeuropea); basileus (in greco, che fu una magistratura con funzioni prevalentemente religiose nella polis classica) imperatore (o imperatrice), dal latino imperator (la massima carica militare della Repubblica Romana, che divenne funzione principale dell'imperatore romano).L'imperatore (o re dei re) è considerato un monarca di un impero, cioè di una grande struttura politica; che o è sovrastatale (al di sopra di più feudi, ciascuno dei quali può avere il proprio re, che in alcuni casi, come era comune nel feudalesimo, sono vassalli dell'imperatore), oppure è sovranazionale, cioè estende la sua sovranità su diverse nazioni. Il titolo era usato in comunione con, e in pratica equivalente a, quelli di Princeps, Augustus e Caesar. Da quest'ultimo, il cognomen di Gaio Giulio Cesare, derivano foneticamente i titoli di: Kaiser (in tedesco); Zar (in russo ed altre lingue slave); judike (in sardo, dal latino iudices, ossia giudice). L'associazione del ruolo di giudice con quello di re fu elemento ricorrente anche nel periodo dei Giudici di Israele e nel periodo dei Giudici di Castiglia;

Nel mondo islamico:

malik (in arabo, equivalente a re); califfo (in arabo, significante successore del profeta Maometto, massimo capo politico e religioso); emiro (in arabo, termine che indicò inizialmente un governatore provinciale per passare a designare un sovrano indipendente); sultano (in arabo, applicato principalmente nell'ambito dell'Impero ottomano, in cui il governo effettivo era affidato ai visir); imam (usato in Oman) raja (nome ufficiale del sovrano di Perlis, uno degli stati malesi); Yang di-Pertuan Agong (nome ufficiale del re della Malesia; una variante è Yang di-Pertuan Besar, nome ufficiale del sovrano di Negeri Sembilan);

In Africa:

negus (in Etiopia); askia (nell'Impero Songhai);

In Asia:

wang (in cinese, equivalente a re); Tian Zi (in cinese, tradotto in italiano con Figlio del Cielo); huangdi (in cinese, equivalente a imperatore); Tennō (in giapponese, equivalente a imperatore, anticamente mikado); Khan o Khanghan (nell'Impero Mongolo); Maharaja o rash (in sanscrito e hindī); Scià (in persiano, gli imperatori di Persia furono talora indicati come shāhān shāh, in italiano re dei re);

In Oceania:

o le ao o le malo (nome ufficiale dei Sovrani di Samoa);

Nelle Isole Canarie e nell'America precolombiana:

Mencey (tra i Guanci delle Isole Canarie); Cacicco (nei Caraibi, applicato dai colonizzatori a qualsiasi altra entità politica indigena delle Americhe); Tlatoani (in Nahuatl, dell'America centrale); ajaw (in Maya, dell'America centrale); cazonci o irecha (in Purépecha, dell'America centrale); inca (in quechua, nella zona andina del Sud America); Zipa e Zaque (in lingua chibcha, nella parte settentrionale delle Ande in Sud America);

Altri titoli nobiliari sovrani, principalmente europei e per la maggior parte di monarchie "federate" del Sacro Romano Impero Germanico:

Granduca Arciduca Barone Duca Conte Visconte Marchese Voivoda Principe Coprincipi Signore

Di solito, Granduchi, Principi e Duchi sovrani godono del trattamento di Altezza Serenissima; è il caso del Principe di Monaco e del Principe del Liechtenstein. Caso particolare è il Granduca di Lussemburgo, che ha il trattamento di Altezza Reale.

Forme di monarchia

Le forme di monarchia possono fondamentalmente essere ricondotte a tre: monarchia assoluta in cui il sovrano esercita tutti i poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario, coadiuvato da ministri o altri funzionari da lui nominati senza condizionamento alcuno. Egli comunque si ritiene sottoposto al diritto naturale e a Dio e non ha facoltà di alterare la legge di successione del regno a suo unico arbitrio. monarchia costituzionale, in cui il sovrano è limitato nei suoi poteri da uno statuto costituzionale: pur nella diversità dei casi, vi è comunque un parlamento che approva leggi, che entrano però in vigore solo se il sovrano le approva; il sovrano è titolare del potere esecutivo, pur esistendo un governo e spesso anche un primo ministro scelto dal sovrano; il potere giudiziario è amministrato da giudici nel nome del sovrano; monarchia parlamentare: in cui il sovrano è fortemente limitato nei suoi poteri da una costituzione, da un parlamento e da un governo, scelto normalmente dal parlamento o dal popolo e non dal sovrano. Quest'ultimo ha un potere perlopiù rappresentativo, ma in alcuni casi è a capo delle forze armate, può sciogliere il parlamento e porre un diritto di veto a leggi contrarie alla costituzione.

Successione al trono Quando il monarca cessa le sue funzioni, per morte, rinuncia o dimissioni (dette abdicazione) o destituzione, viene sostituito da uno nuovo: si parla dunque di successione al trono. La successione può essere ereditaria o elettiva.

Successione ereditaria Nella successione ereditaria il trono passa al figlio o in mancanza al parente più prossimo, nel contesto di una stessa famiglia, detta dinastia.

Si hanno fondamentalmente tre varianti a seconda della possibilità delle persone di sesso femminile di ereditare il trono: la legge salica, che esclude totalmente il sesso femminile nella successione (es. Liechtenstein, Marocco e Giordania); la legge semisalica, che privilegia il sesso maschile al femminile, pur non escludendo quest'ultimo: la figlia femmina di maggiore età eredita il trono in mancanza di figli maschi (es. Spagna e Principato di Monaco); la legge di primogenitura, dove ambo i sessi hanno la medesima priorità.

La legge di primogenitura era assente fino alla fine del secolo scorso nelle attuali monarchie europee. È stata progressivamente adottata dalle monarchie che hanno abbandonato la legge salica e la legge semisalica: Svezia (1980) e Norvegia (1990) hanno abbandonato la legge salica adottando quella di primogenitura; Paesi Bassi (1983), Belgio (1991), Danimarca (2009), Lussemburgo e Regno Unito (2011) sono passati dalla legge semisalica alla legge di primogenitura.

Successione elettiva Nel caso di monarchia elettiva, i sovrani sono eletti o nominati da un collegio elettorale a vita o per un periodo definito. Esempi storici di monarchia elettiva sono gli imperatori del Sacro Romano Impero o i monarchi della Confederazione polacco-lituana o del Regno di Haiti o Vaticano.

Analisi critica

Aristotele Aristotele in Politica, analizza la monarchia come una delle costituzioni giuste (monarchia, aristocrazia e politeia), cioè la inserisce tra quelle forme di governo che puntano al bene comune, in contrapposizione alle costituzioni corrotte (tirannia, oligarchia e democrazia), che mirano al bene di una parte della città.

Polibio Polibio identificò la monarchia come una delle tre forme di governo benigne (monarchia, aristocrazia e oclocrazia).

Analisi moderne Secondo Jean Bodin il sovrano assoluto si riveste di una sovranità che appartiene originariamente al popolo, ma di cui questo può spogliarsi in modo irrevocabile, conferendola a un principe. Ciò può avvenire per favorire l'opera di revisione e modernizzazione del diritto che il sovrano feudale, sostanzialmente custode delle tradizioni, non poteva svolgere appieno. In questo senso il sovrano assoluto, invece, è legibus solutus, cioè libero dal vincolo costituito dalla legislazione precedente. Il coinvolgimento a Corte della grande nobiltà favorirà questo processo di accentramento del potere, impedendo all'aristocrazia di ostacolare la burocratizzazione del territorio.

Il quadro della tutela dei diritti umani offerto dalle monarchie è stato talvolta criticato, eppure la medesima ricerca accademica politologica ha notato che:

Per converso, alcuni degli argomenti contrari alla sopravvivenza delle monarchie vanno maneggiati con cautela: secondo Karl Loewenstein, ad esempio, va abbandonato il tradizionale argumentum ad hominem contro le monarchie, secondo cui l'ereditarietà delle malattie per l'endogamia delle famiglie reali ne avrebbe indebolito la fibra necessaria per governare; tale argomento risuona di pregiudizi eugenetici utilizzati dal nazismoKarl Loewenstein, Political Reconstruction (1946) (§ Preview of Coming Events: The Chances of Monarchical Restoration)..

Storia

Preistoria La nascita della monarchia basa le sue radici sui domini risalenti all'età preistorica, i quali in seguito si evolsero in civiltà organizzate in strutture gerarchiche più complesse, come in Mesopotamia, nell'Antico Egitto e nella Valle dell'Indo. I più antichi monarchi di cui abbiamo traccia sono Narmer, Faraone dell'Antico Egitto (3100 a.C.) e Enmebaragesi, re sumero di Kish (2600 a.C.).