Enrico era figlio di Edmondo Tudor, fratellastro di Enrico VI d'Inghilterra, e di Margaret Beaufort, discendente dei Lancaster. Figura principale della fase finale della guerra delle due rose, egli conquistò la corona alla battaglia di Bosworth Field sconfiggendo Riccardo III di York. La dinastia Tudor, da lui fondata, avrebbe governato l'Inghilterra per oltre un secolo, fino agli inizi del Seicento.

Tenace uomo politico (fu soprannominato il Salomone inglese.), Enrico riuscì a procurare al suo paese un'influenza notevole nella politica europea, grazie soprattutto all'alleanza con la Spagna, stipulata attraverso il matrimonio del figlio Arturo con Caterina d'Aragona, figlia dei sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella I di Castiglia. Celebre è anche la sua lotta contro la clientela nobiliare e l'arroganza dei magnati, durante la quale riuscì abilmente ad ottenere l'appoggio del Parlamento. Tale disputa si concluse con l'imposizione del rispetto delle leggi e con la creazione di un'amministrazione efficiente la quale però, nell'ultima fase del regno di Enrico, fu percepita come oppressiva ed esosa da parte dei sudditi, offuscando in tale modo il ricordo dei primi anni di governo e, di conseguenza, la memoria del fondatore della dinastia Tudor presso i posteri. Infine, Enrico VII fu il primo a comprendere i vantaggi politici e strategici dell'insularità dell'Inghilterra, favorendo i viaggi transoceanici e gettando le basi per il futuro sviluppo della Royal Navy.

Biografia Il contesto storico: la guerra delle due rose

Le travagliate vicende che caratterizzarono la giovinezza di Enrico Tudor non si potrebbero comprendere se non si facesse, prima, un accenno veloce alla disastrosa situazione politica interna inglese verificatasi all'indomani del 1453, l'anno in cui si concluse la guerra dei cent'anni. L'Inghilterra, dagli anni trenta del XV secolo, cominciò lentamente a perdere i suoi possedimenti in terra di Francia, a causa, anche, delle continue faide interne tra i reggenti del piccolo Enrico VI (1422-1461). Quando questi poi raggiunse la maggiore età nel 1437, i membri della corte ne constatarono l'inettitudine al comando, handicap che favorì la corruzione e il crollo della stabilità politica, quest'ultima resa ancora più fragile a causa delle rivolte popolari e del ritorno dei soldati in patria, insoddisfatti e privi della paga. Nel 1453, per di più, Enrico VI ebbe la prima, grave crisi di schizofrenia che lo accompagnerà cronicamente fino alla fine dei suoi giorni, fattore che costrinse i membri del governo a nominare Riccardo Plantageneto, III duca di York, quale Lord Protector del regno. Riccardo di York, acerrimo nemico della volitiva regina Margherita, approfittò della debolezza mentale di Enrico VI per proclamarsi legittimo erede al trono d'Inghilterra, in quanto discendente più prossimo di Edoardo III (1327-1377) di quanto lo fossero i Lancaster. Nel 1455, pertanto, scoppiò la violenta guerra delle due rose, che però non venne così chiamata fino al XVIII secolo. Infatti se la Rosa Bianca fu un simbolo degli York, quella Rossa non lo fu mai dei Lancaster.

Il legame di Enrico con i Lancaster Enrico nacque al castello di Pembroke, nel Galles, il 28 gennaio 1457 da Margaret Beaufort e da Edmondo Tudor che morì pochi mesi prima della sua nascita. I suoi nonni paterni erano Owen Tudor e Caterina di Valois, la quale aveva seduto sul trono di regina come moglie di Enrico V d'Inghilterra. La famiglia di Owen era originaria di Anglesey ed egli era arrivato a corte come paggio di Walter Hungerford, I barone Hungerford, con il quale visse le vicende belliche inglesi in Francia.. Si dice che, dopo essere rimasta vedova, Caterina abbia sposato segretamente Owen, sebbene quest'indiscrezione non sia documentata da alcuna fonte scritta: in ogni caso Edmondo fu creato conte di Richmond nel 1452 e dichiarato legittimo dal fratellastro Enrico VI..

Le pretese che Enrico poteva vantare al trono venivano dalla madre, Margaret. Ella era infatti parte della famiglia Beaufort ed era la bisnipote di Giovanni Plantageneto, terzogenito di Edoardo III d'Inghilterra, attraverso uno dei figli che aveva avuto dall'amante, e poi moglie, Katherine Swynford. Le pretese di Enrico alla corona erano comunque tenui: le basi della sua legittimità erano una donna e una discendenza illegittima, mentre i castigliani potevano vantare dei diritti più solidi di quelli vantati dal Tudor. Giovanni, infatti, si era sposato in seconde nozze con Costanza di Castiglia e da lei aveva avuto una figlia, Caterina di Lancaster, la quale poi aveva sposato il cugino Enrico III di CastigliaSi guardi la genealogia di Giovanni Plantageneto.. Caterina poteva reclamare il trono per il figlio Giovanni sulla base di una prole nata da un legittimo matrimonio e non entro una relazione adulterina successivamente legalizzata. Fu infatti Riccardo II d'Inghilterra che legittimò i fratellastri con una lettera patente nel 1397 e dieci anni dopo tale decisione fu riconfermata da Enrico IV d'Inghilterra, che succedette al cugino Riccardo, il quale specificò però che non potevano vantare alcuna pretesa al trono.. Questa clausola era di dubbia legalità dal momento che i Beaufort erano stati legalizzati da un atto del Parlamento, ma la posizione di Enrico Tudor, in prospettiva, ne usciva di sicuro indebolita.

La giovinezza di Enrico (1457-1483) Quando Enrico nacque la guerra delle due rose era scoppiata da poco e suo padre era già morto: Edmondo morì presso il castello di Carmarthen tre mesi prima della nascita del figlio a causa di una pestilenza, lasciando una vedova adolescente. Di Margaret — la quale due mesi dopo si risposò con Henry Stafford — e di Enrico si prese cura il fratello di Edmondo, Jasper Tudor, il quale l'affidò alla cura di Andreas Scotus, pedagogo che si accorse della pronta intelligenza del ragazzo.. Quando però gli yorkisti nel 1461 presero il potere e al trono salì Edoardo IV d'Inghilterra, Jasper dovette fuggire in Bretagna. Il castello di Pembroke e il contado andarono quindi a William Herbert, I conte di Pembroke (1423 circa-27 luglio 1469) e Margaret ed Enrico dovettero rimanere con lui. Le sorti si capovolsero nel 1469 quando Richard Neville, XVI conte di Warwick, tradì gli yorkisti passando ai lancasteriani. Il 26 luglio Warwick e Herbert si scontrarono nella battaglia di Edgecote Moor; la battaglia volse a favore dei Lancaster e Herbert fu preso e giustiziato. L'anno seguente, con Enrico VI di nuovo sul trono, Jasper poté tornare in patria e andò a corte insieme con la cognata e il nipote. Qui, secondo la tradizione narrata nellEnrico VI di Shakespeare, il re Lancaster, vedendo il giovane conte di Pembroke, proferì:

La pace durò poco: l'anno seguente, nel 1471, Edoardo IV tornò con un imponente esercito e i lancasteriani vennero battuti. Jasper tornò in Bretagna con Enrico, che ormai era considerato una minaccia perché pretendente al trono per i Lancaster, mentre Margaret dovette rimanere in Inghilterra e venne fatta sposare, nel 1472, con Thomas Stanley, I conte di Derby di provata fede yorkista. All'alba del 1471 Enrico era comunque l'unico esponente maschile dei Lancaster che era rimasto, dato che Enrico VI era stato assassinato nella Torre di Londra nel medesimo anno e che suo figlio Edoardo di Lancaster era morto nella battaglia di Tewkesbury, combattuta nel maggio dello stesso anno. A partire dal 1471 fino al 1485, quindi, il giovane Enrico e lo zio Jasper vissero alla corte del duca Francesco II di Bretagna, ove il giovane poté raffinare la propria educazione e fare apprendistato politico-militare. Le offese lanciategli da Edoardo IV — the imp, cioè "il piccolo demonio"; the only one left of Henry's VI brood, cioè "l'unico rimasto della nidiata di Enrico VI" — erano le uniche armi rimaste al sovrano che potevano colpire il giovane rivale.

Dalla Bretagna a Bosworth Field: l'ascesa al trono (1483-1485)

La prima spedizione ll giorno di Natale del 1483 Enrico, ormai ventiseienne, s'impegnò presso la cattedrale di Rennes a sposare Elisabetta di York., unica erede di Edoardo IV, dal momento che i suoi fratelli maschi, i principi nella Torre, erano probabilmente morti. Il matrimonio, se mai fosse avvenuto, avrebbe unito gli York e i Lancaster. Dopo questo impegno Enrico ricevette l'omaggio di tutti i suoi sostenitori. Per conquistare un trono occorrevano uomini, denaro e mezzi e dopo aver ottenuto i primi ottenne anche i secondi per mano di Francesco II di Bretagna. Enrico tentò di attraccare sulle coste inglesi, ma il piano si risolse in un enorme insuccesso. Il piano portò anche alla morte di Henry Stafford, II duca di Buckingham, uno dei più grandi sostenitori che aveva in patria, che venne scoperto quale traditore e giustiziato. Dopo la morte di Edoardo IV, al trono era salito suo fratello Riccardo III d'Inghilterra che, d'accordo con il primo ministro di Francesco II, Pierre Landais (1430-1485), tentò di far estradare Jasper ed Enrico per poterli arrestare e giustiziare.. Il piano però fallì perché essi fuggirono in Francia, avvisati dal presule inglese John Morton di quello che stava accadendo.

La spedizione del 1485 e la vittoria di Bosworth Field

I francesi li accolsero con calore e li rifornirono dei mezzi necessari per una spedizione militare, tra cui un piccolo contingente di francesi, guidato da Philibert de Chandée., scozzesi e 400 inglesi insofferenti verso il governo del nuovo re Riccardo III; questi ultimi furono posti sotto il comando di Richard Guildford. È curioso sottolineare il sostegno militare francese ad un pretendente alla corona inglese: gli storici hanno ipotizzato che Carlo VIII di Francia, sostenendo il candidato dei Lancaster al trono di Inghilterra, suscitasse ulteriori diatribe interne al reame anglico, permettendo così alla Francia di concentrarsi sull'acquisizione della Bretagna. Grazie a questi aiuti Enrico e lo zio partirono da Honfleur il 1º agosto e attraccarono il 7 dello stesso mese a Milford Haven, nel Pembrokeshire, terra natia della famiglia Tudor. Ivi Enrico baciò il suolo patrio esclamando:

Accompagnati da John de Vere, XIII conte di Oxford, i due Tudor marciarono verso l'Inghilterra, raccogliendo lungo la marcia un notevole supporto di volontari che rimpolparono l'esercito di Enrico di circa 5 000 uomini. Se da parte di madre Enrico era inglese, suo padre era legato al Galles, suo nonno era di una famiglia di Anglesey che sosteneva di discendere da Cadwaladr Fendigaid ap Cadwallon e in almeno un'occasione Enrico usò il suo drago rosso come vessillo.. La sua ascendenza gallese fece sì che, al momento di combattere, Enrico potesse ottenere un sostegno militare aggiuntivo e garantirsi una sorta di lasciapassare che gli permise di attraversare il Galles e arrivare a Market Bosworth. Enrico sapeva che per vincere doveva attaccare e mettere sotto assedio Riccardo il più velocemente possibile prima che egli ricevesse rinforzi dal Nottinghamshire e da Leicester; Riccardo dal canto suo sapeva di dover evitare a ogni costo di essere ucciso. I due eserciti si incontrarono presso Bosworth Field il 22 agosto 1485 e gli yorkisti, benché più numerosi, furono sconfitti, a causa del tradimento di alcuni dei più fedeli alleati di Riccardo come Henry Percy, IV conte di Northumberland, William Stanley (1435 circa-10 febbraio 1495) e Thomas Stanley, I conte di Derby. Nella battaglia Riccardo rimase ucciso ed Enrico divenne re.

La prima fase di regno (1485-1500)

La legittimazione della conquista del trono