Le foreste montane della penisola iberica nord-occidentale sono un'ecoregione terrestre dell'ecozona paleartica, appartenente al bioma delle foreste, dei boschi e delle macchie mediterranee (codice ecoregione: PA1216), che si estende per circa nella parte nord-occidentale della penisola iberica.
Lo stato di conservazione è considerato in pericolo critico.
La regione fa parte dell'ecoregione globale n. 123 "Formazioni forestali mediterranee", inclusa nella lista Global 200.
Territorio L'ecoregione si estende nell'area nord-occidentale della penisola iberica, tra i Monti Cantabrici e il Sistema Centrale. Il territorio è caratterizzato da rilievi di media e bassa altitudine, con alcuni picchi che superano i (monte Teleno, ; Peña Trevinca, ). Queste montagne sono il risultato dell'orogenesi ercinica, avvenuta nel tardo Paleozoico.
La regione presenta un clima mediterraneo-continentale, con temperature medie annuali comprese tra 7 e e precipitazioni medie annue variabili tra 500 e . Gli inverni sono freddi (temperatura media del mese più freddo tra 0 e ) e si registra un moderato periodo di siccità estiva.
Flora Le foreste della regione iberica nord-occidentale mostrano variazioni in relazione all'altitudine. Alle quote più basse e lungo i corsi fluviali, come nel bacino centrale del Duero, al confine tra Spagna e Portogallo, predominano le latifoglie sclerofille, tra cui Quercus ilex subsp. ballota, Olea europaea e Pistacia terebinthus. Nei letti dei fiumi si rinvengono inoltre alcune specie relitte di latifoglie, come Celtis australis. Boschi di ginepro rosso (Juniperus oxycedrus) occupano alcuni altopiani rocciosi.
Alle quote medie e alte dominano i boschi di querce caducifoglie, costituiti principalmente da Quercus pyrenaica e Quercus faginea. Specie relitte di pino marittimo (Pinus pinaster) si trovano su pendii rocciosi e aridi, dove si sviluppano formazioni miste di pino e quercia. Sulle pendici meridionali dei Monti Cantabrici si trovano boschi relitti di conifere, composti da Pinus sylvestris e Juniperus thurifera.
Questa ecoregione non ospita una flora indigena particolarmente ricca. Sono presenti alcune specie endemiche, ma il tasso di endemismo è inferiore al 10% della flora totale. Tra le specie endemiche si segnalano: Angelica angelicastrum, Aquilegia dichroa, Armeria humilis, Centaurea micrantha subsp. herminii, Centaurea rothmalerana, Dianthus planellae, Isatis platyloba, Jasione crispa subsp. serpentinica, Linaria coutinhoi e Murbeckiella sousae.
Fauna I grandi carnivori sono rappresentati principalmente dal lupo iberico (Canis lupus signatus), la cui popolazione, in aumento nella regione, costituisce la più grande dell'intera penisola iberica, concentrata soprattutto nelle montagne della Sierra de la Culebra. L'orso bruno (Ursus arctos) è presente sul versante meridionale dei Monti Cantabrici. Altre specie dell'area cantabrica che occasionalmente si spingono in questa ecoregione sono il camoscio cantabrico (Rupicapra pyrenaica parva) e il gallo cedrone (Tetrao urogallus), quest'ultimo considerato altamente minacciato.
Nell'area vivono diversi grandi erbivori, tra cui lo stambecco iberico (Capra pyrenaica victoriae), il cervo nobile (Cervus elaphus) e il capriolo (Capreolus capreolus), distribuiti in gran parte della regione. Altri mammiferi di rilievo, ampiamente diffusi, sono il gatto selvatico (Felis silvestris), il tasso eurasiatico (Meles meles), la faina (Martes foina) e la genetta comune (Genetta genetta). Nei fiumi di montagna è ancora ben rappresentata la lontra (Lutra lutra).
Tra le specie di uccelli più significative si segnalano il grifone (Gyps fulvus), l'aquila reale (Aquila chrysaetos), il biancone (Circaetus gallicus) e il capovaccaio (Neophron percnopterus).
Tra i rettili degni di nota figurano la tartaruga palustre del Caspio (Mauremys caspica), la lucertola di Schreiber (Lacerta schreiberi), l'orbettino (Anguis fragilis) e il macroprotodonte dal cappuccio (Macroprotodon cucullatus).
Popolazione L'area è costituita da zone remote e selvagge e, pertanto, è stata storicamente poco abitata dalle popolazioni umane.
Conservazione
L'habitat naturale di quest'area è fortemente degradato, poiché le foreste sono state in gran parte convertite in pascoli per l'allevamento del bestiame e in terreni agricoli. Le foreste residue sono quasi interamente trasformate in boschi cedui, a causa dell'intensa raccolta di legna da ardere avvenuta nel corso degli ultimi secoli.
La tendenza all'abbandono rurale degli ultimi cinque decenni ha favorito l'espansione delle foreste secondarie. Negli anni Sessanta e Settanta si è registrata un'ampia riforestazione con specie di pino marittimo (Pinus pinaster).
Nella regione si trovano diverse aree naturali protette, tra cui: Parco nazionale di Peneda-Gerês, in Portogallo; Parco regionale della Sierra de Gredos, in Spagna; Parco naturale della Sierra de Cebollera, in Spagna; Parco naturale di Montesinho, in Portogallo; Parco naturale di Arribes del Duero, al confine fra Spagna e Portogallo; Parco naturale della Sierra de São Mamede, in Portogallo.
Note
Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri
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Categoria:Ecoregioni dell'ecozona paleartica