Floridia (pronunciato ; Per quanto concerne l'ortografia siciliana di questo toponimo, v'è da dire, con riferimento al nesso consonantico ⟨fl⟩, che la forma che adopera la c con la cediglia è la più solenne o aulica, anche perché espressiva di una più esatta gamma di varietà siciliane allofone. La forma che adopera Ciu- è concepita come ortografica, ma meno è elegante per via della semplificazione grafica e fonetica che comporta. Quanto alle forme iniziate in Sciu- sono da ritenersi proscritte, perché non ortografiche e per via di un uso incrementato di consonanti.Le forme Çurìddia o Ciurìddia sono sdrucciole (o dieretiche). Sono da ritenersi altrettanto idonee anche le varianti piane Çuriddia o Ciuriddia entrambe espressive di una pronuncia sineretica, per cui la -i- della penultima sillaba si associa all'ultima mora divenendo ., ) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa, in Sicilia.
Geografia fisica Floridia è un centro relativamente moderno, che sorge nella fertile valle dell'Anapo a 111 m s.l.m. Essa dista in media 11 km da Siracusa e 40 km dall'aeroporto di Catania. È situata ad ovest del capoluogo di provincia, a sud dei Monti Climiti, nell'entroterra.
Clima Il clima è di tipo mediterraneo (Köppen: Csa), con estati calde e secche, con massime di 32 °C tra giugno e agosto, e inverni miti e piovosi, con minime di 16 °C tra dicembre e febbraio, ed unatemperatura media annuale è di circa 24 °C.
Le temperature notturne medie sono di 7 °C in inverno e 22 °C in estate.
Tuttavia, la conformazione geografia valliva del comune fa sì che, in particolari condizioni atmosferiche, il vento di caduta e la subsidenza atmosferica possano accumulare molto calore dell'anticiclone, causando picchi di temperatura anche estremi.
Record europeo di temperatura L'11 agosto 2021, in contrada Monasteri nella parte meridionale del paese, è stata misurata la temperatura di 48,8 °C, uno dei valori estremi climatologici mai registrati in Italia. Si tratta della temperatura più elevata registrata in Europa. Tale valore è stato nel 2023 definitivamente riconosciuto dall'organizzazione meteorologica mondiale dell'ONU, diventando il nuovo record di temperatura più alta mai registrata sia in Italia sia in Europa.
Origine del nome Il toponimo Floridia potrebbe derivare dall'espressione latina Florae dies, in riferimento a santa Flora, oppure dall'aggettivo floridus. Tuttavia, quest'ultima accezione risulta poco probabile per questioni fonetiche.
La trascrizione italiana del nome infatti non segue alla lettera la pronuncia siciliana. Bisogna sottolineare come il nesso siciliano -ḍḍ- dovrebbe corrispondere in italiano a -ll-, così come accade ad esempio tra cavaḍḍu e cavallo. Il nome siciliano del comune appare perciò molto più legato semanticamente alla parola ciuriḍḍu ("fiorellino").
Storia Dalla preistoria all'età romana Il territorio dell'attuale Floridia presenta testimonianze di frequentazione umana sin dalla tarda età del bronzo. Nel marzo del 1909 l'archeologo Paolo Orsi individuò, in contrada Monasteri, un'importante necropoli i cui corredi funerari restituirono materiali databili tra il XIV e il X secolo a.C., tra cui un vaso di produzione micenea, attestando l'esistenza di rapporti commerciali e culturali con il mondo egeo.
Durante l'età greca l'area rientrava nell'entroterra della potente Siracusa, assumendo un'importanza strategica grazie alla sua posizione lungo le vie di collegamento tra la costa e l'interno della Sicilia. Secondo gli studi di Paolo Orsi, il sito identificato con l'antica Xiridia potrebbe coincidere con il luogo nel quale, durante la spedizione ateniese in Sicilia, le truppe ateniesi guidate da Nicia si accamparono nel 413 a.C., riutilizzando e in parte alterando una necropoli preesistente.
Le testimonianze relative all'età romana risultano più frammentarie, ma documentano la presenza di insediamenti rurali e ville agricole favorite dalla fertilità del territorio. Tra i principali rinvenimenti figurano una statua marmorea raffigurante Bacco, scoperta nel 1892 in contrada Vignalonga, e numerosi elementi architettonici provenienti dalla contrada Monasteri. I reperti sono oggi conservati presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa.
Il 16 aprile 1909 Paolo Orsi riportò inoltre alla luce una vasta necropoli paleocristiana del IV secolo, costituita da tombe a fosse campanate chiuse da grandi lastre monolitiche. Nonostante molte sepolture fossero già state violate, gli scavi restituirono corredi funerari comprendenti vasellame, anforette, bronzetti e una moneta dell'età di Costantino I. Nella medesima area furono rinvenuti anche frammenti di decorazioni lapidee con croci scolpite, riconducibili a un edificio di culto paleocristiano, circostanza che ha indotto gli studiosi a ritenere che il sito abbia mantenuto continuità di frequentazione fino all'alto Medioevo.
Nel corso delle ricognizioni archeologiche Orsi individuò inoltre i resti di insediamenti rurali medievali sorti tra il XIII e il XIV secolo, che documentano la progressiva riorganizzazione agricola del territorio prima della nascita dell'attuale centro abitato.
Il feudo medievale di Xiridia (1130-1627) Le prime notizie documentarie sul territorio risalgono al XII secolo. Il marchese di Villabianca, nella sua opera Della Sicilia nobile, ricorda infatti che l'antica Xiridia costituiva una "Villa Reale" appartenuta a Corrado Camerario, funzionario della corona normanna, e successivamente rientrata nel demanio regio in seguito alla sua morte senza eredi. La documentazione medievale attesta tuttavia la continuità del feudo ben prima della fondazione dell'attuale abitato. Il 16 aprile 1297 re Federico III di Sicilia concesse infatti il feudo di Xiridia al milite Gilio de Assyn, segnando l'inizio della signoria feudale autonoma sul territorio. La concessione è ricordata anche nell'opera Xiridia Dilecta del principe Bruno d'Aragona. Nel corso del XIV e XV secolo il feudo passò ai discendenti della famiglia d'Asso e successivamente ai Perno. Il Teatro genealogico di Mugnos ricorda la successione dei feudatari: Guglielmo d'Asso nel 1342, Paola d'Asso nel 1396, Guglielmo da Perno nel 1408, quindi Valore, Bernardino e nuovamente Valore Perno tra il XV e gli inizi del XVI secolo. Durante questo periodo Xiridia rimase un vasto feudo agricolo privo di un vero centro urbano stabile.
La fondazione di Floridia (1627-1633) L'attuale centro abitato venne fondato il 31 marzo 1627, data nella quale il feudatario Lucio Bonanno Colonna, marito di Flavia Bonajuto, ottenne dalla Corona di Spagna la licentia populandi, il privilegio che autorizzava la costruzione di un nuovo centro abitato nel feudo di Xiridia. Tale concessione rappresenta l'atto di fondazione di Floridia.
La nascita del nuovo abitato si inseriva nel più ampio fenomeno della colonizzazione interna della Sicilia promosso dalla monarchia spagnola tra XVI e XVII secolo. Il nuovo borgo sorse attorno alla preesistente chiesa di San Bartolomeo e venne progettato secondo un impianto urbanistico regolare, sviluppato lungo gli attuali corso Vittorio Emanuele e via Roma. Ai nuovi coloni furono assegnati appezzamenti destinati prevalentemente alla cerealicoltura, agli uliveti e ai frutteti. Le abitazioni, costruite secondo le prescrizioni della licentia populandi, presentavano prospetti uniformi e si disponevano ordinatamente lungo le nuove strade. Su uno degli edifici più antichi è tuttora conservata l'iscrizione latina Antonio Agnello aedificavit Anno Domini 1627, tradizionalmente considerata una delle più antiche testimonianze della fondazione del paese.
I primi abitanti provenivano soprattutto da Siracusa, Melilli, dalla Calabria e da Malta. Nel giro di pochi anni sorsero botteghe, magazzini, laboratori artigiani e le prime attività amministrative, favorendo una rapida crescita demografica. Il 24 agosto 1633 si riunì il primo consiglio della nuova universitas, composto da quarantacinque capifamiglia. L'assemblea costituisce la prima attestazione dell'organizzazione amministrativa della comunità, ormai pienamente consolidata, ma non coincide con la fondazione del paese, avvenuta sei anni prima con la concessione della licentia populandi.
Dal ducato dei Bonanno ai Migliaccio (1633-1826) Dopo il consolidamento del nuovo abitato, Floridia conobbe un rapido sviluppo demografico ed economico sotto il governo della famiglia Bonanno, che mantenne il possesso del feudo per gran parte dell'età moderna. Attorno alla chiesa di San Bartolomeo, primo edificio religioso della comunità, sorsero progressivamente nuove abitazioni, botteghe artigiane e magazzini destinati al commercio dei prodotti agricoli. L'economia locale si fondava prevalentemente sulla coltivazione dei cereali, dell'olivo e della vite, attività favorite dalla fertilità dell'altopiano siracusano. Parallelamente si svilupparono numerosi mestieri artigianali, mentre il progressivo incremento della popolazione rese necessario l'ampliamento dell'abitato oltre il nucleo originario.
L'11 gennaio 1693 Floridia fu gravemente colpita dal devastante terremoto del Val di Noto del 1693, che distrusse gran parte della Sicilia sud-orientale. Pur non raggiungendo i livelli di devastazione registrati nei principali centri del Val di Noto, il sisma provocò ingenti danni agli edifici civili e religiosi del paese, rendendo necessaria una vasta opera di ricostruzione che interessò gran parte dell'abitato.
Nel corso del XVIII secolo Floridia consolidò il proprio ruolo quale importante centro agricolo dell'entroterra siracusano. In questi anni il ducato passò alla famiglia Migliaccio, che mantenne uno stretto legame con la comunità e promosse diversi interventi di carattere religioso e civile. Figura di particolare rilievo della casata fu Lucia Migliaccio, nata a Siracusa il 18 gennaio 1770, dodicesima duchessa di Floridia e figlia dell'ottavo duca Vincenzo Migliaccio. Rimasta vedova del principe Benedetto Grifeo di Partanna, il 27 novembre 1814 sposò a Palermo Ferdinando I delle Due Sicilie. Il matrimonio, celebrato in forma morganatica, non le conferì tuttavia il titolo di regina consorte né diede origine a una discendenza dinastica. Lucia Migliaccio morì a Napoli il 26 aprile 1826, rimanendo una delle personalità storiche maggiormente legate al nome della città. I duchi di Floridia conservarono per lungo tempo il patronato sulle principali istituzioni religiose locali e numerosi membri della famiglia furono sepolti nella chiesa matrice, a testimonianza del profondo legame instaurato con il centro da loro fondato.
L'Ottocento L'epidemia di colera e i moti del 1837 (1836-1841) Nel corso della prima metà dell'Ottocento Floridia continuò il proprio sviluppo demografico e agricolo, ma fu profondamente segnata dagli eventi legati alla diffusione del colera e ai moti popolari che interessarono la Sicilia orientale. L'epidemia raggiunse l'isola nell'ottobre del 1836, probabilmente attraverso i traffici marittimi provenienti da Malta. Come in molte altre località siciliane, anche a Floridia si diffuse la convinzione, alimentata dagli ambienti antiborbonici e carbonari, che il morbo fosse stato deliberatamente diffuso dalle autorità del Regno delle Due Sicilie allo scopo di decimare la popolazione.