Il Ritmo cassinese è un'allegoria in versi anonima la cui interpretazione non è risolta, composta da novantasei versi in dodici strofe di varia lunghezza, ed è una delle prime opere letterarie scritte in lingua volgare in Italia. Secondo Peter Dronke la sua "arte e consapevolezza letteraria precludono ogni possibilità che costituisca l'effettiva origine della composizione volgare in Italia" (Rico, 681).
Storia Il componimento è conservato nel manoscritto 552-32 dell'Abbazia di Montecassino e risale all'XII secolo, sebbene la ricopiatura sul codice risalga alla fine del XII e l'inizio del XIII, giudicando la scrittura. È stato pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1791, mentre solo nel secolo successivo sono iniziati seri tentativi di una sua edizione critica.
Lingua Il volgare del poeta è mediano e ogni strofa è composta da ottonari monorimi con un distico o una terzina finale, sebbene presenti irregolarità metriche e linguistiche. Notevole è la presenza di latinismi e di provenzalismi.
Autore Il poeta comunque prende spunto da una fonte latina, una Scriptura forse identificabile con la Bibbia. Analizzando riferimenti interni, si è ipotizzata la possibile stesura da parte di un giullare che traendo forse spunto da dibattiti in corso negli ambienti monastici meridionali, ed echeggiando su antiche leggende su Alessandro Magno, in particolare del Re Indiano Poro, come presente ad esempio nella Collatio Alexandri regis cum Dindimo rege.Ne deriva un confronto tra due monaci che rappresentano due mondi: l'oriente ascetico e l'occidente più mondano.Nino Borsellino, Walter Pedullà Storia generale della letteratura italiana Vol. I Il Medioevo le origini e il Duecento Gruppo Editoriale L'Espresso (1 gennaio 2004) pag. 261
Testo e parafrasi
Note
Categoria:Opere letterarie di autori italiani Categoria:Poemi allegorici