Space Jockey è un videogioco sparatutto a scorrimento esclusivo per Atari 2600, sviluppato da James Wickstead Design Associates e pubblicato dalla Vidtec (in seguito U.S. Games) nel 1982.

Modalità di gioco In Space Jockey, il giocatore controlla un "disco d'attacco" che sorvola orizzontalmente un paesaggio notturno collinoso. Il disco si muove solo su e giù e si ferma appena prima di toccare terra. L'obiettivo è sparare ai carri armati a terra e ai nemici volanti: aerei a reazione, aerei a elica, elicotteri e mongolfiere. Alberi e case appaiono sul terreno come ostacoli che possono anche essere distrutti.

Ci sono sedici varianti di gioco in totale, ma sono tutte molto simili. In alcune varianti, il disco d'attacco del giocatore può volare in tutte le direzioni invece che solo verticalmente lungo il lato sinistro dello schermo. Inoltre, i nemici si muovono secondo schemi diversi e i proiettili possono essere sparati in diagonale invece che solo in linea orizzontale.

In partita si hanno a disposizione solo tre vite ma ne vengono ottenute altre se si raggiungono determinati punteggi. Il game over avviene una volta andate esaurite tutte le vite.

Accoglienza Dan Gutman recensiva Space Jockey nel numero di dicembre 1982 della rivista Electronic Fun with Computers & Games. Egli lo paragonava a Defender e a Chopper Command, affermando che "non c'è niente di sostanzioso [...] ma questo non significa che sia pessimo" e che il gioco era "un puro test dei tempi di reazione e non pretende di essere niente di più". Electronic Games trovò il titolo facile con il livello di difficoltà predefinito: "il disco volante può superare i primi 20000 punti di quello che dovrebbe essere un gioco a basso punteggio semplicemente rimanendo nell'angolo in basso a sinistra del campo di gioco". In una recensione retrospettiva, Brett Alan Weiss del database di giochi online AllGame ha dichiarato che esso è "uno sparatutto semplice ma divertente".

Space Jockey fu uno dei tre finalisti nella categoria "Miglior videogioco di fantascienza/fantasy" agli Arcade Awards del 1983.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni