Roiate è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Geografia fisica Territorio
Si erge sulle pendici occidentali del Monte Scalambra, ultima propaggine della catena montuosa dei monti Ernici, a 697 metri sul livello del mare.
Posto su una sella di confine dove corre lo spartiacque del Sacco e dell'Aniene, offre tra i panorami più suggestivi del centro Lazio con vista ultima sul Mar Tirreno.
Clima e Classificazione climatica: zona E, 2430 GR/G
Storia Sicuramente abitata prima della fondazione di Roma, fu una base di osservazione sul confine est degli Equi (Aequi), antico popolo italico stanziato fra l'attuale alto Lazio e l'Abruzzo. Nel suo territorio residuano numerose evidenze archeologiche, mai indagate sistematicamente, di piccoli villaggi (vici) e roccaforti d'altura (oppida), testimoniate dai resti di mura poligonali. La posizione orografica offriva una visibilità unica sulla piana latina verso sud e sul territorio degli Ernici e dei Volsci, permettendo il controllo dei percorsi montani legati alla transumanza.
L'attuale abitato, agglomerato nella tipica forma di incastellamento completata intorno all'XI secolo, pur non conservando costruzioni singolarmente degne di nota, deve la sua bellezza all'intrico delle viuzze e degli slarghi a corte chiusa. L'intero paese antico, visto dall'alto, rivela l'originale struttura su uno sperone di arenaria a forma di prua navale, con le case costruite a picco, tanto da non aver mai avuto bisogno di una cinta muraria di difesa. La vocazione di controllo sulla valle del Sacco e su quella dell'Aniene era indispensabile all'interno dell'organizzazione territoriale di appartenenza, ossia l'antica e millenaria Abbazia Territoriale di Subiaco, la cui origine risale alla presenza di San Benedetto in quei territori.
La tradizione locale vuole che a Roiate, su un masso, abbia lasciato un'impronta del proprio corpo dormiente San Benedetto da Norcia. Per custodire la roccia contenente la reliquia del Santo fu eretta una chiesa.
Nel corso dei secoli, questo masso ha attirato l'interesse di numerosi viaggiatori ed è stato citato in molteplici testimonianze. I racconti riportano fedelmente gli stessi avvenimenti, che hanno continuato a vivere nel tempo grazie alla profonda devozione del popolo roiatese.
L'impronta del Santo ha dato origine anche a una particolare tradizione legata a una "sudorazione" ricorrente. Questo fenomeno è ampiamente documentato da numerose comunicazioni conservate nell'Archivio Diocesano, che ne provano l'effettivo avvenimento nei secoli.
La cosiddetta "sudorazione" consiste nella formazione di una serie di gocce di liquido che scaturiscono dall'impronta e si raccolgono ai piedi della pietra usata come giaciglio dal Santo. Nel tempo, questo liquido è stato utilizzato nella medicina popolare come ultima risorsa per i moribondi.
Essendo Roiate posizionato in un territorio di confine, entrò a far parte della sede suburbicaria di Palestrina, dalla quale dipendeva per gli affari ecclesiastici, mentre per i diritti feudali soggiaceva all'Abbazia di Subiaco, che esercitava la sua giurisdizione in campo civile e amministrativo. Nel 962 Roiate viene menzionato in una pergamena conservata nell'Archivio Monastico Territoriale e l'11 gennaio 967, nel cosiddetto "Diploma di Ottone I", gran parte delle terre di Roiate furono confermate come beni dei monaci di Subiaco. In tale documento il borgo appare come "domus culta" e casale sotto il nome di Luroiate.
Poiché in tutto il suo territorio erano presenti numerose sorgenti, tra le quali una denominata fonte Roia, si suppone che da questo toponimo risalirebbe una delle ipotesi sulla nascita del nome Roiate. Un'altra ipotesi è che il nome possa nascere dalla radice indoeuropea “Rō- / Rōia-” (corrente, ruscello), da cui deriva la parola italiana dialettale o arcaica roia/roggia (canale d'acqua, fossato) e dalla desinenza longobarda -ate, tipica dei toponimi legati ai luoghi occupati sin dal VI secolo dai Longobardi, i quali penetrarono in queste valli nella loro discesa verso il Sud Italia e contribuirono alla nascita dei caratteristici paesi arroccati sui colli che definiscono ancora oggi il paesaggio attuale.
In tutta la storia documentale antica che riguarda Roiate vi è la numerosa presenza di uomini e donne i cui nomi sono di origine longobarda i quali con donazioni, accordi e conferme di sudditanza hanno lasciato la loro testimonianza in pergamene e documenti conservati nell'Archivio Monastico di Subiaco.
Nel 1174 Landolfo Raone, proveniente da un ramo dei conti longobardi di Ceccano, occupò Roiate e Roccasecca con l'astuzia e la forza. L'abate sublacense Simone dovette rivolgersi a papa Alessandro III, il quale scomunicò Raone; dopodiché, con le armi, lo costrinse a restituire i castelli, i quali tornarono ai monaci sublacensi. Nel 1270 il borgo di Roiate e Roccasecca ebbero di nuovo una certa "libertà", sancita dai monaci con un accordo che stabiliva, dietro il pagamento di una tassa annuale, una prima forma di rappresentatività nell'Assisa Abbaziale con quattro delegati della comunità, anticipo storico delle libertà comunali rappresentati dalle allora Corporazioni dei Mestieri.
Nel 1435 Roiate prese parte, con il Castello di Affile e Ponza (l'attuale Arcinazzo Romano), alla distruzione del Castello di Roccasecca, che fu assediata e conquistata per fame. Il borgo fu raso al suolo e gli abitanti deportati nei tre paesi vincitori. Sulla cima del colle dove sorgeva il castello sono tuttora visibili i resti dell'abitato e delle case rase al suolo. Da questo fatto storico nasce il detto locale: "Ponza, Affile e Rujate sò tre cani arrabbiati".
Per tutto il Medioevo Roiate restò di fatto sotto il governo prima degli abati claustrali e curiali, e poi sotto quello dei cardinali commendatari fino a quando, nel 1753, papa Benedetto XIV abolì il potere dei cardinali commendatari su Roiate e su altri 17 castelli, ponendoli sotto la Congregazione del buon governo.
La storia e le vicissitudini del paese hanno sofferto sempre di un certo isolamento economico e culturale dovuto alla condizione del territorio e all'assenza fino agli anni '60 di una viabilità soddisfacente. Questo ha permesso una conservazione del suo territorio boschivo e montano pressoché intatto e di tradizioni locali ancora presenti e vive.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Tommaso Chiesa di San Benedetto (con impronta del corpo del Santo lasciata su un masso di pietra) Santuario della Santissima Trinità Santuario della Madonna delle Grazie Resti delle chiese di San Salvatore, San Rocco, Santa Maria
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2015 a Roiate risultano residenti 11 cittadini stranieri (1,49%).
Tradizioni e folclore Sant'Antonio - 17 gennaio Madonna delle Grazie - seconda domenica di maggio Santissima Trinità - cade la domenica successiva alla Pentecoste Inchinata - 14 agosto Maria Santissima Assunta - 15 agosto San Rocco - 16 agosto (gnoccata in piazza) San Benedetto - IV domenica di agosto (fiaccolata benedettina) SS. Salvatore - 9 novembre
Amministrazione Antonio Proietti dal 31/05/2015
Altre informazioni amministrative Fa parte della Comunità Montana dell'Aniene Fa parte dell'Unione dei Comuni Alta Valle del Sacco (Olevano Romano, Bellegra, Rocca Santo Stefano e Roiate).
Note
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