La chiesa della Purificazione della Beata Vergine Maria è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche e rinascimentali, situato in piazza Achille Miodini a Felino, in provincia e diocesi di Parma; è sede di una parrocchia compresa nella zona pastorale della Pedemontana.
Storia L'originario luogo di culto fu edificato in epoca medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1230, quando la Capelle Sancte Marie de Felino fu menzionata nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma tra le dipendenze della pieve di Sant'Antonino Martire di Barbiano...
Nel 1564 la chiesa fu elevata a sede parrocchiale autonoma.
Nel 1600 l'antico edificio romanico fu ristrutturata in stile rinascimentale, conservando solo alcuni elementi della struttura originaria..
Nel 1802 la facciata fu modificata con la realizzazione del portale neoclassico.
Nel 1896 un fulmine colpì il campanile, causando vari danni alla cella campanaria e al tetto, che furono ricostruiti in stile neoromanico nel 1910.
Il 23 dicembre 2008 un forte terremoto colpì la zona; nel 2013 la chiesa fu conseguentemente sottoposta a un intervento di consolidamento strutturale.
Descrizione
La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da tre cappelle per lato, con ingresso a ovest e presbiterio absidato a est.
La simmetrica facciata a salienti, interamente intonacata come il resto dell'edificio, presenta al centro il portale d'accesso delimitato da una cornice scanalata in mattoni, coronata sui lati da piccole volute a sostegno del frontone triangolare modanato; più in alto si aprono sopra a una sottile fascia orizzontale tre finestre incorniciate, di cui la centrale ad arco a tutto sesto. In sommità, un ampio frontone con cornice modanata si staglia a coronamento del prospetto, racchiudendo un piccolo oculo circolare nel mezzo.
Sul lato sinistro si innalza in aggetto il campanile in pietra, con basamento romanico; la cella campanaria, ricostruita nel 1910, si affaccia sulle quattro fronti attraverso trifore ad arco a tutto sesto, mentre in sommità si eleva, dietro alle balaustre perimetrali, un'alta guglia a pianta ottagonale.
All'interno la navata, coperta da una volta a botte lunettata decorata con affreschi, è affiancata da una serie di lesene coronate da capitelli dorici, a sostegno del cornicione perimetrale in aggetto; sui lati sono collocati vari bracci portacero tardo-settecenteschi.
La controfacciata accoglie un bassorilievo marmoreo rappresentante Cristo tra la Vergine e la Maddalena, scolpito nella seconda metà del XV secolo, e un olio raffigurante la Madonna col Bambino e le sante Caterina da Siena e Caterina d'Alessandria, dipinto intorno al 1750 da un anonimo dell'ambito di Clemente Ruta.
Dai fianchi si affacciano sull'aula attraverso ampie arcate a tutto sesto le poco profonde cappelle laterali. Sulla destra, la prima cappella accoglie, sopra all'altare settecentesco, un'ancona coeva, contenente la pala raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Francesco e Lorenzo, realizzata nel XVII secolo forse da un pittore della cerchia di Giovanni Maria Conti della Camera; la seconda ospita un altare con ancona del 1751 circa, al cui interno è posto un antico olio rappresentante la Madonna col Bambino, san Giovannino e angeli; nella terza è collocato un altare ligneo neoclassico risalente alla seconda metà del XVIII secolo, sormontato da un'ancona coeva. Sulla sinistra, la seconda cappella accoglie un altare retto da due putti databile al 1780 circa, sormontato da un'ancona coeva, al cui interno si staglia la tela ritraente i Santi Pietro, Paolo, Domenico e Liberata, eseguita da Giovanni Tebaldi nel 1845 su commissione della duchessa Maria Luigia; nella terza si trova un altare con ancona risalente all'incirca al 1700.
Il presbiterio, lievemente sopraelevato, accoglie l'altare maggiore a mensa ornato con un paliotto del 1750 circa; l'abside, preceduta dall'arco trionfale a tutto sesto retto da due paraste doriche, è scandita da una serie di lesene doriche e illuminata da due finestre laterali; sul fondo si staglia la pala raffigurante la Presentazione al Tempio, eseguita da un anonimo parmense nel XIX secolo.
La chiesa conserva altre opere di pregio, tra cui la tela cinquecentesca ritraente San Girolamo, un ovale raffigurante la Madonna del Rosario, eseguito da Clemente Ruta negli anni 1730, un olio rappresentante il Miracolo di san Francesco di Paola, realizzato da Bernardino Del Becco e Giovanni Ferrari nel 1681, un quadro riproducente San Luigi Gonzaga databile al 1800 circa, un dipinto ritraente Santa Rosaria Sinibaldi giacente, eseguito da Ignazio Affanni nella seconda metà del XIX secolo, un settecentesco tronetto espositivo in stile rococò, un calice ottocentesco neoclassico in argento, vari oggetti liturgici risalenti al XVIII secolo e paramenti sacri seicenteschi.
Note
Bibliografia
Voci correlate Felino (Italia) Diocesi di Parma Parrocchie della diocesi di Parma Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
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Collegamenti esterni
Purificazione della Beata Vergine Maria Categoria:Architetture romaniche della provincia di Parma Categoria:Architetture rinascimentali della provincia di Parma Felino Purificazione della Beata Vergine Maria