Il combat box era la formazione tattica di combattimento usata dai bombardieri pesanti strategici dell'United States Army Air Force durante la seconda guerra mondiale. Il combat box era anche conosciuto con il termine "staggered formation" (formazione sfalsata). I vantaggi di questa formazione erano: dal punto di vista difensivo, la capacità di fornire una grande potenza di fuoco con le mitragliatrici pesanti dei bombardieri, e dal punto di vista offensivo la possibilità di sganciare il carico bellico in poco tempo e concentrato sull'obiettivoR. Freeman, The Mighty Eighth War Manual, p. 37..

Inizialmente questa formazione venne ideata per seguire la dottrina pre-bellica dell'United States Army Air Corps che prevedeva che i bombardieri pesanti schierati in formazioni concentrate avrebbero potuto attaccare e distruggere gli obiettivi di giorno e senza la scorta di caccia, fidando sulla cortina di fuoco fornita dalle numerose mitragliatrici pesanti Browning M2 di cui erano equipaggiati. Inoltre la tattica dei bombardieri dell'USAAF di volare ad alta quota richiedeva l'impiego di un sistema di sgancio delle bombe concentrato e quindi il combat box continuò ad essere impiegato per la sua efficacia offensiva anche dopo l'arrivo di efficienti caccia di scorta che, volando molto più avanti dei combat box in missioni di superiorità aerea contro i caccia tedeschi, ridussero fortemente la minaccia delle difese aeree avversarie.

L'ideazione del combat box è stata accreditata al colonnello Curtis LeMay, comandante del 305th Bombardment Group in Inghilterra nel 1942-1943; in realtà la Eighth Air Force stava sperimentando differenti formazioni tattiche fin dall'epoca della sua prima missione di bombardamento in Europa, il 17 agosto 1942, alcune delle quali erano conosciute già come boxes. Il gruppo di LeMay creò nel dicembre 1942 il combat box "Javelin Down" e questa formazione divenne la base per le varianti di combat box che furono impiegate in seguitoR. Freeman, The Mighty Eighth War Manual, p. 42..

La consuetudine di definire "box" una formazione concentrata di aerei deriva dalle immagini in diagramma dall'alto, di profilo e di fronte, che sembrano posizionare ogni singolo bombardiere in una invisibile area a forma di scatola.

Storia Gli esperimenti della Eighth Air Force nel 1942 Le prime dieci missioni della Eighth Air Force nell'agosto 1942 furono penetrazioni veloci in Francia fortemente protette dai caccia di scorta Supermarine Spitfire della RAF. I bombardieri quadrimotori statunitensi Boeing B-17 Flying Fortress volavano in squadroni di sei aerei con una distanza di 3-6 chilometri tra gli squadroni per evitare collisioni in aria tra gli equipaggi ancora inesperti. Questa formazione in squadroni di sei aerei non permetteva il supporto reciproco ma era semplice e facile da controllare. I bombardieri dello squadrone volavano su tre altitudini diverse con approssimativamente 45 metri di distanza tra il più alto e il più basso e, a parte la coppia di testa, non erano in grado di supportarsi reciprocamente.

Progressivamente le missioni dell'Eight Air Force divennero più complesse con un maggior numero di bombardieri impegnati in operazioni più in profondità nel territorio nemico; inoltre le difese tedesche migliorarono in efficienza. L'alto comando delle forze aeree statunitensi riconobbe la necessità di formazioni di bombardieri più compatte e quindi decise di ritornare alla formazioni a V di tre aerei (Vee formation), tipica del periodo pre-bellico. Gli squadroni erano formati da tre di queste V, tutti in volo alla stessa altitudine; due squadroni formavano un gruppo con il secondo squadrone schierato a destra e più in alto. L'intera formazione si dimostrò difficile da manovrare e lasciava molti mitraglieri dei bombardieri con ridotti campi di tiroR. Freeman, The Mighty Eighth War Manual, pp. 38-42..

I due gruppi di bombardieri pesanti assegnati per primi all'Eighth Air Force, furono trasferiti in Nord Africa per partecipare all'operazione Torch e furono rimpiazzati a ottobre-novembre 1942 da quattro nuovi gruppi di B-17 (306th, 91st, 303rd e 305th Bomb Group), e due gruppi di Consolidated B-24 Liberator (44th e 93rd Bomb Group); inizialmente ogni gruppo sperimentava una propria formazione di volo e le prime missioni furono intralciate da numerosi fallimenti per problemi meccanici che impedirono lo sviluppo di efficaci schemi di voloR. Freeman, The Mighty Eighth War Manual, p. 40..

Tra il novembre 1942 e la fine dell'anno vennero adottate varie configurazioni di formazione per ottenere tre scopi principali: raggiungere gli obiettivi colpendo con precisione, limitare le perdite e ottimizzare la capacità di fuoco difensivo dei bombardieri. Divenne inoltre importante variare le tattiche sulla base anche dei metodi impiegati dal nemico per contrastare i bombardieri strategici. A partire dal 1943 i piloti da caccia della Luftwaffe passarono a tattiche più aggressive che prevedevano l'attacco frontale contro la parte dei bombardieri dotata di minore potenza di fuoco difensivaJ. Friedrich, La Germania bombardata, pp. 20-21.. Personaggio di importanza decisiva per lo sviluppo e l'introduzione del combat box fu il colonnello Curtis LeMay, comandante del 305th Bomber Group che creò la cosiddetta formazione "Javelin Down"B. Tillman, W. Clark, LeMay: a biography, pp. 28-29..

Il combat box di LeMay

Il colonnello LeMay era un ufficiale estremamente energico e combattivo, assolutamente deciso a proseguire con la massima determinazione le missioni di bombardamento strategico; egli riteneva essenziale adottare una formazione che garantisse il raggiungimento dell'obiettivo e la precisione del bombardamento, inoltre lo schieramento di volo avrebbe dovuto consentire di limitare le perdite e respingere gli attacchi della caccia tedesca dimostrando la validità della strategia generale dell'USAAF di bombardamento diurno ad alta quota senza scorta di cacciaE. Schlosser, Comando e controllo. pp. 101-102..

LeMay diede precise disposizioni ai suoi uomini: la formazione di bombardamento avrebbe dovuto essere mantenuta a tutti i costi e gli aerei avrebbero dovuto volare ad alta quota diritti sull'obiettivo evitando assolutamente anche se attaccati dai caccia e bersagliati dalla contraerea, manovre evasive che avrebbero disperso la formazione. Volando dritti ad alta quota e ad alta velocità i bombardieri avrebbero ridotto i tempi di percorrenza nella zona di pericolo raggiungendo prima l'obiettivo, che inoltre sarebbe stato colpito con precisione grazie al sistema di puntamento Norden. Infine lo schieramento "Javelin Down" ideato da LeMay avrebbe ottimizzato le notevoli capacità difensive dei bombardieri che avrebbero potuto organizzare una cintura di fuoco con le loro numerose e potenti mitragliatrici pesanti. Per superare i dubbi dei suoi subordinati e galvanizzare i suoi uomini, LeMay minacciò la corte marziale per gli equipaggi che non avessero eseguito la loro missione rompendo la formazione, ma affermò anche che egli avrebbe guidato personalmente, volando nel bombardiere di testa, gli aerei sull'obiettivoE. Schlosser, Comando e controllo. pp. 102-103..

Lo schema del combat box di LeMay prevedeva che tre squadron, ognuno formato da 6-7 bombardieri, volassero disposti diagonalmente su quote diverse in direzione del sole; i tre squadron, denominati High element, quello più in alto, Lead element, quello in mezzo, e Low element, quello più in basso, erano formati ognuno da due pattuglie di tre bombardieri ciascuna disposta nella classica V formation (formazione a V). Nella formazione a V, l'aereo centrale era il Leader mentre quello a destra era il Deputy Leader, "vice-comandante"A. Bellomo, Bombe su Palermo: Cronaca degli attacchi aerei 1940-1943, passim.. La formazione era sfalsata e la seconda V del Low element era in asse in diagonale con la seconda V del High element in volo più in alto. Il gruppo di LeMay volava con questa disposizione e ogni combat box di 18 aerei era distanziato di circa 2,5 chilometri dagli altri; il successivo combat box seguiva circa 30 metri più in basso della quota del Lead element, mentre gli altri volavano a sinistra o a destra del Lead element in base alla posizione del sole. LeMay mise in pratica le sue tattiche il 23 novembre 1942 guidando personalmente nel bombardiere di testa le combat box del 305th Bomb Group contro il porto francese di Saint-Nazaire; l'incursione fu un brillante successo; gli aerei volarono dritti ad alta quota sopra l'obiettivo senza subire perdite e colpendo con precisioneE. Schlosser, Comando e controllo, p. 102.. Alla fine dell'anno 1942 la formazione "Javelin Down" con 18-21 aerei era ormai impiegata da tutti i gruppi della Eight Air Force.

Wing box La formazione combat box ideata da LeMay era stata studiata per comprendere tutti gli aerei di un gruppo da bombardamento, ma con il trascorrere dei mesi del 1943 la forza numerica dell'Eighth Air Force crebbe continuamente e gli ufficiali statunitensi iniziarono ad impiegare varianti più grandi di combat box per inserire in una sola formazione compatta tre interi gruppi di bombardieri. Venne così costituita la combat wing con 54 aerei; tre gruppi di 18 aerei ciascuno riuniti insieme in combat box, sempre basati sulla formula triangolare con un bombardiere o gruppo di bombardieri leader al centro e due altri bombardieri (o gruppi) in formazione a V, uno a quota più alta e uno più in basso, ravvicinati per garantire la difesa reciproca. Nella nuova variante i gruppi erano disposti in orizzontale e volavano ad altitudine maggiore per ridurre la vulnerabilità agli attacchi degli aerei nemici.

La wing box con 54 aerei venne ulteriormente modificata nel tempo per contrastare meglio le nuove tattiche della caccia tedesca che a partire dalla metà del 1943 iniziò a praticare regolarmente il metodo dell'attacco frontale ai bombardieri. Si cercò di rendere la formazione ancora più compatta; inoltre essendo disponibili alla fine di maggio solo quattro gruppi di B-17 nella Eighth Air Force, vennero costituiti gruppi compositi formati da squadroni provenienti da differenti gruppi; in alcune occasioni venne aggiunto un quarto gruppo al wing box che così assunse una forma a diamanteR. Freeman, The Mighty Eighth War Manual, pp. 42-43.. Il quarto gruppo del wing box tuttavia volando in coda alla formazione, spesso si dimostrò vulnerabile alle tattiche della Luftwaffe di attaccare per prime i bombardieri in volo nei punti più esterni della formazione. Il wing box generalmente era disteso per oltre 900 metri in verticale, 2,1 chilometri in profondità e 600 metri orizzontalmente e si dimostrò una formazione efficace ma difficoltosa da conservare in azione; le successive combat wing volavano generalmente a 9,5 chilometri di distanza tra loro.

Nel complesso il combat wing poteva impegnare un numero impressionante di armi difensive, costituendo uno sbarramento formidabile contro gli attacchi dei caccia tedeschi; i 54 bombardieri disponevano in totale di 648 mitragliatrici pesanti da 12,7 mm che potevano sparare ciascuna fino a 14 proiettili al secondo alla distanza di 550 metri. Per fronteggiare gli attacchi frontali dei caccia tedeschi, inoltre i bombardieri ricevettero nel giugno 1943 una nuova torretta anteriore equipaggiata con altre due mitragliatrici pesanti che incrementarono ancora la potenza di fuoco difensivo del combat box.