Apaches è un termine generico che serve a definire delle bande criminali di Parigi nel periodo della Belle Époque ed entrato in voga all'inizio del XX secolo. Esso è il risultato di una costruzione mediatica basata su un articolo di cronaca. Nel 1902 due giornalisti parigini, Arthur Dupin e Victor Morris chiamarono così i piccoli mascalzoni e malavitosi di rue de Lappe e i prossenèti del quartiere di Belleville, che si differenziavano dalla teppa e dalla malavita comune per il voler farsi notare.
Descrizione
Gli Apaches si muovevano in bande, con abbigliamenti bizzarri particolari che permettevano loro di distinguersi. L'elemento più importante di questi abbigliamenti stava nelle calzature. Qualunque esse fossero, dovevano brillare, soprattutto agli occhi della loro banda e delle loro amanti.
Un Apache era descritto come un giovane abbigliato con stivaletti gialli, giacca in stoffa lucida nera (o corpetto blu) semiaperta su una camicia sgualcita o su una maglia rigata, cintura in flanella rossa, pantaloni a zampa d'elefante di BénardSarto parigino del XX secolo, eponimo di un tipo di pantaloni e berretto a ponte (casquette à haute passe) "avvitato" su una capigliatura liscia e impomatata raccolta in tirabaci. Originari dei quartieri alti dell'est parigino, come Ménilmuche o Belleville, essi invadevano a notte fonda la Bastoche o la Mouff'. Per soddisfare le loro esigenze essi praticavano, a seconda della loro età e delle loro esperienza, il gioco (il bonneteau, gioco delle tre carte), il prossenetismo o altre attività truffaldine. Alcuni di loro erano particolarmente violenti e non esitavano a commettere omicidi.
La presenza e il ruolo attivo delle donne nei misfatti attribuiti agli Apaches come la licenziosità dei loro comportamenti confliggevano con la mentalità dell'epoca.
Un esempio particolarmente significativo sulla stampa del ruolo delle donne in questo universo fu quello di Amélie Élie, immortalato in seguito da Simone Signoret nel film Casco d'oro di Jacques Becker, che fu al centro di una lotta fra due sostenitori, Leca e Manda, nel 1902.
Estratto dal Petit Journal del 20 ottobre 1907
Origine Le Petit Journal illustré del 23 gennaio 1910 indica le origini del termine:
Il nome Se alcuni attribuiscono la paternità di quest'espressione ai redattori-capo dei principali quotidiani del periodo che riportavano le imprese di questi delinquenti (Le Matin e Le Petit Journal), altri ci vedono un'appropriazione del nome da parte degli stessi delinquenti, ancora impregnati delle narrazioni degli ultimi, veri Apache, fra i quali Geronimo stesso, che negli anni 1880 saccheggiavano, incendiavano e assassinavano e poi passavano da un paese all'altro per evitare la repressione. Si trattò di una metafora di coloro che sono sempre in fuga e mai sottomessi.
Il fenomeno L'esposizione crescente di grandi processi portò loro il fascino da parte di una frangia della popolazione. Ma si deve anche tenere presente il ruolo dei grandi giornali parigini che non esitavano a mettere in luce gli exploit di queste bande e ad alimentare il sentimento d'insicurezza che alimentava il fenomeno.
La scomparsa La popolazione dei sobborghi, all'inizio spaventata da queste bande, così come le osterie e le carbonerie degli alverniati, che non tardarono a venir assimilati, agli occhi del popolo, a questi malfattori, finirono con l'abbandonarli, sotto la pressione dei giornali e gli sforzi della polizia. Nel 1920 il termine Apaches non veniva già più utilizzato, senza dubbio a seguito delle perdite causate dalla prima guerra mondiale su questa generazione.
Il termine fu tuttavia ripreso con il montare del sentimento anti-americano nel 1923, per criticare la condotta degli americani in Francia, in particolare le risse e le espulsioni di clienti neri, imputate al pregiudizio razziale americano. Si affermò anche che Montmartre non sarebbe stata la colonia degli Apache. Dominique Chathuant, « Français de couleur contre métèques : les députés coloniaux contre le préjugé racial (1919-1939) », Outre-mers, revue d’histoire, T. 98, n°366-367, 1er sem. 2010, pp. 239-253.
Canzoni, danze, spettacoli Aristide Bruant canta Chez les Apaches e Chant d'Apaches. Jean Sinoël canta Y a des apaches dans la maison. I Bérurier Noir cantano Nuit apache, Abracadaboum (1987). Red Cardell canta La Valse des Apaches, tratto dall'album Soleil blanc (2010). La danse Apache è una danza nata dalla cultura popolare negli anni 1920, seguendo l'esempio della giava, ma essa è molto più drammatica e litigiosa. Questa danza viene spesso descritta come mimasse una "discussione" fra un prosseneta e una prostituta. Macha Makeïeff ha creato lo spettacolo teatrale e di danza chiamato Les Apaches, piombato nell'intimità dei camerini di un vecchio music-hall ove gli attori, danzatori e acrobati mimano e ripetono la vita quotidiana degli Apaches. Questo ballo, brutalmente interpretato e danzato, comprendeva schiaffi e pugni, l'uomo tira la donna per i capelli, la getta a terra, la trascina e la lancia in aria, mentre lei lotta o finge l'incoscienza. Così le concordanze dei movimenti della danza con quelle moderne sono numerosi, in particolare con il rock and roll acrobatico ma anche con gli sport da combattimento e il wrestling. In certi casi la donna si può difendere e replicare.Negli anni 1930 questa danza abbandonò le bettole e i bassifondi per venir ballata nei cabaret. Questa subcultura è parimenti legata a certi accessori che definirono lo "stile apache", uno stile particolare comprendente, fra l'altro: il berretto apache la camicia apache (sgualcita) il coltello apache (un coltello tipo a serramanico detto in gergo le surin o l'eustache)
Filmografia , autore-realizzatore: Nicolas Lévy-Beff, autore: Emmanuel Migeot, produzione: AB, diffusione: Toute l'Histoire L'Apache, film di Joseph De Grasse, 1919 Amore parigino, film di Louis J. Gasnier, 1925 Casque d'or, film di Jacques Becker, 1952 Destini in fiamme, 2019 Gangs of Paris, film di Romain Quirot, 2023
Note
Bibliografia (in lingua francese salvo diverso avviso) Scritti contemporanei Camille Toureng, « Les Apaches et la Presse », in Pages libres, nº 359, VII anno, 16 novembre 1907, pp. 489-502. « À propos des forçats, des apaches et de la presse (correspondance) », in Pages libres, nº 361, VII anno, 30 novembre 1907, pp. 568-571. Anonimo, « Les conscrits du crime », in Lectures pour tous , nº 10, juillet 1908. Lejeune, Faut-il fouetter les « apaches » ? La criminalité dans les grandes villes : psycho-physiologie de l'apache ; la pénalité applicable aux apaches, son insuffisance ; les châtiments corporels : avantages et inconvénients; esquisse de la flagellation pénale dans l'histoire et en législation comparée : les apaches et le fouet, Paris, Librairie du Temple, 1910, 117 pagine.
Studi
Laurent Cousin, Les Apaches : délinquance juvénile à Paris au début du XXème siècle, mémoire de maîtrise, Histoire, Paris 7, 1976, dactylographié, 102 f°. Gérard Jacquemet, « La violence à Belleville au début du XXème siècle», in Bulletin de la société d'histoire de Paris et d'Île-de-France, 1978, pp. 141-167. Michelle Perrot, « Les "Apaches", premières bandes de jeunes », in Les marginaux et les exclus dans l'histoire, Cahiers Jussieu n° 5, Université Paris 7, Christian Bourgois editore, coll. « 10/18 », 1979. Repris in Les ombres de l'histoire. Crime et châtiment au XIXème siecle, Paris, Flammarion, 2001. Michelle Perrot, « Des Apaches aux Zoulous... ou de la modernité des Apaches », in Enfance délinquante, enfance en danger : une question de justice, actes du colloque de la Sorbonne, Paris, 1 et 2 février 1995, Paris, ministère de la Justice, 1996, pp. 49-54. Pierre Drachline, Claude Petit-Castelli, Casque d'or et les apaches, Paris, Renaudot et C.ie, 1990, ISBN 2-87742-052-3. Marc Uhry, Paris aux Apaches (1902-1914). Exemple de construction d'une peur hallucinatoire du criminel moderne, mémoire, IEP, Sciences politiques, Grenoble, 1994, dact., 103 et 65 f°. Catherine Coquio, « Le dernier des Apaches ou qui a peur à Paris vers 1900? », in Pierre Glaudes (dir.), Terreur et représentation, Éditions littéraires et linguistiques de l'université de Grenoble (ELLUG), 1996, pp. 63-82.
Christiane Demeulenaere-Douyère, « Quand Le Petit Parisien inventait "les Apaches" », in Gavroche. Revue d'histoire populaire, XVII anno, n° 100, 1998, pp. 1-6. Jean-Jacques Yvorel, « De Gavroche aux Apaches. Sources et méthodes d'une histoire des illégalismes juvéniles », in Frédéric Chauvaud, Jacques-Guy Petit (dir.), « L'histoire contemporaine et les usages des archives judiciaires (1800-1939) », Histoire et archives, hors série n° 2, Paris, Honoré Champion, 1998, pp. 451-462. Odile Roynette, « Les Apaches à la caserne », in La Plume et le sabre. Mélanges offerts à Jean-Paul Bertaud, Paris, Publications de la Sorbonne, 2002, pp. 353-368.
C. Bettina Schmidt, « Élucider les images des "apaches". Pratiques, logiques et limites des enquêtes (1900-1914) », in Jean-Claude Farcy, Dominique Kalifa, Jean-Noël Luc (dir.), L'Enquête judiciaire en Europe au XIXème siècle, Paris, Éditions Créaphis, 2007, pp. 349-360. Jean-Claude Farcy, « Essai de mesure de la délinquance juvénile dans le Paris du XIXème siècle », in (collectif), Les Âmes mal nées. Jeunesse et délinquance urbaine en France et en Europe (XIXème-XXème siècles), Besançon, Presses universitaires de Franche-Comté, 2008, pp. 33-48. Jean-Claude Farcy, « Violence juvénile à Paris au temps des Apaches. Fin XIXème siècle – début du XXème », in Xavier De Weirt, Xavier Rousseaux (dir.), Violences juvéniles urbaines en Europe. Histoire d'une construction sociale, Louvain, Presses universitaires de Louvain, collana « Histoire, justice, sociétés », 2011, pp. 97-122.
Saggi Edmond Locard, Contes apaches, Lyon, Éditions Lugdunum, 1934, 237 Anonyme, « Délinquance et criminalité: regards sur le passé [les apaches, 1901-1905] », in Liaisons, nº 202, ottobre 1973, pp. 14-17. Claude Dubois, Apaches, voyous et gonzes poilus : le milieu parisien du début du siècle aux années soixante, Paris, Parigramme, 1996, 140 pagine, ISBN 2-84096-062-1. Nouvelle édition revue, corrigée et augmentée: Paris Gangster. Mecs, macs et micmacs du milieu parisien, Paris, Parigramme, 2004, 206 Servando Rocha, Apaches. Los salvajes de París, La Felguera, 2014
Letteratura, teatro Alphonse Gallais, Amours d'apaches : roman de la basse pègre, Paris, P. Fort, 1903, 270-16 pagine Charles-Henry Hirsch, Le Tigre et Coquelicot, Paris, Librairie universelle, 1905, 351 pagine Mécislas Golberg, Le Sang des perles (en 1 acte, 6 scènes), Sèvres, Société de l'édition libre, 1911, 40 pagine Alfred Machard, L'Épopée au faubourg, récits et romans de Paris (édition définitive), Paris, Éditions Diderot, 2 voll., 1946, pp. 379 e 331
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