Mondello (Munneḍḍu in siciliano) è una frazione e località turistica della città di Palermo, in Sicilia. È compresa nella VII Circoscrizione del territorio comunale e insieme alle aree residenziali immediatamente limitrofe – la frazione dell'Addaura e la borgata di Partanna – forma il ventiduesimo quartiere di Palermo, Partanna-Mondello.
Nota per la spiaggia di Mondello-Valdesi, considerata la più celebre del capoluogo siciliano, tale località è designata come unità morfologica e geografica di notevole interesse per via della peculiare conformazione della costa e dell'estrema vicinanza con le due riserve naturali orientate comprese nel perimetro comunale: la R.N.O. Capo Gallo e la R.N.O. Monte Pellegrino. Queste ultime ricoprono una posizione di rilievo per lo studio della flora endemica siciliana, della geologia italiana, della paleontologia e dell'arte preistorica.
Alla baia di Mondello è connesso anche un interesse architettonico per la varietà di stili impiegati nel corso della sua trasformazione in città giardino nel primo Novecento, con particolare riferimento alle ville e strutture ricettive in stile Liberty costruite sotto l'operato della scuola di Ernesto Basile, che l'hanno resa un itinerario di rilievo per la storia dell'Art Nouveau in Italia e nel Mediterraneo.
L‘area è regolamentata dalla variante generale al P.R.G. di Palermo - approvata dall'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente - che ne tutela il rispetto del verde storico e dell'edilizia esistente, in gran parte di un certo pregio. In aggiunta, sull'area insiste un vincolo paesaggistico e monumentale entrato in vigore con il decreto del 6 settembre 1967 in materia di salvaguardia delle bellezze naturali e panoramiche della frazione, poi aggiornato e ampliato con il decreto del 23 marzo 1995.
Geografia fisica Territorio
Mondello sorge nella costa nord-occidentale di Palermo, attorno ad una baia semicircolare lunga circa 1.500 m e bagnata dalle acque del mar Tirreno meridionale, le cui estremità sono il Monte Pellegrino nel versante sud-orientale e il Monte Gallo in quello settentrionale. La frazione dista circa 7 km dal centro urbano del capoluogo, da cui risulta separata per mezzo del Parco della Favorita, area verde di 4 km² istituita nello spazio che in origine formava la vasta tenuta settecentesca del re Ferdinando IV di Borbone. La spiaggia di Mondello-Valdesi è composta da sabbia di origine organica, ossia formata da frammenti microscopici di conchiglie e gusci dei vari organismi marini proliferanti nella foresta di Posidonia al centro del golfo, che si depositano e accumulano nel fondale per poi venire trasportati a riva dalle correnti costiere. Tale conformazione è di solito attribuita ai litorali delle regioni a clima tropicale, come quelli del mare Caraibico, risultando atipica per una località mediterranea. Per la composizione calcarea dei grani e la loro estrema frammentazione, questa tipologia di spiagge è caratterizzata da sabbia di colore bianco, con proprietà rilucenti e con una consistenza particolarmente fine e morbida. Un suggestivo effetto cromatico è legato alla presenza di Miniacina miniacea, un foraminifero che conferisce delle sfumature rosate alla battigia con un'intensità maggiore nella stagione primaverile.
Nel versante più vicino al Monte Pellegrino, inglobato nei 1.050 ettari dell'omonima riserva naturale, sono presenti grosse bancate di calcari algali e livelli bioclastici databili all'Eocene inferiore-medio, oltre che lembi di calcareniti, sedimenti consolidati del pavimento di alcune grotte e infine terre rosse continentali di riempimento di fessure, databili all'incirca tra il Pliocene superiore e il Pleistocene inferiore. Questi affioramenti, già oggetto di studio da parte di naturalisti e paleontologi dal XX secolo, presentano notevole importanza per la moderna paleontologia per le faune vertebrate da essi restituite. Il carattere endemico di queste ultime, conseguente all'isolamento, fanno ritenere che la conformazione della Sicilia occidentale fosse a quel tempo molto articolata, con gli attuali rilievi componenti un arcipelago di cui Monte Pellegrino doveva costituire uno degli isolotti.
La porzione di costa alle pendici del Monte Gallo, che chiude a nord il golfo di Mondello, è caratterizzato dal trottoir a vermeti, una piattaforma carbonatica rara nel Mediterraneo, composta da organismi viventi i cui gusci calcarei si calcificano a pelo d'acqua saldandosi l'uno a l'altro, costruendo un "marciapiede" biologico lungo circa 5 metri. È anche presente una scogliera, composta per la maggior parte da scogli fuoriuscenti dall'acqua, che delimita la sezione di spiaggia inclusa nella Riserva naturale orientata di Capo Gallo.
Quest'ultima è un'area di quasi 586 ettari situata attorno al massiccio carbonatico formatosi tra il periodo del Mesozoico e l'Eocene. All'interno sono presenti numerose cavità e grotte, come la Fossa del Gallo, la Grotta Perciata, di notevole interesse paleontologico, dove sono stati ritrovati resti di vertebrati fossili quali l'elefante nano, l'ippopotamo ed il cervo risalenti al Paleolitico superiore, e la Grotta Regina, una vasta caverna formatasi per erosione marina ed utilizzata come santuario punico, oltre che come rifugio per piccole comunità di età tardo-romana, bizantina ed araba nel corso del tempo.
Flora L'appena citata riserva di Capo Gallo da un lato e la riserva naturale orientata di Monte Pellegrino dall'altro permettono a Mondello di vantare una ricca flora rupestre, che comprende diverse specie endemiche o rare. Le falesie a picco sul mare del versante settentrionale presentano le condizioni ottimali per la conservazione di specie tipiche degli habitat sub-montani della Sicilia e le pareti rocciose favoriscono l'insediamento di una componente floristica ricca sia di elementi ad ampia distribuzione, sia di numerose e rare entità endemiche di particolare interesse fitogeografico. Per tale motivo, Mondello ha una particolare rilevanza nello studio della flora endemica siciliana. L'intera frazione è ricca di palme e palme nane, mentre le formazioni più diffuse di vegetazione arborea sono quelle miste di pini, eucalipti, cipressi e oleandri. Inoltre, in corrispondenza di viale degli Iris, nel tratto compreso tra il viale Principe di Scalea ed il viale dei Pioppi, è presente una delle più belle gallerie di ficus benjamina della città.
Fauna L'elevata diversità ambientale determina anche la varietà delle comunità faunistiche, garantendo i delicati equilibri caratteristici di ogni biotopo. L'eterogeneità delle tipologie vegetazionali riscontrate, sia a carattere naturale o semi-naturale, sia di tipo artificiale, come le colture arboree, insieme alla particolare geomorfologia del luogo, caratterizzata da versanti con esposizione differente, fanno sì che a Mondello possano coesistere una pluralità di habitat, tra cui spiccano quelli di interesse ornitologico.
L'avifauna comprende con certezza 41 specie nidificanti, distribuite sul territorio in maniera differente in relazione alle proprie necessità ecologiche. In tutta la zona si registra un'ampia e consolidata presenza di fringillidi come il verdone, il verzellino e il fringuello, la cui abbondanza è testimoniata dai tipici canti primaverili che compongono il paesaggio sonoro di Mondello fino al termine della stagione. Altre specie notevolmente distribuite sono il gabbiano reale, il gruccione, il fanello e il cuculo; tra gli svernati sono comunissimi il pettirosso e il lui piccolo. I boschi che si estendono in prossimità della Riserva di Monte Pellegrino rappresentano una delle tre esclusive aree di riproduzione in Sicilia del crociere delle pinete e del crociere fasciato: ciò rende di fondamentale importanza la salvaguardia delle formazioni arboree che oggi popolano il versante sud-orientale.
Entrambe le riserve presentano le condizioni ottimali per ospitare alcuni rapaci legati alle pareti rocciose, quali il falco pellegrino, il gheppio e la poiana tra le specie diurne; l'allocco e il barbagianni tra quelle notturne. Tra i passeriformi si contano invece il corvo imperiale, il passero solitario, la passera spagnola, il merlo e la cinciallegra.
Inoltre, la particolare posizione della baia ha una grande importanza per la migrazione e la sosta invernale di numerose specie di uccelli, che seguendo la propria rotta passano quasi obbligatoriamente dalla zona di Mondello. Storico è il transito di gru e cicogne bianche, così come di tortore e quaglie (quest'ultimo descritto in maniera accurata dal naturalista Pietro Doderlein), nonché di predatori come il falco pecchiaiolo e il nibbio bruno. Numerose sono anche le specie che vi trascorrono l'intero inverno, quali lo storno comune, la ballerina bianca e la passera scopaiola.
Tra i mammiferi, gli esemplari di maggiore interesse registrati nelle due riserve sono la volpe, la donnola, il coniglio selvatico e, di particolare rilievo, la crocidura siciliana, specie presente soltanto nell'Isola.
Clima La mole del promontorio di Capo Gallo, schermando l'entroterra dai venti freddi di nord-ovest, contribuisce al clima mite che caratterizza la baia di Mondello e la Piana dei Colli, non riuscendo tuttavia a bloccare le raffiche che irrompono da ponente attraverso il corridoio di Sferracavallo, che in certi casi possono manifestarsi con particolare violenza. Le giornate sono spesso ventilate grazie alle continue brezze mediterranee e tirreniche, fatta eccezione per le settimane in cui lo scirocco porta le temperature a valori decisamente alti e con tassi di umidità poco elevati.
Si rileva che nel corso dell'anno le temperature sono in media più basse rispetto a quelle registrate nel centro cittadino. Come per il resto di Palermo, le precipitazioni si concentrano con più intensità nel periodo compreso tra ottobre e marzo. Nella stagione autunnale, per quanto soleggiata, non è insolito che sulla città si abbattano nubifragi improvvisi e, in certi casi, parecchio irruenti. Le primavere sono tiepide, con possibilità che le temperature scendano in alcune settimane a causa delle bordate fredde dalla penisola balcanica.
Molto raramente Mondello - come altre località tirreniche della Sicilia - può essere ricoperta da un sottile quanto suggestivo nevischio. Ciò si verifica in casi di giornate invernali più fredde della norma, come nel caso del 30 e del 31 dicembre 2014.
Origini del nome L'origine etimologica del nome Mondello, che dalle testimonianze storiche risulta essere utilizzato già dal XVI secolo, è incerta e coesistono oggi più versioni. Secondo la più accreditata, si tratterebbe di una corruzione dell'arabo al mondellu, tradotto in "palude", poiché nei secoli di dominio islamico sulla Sicilia il territorio era caratterizzato dalla presenza di un vasto pantano. Altri studiosi ritengono che derivi dal latino Mons Deli, con cui si identificava l'attuale Monte Gallo, chiamato Monte di Delo in riferimento all'isola natale del dio Apollo. Potrebbe altresì provenire dalla parola siciliana munnieddu o munneddu, un'unità di misura di derivazione araba utilizzata fino al periodo borbonico ed equivalente a 272,82 are, che doveva corrispondere all'estensione dell'antica Mondello.
Per quanto riguarda la zona di Valdesi, questa prende il nome con buona probabilità da una tenuta seicentesca appartenuta alla famiglia spagnola dei Valdez, che in seguito ai cospicui guadagni ottenuti durante il periodo dell'inquisizione fece costruire in tale area un baglio, poi convertito in villa. Meno attendibile risulta l'ipotesi secondo cui la denominazione attuale faccia riferimento ad un'antica comunità valdese, di cui non si registrano sufficienti tracce.
Storia Preistoria ed età antica