La grille royale ("cancello reale") è una cancellata che separa la cour d'Honneur dalla cour Royale della reggia di Versailles.
Sino alla fine del XVII secolo essa delimitava i margini del castello propriamente detto dove rimase per i successivi cinquant'anni per poi essere rimossa. Nel 2008 è stata ripristinata in una nuova versione basandosi sugli studi antichi e sui disegni dell'epoca. Sebbene sia stata considerata una "restituzione" dal suo architetto Frédéric Didier, questa iniziativa venne largamente criticata dagli storici dell'arte francese venendo considerato un falso storico.
Storia
Il cancello venne realizzato sotto il regno di Luigi XIV per merito dell'architetto Jules Hardouin-Mansart che lo eresse attorno al 1680, all'epoca in cui il castello era in pieno mutamento. Esso rimase al suo posto sino al 1771 negli ultimi anni del regno di Luigi XV.
Nel 1838 venne sostituito da una statua equestre di Luigi XIV.
Tra il 2005 e il 2008 venne costruito un nuovo cancello per celebrare quello antico. Furono impiegate 15 tonnellate di ferro e foglie d'oro. La maggior parte dei finanziamenti necessari ( euro"10 histoires de mécénat", hors-série Le Point- Historia, juin-juillet 2012, p. 33) vennero forniti dall'Associazione mecenati della reggia di Versailles (Mécénat au domaine de Versailles) che in quell'anno festeggiava il proprio centenario di attività.
Controversie Polemiche sulla "restituzione all'antico splendore" Ancor prima della costruzione della grille scoppiò una polemica dal momento che la cancellata era stata rimossa in tempi antichi e inserirne una nuova nel complesso sarebbe parsa un'eccessiva forzatura all'intero complesso.
Per i critici del progetto, essa rappresentava la volontà di astrarre la storia di Versailles al XVII secolo senza motivo di prevaricare il resto della storia della reggia. Inoltre la costruzione della nuova cancellata costringeva allo spostamento della statua posta in loco nel 1838 e pertanto questa decisione venne vista come una distorsione della volontà di Luigi Filippo. Il giornalista Didier Rykner parlò di un « vandalismo ufficializzato »Didier Rykner, « Domaine de Versailles, ou Versailles-land ? », Tribune de l'art, 25 marzo 2007. L'incertezza nei disegni della cancellata stessa inoltre aumentò le polemiche dato che i disegni presenti non permettevano di conoscere in maniera precisa l'ornamentazione del cancello. Certi commentatori sollevarono, al di là di tutto, la mancanza di coerenza del progetto, che non corrisponde a nulla di esistente dal momento che l'Aile Gabriel è del XVII secolo e il pavillon Dufour del XIX, quindi eretti entrambi dopo la distruzione della cancellata originariaDidier Rykner, « Versailles est aussi un château Louis-Philippe » , La Tribune de l'art, 15 décembre 2003.
Al contrario, Béatrix Saule, direttrice del museo del castello, fu tra coloro che si schierarono favorevolmente sul progetto ritenendolo in continuità con gli interventi realizzati all'inizio del XX secolo con l'intento di presentare il castello come doveva apparire all'epoca di Luigi XIV e cioè all'epoca del suo massimo splendore.Vincent Noce, "Grand Versailles et grand émoi", Libération, 1er juin 2007. Da un punto di vista funzionale, la grille ha consentito di gestire meglio il flusso dei visitatori e di incanalarlo verso il palazzoMarie-Douce Albert, "Versailles retrouve sa grille royale", Le Figaro, 17 luglio 2008, permettendo inoltre ai visitatori di individuare facilmente la via di accesso diretta al castello senza incontrarsi con altri percorsi che pure comprendono il passaggio dai cortili centrali. Infine, se il cancello può essere effettivamente considerato un'opera nuova basata su disegni antichi, i due gruppi di sculture sormontanti i corpi di guardia (La Pace di Tuby e L'Abbondanza di Coysevox) sono perfettamente autentici: essi erano stati reimpiegati nell'avancorte e sono semplicemente stati ricollocati nel luogo dove si trovavano in origine.
Polemiche sull'etica professionale e il rischio di conflitto d'interessi Su un articolo apparso su Le MondeAdrien Goetz, « Il faut aussi soigner l'âme, l'architecture intérieure », Le Monde, 16 avril 2010, Adrien Goetz prese l'esempio della grille come supporto delle sue inquietudini sugli effetti erronei della legge sui mecenati che rischiava di creare conflitti d'interesse tra gli architetti impegnati sui monumenti storici: « quando si trova un mecenate, l'architetto in capo all'opera, che percepisce il 10% dell'opera stessa, è lui a proporre le ricostruzioni mirabolanti come quella mostruosità della cancellata dorata ». Inoltre, la grille è costata in tutto cinque milioni di euro. Nel medesimo articolo, paradossalmente, Adrien Goetz afferma più genericamente che « la restituzione di un patrimonio è essenziale », perché possa « ritrovare la propria fierezza, la propria cultura ».
Note
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