Nell'Italia fascista, il governatorato di Roma era l'ente locale che amministrava la capitale, Roma.

Il governatore di Roma, oltre a ricoprire i poteri propri del podestà, fu investito anche di alcune competenze tipiche dell'amministrazione provinciale e statale. Il governatorato aveva sede principale in Campidoglio (a Palazzo Senatorio, con altri uffici in Palazzo Caffarelli).

Storia Il 7 marzo 1923 il Gran consiglio del fascismo approvava un progetto di riordinamento della capitale d'Italia, che prevedeva l'istituzione di "un organo di carattere statale con scopi e funzioni municipali". La definitiva trasformazione del comune di Roma in governatorato (questa la denominazione scelta) avvenne con il regio decreto-legge n. 1949 del 28 ottobre 1925, cui seguì il disegno di legge di conversione del successivo 21 novembre.Federica Fabrizzi, Roma capitale ieri e oggi: l'esperienza del Governatorato fascista.

Con una cerimonia in Campidoglio, il 31 dicembre 1925, fu insediato il primo governatore: Filippo Cremonesi, già sindaco e commissario straordinario del Comune di Roma. Il governatorato entrò in funzione il 1º gennaio 1926 ed era alle dirette dipendenze del Capo del Governo.Paola Salvatori, Il governatorato di Roma. L'amministrazione della capitale durante il fascismo.

L'ente fu soppresso con il decreto legislativo luogotenenziale n. 426 del 17 novembre 1944 e cessò di esistere definitivamente il 20 gennaio 1945, quando fu sostituito dal ripristinato comune di Roma.

Ebbe una propria rivista ufficiale, Capitolium.

Funzioni e poteri Il governatore, scelto tra i funzionari dello Stato, era nominato con regio decreto su proposta del ministro dell'interno previa deliberazione del Consiglio dei ministri; era a capo di un ente dotato di personalità giuridica (il Governatorato di Roma), al quale era affidata l'amministrazione cittadina della capitale.

Al governatore, oltre a tutti i poteri spettanti negli altri comuni al podestà, potevano essere deferite, tramite regio decreto, su proposta del ministro dell'interno di concerto con quello delle finanze e sentito il Consiglio di Stato, talune funzioni che, svolte nella sua circoscrizione, rientravano nelle competenze dell'amministrazione della provincia o dello Stato.

L'organizzazione definitiva del Governatorato si ebbe con la legge 6 dicembre 1928, n. 2702, con la quale furono ridotti da ottanta a dodici i consultori e soppressi i dieci rettori e il magistrato di Roma.

Organi Il governatorato di Roma era composto da: governatore due vicegovernatori (uno dal 1928) dieci rettori (soppressi nel 1928) ottanta consultori (facenti parte della Consulta di Roma - mai convocata), dodici dal 1928 il magistrato di Roma (soppresso nel 1928)

Governatori Nº Nome Mandato Partito Carica Inizio Fine 1Filippo Cremonesi1 gennaio 19269 dicembre 1926Partito Nazionale FascistaGovernatore 2Ludovico Spada Veralli Potenziani9 dicembre 192613 settembre 1928 3Francesco Boncompagni Ludovisi13 settembre 192823 gennaio 1935 4Giuseppe Bottai23 gennaio 193515 novembre 1936 5Piero Colonna15 novembre 193624 agosto 1939Muore durante il mandato. 6Giangiacomo Borghese30 agosto 193921 agosto 1943 — Riccardo Motta21 agosto 19435 gennaio 1944—Commissario straordinario 7Giovanni Orgera6 gennaio 19443 giugno 1944Partito Fascista RepubblicanoGovernatore

Note

Bibliografia

Voci correlate Sindaci di Roma

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