L'economia dell'innovazione è una teoria economica che enfatizza l'imprenditorialità e l'innovazione. Si basa su due principi fondamentali: il primo sostiene che l'obiettivo centrale della politica economica dovrebbe essere quello di stimolare una maggiore produttività attraverso l'innovazione; il secondo afferma che i mercati dipendono dalle risorse immesse e che il prezzo da solo non è sempre efficace nello stimolare una maggiore produttività e, di conseguenza, la crescita economica. Joseph Schumpeter fu uno dei primi e più importanti studiosi ad aver affrontato ampiamente il tema dell'innovazione in economiaVedi Theorie der wirtschaftlichen Entwicklung (1911), Business Cycles (1939) e il più famoso Capitalismo, socialismo e democrazia (1942)..
Gli economisti dell'innovazione ritengono che ciò che guida la crescita economica oggi, in un'economia basata sulla conoscenza, non sia primariamente l'accumulo di capitale, come sostenuto dalle teorie neoclassiche, ma piuttosto la capacità innovativa che emerge dalla conoscenza e dalle tecnologie. La crescita economica è il prodotto della conoscenza (sia tacita che codificata) e delle politiche che favoriscono l'imprenditorialità e l'innovazione (quali ricerca e sviluppo, permessi e licenze), degli spillover tecnologici e delle esternalità che si generano tra aziende collaborative, nonché dei sistemi di innovazione che creano ambienti favorevoli all'innovazione (cluster, agglomerati industriali e aree metropolitane).
Note
Bibliografia
Voci correlate Economia della conoscenza Piero Formica Joseph Schumpeter
Collegamenti esterni
Innovation Economics Roundtable
Categoria:Teorie in economia