La battaglia di Morotai, parte della guerra del Pacifico, ebbe inizio il 15 settembre 1944 e continuò fino alla conclusione del conflitto mondiale nell'agosto 1945. I combattimenti ebbero inizio quando forze statunitensi ed australiane sbarcarono nel sudovest di Morotai, un'isola nelle Indie orientali olandesi, che serviva agli alleati come base di partenza per la liberazione delle Filippine. Le forze d'invasione erano di gran lunga numericamente superiori rispetto a quelle dell'Impero giapponese che difendevano l'isola e gli alleati raggiunsero i loro obiettivi in due settimane. Rinforzi giapponesi giunsero sull'isola tra settembre e novembre ma mancavano di rifornimenti per attaccare in maniera efficace gli alleati. I combattimenti proseguirono sporadicamente fino alla fine della guerra, con le forze giapponesi che subirono grandi perdite a causa di malattie e mancanza di cibo.
Morotai si trasformò in una base alleata poco dopo l'invasione e due grandi aeroporti furono costruiti e resi funzionanti già in ottobre, essi insieme ad altre infrastrutture ebbero un importante ruolo nella liberazione delle Filippine. Torpediniere ed aerei di base sull'isola attaccarono le forze giapponesi presenti in tutte le Indie orientali olandesi. Nel 1945 queste basi furono ampliate e vennero usate per supportare la campagna del Borneo, rimanendo importanti centri logistici e di comando fino a quando gli olandesi non ripreso il controllo.
Preludio Morotai è una piccola isola localizzata a nord di Halmahera nell'arcipelago delle Molucche nell'odierna Indonesia, la maggior parte dell'isola è montagnosa e coperta da giungla. Prima dello scoppio della guerra aveva una popolazione di circa abitanti ed era governata dagli olandesi attraverso il sultanato di Ternate, nel 1942 i giapponesi la occuparono durante la Campagna delle Indie orientali olandesi, ma non la presidiarono né vi costruirono basi.
All'inizio del 1944 l'area diventò di importanza strategica per i giapponesi che iniziarono a costruire basi sulla vicina isola di Halmahera facendo diventare quest'ultima un'importante posizione per la difesa dell'approccio alle Filippine meridionali.Smith (1953), p. 460. Nel maggio 1944 la 32ª Divisione giapponese arrivò su Halmahera per difendere le sue nove piste aeree, dopo aver subito gravi perdite nell'affondamento di numerose navi, silurate da sottomarini statunitensi, che la stavano trasportando dalla Cina.Willoughby (1966), p. 273. Due battaglioni del 211º Reggimento fanteria furono inizialmente inviati a Morotai dove stava venendo costruito l'aeroporto nella piana di Doroeba, a causa di problemi nel drenaggio della pista la costruzione venne abbandonata ed entrambi i battaglioni fecero ritorno ad Halmahera a metà luglio.Willoughby (1966), pp. 348–349. Gli alleati vennero a conoscenza, grazie ad intercettazioni radiofoniche, che Halmahera era fortemente difesa mentre Morotai non lo era.Drea (1992), p. 153.
Nel luglio 1944, il generale Douglas MacArthur, comandante delle forze alleate del Pacifico Sud-occidentale, selezionò Morotai per costruirvi basi aeree e navali per supportare la successiva invasione di Mindanao, pianificata per il 15 novembre.Smith (1953), pp. 450–451. All'occupazione di Morotai fu dato il nome di Operazione Tradewind. Gli sbarchi furono pianificati per prendere luogo il 15 settembre, lo stesso giorno in cui la 1ª Divisione Marine doveva sbarcare su Peleliu, in modo tale che la Flotta statunitense del Pacifico potesse proteggere entrambe le operazioni da eventuali attacchi giapponesi.Taafe (1998), p. 218.
In quanto gli alleati si aspettavano poca resistenza decisero di sbarcare vicino all'aeroporto nella piana di Doreba, due spiagge sulla costa sud-occidentale dell'isola furono selezionate e denominate Red Beach e White Beach. Il piano degli alleati prevedeva che i tre reggimenti della 31ª Divisione di fanteria avanzassero per occupare la piana di Doreba, ma visto che il resto dell'isola non aveva alcun valore strategico, non era prevista un'avanzata ulteriore alla creazione di un perimetro per la difesa degli aeroporti.Smith (1953), pp. 475–477. Piani per la costruzione di altri aeroporti ed installazione navali furono preparati prima degli sbarchi e la posizione per queste basi fu decisa prima del 15 settembre.Office of the Chief Engineer, General Headquarters, Army Forces Pacific (1951), p. 272.
Schieramenti Quando gli alleati sbarcarono su Morotai essa era difesa da circa 500 soldati giapponesi appartenenti per la maggior parte alla 2ª Unità provvisoria d'assalto che arrivò sull'isola tra il 12 ed il 19 luglio 1944 per rimpiazzare la 32ª Divisione. La 2ª Unità provvisoria d'assalto era formata da quattro compagnie composte da ufficiali giapponesi e soldati provenienti da Formosa. Altre piccole unità di fanteria, polizia militare ed unità di supporto erano presenti sull'isola. Il maggiore Takenobu Kawashima, comandante della 2ª Unità provvisoria d'assalto, schierò la sua unità nel settore sud-occidentale dell'isola ed inviò piccole unità a stabilire avamposti attorno alla costa di Morotai, il più grande di questi fu costruito su capo Sopi e presidiato da circa 100 soldati.Smith (1953), p. 460 and Willoughby (1966), pp. 349–350.Rottman (2002), p. 253. Le truppe giapponesi sarebbero state numericamente scarse in caso di attacco alleato, venne quindi deciso di costruire basi fittizie e di usare altri stratagemmi per far pensare che Morotai fosse fortemente difesa.
Le forze alleate assegnate all'invasione erano cento volte numericamente superiori a quelle giapponesi, il 20 agosto la Task Force Tradewind fu messa al comando del Maggior generale Charles P. Hall, essa era composta da soldati dell'esercito statunitense e membri dell'aviazione statunitense e aviazione australiana. La Task Force Tradewind era sotto il comando della 6ª Armata statunitense ed i suoi elementi combattenti erano, al comando del XI Corpo, la 31ª Divisione fanteria ed il 126º Reggimento della 32ª Divisione fanteria, la 6ª Divisione fanteria fu lasciata in riserva in Nuova Guinea.Krueger (1979), p. 126 and Smith (1953), p. 463. Il generale MacArthur accompagnò le forze da sbarco a bordo della USS Nashville ma non prese il comando diretto delle operazioni.Manchester (1978), p. 337.
Attacchi preliminari Attacchi preliminari per eliminare l'aviazione giapponese nelle vicinanze di Morotai iniziarono nell'agosto 1944, l'intelligence alleata stimava che ci fossero 582 aerei giapponesi in un raggio di 640 km da Morotai e 400 di questi erano nell'area dell'obiettivo. Le forze aeree alleate iniziarono quindi attacchi sugli aeroporti di Halmaheras, Celebes, Ceram, Ambon, Boeroe mentre gli aerei partiti dalle portaerei statunitensi attaccarono le basi giapponesi su Mindanao ed eseguirono altri attacchi su Halmahera e Celebes. Questi attacchi ebbero successo e venne stimato che il 14 settembre erano rimasti solo 60 aerei nell'area di Morotai.Royal Navy Historical Section (1957), p. 175 and Taaffe (1998), p. 219.
Per mantenere l'effetto sorpresa gli alleati non bombardarono Morotai prima dell'invasione e condussero solo qualche ricognizione fotografica.Smith (1953), pp. 482–483. Una pattuglia dell'Allied Intelligence Bureau fu sbarcata sull'isola in giugno ma le informazioni che raccolse non furono trasmesse alla 6ª Armata che, anche se non aveva alcuna informazione sulle spiagge dello sbarco o sulle forze giapponesi, non lanciò essa stessa alcuna pattuglia di ricognizione per timore di allertare i giapponesi.Krueger (1979), p. 125.
Il convoglio alleato partì da diverse basi nel nord-ovest della Nuova Guinea e, ad inizio settembre, condusse delle prove di sbarco ad Aitape e sull'isola di Wakde, l'11 settembre le navi alleate si raggrupparono nella baia di Maffin e fecero rotta per Morotai il giorno successivo raggiungendola la mattina del 15 senza essere individuata dai giapponesi.Smith (1953), pp. 481–482.
Sbarchi alleati
La battaglia di Morotai iniziò alle 6:30 la mattina del 15 settembre con le navi alleate che condussero un bombardamento di due ore nella zona dello sbarco per eliminare le forze giapponesi presenti, questo bombardamento fece andare in fiamme numerosi villaggi ma causò poche perdite ad i giapponesi che non avevano molte truppe schierate nella zona.Taafe (1998), p. 219.
La prima ondata di truppe statunitensi sbarcò alle 8:30 e non incontrò alcuna resistenza, il 155º ed 167º Reggimento sbarcarono su Red Beach ed il 124° su White Beach. Una volta a terra le forze statunitensi avanzarono rapidamente nell'entroterra ed alla fine della giornata la 31ª Divisione raggiunse tutti i suoi obiettivi e stabilì un perimetro 1800 metri nell'interno dopo aver subito pochissime perdite, la 2ª Unità provvisoria d'assalto giapponese fu incapace di opporre alcuna resistenza e si ritirò nell'interno.Smith (1953), pp. 483 and 487.
La 7ª Divisione aerea giapponese, basata su Ceram e Celebes, iniziò una serie di attacchi con scarso successo su Morotai.Willoughby (1966), p. 350.
La mancanza di resistenza fu una fortuna per gli alleati in quanto le spiagge scelte non erano adatte ad uno sbarco, entrambe erano fangose ed i mezzi da sbarco avevano difficoltà ad approcciarle per colpa di rocce sommerse e della barriera corallina, per questa ragione soldati ed equipaggiamento dovettero essere sbarcati più al largo, causando un ritardo nelle operazioni ed il danneggiamento di una gran parte dell'equipaggiamento.Smith (1953), pp. 483–485. Come i suoi soldati, il generale MacArthur fu costretto a sbarcare con l'acqua che gli arrivava al pettoManchester (1978), p. 388., ma la mattina dello sbarco una perlustrazione trovò che la spiaggia della costa sud di Morotai era più adatta ad i LST, venne quindi deciso che questa spiaggia, denominata Blue Beach, diventasse, a partire dal 16 settembre, quella principale per lo sbarco.Smith (1953), p. 487.
La 31ª Divisione continuò la sua avanzata nell'interno durante la giornata del 16 settembre incontrando pochissima resistenza e stabilì un perimetro intorno all'aeroporto quel pomeriggio. Dal 17 settembre il 126º Reggimento eseguì numerosi sbarchi su spiagge di Morotai e delle isole limitrofe per costruire stazioni radar e stabilire postazioni di osservazione, questi sbarchi furono per la maggior parte incontrastati fatta eccezione per quelli nel nord di Morotai.Smith (1953), p. 488. La 2ª Unità provvisoria d'assalto giapponese tentò, senza successo, di infiltrarsi nel perimetro statunitense durante la notte del 18 settembre.
Un distaccamento del NICA (Nederlandsch-Indische Civiele Administratie, in italiano: Amministrazione Civile delle Indie olandesi), responsabile per gli affari civili dell'isola, sbarcò il 15 settembre per ristabilire la sovranità olandese su Morotai. Molti nativi iniziarono a fornire informazioni sulle posizioni giapponesi su Morotai e Halmahera mentre altri fecero da guida alle pattugli statunitensi.Smith (1953), pp. 490–491.
Il 20 settembre, la 31ª Divisione continuò l'avanzata nell'entroterra in quanto era necessario espandere il perimetro per poter accomodare le basi ed installazioni necessarie per l'ingrandimento dell'aeroporto deciso dal quartier generale di MacArthur's. Il 22 settembre i giapponesi attaccarono il 1º Battaglione del 167º Reggimento fanteria ma furono facilmente respinti, il giorno successivo una compagnia del 126º Reggimento attaccò senza successo un'unità giapponese in una posizione fortificata nei pressi di Wajaboeta sulla costa occidentale di Morotai. Il 24 settembre un nuovo attacco del 126º Reggimento riuscì a conquistare la posizione. Le forze statunitensi continuarono a pattugliare in modo intensivo l'isola che venne dichiarata sicura il 4 ottobre.Krueger (1979), p. 130. Le perdite durante questa prima fase dell'occupazione di Morotai ammontaronoa 30 morti, 85 feriti ed 1 disperso per gli statunitensi e più di 300 morti e 13 prigionieri per i giapponesi.Smith (1953), p. 489.