Soverìa Mannelli è un comune italiano di abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria.
Geografia fisica Territorio Soverìa Mannelli è situata in una conca solcata dal fiume Amato, formata dalla depressione dei contrafforti meridionali della Sila e del massiccio del Reventino. L'abitato è in declivio, con la parte più antica conosciuta come "San Tommaso" o "Mannelli" in alto e la parte relativamente moderna "Soveria", ormai senza soluzione di continuo con la precedente, più in basso, in posizione pianeggiante lungo l'antica Strada statale 19 delle Calabrie. Più distanti dal centro urbano si trovano le località di Colla, Pirillo e Santa Margherita.
Per l'altitudine è considerato territorio montanoArt. 3 della legge 2 luglio 1952, n. 703, "Disposizioni in materia di finanza locale". Gazzetta Ufficiale n. 154, supplemento ordinario, del 2 luglio 1952.: l'altitudine prevalente è di circa 800 metri sul livello del mare (minima 696 m, massima 988 m). Il sistema orografico, delineato dai fiumi Amato e Corace, si dirama da nord-ovest a sud-est dal passo di Borboruso (836 m sul livello del mare) al monte Tiriolo (949 m sul livello del mare) Nel territorio di Soveria si identificano i monti Rosello (918 m), San Tommaso (940 m) ed Eremita (909 m). I boschi si estendono per più del 30% del territorio.
I corsi d'acqua hanno carattere torrentizio. Nel territorio di Soverìa, in località Porta Piana, nasce il fiume Amato, che origina dalla confluenza dei ruscelli Sabettella (che nasce dal monte Rosello) e Occhiorosso (che nasce dal monte San Tommaso). Corsi minori sono gli affluenti di sinistra dell'Amato (i torrenti Scaglione, Menicone, Galice e Ruina) e gli affluenti di destra del Corace (i torrenti Quaresima e Guglielmino). Il Quaresima segna il confine con il comune di Bianchi, il Guglielmino con il comune di Carlopoli e il Galice con il comune di Decollatura.
Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima L'altitudine e la presenza del monte Reventino, che la separa dal mare, fanno sì che il clima sia di tipo appenninico, con inverni freddi ed estati fresche, e che si verifichi una lunga stagione piovosa dall'autunno alla primavera.
Sulla base dei dati registrati dalla locale stazione meteorologica nel periodo 1984-2017 il mese più piovoso è dicembre con 11,8 giorni; quello meno piovoso è luglio con soli 2,4 giorni. Febbraio è il mese con maggiori probabilità di precipitazioni nevose, con 2,4 giorni. L'inverno più freddo è stato quello a cavallo tra il 1991 e il 1992 con soli 4,9 °C di media. L'estate più calda è stata quella del 2021 con 25 °C di media. La temperatura massima registrata è stata di 42 °C, il 29 giugno 2021 (umidità: 27%). La minima registrata è stata di -10,7 °CFonte A. Sirianni, Stazione meteorologica ubicata a 800 m sul livello del mare, composta da unità di rilevamento della Società Italiana Apparecchiature di Precisione, modello MT 1010..
Classificazione climatica: zona E, 2374 GG
Origini del nome L'origine del nome Soveria Mannelli è controversa. Per alcuni il toponimo Soveria sarebbe legato alla presenza di sorbiGiovanni Alessio, Saggio di toponomastica calabrese, Firenze: Olschki, 1939, p. 388. (suarvu nel dialetto locale), mentre Mannelli sarebbe legato alla produzione, tipica in questo territorio, di tessuti di lino realizzata con strumenti artigianali in legno detti manni nel dialetto localeIl manno era una sorta di mazzuolo in legno che veniva utilizzato per battere il lino durante il processo di stigliatura, consistente nel liberare la fibra del lino dagli steli. Una paretimologia fa derivare il toponimo Soveria da "suvare", vocabolo che, in dialetti di località della Calabria Citeriore, distanti tuttavia da Soveria Mannelli, è legato all'allevamento dei suiniPiero de Vita e Leonardo di Vasto, "Lessico sulla suinicoltura a Castrovillari e a Trebisacce", in A. Mendicino, N. Prantera, M. Maddalon (eds), Etnolinguistica e Zoonimia. Le denominazioni popolari degli animali, Centro Editoriale e Librario, 2004, pp. 109-128, ISBN 88-7458-023-1 .. Di recente lo storico locale Ferdinando Leo, sulla base di documenti del XVII secolo, ha ipotizzato che il toponimo Mannelli, indicante originariamente l'attuale località di San Tommaso, derivasse dal cognome della famiglia Mannelli, mentre Soveria corrisponderebbe all'antico toponimo latino Subareae (da sub = sotto e areae = aie o aree), utilizzato per indicare i territori situati a quote più basse di MannelliFerdinando Leo, Varie ed eventuali, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2005..
Storia
Prima del 1807
La storia di Soverìa Mannelli prima dell'autonomia amministrativa (1807) è legata alle alterne vicende politiche della contea di Martirano, dell'università di Scigliano, una città demaniale, e in piccola parte della Terra di Motta Santa Lucia.
Nelle memorie storiche di Francesco Antonio Accattatis (1686-1766) si legge che alla fine del XVII secolo la città di Scigliano era costituita da sette quartieri e venti villaggiFrancesco Antonio Accattatis, Storia di Scigliano, a cura di Isidoro Pallone, Cosenza: Brenner, 1965.. L'abate Rosario Gualtieri, nelle aggiunte al libro dell'Accattatis, spiega che il terzo casale di Scigliano si soleva indicare con i nomi di Fornello, San Tommaso o Mannelli. San Tommaso (o Mannelli) è la località posta nella parte più alta di Soveria Mannelli. Il nome "San Tommaso" è derivato da un oratorio, dedicato al Santo, costruito ai primi del Seicento da un certo don Tommaso Scaglione, canonico della cattedrale di Martirano. Non si sa invece dove fossero ubicate le prime abitazioni di Fornello ; attualmente con il nome Fornello viene indicata la collina situata fra i torrenti Sabettella e Occhiorosso, subito oltre Porta Piana, collina dove in realtà non sono state rinvenute tracce di antiche costruzioni. Si ritiene pertanto che al tempo dell'Accattatis il nome "Fornello" dovesse estendersi anche alla collina prospiciente, dove attualmente sorgono via Maraschi, vico Tappi, via Indipendenza e il piccolo rione Bonacci, e dove sono presenti tracce di abitazioni costruite a partire dalla seconda metà del XVII secolo, posteriori comunque alle più antiche costruzioni di San Tommaso. Il territorio fu frequentato sporadicamente verosimilmente già in epoca preistorica, come confermano alcuni rinvenimenti litici conservati nel Museo archeologico provinciale di Catanzaro, che tuttavia non sono stati studiati in modo approfondito e di cui non si conosce peraltro il sito esatto di ritrovamento. La vicinanza del fiume Amato, che si versa nel Tirreno, e del fiume Corace, che sbocca nello Ionio, favoriva il passaggio di uomini e gli scambi di merci.
Nel 1191, in località Ruina, si sarebbe combattuta una sanguinosa battaglia dai governatori di Nicastro e di Taverna (partigiani di Tancredi di Sicilia, figlio naturale di Ruggero il Normanno) contro Federico Lanza, uno dei capitani di Enrico VI di Svevia chiamato in loro aiuto dai governatori di Martirano e di Scigliano. La fonte primaria di queste vicende, riprese da alcuni storici fra cui Francesco Antonio Accattatis, è l'Historia de' Sueui di Carlo Calà, pubblicata a Napoli nel 1660; quest'opera venne composta sulla base di documenti falsificati dal cosentino Ferdinando StocchiGaetano Melzi (Dizionario di opere anonime e pseudonime, Milano: Pirola, Tomo II (H-R) p. 47-8, 1852, Google books) per cui è verosimile che la battaglia di Ruina non sia mai avvenuta.
Verso la fine del XVI secolo i territori di Fornello e San Tommaso erano soggetti in civilibus et criminalibus alla baronia di Pittarella, mentre dal punto di vista ecclesiastico gli stessi territori erano soggetti alla parrocchia di Pedivigliano. La baronia di Pittarella, alla quale i territori di Soveria erano stati infeudati nel 1592, nel 1706 passò dalla famiglia Scaglione alla famiglia Matera e fu ereditata da due sorelle, appartenenti a quest'ultimo casato, che avevano sposato rispettivamente un Micciulli e un Passalacqua, dividendosi i beni: ai Micciulli spettò San Tommaso e ai Passalacqua (nel 1744), assieme ad altri beni, Pittarella, Fornello e MannelliMario Felice Marasco, Soveria Mannelli e il suo territorio, Notizie e dati tratti dagli appunti di Ivone Sirianni, San Vito al Tagliamento, Tipografia Sanvitese Ellerani, 1969..
I primi abitanti permanenti si stabilirono nel territorio di Soveria in epoca non precisabile: di loro non sono conosciute tracce scritte o reperti materiali. Si ritiene che fino ai primi decenni del XVII secolo Soveria fosse abitata soltanto nella stagione primaverile-estiva. Alcune calamità, quali carestie e terremoti succedutesi nei primi del Seicento indussero molte famiglie sciglianesi a trasferirsi nei casali dove possedevano terreni; pertanto Fornello, San Tomaso, Colla, Pirillo ed altri villaggi di Soveria ebbero incremento demografico ed edilizio dopo il 1638, anno in cui si verificò un disastroso terremoto nella Valle del Savuto. Le frazioni Colla e Pirillo furono fondate da due fratelli Colosimo di Motta Santa Lucia che vi si stabilirono nel 1670, dopo aver ottenuto concessione di terre in enfiteusi da proprietari di Scigliano con regolare contratto notarile, come si legge nelle memorie civiche del parroco Giuseppe Talarico (secolo XVIII)Giuseppe Talarico, Notizie della città di Scigliano e dei suoi casali del Parroco D. Giuseppe Talarico, a cura di Ezio Arcuri, Cosenza, 2006.; nelle suddette memorie non vi è menzione delle località Colosimelli e Cardamonelli, ma le loro vecchie abitazioni ne denunciano l'origine coeva a Colla e Pirillo.
Alla fine del XVIII secolo l'Alfano, nella sua Descrizione del Regno di Napoli, distingue ancora "San Tommaso Mannelli", casale di Scigliano, territorio demaniale, da "Soveria", feudo dei Passalacqua, di circa 700 abitanti.
Dopo il 1807
La data di nascita ufficiale del comune è stata fissata al 19 gennaio 1807, data in cui Soveria fu elevata a "luogo" dal governo di Rogliano, durante il regno di Giuseppe BonaparteGustavo Valente, Dizionario dei luoghi della Calabria, Chiaravalle Centrale: Framas, 1973, alla voce "Soveria Mannelli".; il 19 gennaio 2007 è stato celebrato con una pubblica manifestazione, il 200º anniversario della nascita del Comune di Soveria Mannelli. Al momento della costituzione, al comune di Soveria erano uniti anche i territori dei comuni di DecollaturaGustavo Valente, Dizionario dei luoghi della Calabria, Chiaravalle Centrale: Framas, 1973, alla voce "Decollatura". e di Castagna. Sia Decollatura che Castagna si staccarono successivamente da Soveria per diventare comuni autonomi: Decollatura nel 1810 e Castagna, assieme a Colla, nel 1832. Il comune di Castagna fu tuttavia soppresso nel 1863 e aggregato al comune di Carlopoli; ma nel 1870 Colla fu staccata da quest'ultimo e assegnata nuovamente e definitivamente al comune di SoveriaMario Gallo, Soveria Mannelli, Saggi e documentazione storica, Cosenza, Due Emme, 1991..
Alla vigilia dell'autonomia amministrativa, il 22 marzo 1806, a Soveria era scoppiata una rivolta popolare contro le truppe di occupazione francesi, nota come i "Vespri calabresi". Guidati da Carmine Caligiuri un gruppo di soveritani assalì le truppe francesi uccidendo quattordici soldati. La rivolta si estese rapidamente ai paesi vicini. Tuttavia pochi giorni dopo, il 28 marzo, nel corso di uno scontro con le truppe francesi nei pressi di Scigliano, Carmine Caligiuri fu ucciso. Per rappresaglia, Soveria venne data alle fiamme. Il processo per la rivolta venne celebrato a Cosenza cinque anni dopo e si concluse con pesanti condanne per i soveritani: pena capitale per Francesco Antonio Caligiuri e Matteo Inzelletto, 30 anni di reclusione per Cardamone dei Giurati, Giovan Battista Marasco e Francesco CardamoneMoisè Asta, Dai Vespri all'autonomia, Soveria nel primo decamestre del decennio francese, Soveria Mannelli, Cittàcalabria edizioni, 2007..