Borgo a Mozzano è un comune italiano di abitanti, compreso nella provincia di Lucca, in Toscana. È situato ad un'altitudine di 97 metri sul livello del mare, attraversato dal fiume Serchio ed è posto poco dopo la confluenza con il torrente Lima.

Geografia fisica Territorio Il comune di Borgo a Mozzano situato nella Valle del Serchio è un territorio che si estende per 72 km² a circa venti chilometri dalla città di Lucca e circa trenta da Castelnuovo di Garfagnana. Il suo territorio interessa sia le propaggini finali delle Alpi Apuane sia l'Altopiano delle Pizzorne, che raggiunge i 1000 metri di altitudine e divide il comune dalla pianura lucchese. L'altitudine sul livello del mare va dai 65 metri della frazione di Valle di Ottavo sino ai 961 metri di Cima Carici.25ª Edizione Azalea Borgo a Mozzano 16.17.18 aprile 2010 "Il territorio di Borgo a Mozzano", pp.26.

Monte Bargiglio Il monte Bargiglio è situato nel comune di Borgo a Mozzano nella frazione di Cune. Con i suoi 874 metri non è la vetta più alta ma sicuramente la più importante. Posto in posizione panoramica a cavallo della Valle del Serchio è una delle vette secondarie della catena delle Alpi Apuane. Sulla cima del monte si trovano i resti dell'antica torre omonima, facilmente raggiungibile percorrendo un comodo sentiero segnalato dal Club Alpino Italiano.

Il Paese Il paese di Borgo a Mozzano si estende per circa un chilometro, dalla chiesa della Madonna dei Ferri al Ponte della Maddalena, su tre vie principali, via Roma, via Umberto I e via della Repubblica, coronato da case, orti e giardini. Il territorio è costituito da una pianura, da piccole colline e da monti che lo circondano e lo difendono dai venti. Ci sono numerosi torrenti che sfociano nel fiume Serchio. Sono presenti poi numerose strade, mulattiere e sentieri che collegano il paese alle piccole frazioni vicine.

Clima Il clima è temperato per la favorevole posizione del comune nella Valle del Serchio, parallela al mare e protetta ad ovest dalla catena delle Alpi Apuane ed a est dall'Appennino. La temperatura media annua è 14 °C. Il mese più freddo è gennaio (2 °C di media) ed i più caldi luglio e agosto (29 °C).

Dal punto di vista legislativo il comune di Borgo a Mozzano ricade nella fascia climatica D in quanto i gradi giorno sono 2020, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 12 ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile. Classificazione climatica: zona D, 2020 GG

Origini del nome L'appellativo Mozanus compare per la prima volta in un documento dell'879: «In loco Mozzano prope Decimo». L'appellativo faceva riferimento oltre al Borgo anche ai paesi vicini ma la determinazione Prope Decimo sembra far riferimento propriamente al Borgo (Diecimo è un paese distante da Borgo a Mozzano circa 2 chilometri).

Storia Medioevo Un antichissimo ricordo di Borgo a Mozzano è legato ai Suffredinghi, comparsi nel 925, che furono per molti anni signori di molte terre del comune. Nel 1272 la Repubblica di Lucca fece il Borgo sede di una podesteria. Legata a Borgo a Mozzano è anche la signoria dei Castracani cessata nel 1369.

Cinquecento e Seicento Borgo a Mozzano, nei primi anni del sedicesimo secolo, stabilisce che si debbano conservare tutte le scritture relative ad esso; quindi si hanno le prime deliberazioni, l'Estimo del 1531 e lo Statuto nel 1539. Nel 1562 il Borgo diventò capoluogo di Vicaria e in seguito, con l'incorporazione di Cerreto inferiore, iniziò il processo di formazione del comune e della parrocchia. Fra il 1615 e il 1616 avvenne la definitiva fondazione del comune. Nel giro di pochi anni venne eretto un ospedale, presente in tutti i comuni dell'epoca, venne formata definitivamente la Parrocchia con la relativa consacrazione della chiesa e formato un piccolo esercito a difesa del comune. I documenti locali dell'epoca registrano il passaggio di personaggi illustri quali la regina Cristina di Svezia, la Granduchessa Vittoria di Firenze e il cardinale Orazio Spada.

Dalla fine della Repubblica di Lucca al Novecento Nel 1799 le truppe francesi occuparono Lucca sancendo la fine della Repubblica e Borgo a Mozzano ne seguì il destino. In seguito furono abolite le Vicarie e il territorio lucchese venne diviso in tre cantoni: quello del Serchio con capitale Lucca, quello del litorale con capitale Viareggio e quello degli Appennini con capitale Borgo a Mozzano. Nel 1808 furono però aboliti i cantoni per lasciare spazio alle prefetture e alle municipalità. Seguirono i Borboni nel 1817, il Granducato di Toscana nel 1847 ed infine nel 1860 ci fu l'annessione al Regno d'Italia. Il 13 luglio 1865 Borgo a Mozzano ebbe quindi il suo primo sindaco del Regno d'Italia. Alla fine del secolo furono costruiti il Ponte Umberto e la ferrovia, due eventi importanti per le comunicazioni dell'intera vallata.

Il Novecento Nei territori del comune, durante la Seconda guerra mondiale, furono svolti imponenti lavori per la costruzione di uno sbarramento difensivo tedesco, la Linea Gotica. Dopo la Liberazione nel 1945 iniziò il periodo della ricostruzione dei ponti (tranne il Ponte della Maddalena che fu fortunatamente risparmiato), delle case e la costruzione dello sbarramento idroelettrico sul Serchio e della centrale idroelettrica in Vinchiana. Borgo a Mozzano è stata sede di importanti uffici amministrativi quali l'ufficio delle imposte, del registro, la pretura e le carceri fino agli anni settanta quando, per una nuova riforma amministrativa, sono stati soppressi.Pellegrini, 1987, p. 26.

Simboli

Lo stemma del comune di Borgo a Mozzano è stato concesso con il decreto del presidente della Repubblica dell'11 maggio 2004 e raffigura una torre merlata di color argento posta su una verde collina su uno sfondo azzurro. La torre ha due finestre e una porta da cui fuoriesce un fiume sinuoso, probabilmente il Serchio. La torre richiama la rocca innalzata dai Suffredinghi, signori della Rocca e di Anchiano intorno all'anno Mille.

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro.

Viabilità antica L'antico sistema viario della valle del Serchio si basava sulla romana Nuova Clodia o Pseudo Clodia (da non confondersi con la Via Clodia) e costituì nel Medioevo un'importante variante al percorso della Via Francigena, nella parte settentrionale della Toscana. La via Clodia era una strada di origine romana potenziata poi nel periodo longobardo che risaliva il fiume Serchio, entrando nel territorio dell'attuale comune di Borgo a Mozzano, attraversava la Garfagnana e collegava Lucca a Luni e a Parma. Il tracciato della Clodia, prima di Borgo a Mozzano, oltrepassato Valdottavo, toccava il paese di Diecimo che era un importante nodo viario in quanto si congiungeva alla Via Francigena nel tratto Camaiore-Lucca. Dopo aver toccato Borgo a Mozzano la Clodia saliva sino alla Pieve di Cerreto proseguendo, in alta quota, verso la Rocca. L'antica strada presentava poi delle varianti specialmente per i viandanti diretti dalla Garfagnana verso Lucca. Infatti, da Cerreto, una mulattiera scendeva al Ponte di Chifenti, oggi detto del Diavolo, e attraversandolo questa proseguiva sulla riva sinistra del Serchio per poi risalire a Corsagna. La Via Clodia doveva anche collegarsi con il ponte di Calavorno, importante punto di confluenza del sentiero che portava alla Foce a Giovo ed in Emilia.Guida del Borgo - Comune di Borgo a Mozzano seconda sezione.

Borgo a Mozzano è sulla Via del Volto Santo.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Rocco

La chiesa di San Rocco fu edificata nel 1760 sul luogo in cui sorgeva il cinquecentesco oratorio di San Sebastiano. L'interno, di stile barocco e a croce latina, ospita opere di Gaspare Mannucci, Pier Filippo Mannucci e Giovan Domenico Ferrucci.

Chiesa di San Jacopo

L'edificio, a tre navate, sorse tra l'XI e il XII secolo e conserva pregevoli opere d'arte.

Chiesa del Santissimo Crocifisso

Questo edificio religioso sorge nel centro del paese e vi è conservata un'immagine di Gesù Crocifisso del XVI sec. che secondo la tradizione salvò la popolazione dalla peste del 1630.

Convento di San Francesco

Il convento di San Francesco venne costruito nel 1524 da alcuni Minori Osservanti e, tra il 1596 e il 1597, ceduto ai Riformati Abitato fino agli anni ottanta dai frati minori francescani, è oggi una RSA per l'accoglienza di anziani, fragili e persone non più autosufficienti. La chiesa ospita alcune opere d'arte tra le quali un a pala di Pietro Ricchi. Il chiostro adiacente è stato affrescato nel Seicento da Domenico Manfredi con Storie di san Francesco d'Assisi.

Madonna delle Grazie detta "Dei Ferri"

Antonio Lunardi, durante il sedicesimo secolo, aveva costruito un piccolo tempio alla Madonna delle Grazie, dipinta sul muro del tempio stesso. L'immagine aveva riscosso un forte pellegrinaggio di tutta la popolazione di Borgo a Mozzano e dei paesi limitrofi. In seguito, quindi, per la stessa immagine fu costruito un Oratorio più decoroso e in un luogo più centrale, dove si trova attualmente oggi. I lavori, sotto la direzione di Pellegrino Lunardi, figlio di Antonio, terminarono l'8 aprile del 1597. L'immagine della Madonna delle Grazie, secondo la tradizione, rappresenterebbe la Madonna nell'atto di spostare il Santo Bambino dalla mano destra a quella sinistra. Essa, mancante di prospettiva ed eseguita probabilmente da un pittore poco esperto, è rovinata dal tempo e dai restauri. L'oratorio, anticamente detto "del solco", prese il nome "dei ferri" da una ringhiera che vi fu posta davanti. La Madonna delle Grazie è la patrona del comune di Borgo a Mozzano, che si festeggia il primo lunedì dopo il lunedì di Pasqua, e ogni tre anni in suo onore si tiene una solenne festa detta "triennale".Pellegrini, 1987, p. 74.

Chiese delle frazioni Pieve di San Giovanni Battista, o Pieve di Cerreto, nella località omonima, insieme alla pieve di Diecimo una delle chiese madri del territorio, il cui piviere è documentato almeno dal 995Marco Frati, Scrigni di pietra. Edifici religiosi nella valle del Serchio tra XI e XIV secolo, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 35.. Chiesa di San Giovanni Battista a Cerreto, che ha preso il posto e la dedicazione della Pieve di Cerreto. Chiesa di San Bartolomeo a Cune, della fine del XII secolo, con facciata aperta in un portale a piedritti monolitici e mensole modanate e coronata da archetti pensili su mensole scolpite. L'aula interna è illuminata da monofore strombateMarco Frati, Scrigni di pietra. Edifici religiosi nella valle del Serchio tra XI e XIV secolo, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 43.. Chiesa di Sant'Ilario ad Oneta, documentata nel 979, la chiesa risale all'inizio del TrecentoMarco Frati, Scrigni di pietra. Edifici religiosi nella valle del Serchio tra XI e XIV secolo, in Arte nella Valle del Serchio... cit., 2018, pag. 36., ma l'aspetto attuale le è stato dato tra il 1850 e il 1874 quando vengono realizzati la cupola centrale e i bracci del transetto. Chiesa dell'Eremo di Santa Cristina presso Oneta, di origine protoromanica per l'impianto ad aula unica absidata (con la cella dell'eremita presso la facciata), ma risalente nelle forme attuali al XII secolo. Chiesa dei Santi Giusto e Clemente a Partigliano Chiesa di San Frediano a Chifenti Pieve di Santa Maria a Diecimo, una delle due importanti chiese plebane dell'odierno comune. Chiesa di San Michele Arcangelo a Corsagna Chiesa di San Pietro ad Anchiano Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Valdottavo