Il timo lanoso (Thymus kosteleckyanus Opiz, 1825) è una pianta perenne della famiglia delle Lamiacee. Etimologia Il nome generico (Thymus) deriva da un antico nome greco usato da Teofrasto (371 – 287 a.C.), filosofo e botanico greco antico, discepolo di Aristotele, autore di due ampi trattati botanici, per una pianta profumata utilizzata come incenso nei sacrifici... L'epiteto specifico (kosteleckyanus) è stato dato in onore del fisico e botanico boemo Vincenz Franz Kosteletzky (1801–1887), in ceco Vincenc František Kostelecký..

Il nome scientifico è stato definito per la prima volta dal botanico ceco-tedesco Philipp Maximilian Opiz (1787 – 1858) nella pubblicazione "Naturalientausch. [Edited by P. M. Opiz] - 9: 104. 1825" del 1825.

Descrizione Queste piante arrivano ad una altezza di 10 – 25 cm. La forma biologica è camefita reptante (Ch rept), sono piante che si distinguono per l'accrescimento degli organi aderente al suolo, con carattere strisciante. In questa pianta sono presenti delle ghiandole essenziali..... Radici Le radici sono secondarie da rizoma. Fusto La parte aerea del fusto è pseudorepente (i fusti sono striscianti e radicanti ai nodi e terminano con un apice fiorifero) con rami allungati. Il fusto è tetragono, con una sezione quadrangolare, a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici. La superficie è ricoperta da peli patenti lunghi 1,0 - 1,5 mm olotrichi (i peli sono distribuiti tutto intorno al fusto). Foglie Le foglie, sessili, lungo il fusto sono disposte in modo opposto (in genere a 2 a 2) e ogni coppia successiva è disposta ad angolo retto rispetto alla sottostante (disposizione decussata). La forma varia da strettamente ellittica a lanceolata. La proporzione fra larghezza/lunghezza varia da 1:3 a 1:6. Le foglie lungo il fusto sono più o meno uguali fra loro. La superficie è villosa con nervi deboli (sono poco rilevanti è più o meno verdi) e appena anastomosati. I fascetti basali e le stipole sono assenti. Infiorescenza Le infiorescenze sono formate da alcuni fiori raccolti in verticilli spicati eretti a forma da sferica a ovoide (le infiorescenze si trovano nella porzione superiore dei fusti). I verticilli sono terminali o (nel caso di infiorescenze allungate) ascellari distribuiti lungo il fusto più o meno spaziati. Le brattee dell'infiorescenza sono simili alle foglie. Fiore I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice, ossia il perianzio, sono a 5 parti). Lunghezza del fiore: 4 – 6 mm.

Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), supero, 4 nucule

Il calice del fiore è del tipo gamosepalo e distintamente bilabiato (zigomorfo), con forme campanulate (convesso sul dorso) e terminate con 5 denti acuti disuguali: tre denti per il labbro superiore; due denti per quello inferiore. La superficie del calice, pubescente, è percorsa da una decina (10 - 13) di nervature longitudinali. Le fauci sono pelose per peli cotonosi e candidi. Lunghezza del calice: 3 – 4 mm. Lunghezza dei denti superiori: 0,6 - 1, 0 mm. La corolla, gamopetala, è a simmetria bilabiata (zigomorfa) con struttura 1/3) terminante con 4 lobi patenti (due petali sono concresciuti). Il tubo è cilindrico-campanulato ed è ricoperto in parte dal calice. Il labbro superiore è piegato all'insù; il labbro inferiore ha tre lobi oblunghi. I lobi sono appena smarginati. Il colore è da rosa a purpureo. Androceo: gli stami sono quattro (manca il mediano, il quinto) didinami (una coppia è più lunga); sono tutti fertili e sporgono spaziati dal tubo corollino. I filamenti, adnati alla corolla, sono divergenti e ravvicinati al labbro superiore della corolla. Le antere, hanno forme più o meno arrotondate, mentre le teche sono due e separate. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme e più o meno lungo come gli stami. Lo stigma è bifido con lobi subuguali. Il nettario è un disco alla base e intorno all'ovario più sviluppato anteriormente e ricco di nettare. Fioritura: fiorisce nel periodo che va da maggio a agosto.

Frutti Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule (tetrachenio) secche, con forme da ovoidi a oblunghe, con superficie liscia e glabra. L'endosperma è scarso o assente.

Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama)..

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). Distribuzione e habitat

Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Sud Est Europeo / Sudsiberiano.In Italia è una specie rara e si trova al Nord, nel Lazio e nella Campania. Nelle Alpi è presente nella Valle d'Aosta e nella provincia di Brescia. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Austria (Länder dell'Austria Inferiore). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nei Carpazi. Nel resto dell'Europa si trova nella Penisola Balcanica. Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i prati e ambienti steppici, gli affioramenti rocciosi, i muri, i ripari sotto roccia e le praterie rase xerofile mediterranee. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 800 (raramente si trovano a quote più alte fino a ); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e in parte quello montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico alpino Thymus kosteleckyanus appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche Classe: Festuco-Brometea Ordine: Festucetalia valesiacae

Tassonomia La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Thymus fa parte della sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae, sottotribù Menthinae)..

Il numero cromosomico di Thymus kosteleckyanus è: 2n = 28.

Variabilità interspecifica e specie simili Il genere Thymus è molto difficile da "trattare" in quanto le varie specie sono molto simili ad un esame superficiale. Solamente dopo una analisi completa del portamento compreso l'apice vegetativo e i rami laterali è possibile identificare un campione. Fondamentalmente si possono trovare tre tipi di portamento: (1) "repente": i fusti sono striscianti e radicanti ai nodi e terminano con un apice solamente foglioso (i fiori si trovano solamente sui rami laterali eretti); (2) "pseudorepente": come sopra ma tutti gli apici sono fioriferi; (3) "suberetto": il fusto è brevemente strisciante e tutti gli apici sono fioriferi. Importante nell'identificare le varie specie è anche il riconoscimento del carattere dei peli lungo il fusto: tipo, lunghezza e distribuzione. In particolare si riconoscono tre tipi di distribuzione dei peli: "olotrica": i peli sono distribuiti tutto intorno al fusto; "anfitrica": i peli si trovano solamente sulle facce opposte, alternate ad ogni internodo; "goniotrica": i peli sono presenti solamente sugli angoli del fusto. Anche il tipo di nervatura delle foglie è soggetta a variabilità interspecifica. Si distinguono nervature "forti" quando i nervi sono più sporgenti e colorati diversamente (paglierino) rispetto alla superficie della foglia; e nervature "deboli" per nervi meno rilevanti e colorati più o meno di verde come le foglie.

La pianta di questa voce fa parte del Gruppo di Thymus serpyllum (Serpillo, Serpolino e Pepolino) comprendente (relativamente alla flora spontanea del territorio italiano) le seguenti specie (oltre a Thymus kosteleckyanus): Thymus alpestris Tausch ex A.Kern., Thymus praecox Opiz, Thymus glabrescens Willd., Thymus oenipontanus Heinr. Braun, Thymus thracicus Velen., Thymus longicaulis C. Presl e Thymus pulegioides L.. Le specie di questo gruppo sono molto simili tra di loro e spesso vengono confuse le une con le altre; i caratteri comuni a questo gruppo sono: la forma biologica può essere sia camefita reptante (Ch rept) che camefita suffruticosa (Ch suffr): nel primo caso gli organi sono aderenti al suolo, con carattere strisciante, nel secondo caso sono piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm (le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose); spesso si trovano forme intermedie; i fusti sono legnosi alla base, più o meno prostrati o striscianti e spesso radicanti ai nodi; le foglie hanno una consistenza coriacea; la pelosità è variabile; le infiorescenze sono dense con forme da sferiche a ovali, più o meno allungate; gli apici fioriferi sono eretti; il calice è lungo 3 – 5 mm; la fauci sono ricoperte da un ciuffo di peli bianchi e cotonosi; il colore della corolla è da purpureo a rosa; la corolla è lunga 5 – 6 mm; il frutto è incluso nel calice che è persistente; L'habitat tipico per queste specie sono i prati aridi di tipo steppico, le pietraie e le rupi soleggiate.

La specie di questa voce è simile alle seguenti specie e sottospecie: Thymus pulegioides subsp. pannonicus (All.) Kerguélen: le foglie sono più glabre e 4 - 9 volte più lunghe che larghe e sono progressivamente più grandi verso l'apice fiorale. Thymus glabrescens Willd.: le foglie sono glabre e 2 - 4 volte più lunghe che larghe e verso l'apice dei fiori sono progressivamente più piccole; inoltre è più lungamente strisciante.

Sinonimi L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più comuni: Thymus dzevanovskyi Klokov & Des.-Shost. Thymus euxinus Stoj. & Stef. Thymus latifrons Domin & Podp. Thymus loevyanus var. kosteleckyanus (Opiz) Formánek Thymus serpyllum f. kosteleckyanus (Opiz) Lyka Thymus serpyllum var. kosteleckyanus (Opiz) Briq. Thymus serpyllum f. longifolius Lyka

Note

Bibliografia

Voci correlate Specie di Thymus

Altri progetti

Collegamenti esterni Thymus kosteleckyanus IPNI Database Thymus kosteleckyanus EURO MED - PlantBase Checklist Database

Categoria:Lamiaceae Categoria:Taxa descritti nel 1825