La lista degli appartenenti alla P2 fu scoperta, il 17 marzo 1981, dai magistrati durante le indagini sul presunto rapimento di Michele Sindona.
L'elenco dei soggetti appartenenti alla P2 fu trovato in una cassaforte della fabbrica Giole, situata a Castiglion Fibocchi. Fu resa pubblica dalla presidenza del Consiglio dei ministri in seguito il 21 maggio 1981.Le liste dei nomi sono riportate nella "Relazione Anselmi" (relazione finale della commissione parlamentare d'inchiesta), nel libro primo, tomo primo, alle pagine 803-874 e 885-942, e nel libro primo, tomo secondo, alle pagine 213 e seguenti e 1126 e seguenti. Questa relazione fu presentata il 12 luglio 1984 dalla deputata democristiana Tina Anselmi, come conclusione dei lavori della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla loggia massonica P2, commissione che la stessa Anselmi aveva presieduto per quasi tre anniL'elenco è riportato anche in: ; in: e in: Avvenimenti, aprile 1984, inserto:Tutto sulla P2
I lavori della commissione P2
La relazione della Commissione P2, indirizzata ai presidenti della Camera e del Senato il 12 luglio 1984, asseriva che:
La commissione parlamentare Anselmi e i successivi processi portarono a scoprire che alcune delle persone i cui nomi comparivano sulla lista erano tuttavia iscritti alla loggia P2 da prima della gestione Gelli e molte delle persone presenti nella lista negarono la loro partecipazione alla loggia massonica o sostennero di essere stati iscritti da conoscenti a loro insaputa. Inoltre nell'elenco stesso è specificato che 49 affiliati si erano posti "in sonno" (si erano, cioè, dimessi dalla massoneria), e 22 erano passati ad altre logge. L'affiliazione di Publio Fiori è stata esclusa con sentenza del Tribunale di Roma nel 2001.
Altre liste, per un totale di 550 nomi (di cui 180 circa ricompaiono nell'elenco dei 962 precedenti), comprensivi degli affiliati che Gelli aveva provveduto a "riconsegnare" al Grande Oriente d'Italia sino al 6 ottobre 1976, furono prodotte in aula dal deputato socialdemocratico Costantino Belluscio, in data 1º luglio 1981.. Fu avanzata dalla Commissione Anselmi l'ipotesi che la lista trovata a Villa Wanda non fosse l'elenco completo degli aderenti, e che molti altri importanti personaggi iscritti alla P2 siano riusciti a non restare coinvolti nelle indagini successive alla scoperta della lista.
Nella ricostruzione della Commissione d'inchiesta, ai circa mille della lista trovata sarebbero da aggiungere i presunti appartenenti a quel vertice occulto di cui Gelli sarebbe stato l'anello di congiunzione con la loggia. Lo stesso Gelli, in un'intervista del 10 luglio 1976 rilasciata al settimanale L'EspressoCitata nella Relazione di maggioranza della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2, relativamente , aveva parlato circa di duemilaquattrocento iscritti, comprendendo nel conteggio anche gli stranieri. In un libro-intervista pubblicato nel 2006, l'ex "Venerabile" continuò a rimanere nel vago, limitandosi a ribadire che quello sequestrato a Villa Wanda non era che un "brogliaccio", e che egli stesso aveva provveduto a distruggere gli originali durante la fuga a Caracas..
Tra le 963 persone inserite nell'elenco vi erano i nomi di 44 parlamentari, 2 ministri dell'allora governo, un segretario di partito, 12 generali dei Carabinieri, 5 generali della Guardia di Finanza, 22 generali dell'esercito italiano, 4 dell'aeronautica militare, 8 ammiragli, vari magistrati e funzionari pubblici, i direttori e molti funzionari dei vari servizi segreti, docenti universitari, diversi giornalisti ed imprenditori. La lista è riportata quindi a scopo documentale, non probatorio, e non entra nel merito delle presunte affiliazioni in considerazione anche del fatto che molti dei personaggi inclusi nell'elenco hanno sempre professato la loro estraneità e hanno negato l'appartenenza alla loggia segreta..
Le personalità Tra le 962 persone figuranti nella lista, vi erano i nomi di 119 alti ufficiali (50 dell'Esercito, 37 della Guardia di Finanza, 32 dei Carabinieri), 22 dirigenti di Polizia, 59 parlamentari, un giudice costituzionale, 8 direttori di giornali, 4 editori, 22 giornalisti, 128 dirigenti di aziende pubbliche, diplomatici e imprenditori.. Nell'elenco degli iscritti comparvero i nomi di Silvio Berlusconi, Francesco Mola, Vittorio Emanuele di Savoia, Gino Birindelli, Edgardo Sogno, Giulio Caradonna, Maurizio Costanzo, Alighiero Noschese (morto suicida più di un anno prima della scoperta della lista), Claudio Villa, Paolo Mosca e il medico e personaggio televisivo Fabrizio Trecca (capo gruppo). Altri piduisti furono Michele Sindona e Roberto Calvi, Umberto Ortolani (allora proprietario della Voxson), Osvaldo Minghelli, generale della Polizia di Stato, il costruttore romano Mario Genghini, l'imprenditore Gabriele Cetorelli (attivo nel settore della grande distribuzione), Leonardo Di Donna (presidente dell'Eni), Duilio Poggiolini, insieme a tutti i capi dei servizi segreti italiani e ai loro principali collaboratori, Vito Miceli, Gianadelio Maletti, Antonio Labruna.
Indice generale
A ten. col. Sergio Acciai (Firenze, in sonno, fascicolo 113) (poi generale della GdF) dott. Pierluigi Accornero (Viarigi, 321) avv. Branko Agneletto (Trieste, 291) (ex membro del TIGR, cofondatore dell'Unione Slovena) rag. Giacomo Agnesi (Roma, 169) (pasta Agnesi) dott. Enrico Aillaud (Roma, morto, 560) (Ex ambasciatore italiano in Cecoslovacchia (1960-1962), Polonia (1963-1968), Austria (1970-1973), RDT (1973-1975) e URSS (1976-1978); coinvolto nel dossier Mitrochin, ex Presidente Ass. Italo-Austria, Interbanca e Ispi) dott. Aldo Alasia (Buenos Aires, 150) dott. Gioacchino Albanese (Roma, 913) (stretto collaboratore di Eugenio Cefis, fu coinvolto nello scandalo Eni-Petronim) dott. Raffaele Albano (La Spezia, 286) cap. Amedeo Aldegondi (Torino, 425) ten. col. Vito Alecci (Milano, 789) (convivente di Nara Lazzerini, segretaria di Licio Gelli, il 3 marzo 1985 morì in circostanze misteriose; la Lazzerini asserì trattarsi di omicidio) magg. Giuseppe Aleffi, detto "Pino" (Pisa, 762) (comandò nuclei SIOS di Marisardegna e Camen, ex deputato di Forza Italia, relatore di un disegno di legge per la concessione dell'uso della bandiera nazionale al Corpo speciale volontario ausiliario dell'esercito dell'Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare ordine di Malta, non rieletto nel 2001, candidato alla Camera con Italia dei Valori) dott. Alessandro Alessandrini (Roma, 728) (ex amministratore delegato Banco di Roma) amm. Achille Alfano (Livorno, morto, capo gruppo 12, fasc 450) gen. Giovanni Allavena (Roma, 505) (Generale dei Carabinieri, collaboratore di Giovanni de Lorenzo, comandante dell'ufficio D (informazioni) e del CCS (controspionaggio) e poi ultimo capo del Sifar; nel 1967, al suo ingresso nella P2, avrebbe trasmesso parte dei Fascicoli SIFAR a Gelli.) prof. Canzio Allegriti (Torino, 94) principe Giovanni Alliata di Montereale (Roma, passato al Grande Oriente, morto, 361) (Gran Maestro della Serenissima Gran Loggia Nazionale degli Antichi Liberi e Accettati Muratori; costituì l'Associazione Nobili del Sacro Romano Impero. Deputato monarchico e separatista siciliano) dott. Italo Aloia (Cosenza, 173) Bruno Alpi (Ancona, morto, 426) dott. Roberto Amadi (Milano, 364) dott. Antonio Amato (Cagliari, 807) dott. Wilfrido Ambrosini (Verona, in sonno, 112) avv. Walter Amendola (Brasile, 615) dott. Aristide Andreassi (Roma, in sonno, 170) avv. Loris Andreini (Montecatini, 417) dott. Mario Andreini (Verona, 177) on. Clement Anet Bilé (Costa d'Avorio, 765) (negli anni '60 deputato della Costa d'Avorio, in rapporti con la FAO) avv. Franco Angeli (Montevarchi, 153) dott. Ennio Annunziata (Roma, 134) prof. Fausto Antonini (Roma, 1) (Docente di Storia della Filosofia all'Università di Roma) prof. Giuliano Antonini (Roma, 2) Renzo Antonucci (Pisa, 736) gen. Renzo Apollonio (Roma, Generale C.A., Trib. Mil. Sup.) col. Pietro Aquilino (Perugia, in sonno, 358) dott. Giuseppe Arcadi (Reggio Calabria, 3) dott. Aldo Arcuri (Benevento, 4) dott. Romolo Arena (Roma, 848) (partecipante al "Gruppo dei Tredici", ex presidente acciaierie di Terni - Italimpianti, ex direttore centrale e vicepresidente IRI) dott. Giacomo Argento (Roma, 384) (dirigente Rete Ferroviaria Italiana) dott. Sergio Argilla (La Spezia, 270) on. Gian Aldo Arnaud (Torino, morto, 726) (deputato della DC dal 1965 al 1983. Sottosegretario ai Lavori pubblici dal 1973 al 1976, e alla presidenza del Consiglio nel III Governo Andreotti (1976-1978)) dott. Carlo Arnone (Firenze, 393) dott. Francesco Aronadio (Roma, 944) dott. Renato Aschieri (Milano, 917) dott. Giuseppe Attinelli (Palermo, 942) on. dott. Angelo Atzori (Oristano, capo gruppo 2, fasc 651) (consigliere regionale DC della Sardegna fino al 1984) avv. Alfredo Aubert (Torino, in sonno, 287) col. Mario Aubert (Milano, in sonno, 427) Alberto Aureggi (Roma, 727) dott. José Avila (Brasile, 599) rag. Vittorio Azzari (Roma, 171) (ex dirigente BNL)
B rag. Gilberto Bacchetti (Firenze, 834) cap. Vasco Bacci (San Vito, 5) dott. Enzo Badioli (Roma, 581) dott. Francesco Baggio (Vicenza, 732) dott. Urio Bagnoli (Roma, in sonno, 6) gen. Enrico Baiano (Reggio Emilia, in sonno, 175) Pietro Baldassini (Firenze, 394) cap. Giorgio Balestrieri (Livorno, 907) dott. Giorgio Ballarini (Firenze, 701) on. Pasquale Bandiera (Roma, morto, 114), (deputato del PRI dal 1972 al 1983. Sottosegretario alla Difesa dal 1980 al 1981) dott. Guido Barbaro (Torino, 851) (magistrato, presidente di sezione del tribunale di Torino) dott. Vito Barbera (Livorno, morto, 182) rag. Franco Barducci (Firenze, 702) gen. Tommaso Barile (Roma, in sonno, 420) (ufficiale medico) dott. Giovanni Barillà (Palermo, 288) dott. Hippolito Barreiro (Buenos Aires, 689) geom. Giovanni Bartolozzi (Firenze, 705) dott. Federico Barttfeld (Buenos Aires, 479) on. Antonio Baslini (Milano, morto, 483) (già deputato del PLI (1963-1987) e sottosegretario agli Esteri dal 1979 al 1981) dott. Giuseppe Battista (Roma, 518) dott. Alberto Battolla (La Spezia, 800) avv. Salvatore Bellassai (Palermo, 289) avv. Girolamo Bellavista (Palermo, morto, 7) dott. Danilo Bellei (Bologna, 484) ing. Enzo Bellei (Roma, in sonno, 178) dott. Ottorino Belli (Firenze, 229) dott. Mario Bellucci (Perugia, in sonno, 174)
on. Costantino Belluscio (Roma, morto, 540) (deputato PSDI dal 1972 al 1987 e sottosegretario al Lavoro (1979-1980) e agli Esteri (1980-1981)) prof. Nello Bemporad (Firenze, morto, 115) dott. Giorgio Beninato (Roma, 563) dott. Silvio Berlusconi (Milano, morto, 625) (all'epoca presidente Fininvest, dal 1994 quattro volte presidente del Consiglio) (fu anche Cavaliere del Lavoro) dott. Domenico Bernardini (Firenze, capo gruppo 6, fasc 699) dott. Francesco Bernasconi (Roma, 155) cap. fr. Carlo Bertacchi (Roma, 629) dott. Giuseppe Bertasso (Torino, 870) dott. Luigi Bertoni (Roma, 179) dott. Mario Besusso (Roma, morto, 180) dott. Luis Alberto Betti (Buenos Aires, 481) dott. Lodovico Bevilacqua (Milano, 877) dott. Angelo Biagini (Firenze, 700) ing. Livio Biagini (Roma, 529) dott. Carlo Biamonti (L'Aquila, in sonno, 378) avv. Gian Paolo Bianchi (Firenze, 703) dott. Giorgio Bianchi (Torino, morto, 422) avv. Giulio Bianchi (Pistoia, 183) avv. Pierluigi Bianchini Mortani (Firenze, 742) prof. Francesco Biancofiore (Roma, 365) ing. Franco Bida dott. Giorgio Billi (Firenze, 548) dott. Maurizio Bina (Cagliari, 819) dott. Luigi Bina (Roma, 8) amm. Gino Birindelli (Roma, morto, 130) (ammiraglio di squadra, deputato del Msi dal 1972 al 1974, fuoriscito in polemica con Almirante ed in seguito esponente di Democrazia Nazionale) dott. Luigi Bisignani (Roma, 203) dott. Garibaldo Bisso (Livorno, 773) gen. Luigi Bittoni (Firenze, passato ad altra Loggia, 116) (generale dei Carabinieri)) col. Bartolo Blasio (Roma, 824)