Cassio è una frazione del comune di Terenzo, in provincia di Parma.

La località dista 5,10 km dal capoluogo.

Geografia fisica La frazione sorge alla quota di 815 m s.l.m., sulla parete sud del monte Cassio, sul versante sinistro della val Baganza..

Salti del Diavolo

A valle del borgo sorgono i Salti del Diavolo, affioramenti di rocce sedimentarie derivanti dalla disgregazione di antiche rocce eterogenee; i materiali che li costituiscono, prevalentemente graniti, gneiss, porfidi, calcari, arenarie e diaspri, sono disposti granulometricamente con dimensioni decrescenti dal basso verso l'alto; alla base sono cementati grandi ciottoli, che diventano più piccoli e arrotondati al centro; la sommità è infine costituita da un amalgama compatto di colore biancastro, chiamato localmente "mass ladéin", molto utilizzato fino al XX secolo nelle decorazioni architettoniche degli edifici della zona.

Disposti in perfetto allineamento, i Salti del Diavolo tagliano ortogonalmente la val Baganza collegando gli abitati di Cassio e Chiastre di Ravarano, sul versante opposto; le formazioni, risalenti al Cretacico, si presentano come una serie lunga circa 5 km di strette guglie che a tratti si elevano fino a un'altezza di 10 m rispetto al terreno circostante.

Le rocce derivano il loro nome dalla leggenda secondo la quale esse costituirebbero le orme lasciate in epoca remota dal diavolo in fuga, scacciato da un eremita.

Origini del nome Il toponimo della località, di origine prediale, è associabile alla gens Cassia, probabilmente assegnataria di terre nella zona in epoca romana.

Storia Un primo insediamento umano fu forse fondato in epoca romana, quale possedimento della gens Cassia.

Il borgo fu fondato in età medievale lungo la via di monte Bardone, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa. Nell'XI secolo la zona probabilmente apparteneva ai conti da Cassio, che edificarono sulla sommità del monte un castello...

Il feudo pervenne successivamente ai conti Sanvitale e il 1º febbraio 1312 fu assegnato ufficialmente al conte Gianquirico.

Verso la metà del XVI secolo fu acquistato dai conti Rossi, che lo annetterono ai vicini possedimenti di Bardone e Corniana.

Nel 1635 Troilo IV de' Rossi fu dichiarato reo di ribellione dal duca di Parma Odoardo I Farnese, che confiscò tutte le sue terre, comprendenti tra gli altri i feudi di San Secondo, Berceto, Roccaprebalza, Roccalanzona e Corniana.. Il fratello Scipione I, che servì a lungo il regno di Spagna, nel 1653 riuscì con l'aiuto del re Filippo IV a convincere il duca Ranuccio II ad annullare il decreto del 1635, a fronte tuttavia di un pesantissimo indebitamento, che nel 1666 lo costrinse a cedere tutti i feudi appenninici alla Camera ducale di Parma..

Il 7 aprile 1688 il feudo fu elevato a marchesato e fu assegnato a Gian Simone Boscoli. Nel 1707 il marchese Andrea si accordò con la Camera Ducale e permutò Cassio, insieme a Ravarano, con Berceto..

Il 5 marzo 1728 fu investito del marchesato Vincenzo Piazza, i cui discendenti lo mantennero fino alla morte del marchese Francesco il 7 ottobre 1782.

Il 6 novembre 1789 Cassio fu assegnato al marchese Lorenzo Pavesi di Pontremoli, la cui famiglia ne rimase in possesso fino all'abolizione dei diritti feudali sancita dai decreti napoleonici del 1805. La località divenne quindi frazione del nuovo comune (o mairie) di Selva del Bocchetto, dopo pochi mesi ribattezzato Lesignano Palmia.

Nel 1808 furono avviati per volere di Napoleone i lavori di costruzione della strada imperiale della Cisa, di collegamento tra Parma e La Spezia; l'importante strada, passante per la località di Cassio, fu completata nel 1833 dalla duchessa Maria Luigia..

Nella località erano all'epoca attive due cave di rocce calcaree molto resistenti, che venivano lavorate da scalpellini della zona e utilizzate per la decorazione di palazzi e chiese anche al di fuori dei confini del ducato di Parma e Piacenza..

Nel 1924 il comune fu ribattezzato Terenzo, dal centro abitato in cui fu collocata definitivamente la sede municipale.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine

Costruita entro il XII secolo, la chiesa romanica, menzionata per la prima volta nel 1230, fu in gran parte riedificata verso la fine del XVII secolo in forme barocche; pesantemente danneggiata dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale nel 1944, fu ricostruita nella zona absidale nel 1950; ristrutturata tra il 1960 e il 1970, fu restaurata e consolidata strutturalmente tra il 2010 e il 2012. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, è quasi interamente rivestito in pietra e presenta una simmetrica facciata a capanna, coronata da un frontone triangolare; all'interno l'aula è affiancata da una serie di paraste doriche; sulla parete sinistra del presbiterio è conservato un affresco raffigurante i Santi Giovanni Battista e Benedetto, dipinto tra il 1425 e il 1430...

Castello Edificato sulla sommità del monte Cassio probabilmente per volere dei conti da Cassio dopo l'XI secolo, il castello passò entro il XIV secolo ai conti Sanvitale e fu acquistato verso la metà del XVI secolo dai conti Rossi, che lo mantennero quasi ininterrottamente fino al 1666; assegnato successivamente ai marchesi Boscoli, ai marchesi Piazza e infine ai marchesi Pavesi, se ne perse in epoca imprecisata ogni traccia.

Ospedale di Sant'Ilario Esistente già nell'XI secolo, lo xenodochio per pellegrini, con annesso oratorio dedicato a sant'Ilario, fu gestito fino al 1213 dai monaci benedettini dell'abbazia di San Giovanni Evangelista di Parma; menzionato nel 1230 tra le dipendenze dirette dell'autorità episcopale di Parma quale Ecclesie S. Ylarii de Casxo, nel XV secolo fu incamerato dall'ospedale Maggiore di Parma fondato da Rodolfo Tanzi e fu successivamente soppresso in ottemperanza a una bolla emanata dal papa Sisto IV nel 1471..

Priorato di San Benedetto Menzionato nel 1230 tra le dipendenze dell'abbazia benedettina di Leno quale Ecclesie S. Benedicti de Casxo, il priorato, con annesso oratorio, cadde in rovina agli inizi del XVIII secolo e fu successivamente soppresso, assegnando alla vicina chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine ogni sua pertinenza..

Ostello

Realizzato all'interno di un'antica casa cantoniera realizzata lungo la strada statale della Cisa, l'ostello fu chiuso nel 2019 e completamente ristrutturato tra il 2020 e il 2022.

Borgo

Sviluppato lungo l'antica via Francigena, il borgo conserva l'originaria struttura medievale, caratterizzata dalla presenza di edifici in pietra, sopraelevati tra il XV e il XVI secolo e addossati tra loro ai lati della strada, lastricata in arenaria.

Via degli Scalpellini Sviluppato accanto ai Salti del Diavolo, il sentiero riprende l'antico tracciato percorso fino al 1950 dagli scalpellini per estrarre le pietre utilizzate per le decorazioni architettoniche degli edifici del circondario; la via pedonale e ciclabile collega gli abitati di Cassio e Chiastre, superando il Baganza con uno stretto ponte sospeso realizzato tra il 2005 e il 2007, ma distrutto da una piena del torrente nell'ottobre del 2014; nel 2021 fu decisa la ricostruzione della passerella metallica lunga 60 m, che fu completata nel giugno 2023.

Infrastrutture e trasporti La località è attraversata dalla strada statale 62 della Cisa, che lambisce il centro storico sviluppato ai lati dell'antica via Francigena.

Note

Bibliografia

Voci correlate Rossi di Parma Via Francigena Terenzo Ravarano

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