Il Trasporto 81 è stato un convoglio della deportazione dall’Italia ai lager nazisti partito dal campo di transito di Bolzano-Gries il 5 settembre 1944 con destinazione Flossenbürg dove arrivò il 7 settembre 1944.

Definizione La definizione di Trasporto 81 deriva dal lavoro di ricostruzione della deportazione condotto da Italo Tibaldi, sopravvissuto del campo di concentramento di Mauthausen. Tibaldi ha attribuito un numero progressivo ai trasporti della deportazione dall’Italia a partire dal primo trasporto successivo all’annuncio fatto l’8 settembre 1943 dell’armistizio di Cassibile.I trasporti identificati da Tibaldi sono stati 123. p. 11.

Il termine “trasporto” è una traduzione letterale dal tedesco di Transport come precisato nella prefazione del libro di Tibaldi: “questa stessa ricerca … invita a scoprire cosa si nasconda dietro questa parola … all’apparenza neutrale – come del resto molti dei termini tecnici usati dai nazisti per celare con cinici eufemismi la realtà dello sterminio – e densa di significati solo per chi ha vissuto in prima persona quella esperienza.“ pp. 14-15.

Il Trasporto 81 fu il primo dei tre trasporti partiti da Bolzano con destinazione Flossenbürg.Gli altri due trasporti sono stati il numero 113, arrivato il 20 dicembre 1944 e il numero 118, arrivato il 23 gennaio 1945. p. 148.

Numero di deportati nel trasporto 81 La stima di Tibaldi di un totale di 1459 deportati deve essere ridotta in quanto basata su una sequenza non corretta dei numeri di matricola attribuiti alla data dell’arrivo del convoglio (compresi secondo i dati di Tibaldi tra il 20374 e il 21832). p. 96. Da un esame dei libri matricola di Flossenbürg conservati negli Archivi Nazionali degli Stati Uniti, Washington D.C. e consultabili in copia presso il memoriale del Campo di concentramento di Flossenbürg, il totale dei deportati arrivati da Bolzano e registrati il 7 settembre 1944 è di 432. Infatti la sequenza di numeri consecutivi di matricola va dal 21402 al 21834, ma comprende un deportato russo (matricola 21535) che risulta invece essere arrivato a Flossenbürg l'11 settembre 1944. I dati sono confermati dalle certificazioni conservate presso l’International Tracing Service di Bad Arolsen.le schede dei deportati riportate in sono state integrate sulla base delle certificazioni conservate presso l'International Tracing System, come specificato a pp. 38-39. Alcune pubblicazioni precedenti, come la prima edizione del libro di erano basate sull’elenco di Tibaldi (indicata da Venegoni come “fonte n. 6”), che talvolta non registrava il luogo di nascita dei deportati. La seconda edizione del libro di integrava i dati con quelli dell’elenco redatto da Valeriano Puccini Zanderigo (indicata da Venegoni come “fonte n. 6 bis”), che a Flossenbürg ha copiato i microfilm dei registri ufficiali del campo, annotando le generalità degli italiani e includendo anche il luogo di nascita dei deportati. Tuttavia, la trascrizione risentiva della particolare grafia dello scrivano che stilò l’elenco a Flossenbürg, causando errori e duplicazioni che sono stati emendati da

I 432 deportati del trasporto 81 fanno parte dei 1798 italiani per i quali Flossenbürg è stato il primo campo di arrivo. p. 75. Tuttavia il trasporto era originariamente composto da 433 deportati perché includeva Mario Del Riccio, che risulta essere evaso dal convoglio prima dell'arrivo a Flossenbürg.Mario Del Riccio, nato a San Giovanni Valdarno nel 1903, carpentiere metallurgico, comunista, già schedato nel Casellario Politico Centrale dal 1931 e confinato a Lipari. . Secondo quanto riportato in risulta dai registri del carcere di San Vittore detenuto nell’agosto 1944 nel camerone 8 del VI raggio, in compagnia di tre dei fucilati di piazzale Loreto (il nipote Renzo Del Riccio, Salvatore Principato, Eraldo Soncini) e di Mario Folini e Alessandro Zapata che faranno parte con lui del Trasporto 81.

Scopi del trasporto Il trasporto fa parte della cosiddetta deportazione politica, diversa da quella razziale, pp. 65-77. rappresentando un esempio sia di repressione delle opposizioni al nazifascismo (comprendeva militari che erano rimasti fedeli al giuramento al Re d’Italia e non avevano quindi aderito all’esercito della Repubblica Sociale Italiana, partigiani, componenti locali del Comitato di Liberazione Nazionale, o antifascisti già schedati nel Casellario Politico Centrale), ma soprattutto un prelievo di manodopera per la produzione bellica nazista. Infatti un numero consistente era costituito da operai delle fabbriche italiane decimate da arresti individuali, retate e rastrellamenti e comprendeva operai arrestati dopo gli scioperi del marzo 1944 che non erano già stati deportati nel frattempo.

Date le finalità non erano inclusi in questo trasporto donne e bambini, e i 4 ebrei presenti non furono classificati come tali.dai libri matricola di Flossenbürg: Franchetti Leonardo (n. 21519), Lombroso Prospero (n. 21585), Karfunkel Josef (n. 21775) registrato come cittadino croato, Cogo Guglielmo (n. 21452). Il nome completo era Guglielmo Enrico Cogo. La moglie Emilia Levi fu a sua volta deportata e morì ad Auschwitz. http://www.nomidellashoah.it/. A tutti fu infatti assegnato a Flossenbürg il triangolo rosso e tutti furono classificati come "Italianer Schutzhäftlinge" (deportato per motivi di sicurezza) con le sole seguenti eccezioni: un sacerdote classificato quindi come "Geistlicher",dai libri matricola di Flossenbürg: Agosti Giannantonio (n. 21694). un cittadino russo,dai libri matricola di Flossenbürg: Eganov Georgy (n. 21567). un croato,dai libri matricola di Flossenbürg: Karfunkel Josef (n. 21775). due tedeschidai libri matricola di Flossenbürg: Weber don Hans (n. 21776) e Mertel Manfred (n. 21816). e un argentinodai libri matricola di Flossenbürg: Re Mario (n. 21806). che si trovavano comunque nel campo di Bolzano.

Composizione del trasporto Un numero consistente dei deportati (almeno 170) era stato trasferito al campo di transito di Bolzano-Gries dal carcere di San Vittore di Milano il 17 agosto 1944, una settimana dopo la strage di Piazzale Loreto.I dati si basano sulle copie del registro delle entrate e delle uscite dal carcere milanese di San Vittore custodite dalla Fondazione Memoria della Deportazione e risalenti al periodo marzo-novembre 1944. L’originale di uno di questi registri si trova presso il Museo di Storia contemporanea di Milano. Degli altri originali si ignora la collocazione attuale. Nei registri erano annotati oltre al nome e il cognome del recluso, il suo numero di matricola, il “braccio” del carcere e la cella. Tali informazioni sono incluse e riferite come Fonte 11 nelle schede individuali riportate da p.43. Ci furono solo poche eccezioni alla inclusione nel trasporto 81 tra quelli arrivati il 17 agosto 1944 da San Vittore, il che fa pensare a una programmazione ben precisa secondo accordi tra le autorità naziste e quelle della RSI.Tale interpretazione è data da p.25, secondo il quale erano 150 i deportati provenienti il 17 agosto da Milano. Si devono inoltre considerare le numerose duplicazioni di nomi rispetto all'elenco corretto del trasporto 81 da attribuire probabilmente a trascrizioni errate delle generalità e alla mancata indicazione di luogo e data di nascita nei registri di San Vittore. Per tale motivo è da considerare in eccesso anche il numero totale di 7982 deportati calcolati come transitati nel campo di Bolzano.

Altri 10 componenti del trasporto 81 erano stati trasferiti a Bolzano dal campo di Fossoli, evacuato nel luglio 1944 a causa dell’avanzare degli alleati dal Sud Italia. Un altro numero consistente era stato invece arrestato in Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e non risulta essere passato per il carcere di San Vittore.Il luogo della cattura è ricavato per molti casi dal supplemento della Gazzetta Ufficiale n. 130 del 22/5/1968 che riporta gli elenchi nominativi delle domande accolte per gli indennizzi a cittadini italiani colpiti da misure di persecuzione nazionalsocialiste di cui alla legge 6 febbraio 1963, n. 404. Per quanto riguarda il trasporto 81 le domande di indennizzo accolte erano state presentate da 53 deportati sopravvissuti o dai familiari (vedove, orfani o collaterali) di 151 deceduti. Oltre al luogo della cattura sono indicati in tali elenchi luogo e data di nascita e domicilio del deportato. Si presume che tali dati siano più attendibili rispetto ai dati presenti in altri documenti, da ritenersi in molti casi imprecisi a causa di vari motivi (errori di trascrizione, false dichiarazioni al momento dell’arresto o dell’arrivo a Flossenbürg, etc). Altri deportati provenivano dalle carceri di Verona.

Permanenza a Flossenbürg o trasferimenti ulteriori La selezione per i successivi trasferimenti in altri campi e sottocampi nazisti fu fatta a Flossenbürg tra la fine del mese di settembre e l’inizio di ottobre 1944, dopo il periodo della cosiddetta quarantena trascorsa nella baracca 23. Un centinaio di deportati rimase però a Flossenbürg, in certi casi impiegati nelle cave di granito adiacenti al campo o nella fabbrica di parti di aereo della Messerschmitt impiantata nei pressi delle cave. Ad altri furono risparmiati i lavori forzati per motivi anagrafici (per esempio i maggiori di circa 50 anni e i minorenni). I minori di 18 anni furono destinati alla baracca 19, chiamata nel gergo del campo "Kindergarten" (giardino d'infanzia).

Hersbruck Il primo grosso trasferimento di deportati del trasporto 81 fu fatto il 30 settembre 1944 per Hersbruck, sottocampo dello stesso campo di Flossenbürg. Secondo i documenti ufficiali dell’International Tracing Service di Bad Arolsen risultano trasferiti il 30 settembre 1944 a Hersbruck 172 dei 432 deportati del trasporto 81. Altri due furono trasferiti a Hersbruck successivamente, il 20 gennaio 1945.

Kottern-Weidach, Lengenfeld, Mauthausen Un altro trasferimento numericamente rilevante (61 deportati) fu quello partito il 7 ottobre 1944 per Kottern-Weidach, sottocampo di Dachau, dove esisteva una fabbrica tessile che era stata trasformata in fabbrica di parti di aereo della Messerschmitt. Lo stesso 7 ottobre 1944 altri 6 deportati furono destinati a Augusta (Augsburg), un altro dei sottocampi di Dachau, non lontano da quello di Kottern. Oltre ai trasferimenti comprendenti poche unità o singoli deportati, gli altri trasferimenti più consistenti furono quello dei 26 deportati dell’11 ottobre 1944 per Lengenfeld, sottocampo di Flossenbürg, e quello dei 24 deportati del 23 ottobre 1944 per Mauthausen. A Lengenfeld era stata impiantata una fabbrica di aerei della Junkers. Il campo di Mauthausen con il suo sottocampo principale di Gusen erano invece la base per il lavoro forzato in cave, fabbriche di armi, mine, munizioni e aerei da guerra della Messerschmitt.

Altri campi e sottocampi