La nobiltà cinese comprende tutti gli individui e le famiglie riconosciute dall'Impero cinese come membri della classe aristocratica, quindi titolari di privilegi ereditari.Ji Ming feng jue biao (Mao Naiyong zhu)", Wen cui ge, by genealogist Naiyong Mao, on Chinese peerage, 1970, Taipei (in inglese) La nobiltà cinese si dimostrò un elemento importante della società tradizionale e dell'organizzazione politica della Cina imperiale.

Coi concetti di eredità dei titoli nobiliari e con discendenze spesso semi-mitiche, risalenti al primo periodo della creazione dello Stato cinese, il primo sistema di nobiltà in Cina venne stabilito dalla dinastia Zhou. Nel millennio successivo, questo sistema venne perlopiù mantenuto con alcuni minimi cambiamenti, sino alla dinastia Qing che creò l'ultimo sistema nobiliare in uso nella Cina imperiale. Nel 1911 la Rivoluzione Xinhai, di stampo repubblicano, vide la dissoluzione di tutto il sistema governativo imperiale anche se la neonata Repubblica cinese mantenne i titoli nobiliari come nel caso del duca Yansheng. Anche se molte famiglie però poterono mantenere i loro titoli e la dignità di un tempo, le nuove circostanze politiche ed economiche segnarono il loro definitivo declino. Attualmente, la classe aristocratica cinese è quasi completamente scomparsa, con solo pochi detentori o pretendenti titoli che perlopiù non sono riconosciuti da alcun ente al mondo.

L'elevazione o la degradazione alla nobiltà all'epoca imperiale poteva avvenire anche postuma; Guan Yu, venne indicato in vita come marchese di Hànshòu (漢壽亭侯) durante la dinastia Han ma postumo sotto la dinastia Song venne elevato al rango di duca Zhōnghuì (忠惠公) e durante la dinastia Yuan venne promosso a principe di Xiǎnlíng Yìyǒng Wǔ'ān Yīngjì (顯靈義勇武安英濟王) e addirittura durante la dinastia Ming venne beatificato e realizzato come Santo Imperatore Guan il Gran Dio che ha sottomesso i Demoni dei Tre Mondi e che ha assoggettato molti e che muove il Cielo () ed assunto a divinità popolarmente associata alla prosperità, al commercio, alla guerra ed alla polizia.

Ranghi sovrani

L'apice della nobiltà cinese era il grado della sovranità, anche se il titolo ha subito delle variazioni nei tempi, a seconda delle sue diverse connotazioni. Nella storia cinese si riscontrano generalmente tre livelli di suprema e indipendente sovranità: l'aristocrazia, che riconosce come suo superiore un sovrano locale (capo, duca, principe) che a sua volta ha per superiore il sovrano dell'Impero.

Come titolo di nobiltà, Bà Wáng () venne riconosciuto a quei sovrani regnanti su più capi locali e pertanto viene indicato nei linguaggi occidentali col titolo di "imperatore" inteso come colui che detiene il latino imperium sui suoi territori. Talvolta l'estensione del potere dell'imperatore si estendeva anche oltre i suoi domini diretti come nel caso del re di Corea che si trovò talvolta subordinato al potere degli imperatori cinesi, altre volte sotto i mogol o i khan indiani o mongoli. A creare ulteriore confusione, diversi imperatori cinesi presero l'abitudine di indicare i loro parenti stretti maschi come fratelli, zii o nipoti, col titolo di wang, termine cinese per re, usandolo però come titolo di cortesia e non perché essi fossero effettivamente sovrani di un dato territorio. Talvolta il titolo di re veniva concesso anche a sovrani di piccole parti dell'impero o stati di minima entità per rafforzare i legami di semi-indipendenza coi locali.

All'interno della famiglia reale, titoli corrispondenti ai moderni "principe" e "principessa" erano concessi ai discendenti immediati del sovrano, con tipologie differenti a seconda della distanza genealogica dal regnante. Alcuni regnanti potevano essere degradati in quanto conquistati dall'impero come nel caso dei re dello Stato di Shu che, dopo essere stati annessi alla Cina di Qin, vennero ribassati allo status di marchesi. Tra questi particolarmente noto è divenuto il marchese Hui di Shu che tentò una ribellione contro la signoria Qin nel 301 a.C.

Imperatore e famiglia imperiale Imperatore

Anche se formalmente era indicato come Tiānzǐ (天子, "Figlio del Cielo"), il potere dell'imperatore cinese variò da regnante a regnante e a seconda delle differenti dinastie, con alcuni imperatori che divennero monarchi assoluti ed altri furono semplicemente figure di facciata, manovrati dei funzionari di corte come eunuchi e famiglie nobili o burocrati.

Nella prima età, semi-mitica, i sovrani erano huang () o di (). Questi titoli erano complessivamente chiamati Tre Sovrani e Cinque Imperatori. Per i primi sovrani mitologici si utilizza convenzionalmente il titolo occidentale di "sovrano" anche se i sovrani si indicarono alternativamente huang o di. I sovrani delle dinastie Xia e Shang si chiamarono Di (帝, dì); anche se tale dizione viene spesso tradotta come "re" o "imperatore" a seconda del periodo e del potere detenuto dai singoli. I sovrani della dinastia Zhou si definirono Wang (), prima che la dinastia Qin rinnovasse l'uso del termine huangdi che comunque venne tradotto come "imperatore". Il titolo di "Wang" non va confuso col popolare cognome omonimo che non aveva implicazioni reali. I governanti di queste dinastie sono spesso tradotti come "re" e talvolta come "imperatore". Imperatore o Huangdi () fu il titolo dei capi di stato della Cina dalla dinastia Qin nel 221 a.C. sino alla caduta della dinastia Qing nel 1911. Il primo imperatore della dinastia Qin (Qin Shi Huangdi) combinò i due titoli di huang (皇 "augusto, magnificente") e di (帝 "Dio, sovrano"). Dalla dinastia Han il termine di Huangdi venne abbreviato in huang o di.

Il titolo di imperatore veniva trasmesso solitamente di padre in figlio. Spesso, il primogenito dell'imperatrice ereditava tale incarico, passando poi al secondo in linea di successione che era il primogenito di una concubina o di una consorte di primo rango, anche se il nuovo sovrano non era universalmente riconosciuto e la successione contestata fu causa di un numero considerevole di guerre civili. A differenza del caso del Giappone, il regime degli imperatori tradizionali della Cina permetteva legalmente il cambio di dinastia e pertanto un imperatore poteva essere sostituito da un suo vincitore rivale. Questo era possibile in quanto si credeva nel Mandato del Cielo, ovvero che il potere del sovrano discendesse dal mandato conferito dal Cielo; nondimeno, il mandato dipendeva dall'esercizio, da parte del sovrano, della virtù: se questa veniva meno, il mandato veniva revocato.

Imperatrice, consorti, concubine e altre spose imperiali Era generalmente accettato che una donna non potesse salire al trono cinese di diritto, ma che potesse giocare un ruolo importante come moglie di un sovrano o come reggente per un sovrano ancora in minore età, anche se vi fu un caso di imperatrice regnante, l'imperatrice Wu, il cui regno segnò la dinastia Tang. Molte donne furono le eminenze grigie di certi monarchi cinesi e ne condizionarono largamente la politica e le riforme.

Hòu (后), o "imperatrice consorte", era il titolo concesso alle prime spose ufficiali di un imperatore cinese poligamo, madre quindi del futuro imperatore, tipicamente elevata al rango di imperatrice vedova dopo la morte del marito e spesso investita del titolo di Tài Hòu(太后) o Grande Imperatrice per distinguerla dalle altre mogli. In pratica, molte imperatrici vedove cinesi furono ufficialmente delle reggenti per sovrani in minore età ma ricoprirono posizioni influenti ed esercitarono un potere quasi supremo in Cina, come nel caso dell'imperatrice Cixi, reggente, de facto sovrana in Cina per 47 anni dal 1861 al 1908.

Le Madame Imperiali, appena sotto l'imperatrice, erano spesso delle consorti alternative di rango inferiore che non potevano quindi essere investite di ruoli di governo nell'impero come reggenti.

Zhou li, i "Riti di Zhou", elencava titoli e numero di spose di un imperatore: 1 imperatrice () 3 Madame o consorti () 9 Concubine imperiali () 27 Shifu () 81 Mogli imperiali ()

Membri infeudati di dinastie detronizzate Era tradizione in Cina per una nuova dinastia assurta al trono nobilitare di infeudare i membri della dinastia che essi avevano detronizzato con titoli nobiliari o terre date in feudo di modo che essi potessero offrire sacrifici ai loro antenati, oltre ai membri delle altre precedenti dinastie. Questa pratica era definita Èr Wáng Sān kè (二王三恪).

Quando la dinastia Xia venne detronizzata dalla dinastia Shang, i discendenti degli Xia ottennero titoli e feudi dal re Shang negli Stati di Qi e Zeng (i re di Yue si definivano discendenti da un ramo collaterale degli Xia).

Quando la dinastia Shang venne detronizzata dalla dinastia Zhou, il re Zhou garantì ai discendenti degli Shang il titolo di duca e feudi nello Stato di Song, riconfermando anche i titoli già concessi in precedenza ai discendenti degli Xia a Qi e Zeng. Confucio era un discendente dei re Shang tramite i duchi Song e i discendenti di Confucio detennero il titolo ereditario di Duca Yansheng sino al 1935.

Quando il re di Yue Wújiàng (無彊) venne conquistato dal re di Chu, quest'ultimo infeudò il primo del titolo di marchese di Ouyang Ting.

Quando la dinastia Han con l'imperatore Xian venne detronizzata dall'imperatore di Cao Wei, Cao Pi, Cao garantì all'imperatore Xian il titolo di duca di Shānyáng (山陽公). Suo nipote Liú Kāng (劉康) ereditò il suo ducato, che permanette per i successivi 75 anni con altri due duchi, Liú Jǐn (劉瑾) e Liú Qiū (劉秋), sino a quando la linea non venne sterminata con l'invasione delle tribù Xiongnu nel 309 circa, durante la dinastia Jìn.

Gli imperatori Shu Han pervennero da un ramo cadetto della dinastia Han. Quando l'imperatore Shu Han, Liu Shan, venne sconfitto da Cao Wei, questi lo infeudò del titolo di duca di Ānlè (安樂公; letteralmente "duca della pace e del conforto") mentre i suoi figli e nipoti divennero marchesi. Liu Shan morì nel 271 a Luoyang, ed ottenne il nome postumo di "Duca Sī di Ānlè" (安樂思公; letteralmente "il profondo pensatore duca di Anle"). Il suo ducato durò diverse generazioni durante la dinastia Jìn prima di estinguersi coi tumulti Wu Hu (letteralmente "Cinque barbari").

Quando gli Wu orientali vennero sconfitti dalla dinastia Jìn, l'imperatore garantì allo sconfitto Sun Hao il titolo di "Marchese di Guiming". I figli di Sun Hao divennero ufficiali nel governo imperiale Jìn.

Quando l'imperatore Jìn, Gong di Jìn, venne detronizzato dall'imperatore della dinastia Liu Song, Wu di Liu Song, quest'ultimo infeudò Gong col titolo di principe di Lingling, pur facendolo uccidere poco dopo. Sima Guang, discendente della famiglia Jin, divenne cancelliere sotto la dinastia Song secoli dopo la caduta degli Jìn.

Quando l'imperatore Shun di Liu Song venne detronizzato dalla dinastia Qi meridionale con l'imperatore Gao dei Qi del sud, Gao infeudò Shun del titolo di principe Ruyin, facendolo uccidere comunque poco dopo.

Quando l'imperatore He dei Qi del sud venne detronizzato dalla dinastia Liang con l'imperatore Wu di Liang, quest'ultimo infeudò il primo del titolo di principe di Baling, facendolo uccidere comunque poco dopo.

Quando l'imperatore Jing di Liang venne detronizzato dalla dinastia Chen con l'imperatore Wu di Chen, quest'ultimo infeudò il primo del titolo di principe di Jiangyin, facendolo uccidere comunque poco dopo.