L'arazzo Millefiori, o dell'Adorazione, è un prodotto dell'arazzeria fiamminga (790×270 cm) databile al 1530-35 circa, in ordito di lana ecrù, trame di lana tinta in vari colori e seta grezza, conservato nel Museo del Palazzo dei Vescovi di Pistoia.

Storia Realizzato in stile millefleur, fa parte del patrimonio della cattedrale di Pistoia. In tempi recenti fu esposto nel battistero e dal 2016 è ospitato dal museo di Palazzo dei Vescovi, in cui gli è dedicata una sala.

Eccezionale per dimensioni, stato conservativo e complessità compositiva ed esecutiva, l'arazzo fu eseguito nelle Fiandre e trasportato quasi ceramente via mare in Toscana, sebbene se ne ignorino le esatte vicende. Fu probabilmente un prezioso dono inviato in madrepatria dalla cospicua comunità toscana attiva commercialmente in quelle zone. Si sa che comunque che nella cattedrale pistoiese veniva impiegato nei riti del Venerdì Santo, ma non è chiaro se appeso come sfondo tra due pilastri della zona absidale, o disteso davanti all'altare maggiore per appoggiarvi il crocifisso prima della via CrucisMateriale informativo nel museo..

Descrizione Dal punto di vista compositivo, l'arazzo pistoiese si distacca dalla tipologia Millefiori per l'assenza di soggetti narrativi, in favore di un'assoluta centralità degli elementi botanici, intervallati da alcuni animali. Sicuramente ciascuna specie racchiude significati simbolici, ma non è chiaro se la lettura complessiva rimandi a un significato religioso (legato alla Passione di Cristo) o profano (legato a un evento nuziale in chiave di Amor cortese).

L'opera raffigura un vasto prato fiorito su uno sfondo blu notte, con un bordo in cui si ripetono margherite, violette e tralci d'uva. Nel campo principale la fascia inferiore è scandita da rosai, gruppi di iris striati e giaggioli, che craeno un andamento a V che si sviluppa verso l'alto con molte altre piante fiorite e con frutti, come le fragole. Sono state contate oltre duecento piante, appartenenti a quaranta diverse tipologie, di cui identificate con certezza solo una ventina.

Il tutto è punteggiato da animali. Nella parte bassa dei leprotti entrano ed escono dalle tane, mentre nella parte mediana (dove normalmente si troverebbero degli stemmi familiari) si vedono un unicorno (simbolo di purezza virginale), un fagiano, un pappagallo e due quadrupedi, uno dei quali è probabilmente un grifone. La fascia superiore infine è ravvivata da molti uccelli, tra cui aironi, rapaci, una colomba, un corvide.

Note

Voci correlate Millefleur Glossario di arazzeria

Altri progetti

Millefiori Categoria:Arte fiamminga Categoria:Opere d'arte a Pistoia