Conosciuto anche con il diminutivo di "Bill", fu il principale membro del team “Masters and Johnson”. Insieme a Virginia E. Johnson, fu pioniere nella ricerca scientifica sulla natura della risposta sessuale umana e nel trattamento delle disfunzioni e dei disordini sessuali. La sua attività ebbe inizio nel 1957 e proseguì fino agli anni ’90.
Biografia Famiglia e formazione William Masters nacque a Cleveland, in Ohio, il 27 dicembre 1915 da Francis Wynn Masters ed Estabrooks Taylor Masters. Aveva un fratello minore di nome Frank. Molti dettagli sulla sua famiglia non sono noti, per volere dello stesso Masters, il quale non ha mai vissuto in un ambiente familiare sereno.
Ebbe un’infanzia particolarmente infelice a causa di suo padre, un uomo dal pessimo carattere, a cui piaceva avere il controllo su tutto. Durante le sue frequenti crisi di rabbia, era solito colpire il figlio con una cintura, a volte fino al punto di farlo sanguinare. Più tardi William Masters scoprì che il padre soffriva di meningioma, un tumore al cervello capace di generare mal di testa, cambi di personalità e crisi di rabbia, tuttavia fu sempre dubbioso riguardo al suo comportamento: non sapeva se effettivamente fosse conseguenza della malattia o dell'alcol, di cui spesso Francis Masters abusava.
La personalità brillante del giovane William Masters si manifestò sin dall'infanzia, difatti eccelleva sia nella carriera scolastica che in alcune attività sportive. All'età di quattordici anni iniziò a frequentare la Lawrenceville School nel New Jersey, grazie alla zia Sally che si offrì di pagare la retta, in quanto suo padre, considerandolo al pari di un adulto, non gli diede alcun supporto finanziario, a parte il minimo indispensabile per sostenere il viaggio di ritorno a casa durante le vacanze natalizie. Alla Lawrenceville School, si cimentò in sport quali il football, il basket e il pugilato. Era solito trascorrere interminabili ore in biblioteca, abitudine che non abbandonò fino ai tempi dell'università. Sviluppò una stoica autosufficienza che lo portò ad allontanarsi progressivamente dalla famiglia.
Nel 1934, dopo aver conseguito il diploma, si iscrisse all'Hamilton College. Nel corso degli anni scolastici, migliorò la sua abilità di sostenere dibattiti in pubblico, continuando nel contempo a dedicarsi a varie discipline sportive. Nel 1937, quando suo padre morì, decise di distanziarsi per sempre sia da sua madre sia dal fratello più piccolo, Frank. Nonostante la materia in cui rendeva meglio fosse l'inglese e avesse la passione di guidare gli aerei, decise di intraprendere la strada della medicina, dopo aver scartato definitivamente l'idea di diventare professore di inglese.
Dopo aver conseguito il "Bachelor's degree" all'Hamilton College, si iscrisse alla facoltà di Medicina di Rochester, presso la quale si laureò. Considerò la possibilità di lavorare come medico generico, ma il suo professore di anatomia, George Washington Corner, lo incoraggiò a diventare un medico ricercatore. In molti dei suoi discorsi pubblici, Masters ha citato spesso e con riconoscenza le parole del suo insegnante: "Bill, non puoi mai dire di aver imparato abbastanza". Con Corner collaborò agli studi di test riproduttivi su scimmie e conigli.
Nel 1942 sposò Elizabeth Ellis, sua prima moglie. Durante la primavera dello stesso anno, fu invitato a partecipare a diversi convegni sullo studio della riproduzione a Baltimora. Fu proprio in seguito a questa esperienza che decise di spostare l'oggetto delle sue ricerche sugli esseri umani, in particolare prendendo in esame la fisiologia e la risposta sessuale nella donna, abbandonando definitivamente i test sugli animali.
Animato da idee completamente rivoluzionarie, ritornò a Rochester per terminare i suoi studi, indeciso sull'intraprendere la specializzazione di psichiatria o ostetricia e ginecologia.
Nel corso del suo ultimo anno di Medicina, si trasferì con la moglie in un modesto appartamento in affitto, vicino sia all'università che all'ospedale. Dopo essersi laureato, nel 1943, optò per ostetricia e ginecologia, presso il St. Louis Maternity Hospital e il Barnes Hospital, volenteroso di comprendere a fondo l'anatomia e la fisiologia del sistema riproduttivo umano. Nella scelta, chiese consiglio al suo vecchio mentore, il dottor Corner. Durante la loro conversazione telefonica nel febbraio del 1943, Masters confermò il suo impegno e il suo interesse nella ricerca scientifica sul sesso.
Nell'estate dello stesso anno, si spostò a St. Louis per poter collaborare professionalmente con il primo seguace di Corner, Willard Allen. Corner e Allen, studiando insieme i conigli, scoprirono l'ormone progesterone, presente sia durante l'ovulazione che la gravidanza, prodotto dal corpo luteo.
Nel 1947 Masters fu assunto dalla Washington University come "instructor" di ostetricia clinica e ginecologia.
Contributi scientifici
Prima dell'incontro con Virginia Johnson Nel 1950 William Masters aveva ormai acquisito tutta la preparazione necessaria per intraprendere la sua ricerca sulla sessualità umana.
Fu un ricercatore dal carattere particolare, che si dedicava alla sua attività costantemente, rifiutandosi di uscire con i colleghi durante le pause e di visitare i pazienti nel caso in cui si fossero presentati in ritardo al suo studio.
Entro pochi anni divenne una delle figure di spicco nel campo della ginecologia. Fu il primo in America a praticare l'anestesia caudale, anestetizzando localmente il canale caudale nella parte più bassa della spina dorsale per alleviare i dolori del parto, evitando così i rischi dell'incoscienza della partoriente, dovuti all'anestesia totale. Nel 1953 fu coautore di un articolo universitario, in cui spiegava tale tecnica, avendo analizzato più di 5.000 casi.
Per curare l'infertilità sviluppò la tecnica del "capping", che consisteva nell'introdurre una sorta di cappuccio di plastica nella cervice in modo da facilitare il passaggio degli spermatozoi nelle tube di Falloppio; procedura sperimentata da Masters in persona che soffriva di oligospermia.
Sempre nel 1953, ideò un programma di ricerca sull'infertilità al "Maternity Hospital" di St. Louis, aiutando molte coppie ad avere figli ed istituendo una delle prime banche del seme in America.
Nel 1955, Masters e Willard Allen scrissero un articolo pubblicato nell' "American Journal of Obstetrics and Gynecology", riguardante una nuova tecnica operatoria per aiutare le donne che soffrivano di dolore pelvico correlato alle cicatrici uterine, spesso procurate da parti precedenti. Questa condizione patologica prese il nome di "Sindrome di Allen-Masters".
Essendosi ormai affermato come uno dei migliori medici e professori alla Washington University, decise di dedicarsi alla parte pratica della ricerca sulla sessualità umana. Le sue idee erano molto simili a quelle di Alfred Kinsey, tuttavia egli se ne discostò subito, criticando il metodo che veniva applicato durante le osservazioni, ritenuto poco valido dal punto di vista scientifico e clinico. (Posizione poi ribadita anche una volta aggiuntasi Virginia Johnson alla ricerca).
Prima di poter intraprendere le sue ricerche, necessitava del consenso del cancelliere Ethan Shepley, una delle figure predominanti dell'università. Il 26 giugno del 1954, ricevette una lettera dal cancelliere che chiedeva di poterlo incontrare. Shepley fu così colpito dall'entusiasmo e dalle sane motivazioni che Masters aveva esternato, che diede il suo completo appoggio al programma di ricerca, a patto che il tutto fosse rimasto un segreto per evitare scandali e fraintendimenti.
Nei mesi successivi William Masters cominciò ad osservare le prostitute durante i rapporti sessuali, documentando valori di pressione cardiaca e reazioni del corpo agli stimoli sessuali. Nell'arco di 20 mesi osservò ed intervistò 118 donne e 27 uomini, che collaborarono come volontari. In cambio Masters offriva visite generali gratuite. Ben presto, tuttavia, si accorse che le prostitute non erano un gruppo-campione su cui poter fare affidamento poiché non completamente rappresentativo della popolazione media. Inoltre, si era reso conto di aver bisogno di un aiutante, in particolare di una donna che potesse fornirgli uno sguardo complementare sullo studio. Alcune settimane prima del Natale 1956, incontrò la persona adatta al ruolo: Virginia Johnson.
Il team Masters & Johnson William Masters assunse Virginia Johnson, nel 1957, come assistente di ricerca nel "Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia" alla Washington University a Saint Louis, dopo averle impartito alcune nozioni basilari riguardanti la terminologia, terapia e ricerca medica.
Lo studio di Masters si proponeva di interpretare la reazione fisiologica e psicologica allo stimolo sessuale, con l’obiettivo di rispondere a due quesiti: quali reazioni fisiche si producono nell’uomo e nella donna quando rispondono a un efficace stimolo sessuale? Perché gli uomini e le donne si comportano in un certo modo, rispondendo a un adeguato stimolo sessuale?
Nella coppia William Masters forniva l’impianto teorico e intellettuale allo studio, mentre Virginia Johnson vi apportava il buonsenso e le capacità relazionali necessarie affinché avesse successo.
Insieme svilupparono strumenti simili al poligrafo, che furono progettati per misurare l’eccitazione sessuale negli esseri umani. Adoperandoli, osservarono e misurarono più di 10.000 volontari, uomini e donne, per la maggior parte coppie sposate, che acconsentirono a masturbarsi o ad intraprendere l’attività sessuale con i propri partner o altri partecipanti in laboratorio. Ogni volontario era collegato ad un elettroencefalografo, mentre su un piccolo schermo venivano proiettati gli impulsi cerebrali e quelli dei sensori applicati al petto, per monitorare anche il cuore. Dall’osservazione di questi soggetti, identificarono i 4 stadi della risposta sessuale, poi meglio conosciuti come ‘’il ciclo della risposta sessuale umana’’. Il ciclo consiste nella fase di eccitazione, la fase di plateau, la fase dell’orgasmo e la fase di risoluzione. Si occuparono, in particolare, delle disfunzioni sia maschili che femminili, tra cui impotenza primaria e secondaria, frigidità ed altre patologie, sostenendo che gran parte di esse, insorgono per ragioni psicologiche, spesso traumi. Alcuni trattamenti, di matrice psicoterapeutica, duravano due sole settimane, registrando un discreto successo tra i casi trattati.
Furono i primi ad osservare e fotografare l'interno dell'apparato genitale femminile durante l'attività sessuale. Le loro ricerche dimostrarono, superando ciò che aveva asserito Freud, che non ci fosse distinzione tra orgasmo vaginale e clitorideo, in quanto la risposta fisiologica era la stessa. Dimostrarono inoltre, che l'uomo attraversa un periodo refrattario dopo l'orgasmo e che tale periodo, non è presente nelle donne, le quali possono avere orgasmi multipli. Attraverso un apparecchio approntato da Masters con la collaborazione di un esperto di apparecchi fotografici miniaturizzati, un lungo cilindro di plexiglas collegato a una piccola cinepresa, denominato "Ulisse", Masters e Johnson, scoprirono che le ghiandole di Bartolino non erano responsabili della lubrificazione femminile durante il rapporto sessuale, come si era creduto fino ad allora; in realtà, si tratta di una reazione diffusa lungo tutte le pareti vaginali, quindi un meccanismo molto simile alla normale sudorazione dopo sforzi fisici. Hanno, inoltre, sfatato il mito del non poter avere rapporti sessuali durante la gravidanza e quello della fine dell'attività sessuale, che puo' invece essere ancora presente anche in età avanzata, in determinate circostanze di buona salute ed interesse per il partner.