La battaglia di Lautulae è una battaglia che fu combattuta in un luogo situato in prossimità dell'odierna Terracina. Alcuni studiosi situano Lautulae (o Lautulas) sulla costa in una località dove sgorgano quattro sorgenti (da cui il nome); altri, forse in modo più corretto, la localizzano sui monti nei pressi di Fondi, nella località chiamata Acquaviva (dove sono presenti delle fonti). È possibile che fosse anche una zona termale.

Gli avvenimenti

Nel 315 a.C. i Romani stavano combattendo la loro seconda guerra contro il popolo dei Sanniti, riconquistando posizioni, dopo che sei anni prima avevano riportato l'infamante sconfitta delle Forche Caudine.

La guerra fra Romani e Sanniti imperversava in Campania e nel Sannio senza che nessuna delle due nazioni combattenti riuscisse a ottenere una chiara supremazia. Le legioni romane avevano riconquistato Saticola, che in seguito alle Forche Caudine si era consegnata ai Sanniti, mentre questi avevano espugnato Plistica, precedentemente presa dai Romani, e avevano convinto Sora a trucidare i coloni romani che vi vivevanoTito Livio, Ab Urbe condita, IX, 22. Nello stesso periodo i Sanniti arruolarono nell'esercito ogni uomo in grado di combattere; ciò spinse i Romani, secondo le loro abitudini in tempo di grande pericolo, a chiamare come dittatore Quinto Fabio Massimo Rulliano, che si fece affiancare come maestro della cavalleria Quinto Aulio CerretanoDiodoro Siculo, Biblioteca storica, XIX, 72. I consoli romani Lucio Papirio Cursore e Quinto Publilio Filone rimasero così a Roma, mentre la guerra era condotta da Fabio Massimo.

A questo punto la guerra riprese in Campania: le legioni romane vennero spostate dall'Apulia e dal Sannio e condotte verso Sora, che aveva aperto le porte ai Sanniti. Intenzione dei Romani era riprenderne possesso, punire gli abitanti, rei dell'eccidio, e riportare la colonia sotto il loro controlloTito Livio, Ab Urbe condita, IX, 23..

Gli esploratori romani si accorsero che anche i Sanniti si stavano dirigendo verso Sora, e Fabio Massimo decise di deviare il suo percorso per ingaggiare la battaglia prima che i nemici riuscisserro ad asserragliarsi entro le mura.

La battaglia

Gli eserciti si incontrarono a Lautulae, a sud delle paludi pontine, e durante lo scontro sanguinoso i soldati romani cominciarono a cedere al panico e a ritirarsi. Durante la fuga il maestro della cavalleria si oppose coraggiosamente ai nemici, ma cadde anch'egli nello scontro.

Sebbene Diodoro Siculo affermi che la battaglia fu una sconfitta per i Romani, Livio dice invece:

Sempre secondo Livio i Romani, ripresisi e incoraggiati da Fabio Massimo, vinsero poco tempo dopo la battaglia a Lautulae appiccando il fuoco a parte del proprio accampamento per motivarsi a non perdere; i rinforzi giunti da Roma con il nuovo maestro della cavalleria Gaio Fabio contribuirono al colpo di grazia sull'esercito sannitaTito Livio, Ab Urbe condita, IX, 23. A questo secondo scontro non crede però Gaetano De Sanctis, il quale giudica la vittoria di Fabio Rulliano "inventata di sana pianta, come mostra il silenzio eloquente delle fonti migliori".Gaetano De Sanctis, Storia dei Romani, vol.2, La conquista del primato in Italia, pp. 305-308, Ed. La Nuova Italia, Firenze 1988. Un'altra spiegazione è che gli antichi storici abbiano minimizzato l'accaduto per non aggiungere un'altra sconfitta a quella già subita alle forche Caudine. La gens Fabia, a cui il dittatore apparteneva, era tra l'altro molto rispettata a Roma, ed anche lo storico Fabio Pittore ne faceva parteFrançois Hinard, Histoire romaine des origines à Auguste, Parigi, Fayard, coll. « Histoire », 2000, p.245-279 ISBN 978-2-213-03194-1).

La sconfitta a Lautulae portò diversi problemi ai Romani: la Campania venne tagliata momentaneamente dal Lazio e gli Ausoni e Capua cominciarono una rivolta contro RomaTito Livio, Ab Urbe condita, IX, 25-26, mentre i Sanniti si spinsero a compiere incursioni fino ad ArdeaStrabone, Geografia, V, 3-4. I Romani si ripresero pochi mesi dopo, liberando LuceriaTito Livio, Ab Urbe condita, IX, 26 e TerracinaDiodoro Siculo, Biblioteca storica, XIX, 76.

Critica storica

Il primo incontro, secondo Livio, si era concluso con un esito incerto. Se Roma aveva conseguito una vittoria, l'aveva pagata a un prezzo sanguinoso. E non solo: la fedeltà a Roma delle popolazioni dell'area era molto fragile;

Nel racconto Tito Livio dice:

Il quasi e il magis quam

Note

Bibliografia Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, XIX Tito Livio, Ab Urbe condita libri, IX M. Di Fazio, Il Lazio Meridionale Costiero tra Romani e Sanniti, in "Archeologia Classica" 59, 2008, pp. 39–61

Voci correlate Guerre sannitiche Sanniti Battaglie romane

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