La ragazza fuoristrada è un film del 1973, diretto da Luigi Scattini.
Trama
Giorgio Martini, un giornalista pubblicitario recatosi per un servizio in Egitto, si innamora di una bella ragazza nubiana. La porta con sé a Ferrara, la presenta ai suoi genitori e, nonostante la loro perplessità, la sposa. L’ingenuità, la spontaneità e la sincerità di Maryam irrompono in questa città di provincia scontrandosi con un ambiente ipocrita, meschino e razzista. Sarà quindi vittima del crudele gioco di un'ex amante del giornalista e di uno scherzo combinato da due amici respinti. Giorgio, pensando che Maryam l’abbia tradito, inizia a trascurarla. Lei, dopo aver abortito, lo abbandona e torna tra la sua gente.
Produzione Dal blog ufficiale del regista:
La ragazza fuoristrada fu il secondo film di Zeudi Araya. Iniziammo le riprese circa dieci mesi dopo La ragazza dalla pelle di luna, sulle ali del successo del primo film. Dovevamo trovare un soggetto adatto a Zeudi, data la sua origine. La storia venne in mente a me e fu sceneggiata poi da Leo Chiosso e Gustavo Palazio: trattava di una splendida ragazza di colore che viveva tra la sua gente, nella sua terra e che decideva poi di seguire in Italia l'uomo di cui si era innamorata. Ma la provincia italiana non era ancora pronta ad affrontare questa "diversità" e Zeudi, con la sua presenza, era sicuramente un elemento destabilizzante che arrivava a sconvolgere un'intera società.Il film voleva affrontare il problema razziale. Era il 1973 e parlare di razzismo in Italia era quasi assurdo. Nessuno aveva pensato di affrontare una tematica simile perché questo problema da noi pareva non esistere; anche se, di fatto, la gente era molto più ipocrita che in apparenza. La scelta di girare il film in provincia, anzi in una provincia del Nord (Ferrara per l'appunto), ci aiutò ancora di più.La mia intenzione altro non era che quella di rappresentare uno spaccato della borghesia di provincia di quegli anni. Il film fu ambientato tra l'Egitto, dove il protagonista Giorgio Martini (Luc Merenda) si era recato per un servizio fotografico per il lancio di una nuova macchina fuoristrada (la Dune Buggy...) e una città del nord Italia che, con la sua aria un po' assonnata e nebbiosa, doveva fare il nostro gioco.Si veniva quindi a creare una contrapposizione tra le abitudini e la cultura di un paese come l'Egitto e una città di provincia come Ferrara, dove vivere la vita degli altri era un dovere e un'antica abitudine. Zeudi irrompeva in tutto questo, e la sua ricerca di integrazione falliva miseramente.Per dare maggiore veridicità alla storia, utilizzai molte persone del luogo: amici ferraresi, un mio amico di Genova (Augusto Gallina, detto il re del materasso. La cui grande passione per il cinema lo aveva portato a partecipare e vincere al famoso programma di Mike Bongiorno: Rischiatutto) assieme ad attori come Martine Brochard, Lucretia Love, Caterina Boratto, Giacomo Rossi Stuart, Guido Alberti, Franco Ressel e Tony Kendall.In Egitto, dove avevo già girato il film La sfinge d'oro nel 1967, girammo scene nella splendida Valle dei Re: notti indimenticabili sulle feluche bianche inargentate dalla luna... Tramonti unici a Luxor dove respirammo l'antico Egitto a piene mani.Ad Abu Simbel, davanti a quei giganti, girammo scene spettacolari, incuranti di incontri con scorpioni del deserto e anche con qualche vipera nascosta sotto le pietre. Ma era tutto talmente bello e magico…La ragazza fuoristrada è un film decisamente intimista, fatto di sguardi e poca azione. Luc Merenda, attore francese molto in voga in quegli anni per aver interpretato diversi film polizieschi in Italia, aveva una faccia interessantissima, bella e un po' "dannata" e, consapevole di questo suo fascino, faceva la corte a tutte le attrici sul set. Su di lui non ricordo episodi particolari durante la lavorazione del film, se non una preparazione professionale e una certa simpatia.Una piacevolissima sorpresa per me fu lavorare con Caterina Boratto, attrice molto nota nel cinema degli anni quaranta, ma sempre valida per la sua classe e la sua professionalità. Era così bella, così diafana, quasi irreale che competeva con le altre attrici molto più giovani di lei.Ancora una volta le musiche di Piero Umiliani aggiunsero una vena di malinconia e di profondo sentimento. Per me questa resta una delle migliori colonne musicali del cinema di Piero; un'opera superba e raffinata dove, come curiosità, Zeudi cantò due canzoni: una in italiano, "Oltre l'acqua del fiume" e l'altra in amarico, "Maryam". Umiliani stesso dichiarò che questa era una delle sue colonne sonore preferite"''.
Colonna sonora
La colonna sonora fu composta da Piero Umiliani che pubblico anche il relativo album con la personale etichetta discografica.
Lato A
Lato B
Distribuzione
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici Categoria:Film con composizioni originali di Piero Umiliani