Le foreste miste e di latifoglie dell'altopiano del Guizhou sono un'ecoregione terrestre dell'ecozona paleartica appartenente al bioma delle foreste pluviali tropicali e subtropicali di latifoglie. Identificata dal WWF con il codice PA0101, occupa la parte orientale dell'altopiano dello Yunnan-Guizhou e una serie di rilievi adiacenti della Cina centro-meridionale. Comprende quasi tutto il Guizhou e si estende nell'Hunan occidentale, nell'Hubei sud-occidentale, nel Chongqing sud-orientale, nel Sichuan sud-orientale e marginalmente nello Yunnan nord-orientale. La sua superficie è di circa 270.000 km².
Territorio
Il nucleo geografico dell'ecoregione è costituito dall'altopiano del Guizhou, generalmente situato fra circa 1.000 e 1.400 m di altitudine. Il territorio presenta un rilievo estremamente frammentato, formato da altopiani, colline, bacini intermontani e profonde vallate fluviali.
Gran parte del Guizhou appartiene alla vasta regione geologica del carsismo della Cina meridionale, sviluppatasi prevalentemente su potenti successioni di calcari paleozoici. La dissoluzione delle rocce carbonatiche ha prodotto un paesaggio caratterizzato da doline, grotte, inghiottitoi, ponti naturali e corsi d'acqua sotterranei.
La struttura geologica dell'ecoregione è tuttavia molto diversificata. Il Fanjingshan, nei monti Wuling, costituisce un'isola di rocce metamorfiche circondata dalle vaste regioni carsiche del Guizhou, mentre nel settore di Wulingyuan dominano spettacolari rilievi di arenaria quarzosa modellati dall'erosione in torri, pinnacoli e profonde gole.
Il sollevamento dell'altopiano dello Yunnan-Guizhou è collegato alla lunga evoluzione tettonica dell'Asia orientale e all'influenza esercitata, su scala continentale, dalla collisione fra la placca indiana e quella eurasiatica. La successiva incisione fluviale e la dissoluzione delle rocce carbonatiche hanno ulteriormente accentuato il rilievo, producendo un mosaico estremamente complesso di ambienti.
Il clima è subtropicale umido monsonico, con estati calde e piovose e inverni relativamente miti. La regione è caratterizzata da una frequente copertura nuvolosa e registra meno di 165 giorni soleggiati all'anno. Nonostante le precipitazioni siano abbondanti, nei paesaggi carsici la disponibilità d'acqua superficiale può risultare limitata, poiché l'acqua penetra rapidamente nelle fratture del calcare e viene convogliata nel reticolo idrografico sotterraneo. Le piante che crescono sui suoli calcarei più sottili possono quindi essere sottoposte periodicamente a stress idrico.
Le quote variano considerevolmente all'interno dell'ecoregione. Il Fanjingshan, per esempio, si estende da circa 500 m fino ai 2.570 m del Fenghuangshan, determinando una marcata zonazione altitudinale della vegetazione.
Flora
La vegetazione potenziale predominante è costituita da foreste subtropicali sempreverdi di latifoglie, particolarmente ricche di Fagaceae e Lauraceae. Fra gli alberi dominanti figurano numerose specie di Castanopsis e Quercus, comprese querce sempreverdi appartenenti al gruppo tradizionalmente indicato come Cyclobalanopsis.
Alle Fagaceae si associano Lauraceae come Phoebe, oltre a Schima, Camellia, Rhododendron e numerose altre latifoglie sempreverdi. I fondovalle più caldi ospitano elementi a maggiore affinità tropicale e subtropicale, fra cui Ficus, Erythrina, Sterculia e Helicia. Nelle foreste secondarie sono comuni Liquidambar, Rhus, Cornus e altre specie favorite dal disturbo antropico.
Particolarmente rilevante è la presenza di numerose piante relitte sopravvissute alle oscillazioni climatiche del Quaternario. Fra le specie di maggiore interesse conservazionistico figurano Cathaya argyrophylla, Taiwania cryptomerioides, diverse felci arboree e l'albero dei fazzoletti (Davidia involucrata), caratterizzato dalle grandi brattee bianche che circondano le infiorescenze.
In diversi settori si sviluppano inoltre foreste subtropicali e montane di conifere. Il pino rosso cinese (Pinus massoniana) è particolarmente importante nei settori settentrionali e orientali, mentre il pino dello Yunnan (Pinus yunnanensis) diviene più frequente verso sud. Cunninghamia lanceolata, ampiamente coltivata in Cina per il legname ma presente anche naturalmente nella regione, forma localmente popolamenti estesi. Alle quote superiori compaiono specie di Picea, Tsuga e Abies.
Il Fanjingshan presenta una zonazione vegetazionale particolarmente complessa. Sotto circa 1.300 m prevalgono le foreste sempreverdi di latifoglie; fra 1.300 e 2.200 m si sviluppano foreste miste di latifoglie sempreverdi e decidue; al di sopra di 2.200 m compaiono boschi misti di latifoglie decidue e conifere e formazioni arbustive montane.
Il massiccio conserva inoltre quella che viene considerata la più vasta foresta primaria continua di faggi della regione subtropicale, dominata da Fagus longipetiolata, F. lucida e F. engleriana.
Una delle specie vegetali più caratteristiche del Fanjingshan è l'abete del Fanjingshan (Abies fanjingshanensis), endemico del Guizhou nord-orientale e descritto scientificamente nel 1984. La specie è limitata alle foreste montane d'alta quota del massiccio.
Il sito del Patrimonio mondiale di Fanjingshan comprende ambienti appartenenti a due differenti ecoregioni: circa il 36% della sua superficie ricade nelle foreste miste e di latifoglie dell'altopiano del Guizhou, mentre il restante 64% appartiene alle foreste sempreverdi subtropicali dello Jian Nan.
Fauna
L'ecoregione ospita una fauna particolarmente ricca, favorita dalla complessità topografica e dalla presenza di numerosi rifugi forestali. Tra i mammiferi figurano il macaco dell'Assam (Macaca assamensis), il presbite di François (Trachypithecus francoisi), il leopardo nebuloso (Neofelis nebulosa), il mosco di foresta (Moschus berezovskii) e numerose altre specie proprie delle foreste subtropicali della Cina meridionale.
Il mammifero simbolo dell'ecoregione è il rinopiteco del Guizhou (Rhinopithecus brelichi), noto anche come rinopiteco grigio. La specie è endemica della Cina e la sua intera popolazione selvatica conosciuta è confinata al Fanjingshan. È uno dei primati più minacciati dell'Asia e viene classificato come in pericolo critico.
Le dimensioni della popolazione sono difficili da determinare e le stime variano sensibilmente in funzione del metodo utilizzato. I censimenti condotti fra gli anni novanta e i primi anni duemila suggerivano circa 700-800 animali. Uno studio basato sulla disponibilità di habitat e sulle densità osservate ha successivamente proposto una popolazione di appena 125-336 individui. Una ricognizione condotta nel 2023 dalla Guizhou Academy of Forestry e dall'amministrazione della riserva naturale del Fanjingshan ha nuovamente stimato la popolazione in circa 800 individui. La forte divergenza fra queste valutazioni riflette le difficoltà di censimento di una specie rara, arboricola e distribuita in un ambiente montano fortemente accidentato.
Di particolare importanza è anche la fauna anfibia. Le salamandre giganti della Cina meridionale costituiscono un complesso di specie geneticamente differenziate. Il Fanjingshan è storicamente noto come area di presenza della salamandra gigante cinese (Andrias davidianus), mentre Andrias sligoi, la salamandra gigante della Cina meridionale, è presente in un'area che comprende anche parti del Guizhou e dell'Hunan. L'identità tassonomica delle popolazioni storiche del Fanjingshan non è stata ancora definita con certezza attraverso analisi genetiche.
Le popolazioni selvatiche di salamandre giganti hanno subito un fortissimo declino in tutta la Cina meridionale. Ricognizioni condotte nel Fanjingshan non hanno rilevato individui selvatici nelle località storicamente occupate, indicando una grave rarefazione delle popolazioni originarie.
Tra gli uccelli di maggiore interesse conservazionistico figura il fagiano venerato (Syrmaticus reevesii), associato soprattutto alle foreste del settore settentrionale dell'ecoregione.
Conservazione Gran parte della copertura forestale primaria dell'altopiano del Guizhou è stata trasformata nel corso dei secoli dall'agricoltura, dal taglio del legname, dalla raccolta di combustibile e dall'espansione degli insediamenti. Al posto delle foreste sempreverdi originarie si trovano oggi frequentemente foreste secondarie, boscaglie, piantagioni e mosaici agricoli, mentre i nuclei di vegetazione primaria tendono a sopravvivere soprattutto sui pendii più ripidi, nelle gole e all'interno delle aree protette.
Nel corso degli ultimi decenni la superficie sottoposta a qualche forma di protezione è aumentata, ma una parte considerevole degli habitat naturali rimane esterna ai nuclei sottoposti alla tutela più efficace. La frammentazione degli ambienti forestali costituisce un problema particolarmente importante per le specie dalla distribuzione limitata e per quelle dipendenti dalla continuità della copertura arborea.
Tra le aree protette più importanti figura il Fanjingshan, riconosciuto come riserva della biosfera UNESCO nel 1986 e iscritto nella lista del Patrimonio mondiale nel 2018. La proprietà del Patrimonio mondiale occupa 40.275 ha ed è circondata da una zona cuscinetto di 37.239 ha. Vi sono state censite 3.724 specie vegetali, fra cui 791 briofite, oltre a 2.317 specie di invertebrati e 450 vertebrati. Il massiccio ospita inoltre numerosi endemismi locali e specie minacciate, fra cui Abies fanjingshanensis e Rhinopithecus brelichi.
Un altro grande nucleo di conservazione è Wulingyuan, nell'Hunan nord-occidentale, celebre per le migliaia di torri e pinnacoli di arenaria quarzosa ricoperti da foresta. Il parco forestale nazionale di Zhangjiajie costituisce una parte di questo più vasto complesso paesaggistico e naturalistico.
La conservazione dell'ecoregione dipende non soltanto dall'estensione complessiva della copertura forestale, ma anche dalla qualità e dalla composizione delle foreste. In numerosi settori della Cina meridionale vaste superfici sono state riforestate mediante piantagioni relativamente uniformi, che non sostituiscono dal punto di vista ecologico le antiche foreste subtropicali. Il recupero della vegetazione naturale e la rigenerazione spontanea delle foreste possono quindi offrire vantaggi maggiori per la biodiversità e per il funzionamento degli ecosistemi rispetto alla semplice espansione delle piantagioni artificiali.
Nel Fanjingshan le principali pressioni comprendono lo sviluppo delle infrastrutture turistiche, la frammentazione degli habitat, l'inquinamento atmosferico e idrico regionale e gli effetti del cambiamento climatico sulle specie montane dalla distribuzione estremamente limitata. Particolarmente delicata è la conservazione del rinopiteco del Guizhou, poiché l'intera popolazione mondiale della specie è confinata a un solo massiccio montuoso e dipende dalla conservazione a lungo termine della continuità e della qualità delle sue foreste.
Note
Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri
Altri progetti
Categoria:Ecoregioni dell'ecozona paleartica Categoria:Geografia del Guizhou Categoria:Foreste della Cina