Una figura enigmatica Questo sovrano ha costituito, ed in parte costituisce ancora, uno degli enigmi più affascinanti dell'archeologia anatolica.
Di lui ci restano iscrizioni geroglifiche monumentali in santuari rupestri e alcune stele commemorativeJ. D. Hawkins: The inscriptions of the Kizildag and the Karadag in the light of the Yalburt inscription; pag. 259-275., ma la sua collocazione temporale è stata alternativamente indicata al tardo bronzo (13º/12° sec. a.C.) o al medio periodo del ferro (9°/8° sec. a.C.).
Particolarmente significativo è il gruppo "Kizildag", composto da una figura maschile seduta in trono, attorno alla quale sono state rinvenute tre iscrizioni in geroglifico luvio, recanti il nome di Hartapu; nella "Kizildag 3" si identifica la figura come il "Grande Re" Hartapu, fondatore della città e figlio di un altro "Grande Re", Muršili, secondo un appellativo riservato ai sovrani Ittiti nel periodo dell'apogeo dell'impero, e cioè dal XIV al XII sec. a.C., circostanza che fece supporre che Hartapu potesse essere stato un sovrano Ittita sino ad allora sconosciuto.
Tuttavia l'incisione figurativa del gruppo, in stile marcatamente neo-assiro pur con qualche reminescenza anatolica/ittita, veniva datata con certezza all'ottavo secolo a.C., e quindi in tale periodo si riteneva di dover collocare la figura di Hartapu, considerato perciò uno dei sovrani degli staterelli neo-ittiti fioriti dopo il collasso dell'impero.
Successivamente, dietro dettagliata analisi, un'iscrizione rinvenuta poco distante del gruppo (la "Kizildag 4", posta a circa 150 metri dalla figura in trono) era stata retrodata al periodo finale dell'impero ittitaPrima degli altri da Singer, basandosi sullo stile dell'iscrizione che appariva simile a quelle del periodo precedente la caduta della capitale ittita Hattuša nel 1178 a.C.; datazione ribadita dal più illustre traduttore ittotologo, Hawkins, che dopo attenta analisi dell'iscrizione in situ, aveva sostenuto che sia la figura del re in trono, sia le iscrizioni Kizildag 1-2-3, fossero delle aggiunte dell'VIII secolo ad un monumento rupestre precedente di epoca tardo imperiale, che ne imita lo stile, di cui sopravviveva solo la "Kizildag 4"., aprendo un vuoto nello scenario storico conosciuto, dal momento che in nessuna lista reale ittita compare un re chiamato Hartapu.
Tuttavia sembrava strano che sul finire dell'età del bronzo, con Tudhaliya IV prima e suo figlio Šuppiluliuma II poi pienamente in carica come sovrani ittiti sul trono di Hattusa, vi fossero iscrizioni di altri due sovrani anatolici che reclamavano il titolo di Grande Re: Hartapu e Kurunta, reggente di Tarhuntassa per conto del cugino Tudhaliya IV, del quale erano stati rinvenuti un sigillo ed una stele (Hatip) che lo appellavano col medesimo titolo del re ittita.
Quanto ai sovrani chiamati Muršili, l'unico che avrebbe potuto essere ricollegato alla nuova datazione delle iscrizioni ed esser pertanto potenzialmente il padre di tale Hartapu, era Muršili III, fratello maggiore di Kurunta, sovrano ittita dal 1272 a.C. al 1265 a.C. e deposto poi dopo una rapida guerra civile dallo zio Hattušili III.
L'indipendenza di Tarhuntassa Oggi sappiamo che Tarhuntassa probabilmente si staccò sul finire del XIII secolo dal potere centrale della corte di Hattuša, sia per l'appellativo di Grande Re che Kurunta si attribuì su alcuni sigilli e iscrizioni rupestriIscrizione di Hatip: "Kurunta, Grande Re, Eroe, figlio del Grande Re Muwatalli II". Si veda Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, pag 319-321. sia per l'evidente deterioramento dei rapporti tra questi e il cugino Tudhaliya IVIl trattato di amicizia tra i due, scolpito nel bronzo, fu bruciato e sotterrato ad Hattusa.
Sulle modalità della separazione si sono fatte varie ipotesi, la più probabile delle quali, visto che nessuna fonte a noi giunta parla di uno scontro armato tra le due città Ittite nel XIII secolo a.C., è quello di un distacco politico di Kurunta dal cugino, un'autonomia che avrebbe portato ad una effettiva spaccatura in due dell'Impero con due "Grandi Re"In particolare per questa tesi Beal, D'Alfonso ed Hawkins, che suggerisce come la stele ritrovata demarcasse il confine tra i regni di Hattusa e di Tarhuntassa. Singer ipotizza una divisione volontaria dell'impero in due parti per una migliore governabilità, con collaborazione fattiva tra i due cugini ed identifica nei Popoli del Mare (che avrebbero sconfitto e soppiantato nel controllo della città Kurunta o Hartapu) gli occupanti di Tarhuntassa che Suppiluliuma II sconfisse., senza arrivare ad alcuno scontro armato ma comunque alla rottura dei rapporti.
Tale evento va collocato forse verso la fine del regno di Tudhaliya, durante o dopo la sconfitta patita contro gli Assiri a Nihriya (1227 a.C.)T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pp.319-321.; datazioni alternative quella della sua morte (1209) o quella del suo successore Arnuwanda III (1207), periodo del quale abbiamo notizie confuse. Scenari poco probabili questi ultimi due, tuttavia, visto che all'epoca Kurunta sarebbe stato all'incirca ottantenneBryce, supportato da Neve (Più cauta Jasink che parla di "colpo di mano fallito" ma propende comunque per una spaccatura dell'impero in due regni: "Il ruolo di Tarhuntassa", pp. 276-278) si spinge ad ipotizzare addirittura un breve avvicendamento sul trono di Hattusa tra i cugini (1230 circa). T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pp.319-321; lo stesso autore ammette tuttavia che tale ricostruzione è messa in dubbio dall'assenza di fonti scritte. Si veda The secession of Tarhuntassa, pag. 125, con Kurunta che avrebbe destituito per un breve periodo Tudhaliya, impegnato nella disastrosa campagna anti-Assira di Nihryia (1230 ca.) o immediatamente dopo; tale teoria trae fondamento dal ritrovamento di alcune parti delle mura e del quartiere del tempio di Hattusa bruciate in tale periodo, come rimarcato da Neve, (direttore degli scavi archeologici ad Hattuša), ma con immediati segni di ripresa nell'ultima parte del regno di Tudhaliya, con sviluppo architettonico e nuova pavimentazione nella stessa zona, proprio sotto la quale la tavoletta in bronzo col trattato tra i cugini è stata rinvenuta, rafforzando l'idea che sia stata interrata dopo l'incendio che sarebbe l'effetto del colpo di Stato. Secondo questa teoria, Tudhaliya IV si sarebbe riappropriato del trono in capo a pochi mesi. T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pp.320-321. Il successivo destino di Kurunta resta un mistero.
Il riscatto di Hattusa Con queste evidenze e ricostruzioni, la maggior parte degli studiosi ha concordato sul fatto che Hartapu, effettivamente figlio di Muršili III e nipote dello zio KuruntaContra Oreshko che interpreta in modo completamente differente le iscrizioni geroglifiche: Hartapu re di Masha e non figlio di Mursili., avesse regnato come sovrano indipendente da Tarhuntassa,Singer, ma anche Jasink, Bryce, Hawkins, Mora, Giorgieri, d'Alfonso e Mellaart. capitale secondaria degli Ittiti, collocata verosimilmente nella regione di KonyaDove sono stati trovati rilievi e iscrizioni che menzionano successi militari e conquiste di questo sovrano..
Hartapu, quindi, sarebbe stato l'erede legittimo del trono ittita se suo padre Muršili III non fosse stato deposto nel 1265 dallo zio Hattušili III, ed avrebbe alla fine ereditato dallo zio Kurunta il trono di una Tarhuntassa resasi indipendenteT.Bryce, The world of the neo-Hittites kingdom; pag.28 e seg. ma anche L. d'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa; pag. 230., dove potrebbe esser giunto in una qualche fase di questa vicenda perfino suo padre Mursili, fuggito in Egitto dopo la detronizzazione e che non aveva mai riconosciuto la legittimità di Hattušili III e dei suoi erediSi veda il frammento sopravvissuto della lettera di Tudhalya IV, catalogata col codice CTH 214.12.C datata al 1235 ca: Mursili III sarebbe vivo e in cerca di alleati per riconquistare il regno. Beckman, Bryce, Cline, The Ahhiyawa texts, pag. 164-165. Tale ipotesi troverebbe conferma dalla notizia che ricaviamo da un'orazione di Tudhaliya IV. Si veda KUB 16.32 - CTH 582. Il quale, già re, cita i figli adulti di Mursili. Non si hanno invece notizie dalle fonti né di spose né di figli di Kurunta, che potrebbe pertanto aver lasciato il trono ad un figlio del fratello. T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag. 123..
La ricostruzione spiegherebbe anche la notizia che apprendiamo dall'ultimo re Ittita, Šuppiluliuma II figlio di Tudhaliya IV, che rivendicò, attorno al 1200-1190, una campagna armataIscrizioni di Tarhuntassa. Si veda Bryce, The kingdom of the Hittites, pag. 329. nelle regioni anatoliche centromeridionali contro città da sempre in orbita ittital'elenco delle conquiste del re comprende Tamina, Masa, Lukka e Ikuna fino a concludersi con la conquista e annessione di Tarhuntassa, la vecchia capitale meridionale.
Alcuni storici ipotizzanoSi veda A. M. Jasink: Il ruolo di Tarhuntassa; pag. 278-280, che identifica nel personaggio delineato col termine "Caput.Vir", il nemico contro cui Suppiluliuma mosse guerra, proprio Hartapu; del medesimo parere Bryce e d'Alfonso. che la campagna militare di Šuppiluliuma II sarebbe stata volta a riconquistare quelle aree periferiche dell'impero sottratte ad Hattuša da KuruntaT.Bryce, The world of the neo-Hittites kingdom, pag.29, poiché una volta resasi indipendente, Tarhuntassa avrebbe esteso ad ovest la propria sfera di influenza, sottraendo territori e vassalli all'impero di Hattuša.
Salito al trono, Šuppiluliuma II avrebbe deciso di non tollerare oltre la divisione, ed avrebbe iniziato da Ovest l'opera di riconquistaA. M. Jasink: Il ruolo di Tarhuntassa; pag. 278-279., conclusasi dopo un anno di campagna militare con la conquista di Tarhuntassa; il nemico con cui si confronto' l'ultimo re di Hattuša sarebbe stato proprio HartapuOltre a Jasink e Bryce, tra gli altri, anche D'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa; pag.230., il cui destino finale al momento ci è ignoto.
Altri (Singer inizialmente, poi più di recente Yakubovich, 2009) hanno ipotizzato invece che Tarhuntassa ed il suo sovrano Hartapu fossero già caduti precedentemente alla campagna militare condotta da Šuppiluliuma II, travolti dall'avanzata dei cosiddetti Popoli del Mare e che l'azione di riconquista del sovrano ittita nel Sud anatolico fosse pertanto diretta contro costoro.
In un caso o nell’altro, comunque, Šuppiluliuma II ebbe successo ed il regno di Tarhuntassa fu inglobato nuovamente dal potere centrale di Hattuša, in un impero ittita riunificato proprio alla fine; mentre di Hartapu non si hanno ulteriori notizie.
Il conflitto tra Hattuša e Tarhuntassa e la contrapposizione nei decenni precedenti tra le due capitali, che può aver minato le basi politiche degli Ittiti, unite ad una supposta carestia che colpì l'Anatolia sul finire del XIII secolo a.C.T. Bryce: The kingdom of the hittites. Pag. 330-335., possono aiutare a comprendere come un impero con un esercito addestrato ed equipaggiato, sia potuto cadere di lì a pochi anni sotto l'avanzata dei Popoli del MareT. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag.127..
Due sovrani omonimi ? Quando tutto sembrava delineato, un gruppo di ricercatoriguidato da Massa ed Osborne che stava indagando il sito di Türkmen Karahöyük, su segnalazione di un agricoltore locale, scoprì nel 2019 una grande stele scolpita in geroglifici luvii. Tradotta, è stata datata, per lo stile dei segni, all'ottavo secolo a.C.
La stele risultava redatta dal "..Gran Re Hartapu, Eroe, figlio di Muršili..", che reclamava la vittoria sul regno dei Muška (ritenuti dai ricercatori i Frigi dei racconti greci) e su tredici re, sconfitti e ridotti in schiavitù.