Il Bengala Occidentale () è uno Stato dell'India nord-orientale.

Caratteristiche Assieme al Bangladesh ("Bengala Orientale"), con cui confina a est, il Bengala Occidentale forma la regione etno-linguistica del Bengala. Confina a nord con il Bhutan e lo stato indiano del Sikkim, con lo stato dell'Assam a est, con quello di Orissa a sud-ovest e con quelli di Jharkhand e Bihar a ovest, mentre a nord-ovest confina con il Nepal.

L'islam fu principalmente introdotto sotto il regno del Sultanato di Delhi. Durante il dominion del Sultanato di Bengala, la regione fu definita dagli europei come il miglior Paese per il commercio.Nanda, J. N (2005).

Nel XVII secolo sotto il regno Moghul, l'economia dell'attuale Bangladesh e del Bengala Occidentale, valeva circa il 12% del PIL mondiale, ed era soprannominata come il Paradiso delle nazioni e leader della produzione mondiale.

La regione oggi conosciuta come Bengala Occidentale è stata parte di molti regni e imperi negli ultimi duemila anni. La Compagnia Britannica delle Indie Orientali consolidò il proprio potere sulla regione dopo la Battaglia di Plassey, nel 1757, e la città di Kolkata, allora Calcutta, fu per molti anni la capitale dell'India Britannica.

Culla del movimento indipendentista indiano all'inizio del XX secolo, il Bengala fu diviso nel 1947 in due entità separate, il Bengala Occidentale, uno Stato dell'India, e il Pakistan Orientale, che apparteneva al nuovo stato del Pakistan.

Dopo l'indipendenza dell'India nel 1947, il teatro politico ed economico del Bengala Occidentale fu caratterizzato per molti decenni dal marxismo intellettuale, dai naxaliti e dal sindacalismo. Dalla fine degli anni novanta, il ringiovanimento economico ha portato a un balzo nella crescita economica e industriale dello Stato.

Storia Nel Bengala sono stati rinvenute tracce di civilizzazione risalenti ad almeno quattromila anni, quando nella regione si stanziarono popolazioni dravidane, tibeto-birmane e austro-asiatiche. L'esatta origine della parola bengala è sconosciuta, ma si pensa che possa derivare dalla tribù dravidana Bang, che si stabilì nell'area attorno all'anno 1000 a.C.

Il regno Magadha si formò nel VII secolo a.C. e occupava le attuali regioni del Bihar e del Bengala. Era uno dei quattro grandi regni dell'India al tempo di Mahavira e di Buddha, e consisteva in diversi janapadas. Durante il regno della dinastia Maurya, l'impero Magadha era esteso su quasi tutta l'Asia meridionale, e occupò l'Afghanistan e parte della Persia sotto Ashoka il Grande nel III secolo a.C.

Una delle prime citazioni del Bengala da parte di commentatori stranieri è la menzione di una terra chiamata Gangaridai da parte dei Greci intorno al I secolo a.C. La parola forse deriva da Gangahrd, che significa "Terra con il Gange nel cuore" in riferimento all'area del Bengala. Il Bengala aveva relazioni commerciali marittime con Java, Sumatra e il Siam, la moderna Thailandia. Secondo il Mahavamsa, Vijaya Singha, un principe del regno Vanga, conquistò il Lanka (l'attuale Sri Lanka) nel 544 a.C. e diede il nome di Sinhala al paese. Le popolazioni bengalesi emigrarono verso l'arcipelago Malaysiano e il Siam, fondandovi delle colonie.

Dal III al VI secolo d.C. il ragno di Magadha fu sede dell'impero Gupta. Il primo re indipendente del Bengala fu Shashanka, che regnò intorno al VII secolo. Dopo un periodo di anarchia, la dinastia buddista dei Pala governò la regione per quattrocento anni, dopo i quali il regno passò alla dinastia Sena, di religione indù. L'islam arrivò in Bengala nel XII secolo per opera dei missionari sufi e si espanse in seguito alle conquiste musulmane in India. Bakhtiar Khilji, un generale turco del sultanato dei Malmelucchi di Delhi, sconfisse Lakshman Sen della dinastia Sena e conquistò gran parte del Bengala. Di conseguenza la regione venne governata da dinastie di sultani e feudatari sotto il sultanato di Delhi nei successivi cento anni. Nel XVI secolo, il generale Mughal dell'Islam Kahn conquistò il Bengala. Comunque i nuovi governatori concessero la semi-indipendenza dell'area sotto il nababbo di Murshidabd, che rispettò la sovranità della dinastia Mighal in Delhi.

I primi contatti con i mercanti europei avvennero alla fine del XV secolo. La loro influenza crebbe fino a quando la Compagnia delle Indie Orientali ottenne il diritto di tassazione nelle subah (province) bengalesi in seguito alla Battaglia di Palassey (1757), quando Siraj ud-Dulah, l'ultimo nababbo indipendente, venne sconfitto dai britannici. La Presidenza del Bengala venne costituita nel 1765 e includeva tutti i territori britannici delle Province Centrali, ora conosciuti come Madhya Pradesh, dalle fonti del Gange e del Brahmaputra fino alla regione himalayana del Punjab. La carestia del Bengala del 1770 fece milioni di vittime. Calcutta venne scelta come capitale dell'India Britannica nel 1772. Il rinascimento bengalese e il movimento di riforma socio-culturale Brahmo Samaj ebbero un grande impatto sulla vita culturale ed economica del Bengala. Il fallito tentativo di ribellione del 1857 iniziò a Calcutta e portò al trasferimento dell'autorità alla monarchia britannica, amministrata dal viceré dell'India.Baxter 1997, pp. 30–32 Tra il 1905 e il 1911 venne fatto un tentativo di dividere la provincia del Bengala in due zone, la cosiddetta partizione del Bengala.Baxter 1997, pp. 39-40 Nel 1943 una grave carestia fece tre milioni di vittime.

Il Bengala giocò un ruolo importante nel movimento d'indipendenza indiano, nel quale gruppi rivoluzionari come Anushilan Samiti e Jugantar erano dominanti. Attacchi armati contro il Raj britannico dal Bengala raggiunsero l'apice quando Subhash Chandra Bose guidò l'esercito nazionale indiano dall'Asia sudorientale contro i britannici. Quando l'India ottenne l'indipendenza (1947), il Bengala venne diviso in base alla religione: la parte occidentale andò all'India e prese il nome di Bengala Occidentale, mentre la parte orientale andò al Pakistan con il nome prima di Bengala Orientale e poi di Pakistan Orientale, fino alla guerra che vide l'indipendenza del Bangladesh dal Pakistan nel 1971.

La divisione del Bengala diede origine a uno degli esodi numericamente più importanti della storia. Milioni di indù migrarono dal Pakistan orientale mentre migliaia di musulmani vi si trasferirono. L'immigrazione dei rifugiati fu la causa di una crisi abitativa e alimentare in Bengala Occidentale che durò per più di trent'anni. L'emergenza dei rifugiati fu al centro delle politiche bengalesi successive alla divisione del 1947, ma né la destra né la sinistra sono mai riuscite a risolvere completamente i problemi causati dalla divisione, che in alcuni casi hanno dato vita a movimenti politici, socio-economici ed etnici.Dr. Sailen Debnath, 'West Bengal in Doldrums'ISBN 978-81-86860-34-2; & Dr. Sailen Debnath ed. Social and Political Tensions In North Bengal since 1947, ISBN 81-86860-23-1

Nel 1950 il Principato di Cooch Behar si unì al Bengala Occidentale dopo che il re Jagaddipendra Narayan firmò l'annessione all'India.Dr. Sailen Debnath, ed. Social and Political Tensions In North Bengal since 1947, ISBN 81-86860-23-1. Nel 1955 la città di Chandannagar, ex zona franca francese, passò sotto il controllo del Bengala Occidentale. Successivamente anche porzioni di Bihar vennero annesse al Bengala Occidentale.

Negli anni cinquanta il governo decise di spostare le industrie dal Bengala in altre parti del paese aumentando le imposte, come ad esempio quella sul trasporto delle merci; questo aumento che durò fino agli anni ottanta e, specie dal 1950 al 1969, fu la causa dello scarso sviluppo di industrie manifatturiere nel Bengala Occidentale.

Tra gli anni settanta e gli anni ottanta una grave carenza di energia elettrica, scioperi e un violento movimento naxalita danneggiò gran parte delle infrastrutture, dando vita a un periodo di stagnazione economica. La guerra di liberazione del Bangladesh causò l'afflusso di milioni di rifugiati nel Bengala Occidentale che ne misero in crisi le infrastrutture.Bennett & Hindle 1996, pp. 63–70 Nel 1974 un'epidemia di vaiolo fece migliaia di morti. La politica bengalese cambiò notevolmente quando la sinistra vinse le elezioni nel 1977 sconfiggendo il Congresso Nazionale Indiano. La sinistra, guidata dal Partito Comunista d'India (Marxista), governò lo Stato per i successivi trent'anni.

La ripresa economica dello Stato iniziò dopo le riforme economiche indiane introdotte nella metà degli anni novanta dal governo centrale e l'elezione di un nuovo capo del governo riformista, Buddhadeb Bhattacharjee, nel 2000. A partire dal 2007 alcuni gruppi di attivisti hanno organizzato piccoli attacchi terroristici in varie parti dello Stato, mentre gli scontri con l'amministrazione vertono sull'acquisizione dei terreni industriali in diversi luoghi sensibili.

Il 10 aprile 2011 è avvenuta l'ultima elezione che si è conclusa con la vittoria del Trinamool Congress Party (TMC) guidato da Mamata Banerjee, una figura politica emersa negli ultimi anni per la dura lotta al partito comunista. Il TMC era alleato con il partito al potere in India, il Congress Party. La vittoria del movimento di Mamata Banerjee, oggi Primo Ministro nel Bengala Occidentale e Ministro delle Ferrovie della federazione, ha sancito la fine del più longevo governo comunista democraticamente eletto della storia. Il TMC ha ottenuto più del 60% dei consensi durante i vari turni di votazione aggiudicandosi 186 seggi su 274 ma, grazie alle alleanze, ora ne controlla 227.

Geografia fisica

Il Bengala Occidentale si trova sulla parte orientale dell'India e si estende dall'Himalaya alla Baia del Bengala per una superficie di 88 752 chilometri quadrati. La regione collinare del Darjeeling nell'estremo nord dello Stato fa parte dell'Himalaya orientale, e comprende il Sandakfu, che con i suoi 3 636 metri è il monte più alto dello Stato. La stretta regione del Terai separa la parte montuosa dalla pianura, che a sua volta estende verso il delta del Gange a sud. La regione Rarh si trova tra il delta del Gange a est e l'altopiano occidentale. Una piccola regione costiera si trova nell'estremo sud, mentre la foresta di mangrovie Sundarbans costituisce un importante aspetto del delta del Gange.

Idrografia Il Gange è il fiume principale e si divide in due nel Bengala Occidentale. Una parte entra nel Bangladesh e viene chiamata Padma o Pôdda, mentre l'altra rimane nel Bengala con dividendosi altri due fiumi chiamati Bhagirathi e Hughli. I fiumi Teesta, Torsa, Jaldhaka e Mahanada si trovano nella regione collinare a settentrione. Nell'altopiano occidentale ci sono altri fiumi come il Damodar, l'Ajay e il Kangsabati. Il delta del Gange e la Sundarbans sono anch'essi ricchi di fiumi e insenature. L'inquinamento del Gange dovuto allo scarico indiscriminato di rifiuti è il maggior problema. In almeno nove distretti l'acqua sotterranea è inquinata dall'arsenico e si stima che 8,7 milioni di persone bevano acqua contaminata oltre il limite consentito dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Clima