Le Filippine, ufficialmente Repubblica delle Filippine, sono uno Stato insulare dell'Asia sud-orientale situato nell'oceano Pacifico occidentale, a est del Vietnam e a nord dell'Indonesia. L'arcipelago è formato da circa 7.641 isole e isolotti, distribuiti su un'ampia superficie marina. La capitale è Manila, mentre Quezon City, che nel 2024 contava circa 3,08 milioni di abitanti, è il comune più popoloso del paese. Entrambe fanno parte della Regione Capitale Nazionale, comunemente chiamata Metro Manila, situata sull'isola di Luzon. Mindanao, a sud, è la seconda isola del paese per estensione.

L'arcipelago è bagnato a est dal mare delle Filippine, appartenente all'oceano Pacifico; a sud dal mare di Celebes; a sud-ovest dal mare di Sulu; a ovest dal mar Cinese Meridionale; e a nord dallo stretto di Luzon. Le isole maggiori sono disposte secondo una configurazione approssimativamente triangolare: Palawan, l'arcipelago di Sulu e Mindanao formano la base meridionale, mentre le isole Batan, a nord di Luzon, ne costituiscono il vertice. Le Filippine si estendono per circa 1.850 km da nord a sud e raggiungono una larghezza massima di oltre 1.100 km. Taiwan si trova a nord delle isole Batan; la parte malese del Borneo è situata a sud-ovest di Palawan; mentre le isole indonesiane di Sulawesi, delle Molucche e di Talaud si trovano a sud e a sud-est di Mindanao. Le isole vengono tradizionalmente riunite in tre grandi gruppi geografici. Il gruppo di Luzon comprende Luzon stessa, Mindoro, Palawan e numerose isole minori settentrionali e occidentali. Le Visayas, nella parte centrale, comprendono principalmente Panay, Negros, Cebu, Bohol, Leyte, Samar e Masbate. Il gruppo di Mindanao comprende la grande isola omonima, l'arcipelago di Sulu, Basilan, Camiguin, Dinagat e Siargao.

Morfologia

Il territorio filippino è caratterizzato dalla disposizione frammentata delle isole, da una linea costiera lunga circa 36.300 km, da vaste regioni montuose e da pianure costiere generalmente strette e discontinue. Il rilievo segue spesso l'asse longitudinale delle isole, con catene orientate prevalentemente da nord a sud o da nord-ovest a sud-est. Le Filippine appartengono a un complesso sistema di archi insulari originato dall'interazione fra la placca del mare delle Filippine, la placca della Sonda e diverse microplacche. La subduzione lungo le fosse oceaniche poste a est e a ovest dell'arcipelago determina un'intensa attività tettonica, vulcanica e sismica. Le isole sono costituite da rocce vulcaniche, sedimentarie, metamorfiche e coralline, alle quali si aggiungono vasti affioramenti di rocce ultramafiche, soprattutto a Palawan e in alcune regioni orientali.

Luzon La Cordigliera Centrale attraversa la parte settentrionale di Luzon, estendendosi dalla pianura centrale fino alle regioni prossime allo stretto di Luzon. È formata da due o tre catene pressoché parallele, intervallate da profonde vallate e altopiani, con numerose vette superiori ai 2.000 m. Nella Cordigliera sorge il monte Pulag, alto circa 2.926 m, che costituisce la cima più elevata di Luzon e la seconda montagna delle Filippine dopo il monte Apo. Le pendici superiori ospitano foreste nebulose, praterie montane e ambienti subalpini. Lungo il versante orientale di Luzon si estende la Sierra Madre, la catena montuosa più lunga del paese. Essa corre parallelamente alla costa pacifica dalla provincia di Cagayan fino al settore centro-orientale dell'isola e forma un'importante barriera contro i tifoni provenienti dal Pacifico. La Cordigliera Centrale e la Sierra Madre convergono nella regione dei monti Caraballo. Fra le due catene si apre la vasta e fertile valle del Cagayan, attraversata dall'omonimo fiume. Lungo la costa nord-occidentale si sviluppano i monti Ilocos, detti anche Cordigliera Costiera. Più a sud si innalzano i monti Zambales, formati in larga parte da antiche rocce vulcaniche e oceaniche. A questo sistema appartiene il monte Pinatubo, la cui grande eruzione del 1991 trasformò profondamente il paesaggio circostante.

Fra i monti Zambales e la Sierra Madre si estende la pianura centrale di Luzon, lunga circa 240 km e larga fino a 80 km. È la maggiore pianura agricola del paese e comprende gran parte dei bacini dei fiumi Agno e Pampanga. I terreni pianeggianti e alluvionali sono intensamente coltivati, soprattutto a riso e canna da zucchero. La parte meridionale di Luzon è caratterizzata da massicci vulcanici isolati, laghi craterici, caldere e rilievi irregolari. Fra i principali vulcani figurano il Taal, il Banahaw, il Makiling, il Bulusan e il Mayon. Il Mayon, situato nella provincia di Albay, raggiunge circa 2.463 m ed è celebre per il profilo conico quasi perfettamente simmetrico.

Palawan e le Visayas Palawan è un'isola lunga e stretta, estesa per oltre 400 km fra Mindoro e il Borneo. Una catena montuosa ne attraversa quasi interamente l'asse longitudinale, separando le strette pianure costiere orientali da quelle occidentali. Il punto culminante è il monte Mantalingahan, alto circa 2.085 m. Gran parte dell'isola è formata da calcari, rocce metamorfiche e affioramenti ultramafici. Le regioni calcaree presentano spettacolari fenomeni carsici, con grotte, fiumi sotterranei, pinnacoli e pareti a strapiombo sul mare. Le isole Visayas sono generalmente montuose e possiedono pianure limitate alle coste e ai bacini fluviali. Panay è attraversata da una catena montuosa occidentale, mentre Negros è dominata da una dorsale vulcanica centrale. Il monte Kanlaon, nell'isola di Negros, raggiunge circa 2.465 m ed è la vetta più elevata delle Visayas. È inoltre uno dei vulcani più attivi delle Filippine. Cebu presenta una lunga dorsale centrale relativamente bassa, mentre Bohol è caratterizzata da altopiani calcarei e dalle celebri Chocolate Hills. Samar e Leyte hanno rilievi più complessi, coperti in parte da foreste pluviali e profondamente incisi da corsi d'acqua.

Mindanao Mindanao possiede alcuni dei sistemi montuosi più vasti e articolati dell'arcipelago. Lungo il versante orientale si sviluppa la Cordigliera del Pacifico, comprendente i monti Diwata, che separano la valle dell'Agusan dalla costa. Nella parte centrale dell'isola si estendono altopiani e massicci vulcanici, fra i quali i monti Kitanglad e Kalatungan. A ovest si trovano i monti Zamboanga e altre catene che circondano le pianure e i bacini del Mindanao occidentale. Nella parte centro-meridionale dell'isola sorge il monte Apo, un grande complesso vulcanico che raggiunge circa 2.954 m ed è la montagna più elevata delle Filippine. Intorno al lago Lanao si innalzano numerosi rilievi vulcanici. Più a sud si estendono i monti Tiruray e Daguma, mentre la penisola di Zamboanga è attraversata da una lunga catena montuosa relativamente bassa.

Attività vulcanica e sismica Le Filippine si trovano lungo la cintura di fuoco del Pacifico e sono una delle regioni geologicamente più attive del mondo. Il Philippine Institute of Volcanology and Seismology riconosce attualmente 24 vulcani attivi, ai quali si aggiungono numerosi apparati potenzialmente attivi o inattivi. Fra i vulcani più sorvegliati figurano Mayon, Taal, Kanlaon, Bulusan e Pinatubo. Il Pinatubo non era propriamente considerato estinto prima del 1991, ma era ritenuto quiescente e scarsamente conosciuto. La sua eruzione del giugno 1991 fu una delle maggiori del XX secolo e provocò enormi colate piroclastiche, lahar e immissioni di aerosol solforici nell'atmosfera. Terremoti di varia intensità si verificano frequentemente. I più pericolosi sono associati alle zone di subduzione, alle faglie che attraversano l'arcipelago e alla grande faglia filippina, estesa per oltre 1.000 km attraverso Luzon, Masbate, Leyte e Mindanao.

Idrografia La frammentazione del territorio e la vicinanza delle montagne alle coste impediscono la formazione di fiumi molto lunghi. La maggior parte dei corsi d'acqua presenta un regime fortemente stagionale, con portate elevate durante le piogge monsoniche e i tifoni e valori molto inferiori durante la stagione asciutta. Il Cagayan, lungo circa 500 km, è il maggiore fiume delle Filippine. Nasce sui rilievi della parte centro-settentrionale di Luzon, attraversa l'ampia valle compresa fra la Cordigliera Centrale e la Sierra Madre e sfocia nello stretto di Luzon presso Aparri. La pianura centrale di Luzon è drenata principalmente dall'Agno, nel settore settentrionale, e dal Pampanga, in quello meridionale. Entrambi sfociano nel golfo di Lingayen o nella baia di Manila attraverso ampie pianure alluvionali soggette a inondazioni. Il fiume Pasig collega il lago Laguna de Bay alla baia di Manila e attraversa il centro dell'area metropolitana. Per secoli costituì una fondamentale via di comunicazione e trasporto. Il forte inquinamento industriale e urbano ne compromise gravemente le condizioni, ma i programmi di risanamento hanno permesso il recupero parziale del corso d'acqua e la reintroduzione di servizi di trasporto passeggeri. Nella penisola di Bicol, il fiume omonimo attraversa una pianura costellata di laghi e zone umide e sfocia nella baia di San Miguel. A Mindanao, il sistema formato dal Pulangi e dal Mindanao, chiamato anche Río Grande de Mindanao, drena il grande bacino di Cotabato e sfocia nel golfo di Moro. L'Agusan percorre invece la lunga valle nord-orientale compresa fra i monti Diwata e gli altopiani centrali, terminando nella baia di Butuan. Fra gli ambienti idrografici più caratteristici figura il fiume sotterraneo di Puerto Princesa, a Palawan. Esso attraversa per circa 8,2 km un imponente sistema carsico e sfocia direttamente nel mare; il tratto inferiore è influenzato dalle maree e circa 4,5 km sono navigabili. Il parco nazionale che lo comprende è stato inserito nel patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1999. Le Filippine possiedono numerosi laghi di origine tettonica, vulcanica o fluviale. Il maggiore è Laguna de Bay, a sud-est di Manila. Fra gli altri figurano il lago Lanao a Mindanao, il Taal a Luzon, il Mainit fra Mindanao e Dinagat e i laghi Naujan, Buhi e Bato.

Suoli I suoli delle Filippine riflettono la grande varietà geologica, climatica e morfologica dell'arcipelago. Le pianure alluvionali di Luzon, Mindoro, Panay e Mindanao presentano terreni profondi e relativamente fertili, formati da argille, limi e sabbie depositati dai fiumi. Questi suoli sono particolarmente adatti alla coltivazione del riso, soprattutto nelle aree irrigate o stagionalmente inondate. Nelle regioni vulcaniche si trovano suoli ricchi di minerali derivati dalla disgregazione di ceneri, tufi e lave. Essi sostengono colture come caffè, banane, ananas, ortaggi e alberi da frutto, ma possono essere soggetti a erosione sui versanti ripidi. Nelle pianure costiere, nelle paludi e intorno ai laghi sono presenti terreni torbosi, sabbiosi o salini. Alcuni vengono utilizzati per palme da cocco, ortaggi, acquacoltura e altre colture adattate alle condizioni umide. Nella penisola di Bicol, nelle Visayas e in alcune regioni di Mindanao predominano suoli fortemente alterati di colore rosso o giallo, ricchi di ossidi di ferro e alluminio ma spesso poveri di sostanze nutritive facilmente assimilabili. Sono coltivati a manioca, canna da zucchero, banane, cocco, caffè e altre colture tropicali. I suoli sviluppatisi sopra rocce ultramafiche, diffusi soprattutto a Palawan e in alcune zone di Mindanao, contengono elevate concentrazioni di nichel, cromo e altri metalli e sostengono comunità vegetali specializzate. Il disboscamento, le attività minerarie, l'agricoltura su pendii ripidi e le piogge torrenziali hanno provocato in molte regioni una grave erosione, accompagnata dall'interramento dei fiumi, dei bacini artificiali e delle barriere coralline costiere.

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