Il busto di Amenemhat V (ÄS 37), in scisto, è una scultura raffigurante l'antico faraone egizio Amenemhat V (1796 - 1793 a.C.K.S.B. Ryholt, The Political Situation in Egypt during the Second Intermediate Period, c. 1800-1550 BC, (Carsten Niebuhr Institute Publications,, vol. 20. Copenhagen: Museum Tusculanum Press, 1997), 336-337, file 13/2 e 13/4.Darrell D. Baker: The Encyclopedia of the Pharaohs: Volume I - Predynastic to the Twentieth Dynasty 3300–1069 BC, Stacey International, ISBN 978-1-905299-37-9, 2008), che regnò al principio della XIII dinastia egizia. Una delle migliori creazioni artistiche del periodo, si trova a Vienna, al Kunsthistorisches Museum.
Descrizione Il busto, frammentario, è alto 35 cm e faceva originariamente parte di una statua a grandezza naturale del sovrano assiso in trono, scolpita in scisto. Il faraone indossa il tipico copricapo nemes con un ureo parzialmente distrutto; notevole è il suo sorriso, che si discosta dall'usanza di non far trasparire emozioni dai volti dei soggetti della statuaria. Gli accenni al realismo a dispetto della completa idealizzazione del soggetto seguono una tendenza affermatasi già sotto Amenemhat IIISimon Connor: Head of a Statue of Sekhemkare Amenemhat Senebef, in: A. Oppenheim, d. Arnold, D. Arnold, Kei Yamamoto (editori): Ancient Egypt Transformed, The Middle Kingdom, New York 2015 ISBN 978-1-58839-564-1, 88-89, no. 30.
Il reperto non reca alcuna iscrizione: a causa di ciò, per molto tempo non fu possibile identificarlo e datarlo. Si riteneva generalmente che appartenesse al Periodo tardo dell'EgittoWilfried Seipel: Gott, Mensch, Pharao, Vienna 1992 ISBN 3900325227, 172-73, no. 49 o all'Epoca tolemaicaWilfried Seipel: Bilder für die Ewigkeit, Konstanz 1983, ISBN 3797701055, 178-79, no. 103 (assegnato agli anni di Tolomeo II). Nel 1985 avvenne la pubblicazione definitiva dei reperti archeologici rinvenuti a Hekaib, sull'isola Elefantina. Si trattava principalmente di stele e statue, fra cui una scultura del faraone Amenemhat V scoperta, nel novembre del 1932, priva della testaLabib Habachi: Elephantine IV, The Sanctuary of Heqaib, Mainz am Rhein 1984 ISBN 380530496X, 113-114, tavole 198c-200. Tre anni dopo la pubblicazione completa degli oggetti ritrovati, l'egittologa Biri Fay pubblicò un articolo in cui dimostrava l'appartenenza del busto di Vienna alla statua ritrovata nel 1932B. Fay: Amenemhat V -Vienna/Aswan, in: Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts, Kairo 44 (1988), 67-77.
Storia Il busto fu probabilmente acquisito nel 1821 e giunse a Vienna poco dopo. La testa è menzionata per la prima volta, in un inventario del museo, nel 1824 (classificato come un busto di donna). Apparteneva ai pezzi dell'Antiken-Cabinet voluto dall'imperatrice Maria Teresa nel 1765B. Fay: Amenemhat V -Vienna/Aswan, in: Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts, Kairo 44 (1988), 67, n. 4. La statua era stata ritrovata fra i resti del tempio di Hekaib, anche se in principio dovette aver adornato il locale tempio di Satet. Al momento della scoperta era in frantumi, e una porzione del retro e delle braccia completamente mancantiB. Fay: Amenemhat V -Vienna/Aswan, in: Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts, Kairo 44 (1988), 68. Il trono reca due iscrizioni accanto alle gambe di Amenemhat, sul davanti e sulla cima del seggio, le quali chiamano il re per nome e inoltre lo appellano amato da Satet, signora di Elefantina.
Note
Categoria:Reperti archeologici dell'Egitto Categoria:Sculture egizie Categoria:Sculture a Vienna Categoria:Opere d'arte a Vienna Categoria:Sculture nel Kunsthistorisches Museum Categoria:Ritratti scultorei di sovrani