Far Side Virtual è un album in studio del musicista statunitense James Ferraro, pubblicato il 25 ottobre 2011 dall'etichetta Hippos in Tanks.
Concepito originariamente come una raccolta di suonerie per il cellulare (idea poi abbandonata), Far Side Virtual è un album di musica da ascensore strumentale che segna una parziale dipartita dal rumorismo e la bassa fedeltà delle precedenti pubblicazioni di Ferraro ed è stato costruito servendosi di fonti sonore considerate banali dal suo artista, tra cui suoni di sistemi operativi, applicazioni per cellulari e menu per console videoludiche. Nel disco vengono trattati i temi dell'iperrealtà, del consumismo e del retro-futurismo; la critica è concorde nel considerarlo un disco che offre un'immagine cupa e distopica del mondo moderno.
Far Side Virtual è una delle uscite più controverse del 2011: pur avendo ricevuto giudizi tendenzialmente favorevoli da parte della critica, che sembra aver apprezzato maggiormente il concept dell'album rispetto alla sua musica, è stata poco apprezzata la scelta di Ferraro di impiegare fonti sonore intenzionalmente scontate. È stato bersaglio di critiche la scelta della rivista The Wire di inserirlo al primo posto nella sua classifica dei migliori album del 2011.
A Far Side Virtual viene attribuita un'influenza significativa nella musica elettronica. Viene infatti considerato, assieme a Chuck Person's Eccojams Vol. 1 (2010) di Daniel Lopatin, una delle prime e più importanti uscite della vaporwave, corrente musicale che condivide molte delle tematiche trattate nel disco, e gli viene attribuito il merito di aver ispirato numerosi artisti "hi-tech" e futuristici attivi a partire dagli anni 2010.
Antefatti
Prima di registrare Far Side Virtual, Ferraro aveva pubblicato, tra gli anni 2000 e gli inizi del decennio seguente, decine di album, spesso su CD e cassetta, dal sound evocativo, rumorista, a bassa fedeltà, improvvisato e strumentale, dapprima negli Skaters e in seguito da solista, talvolta servendosi dei suoi molti alias. Di questa prima fase di carriera è stato particolarmente apprezzato dalla critica Night Dolls with Hairspray (2010), considerato il primo album di pop ipnagogico.
Ferraro ha inteso originariamente Far Side Virtual al contempo come un album e un pacchetto di suonerie da scaricare. Stando alle sue intenzioni, grazie agli ascoltatori che usano i brani di Far Side Virtual come suonerie, l'album sarebbe divenuto così una vera e propria "installazione di performance art". Il musicista ha dichiarato:
Nel corso di un'intervista, ha dichiarato:
In un secondo momento, avrebbe rinunciato alla sua ambizione, in quanto temeva che nessuno sarebbe stato disposto ad acquistare il suo pacchetto di suonerie.
Un altro importante spunto per l'album è stata un'esperienza da lui vissuta in prima persona mentre si trovava in un bar dei frullati a Los Angeles:
Concept Temi principali
L'artista considera Far Side Virtual una «sinfonia gommosa e plasticosa sul riscaldamento globale dedicata al Pacific Trash Vortex». Stando a Ferraro, quella dell'album è «musica per suonerie da fruire con il mezzo post-strutturalista per eccellenza: lo smartphone». Ferraro l'ha spesso descritta come una natura morta musicale del 21º secolo capace di rispecchiare perfettamente lo spirito del 2011, anno di uscita dell'album. Ciononostante, ha sottolineato che non vuole essere inteso come un album politico. Nel corso di un'intervista, il musicista ha spiegato l'origine del titolo dell'album, traducibile come "virtuale dell'altro lato":
Anche la critica e la stampa hanno approfondito la natura concettuale dell'album e le tematiche in esso trattate, definendolo il primo disco di Ferraro dedicato alle preoccupazioni sociali contemporanee. Tra i temi approfonditi nell'album vi sono quelli dell'iperrealtà, del consumismo, del retro-futurismo degli anni 1990, della pubblicità, dell'utopismo e della distopia. Uno scrittore del blog musicale francese The Drone ha asserito che Far Side Virtual sarebbe un concept album ispirato ai temi dell'iperrealtà e del simulacro del teorico culturale postmoderno Jean Baudrillard. Secondo qualcuno, l'album potrebbe trattare il tema dell'interazione uomo-macchina. A detta di Karen Ka Ying Chan del sito Dummy, Far Side Virtual e l'EP di Ferraro Condo Pets, rispecchiano «il fascino trasmesso dal surreale stile di vita americano» dal punto di vista dell'artista. Per Stefan Wharton di Tiny Mix Tapes l'album sarebbe una dichiarazione sui confini labili che intercorrono tra i consumatori e le loro tecnologie e cita come antecedente la scrittura di Markus Giesler. Stando alle sue parole, «Far Side Virtual riesce a eccitare la memoria collettiva di quella generazione che oggi è tanto legata alle sue appendici tecnologiche». Secondo quanto riporta una retrospettiva dedicata alla vaporwave di Ondarock, «la Second Life luccicante e senza peso vendutaci dalla Silicon Valley del 2000 si è in qualche modo innestata sotto la nostra pelle diventando l'unico universo possibile; la simulazione ha invaso la realtà, l'iperconnessione di cui non potremmo più fare a meno ha finito per alienarci di più: somigliamo alle macchine che ci circondano.»
Adam Harper di Dummy ha affermato che ogni traccia sembra il riflesso di un mondo ideale e massimalista ricolmo di opportunità a cui puoi accedere comodamente con due click di fronte a uno schermo. Questa musica rievoca un'epoca in cui avevamo molta meno familiarità e mostravamo meno cinismo nei confronti della tecnologia dei mondi virtuali ai quali siamo invece oggi abituati. Sempre secondo Harper:
I temi dell'utopia e della distopia Diversi critici concordano sul fatto che Far Side Virtual sarebbe dedicato ai temi dell'utopia e la distopia. A detta di Simon Reynolds, laddove i titoli delle tracce dell'album alluderebbero al ventunesimo secolo, l'album ricorderebbe, dal punto di vista sonoro, gli anni 1990, periodo di tempo storico che interesserebbe tanto a Ferraro quanto ad altri suoi contemporanei come Oneohtrix Point Never. Reynolds scrisse che: In una recensione di Pitchfork, Brandon Soderberg ha scrritto: «queste tracce sembrano essere esattamente ciò che stanno parodiando. Questa è una scelta audace e forse è ciò esattamente ciò che Ferraro ha sempre voluto. (...) Ad un certo punto, ti accorgi di ascoltare 45 minuti di musica utilitaristica e inutile. Qualcosa può essere utopico e distopico allo stesso tempo? Probabilmente. Forse è sempre così».
Altre interpretazioni Sebbene la cosa non sia mai stata confermata da Ferraro, Far Side Virtual è stato interpretato da molti come una satira sul consumismo del ventunesimo secolo. Amber Bravo di The Fader ha affermato che Far Side Virtual sarebbe stato «bollato come una critica culturale raccontata attraverso i sintetizzatori MIDI».
Stando a quanto riportarono gli autori del saggio Producing Music, l'album potrebbe essere una riflessione ambientalista: «Se Ferraro ha avuto intenzione di cucire un arazzo sonoro sui vari disastri inerenti all'Antropocene, dobbiamo prendere in considerazione quanto il suono e l'ambiente abbiano guadagnato attenzione insieme alle crescenti preoccupazioni verso l'ambiente, così come è accaduto alla fine degli anni 1960».
Registrazione Con Far Side Virtual, Ferraro si è affrancato dalle pubblicazioni analogiche degli esordi per adottare sonorità interamente digitali. Registrato esclusivamente con l'ausilio del software audio GarageBand della Apple installato su un MacBook Pro, l'album è stato composto utilizzando campionamenti "intelligentemente curati" e, a detta dell'artista, "insulsi" tra cui i suoni di sistemi operativi dei computer, applicazioni per cellulari e menu per console videoludiche, (ad esempio quello di accesso alla piattaforma Skype), suoni di sintetizzatori MIDI non alterati e voci. Luke Degnan di Bomb ha riportato che, nei suoi 45 minuti, Far Side Virtual «ricorda all'ascoltatore che questi suoni sono nati digitalmente e moriranno digitalmente. Questo è un album digitale per un'epoca digitale.»
Nel corso di un'intervista, Ferraro ha dichiarato di aver dovuto affrontare una situazione spiacevole a causa della scelta di non registrarlo a bassa fedeltà come le uscite precedenti:
Ferraro ha composto una seconda versione del brano di Far Side Virtual Dubai Dream Tone per un'installazione di una sua mostra tenuta dal marzo al giugno 2014 presso il MoMA PS1 di New York.
Pubblicazione Dopo alcuni mesi di improduttività da parte di Ferraro, Far Side Virtual è stato annunciato il maggio 2011 e si tratta del primo album di Ferraro pubblicato per l'etichetta Hippos in Tanks. Stando a quanto ha riportato quest'ultima prima dell'uscita dell'album: Quando ha annunciato l'uscita dell'album, Ferraro ha affermato scherzosamente che «tutti i proventi di Far Side Virtual serviranno a finanziare il mio intervento di chirurgia plastica facciale. Il mio nuovo volto, modellato a immagine e somiglianza di Lady Diana, la regina satellite delle televisioni a circuito chiuso, sarà visibile durante i concerti del Far Side Virtual World Tour... Always Coca-Cola».
Far Side Virtual è stato anticipato da Condo Pets, EP musicalmente simile pubblicato dalla Hippos in Tanks nel mese di settembre, e i due singoli Adventures in Green Foot Printing e Earth Minutes, pubblicati l'ottobre del 2011 dalla stessa etichetta. Far Side Virtual è stato edito dalla Hippos in Tanks il 25 ottobre 2011 in formato digitale e su vinile. Esiste anche una versione promo dell'album pubblicata su CD.
Caratteristiche artistiche Descrizione
Diversamente da quanto accade con le prime pubblicazioni di Ferraro, Far Side Virtual abbandona le sonorità nostalgiche, i riverberi e i feedback per abbracciare una più pulita muzak e easy listening futuristica e reimmaginare la forma e l'etica del rumorismo. L'album attinge a piene mani dalla musica da ascensore aziendale, dal minimalismo, dalla pop art, dal kitsch musicale, dalle animazioni della Pixar e dai suoni emessi dai computer di vecchia data; secondo molti, l'album è un trait d'union tra il pop ipnagogico e la nascente scena vaporwave. L'artista ha affermato di essersi ispirato alla città di Dubai, aspetto sottolineato da una traccia dell'album intitolata Dubai Drem Tone:
Stando a una dichiarazione di Joseph Stannard di The Wire, «i brani di Far Side Virtual hanno una natura architettonica di forte impatto che ricorda Laurie Anderson, Philip Glass e i Rush». Secondo Piero Scaruffi, i brani di Far Side Virtual sono «situati a metà strada tra la musica plastica di Frank Zappa degli anni '60 e gli acquerelli per pianoforte di Claude Debussy del XIX secolo, e forse il teatro dell'assurdo francese del XX secolo, influenzati da aggressive colonne sonore di videogiochi e roboanti jingle commerciali». Stando al sito musicale italiano Ondarock, «Far Side Virtual è la celebrazione di un universo sintetico e naif, imparentato con la new-age più banale, con la muzak più terra-terra e attraversato da un ottimismo di plastica, pur sempre trasfigurato dall'ormai "ovvia" ideologia ipnagogica.» Secondo SentireAscoltare, quelle di Far Side Virtual sono «tracce con suoni dello zeitgeist deep-now, inserendo atmosfere sintetiche d'antan che ricordano le definizioni ritmiche dei Talking Heads e il jazz-pop che negli '80 si è mutato sia in new age che in AOR.»