Le foreste sempreverdi della pianura del Chang Jiang sono un'ecoregione terrestre dell'ecozona paleartica appartenente al bioma delle foreste temperate di latifoglie e miste. Identificata dal WWF con il codice PA0415, occupa circa 439.000 km² nella Cina centro-orientale e comprende gran parte della vasta pianura alluvionale del medio e basso corso del Chang Jiang, dalla regione delle Tre Gole verso est fino al mar Cinese orientale.

Nella classificazione bioregionale di One Earth costituisce l'elemento principale della regione delle foreste sempreverdi della pianura del Chang Jiang, alla quale appartengono anche le praterie saline del mar Giallo.

Territorio

L'ecoregione segue per oltre un migliaio di chilometri il corso medio e inferiore del Chang Jiang, dal punto in cui il fiume abbandona le regioni montuose delle Tre Gole fino alla grande pianura deltizia prossima a Shanghai. A sud e a ovest è delimitata dai rilievi della Cina meridionale, mentre a nord un basso spartiacque la separa dalle pianure appartenenti al bacino dello Huang He.

Il paesaggio è dominato da vaste pianure alluvionali, terrazzi fluviali, basse colline e un intricato sistema di fiumi, canali, paludi e laghi poco profondi. La regione costituisce uno dei territori più densamente popolati e più anticamente coltivati dell'Asia orientale e gran parte della vegetazione forestale originaria è scomparsa da molti secoli. I principali ambienti seminaturali sopravvissuti sono oggi concentrati soprattutto nelle zone umide stagionalmente inondate e sui rilievi meno accessibili.

Fra gli elementi geografici più importanti figurano i laghi Poyang e Dongting, entrambi collegati naturalmente al Chang Jiang e caratterizzati da enormi oscillazioni stagionali del livello e della superficie delle acque.

Il Poyang, nel Jiangxi, è il maggiore lago d'acqua dolce della Cina. Riceve le acque di cinque grandi sistemi fluviali, soprattutto Gan, Fu, Xin, Rao e Xiu, e comunica con il Chang Jiang attraverso uno stretto settore settentrionale presso Hukou. Durante la stagione delle piogge può superare i 3.500-4.000 km², mentre nella stagione secca si ritira drasticamente, lasciando emergere estese praterie umide, distese fangose, canali e una moltitudine di laghi secondari. L'escursione annuale del livello può raggiungere circa 13 m.

Il rapporto idrologico fra Poyang e Chang Jiang è complesso. In primavera e all'inizio dell'estate l'afflusso dei tributari del Jiangxi determina una forte espansione del lago; nei periodi in cui il livello del Chang Jiang è elevato, il fiume può rallentare il deflusso del Poyang e, in determinate condizioni, provocare temporanee inversioni della corrente. In autunno e in inverno il livello cala rapidamente e vaste superfici del fondale diventano habitat terrestri o palustri.

Il Dongting, nell'Hunan nord-orientale, costituisce un altro grande bacino di laminazione delle piene del Chang Jiang. Riceve inoltre le acque dei fiumi Xiang, Zi, Yuan e Li. La sua superficie si è notevolmente ridotta negli ultimi due secoli a causa della sedimentazione, della costruzione di argini e della bonifica di terreni agricoli: dai circa 6.000 km² raggiunti nel XIX secolo è scesa a circa 2.600 km². Le sue acque continuano tuttavia a presentare fortissime variazioni stagionali e il livello può oscillare di oltre 10 m nell'arco dell'anno.

Il clima è subtropicale umido, con estati calde e molto piovose e inverni relativamente freschi. Il monsone dell'Asia orientale concentra una parte importante delle precipitazioni fra primavera ed estate, quando il Chang Jiang e i suoi tributari possono produrre vaste inondazioni. Le alterazioni della portata fluviale, la costruzione di argini e dighe e gli eventi di siccità sempre più estremi hanno tuttavia modificato significativamente la dinamica naturale delle zone umide.

Flora Prima della trasformazione agricola, le pianure alluvionali e le basse colline erano ricoperte prevalentemente da foreste subtropicali sempreverdi di latifoglie. Le comunità forestali erano dominate soprattutto da Fagaceae, comprese specie di Castanopsis e querce sempreverdi del genere Quercus, in particolare quelle appartenenti al gruppo tradizionalmente indicato come Cyclobalanopsis.

A queste si associavano numerose Lauraceae, fra cui specie di Phoebe, Cinnamomum, Machilus e altri alberi sempreverdi tipici delle foreste subtropicali dell'Asia orientale. Sulle basse montagne e sui versanti meglio drenati comparivano inoltre conifere come il pino rosso cinese (Pinus massoniana) e Cunninghamia lanceolata, insieme ad aceri, betulle e numerose altre latifoglie decidue.

Sui rilievi più ripidi sopravvivono ancora nuclei di vegetazione forestale relativamente ricca. Un esempio importante è costituito dall'area dello Huangshan, nell'Anhui meridionale, dove l'elevata escursione altitudinale consente la presenza di foreste sempreverdi subtropicali, boschi misti temperati e comunità montane ricche di felci, muschi e altre piante igrofile.

Nelle grandi pianure, invece, quasi tutta la vegetazione originaria è stata sostituita da risaie, coltivazioni, frutteti, piantagioni e insediamenti urbani. I resti più estesi di vegetazione naturale sono oggi costituiti soprattutto dalle comunità palustri che circondano i laghi stagionali.

A Poyang e Dongting la diminuzione delle acque durante l'autunno espone vaste superfici che vengono rapidamente colonizzate da carici, graminacee e altre piante erbacee delle zone umide. Nelle aree permanentemente o semipermanentemente sommerse crescono invece canneti e comunità di piante acquatiche, comprese specie di Vallisneria, le cui parti sotterranee costituiscono una risorsa alimentare fondamentale per alcuni uccelli acquatici.

Fauna

La componente faunistica più importante dell'ecoregione è oggi associata agli ecosistemi fluviali e alle grandi zone umide del Chang Jiang.

Fra i mammiferi delle pianure alluvionali figura il cervo d'acqua cinese (Hydropotes inermis), particolarmente adattato agli ambienti umidi e capace di attraversare a nuoto canali e zone inondate. Lungo fiumi e laghi è presente anche la lontra eurasiatica (Lutra lutra), sebbene sia divenuta rara in molte aree densamente popolate.

Il mammifero acquatico più significativo è la neofocena dello Yangtze (Neophocaena asiaeorientalis), cetaceo d'acqua dolce endemico del bacino. Vive nel corso principale del Chang Jiang e nei laghi Poyang e Dongting. Una ricognizione nazionale effettuata nel 2022 ha stimato una popolazione di circa 1.249 individui, in aumento rispetto ai 1.012 censiti nel 2017. Nonostante questa recente ripresa, la specie rimane fortemente minacciata dalla degradazione dell'habitat, dal traffico navale, dall'inquinamento e dalla modificazione dei sistemi fluviali.

Il lago Poyang costituisce uno dei più importanti siti di svernamento per gli uccelli acquatici dell'Asia orientale. Particolarmente rilevante è la gru siberiana (Leucogeranus leucogeranus): oltre il 95% della popolazione mondiale trascorre normalmente l'inverno nel sistema di zone umide del Poyang. Le stime recenti indicano complessivamente circa 5.000-5.600 individui, sebbene il numero effettivamente presente nel lago vari sensibilmente da un inverno all'altro.

La distribuzione delle gru dipende strettamente dal livello dell'acqua. Con il ritiro stagionale del lago emergono bassi fondali e praterie umide dove gli uccelli possono raggiungere i tuberi e i rizomi delle piante acquatiche. Le modificazioni del regime idrologico e le siccità prolungate hanno tuttavia indotto un numero crescente di gru a utilizzare anche risaie, campi di loto e altre aree artificiali.

Altri uccelli di grande interesse conservazionistico comprendono la cicogna orientale (Ciconia boyciana), l'oca cigno (Anser cygnoides), la gru nucabianca (Antigone vipio) e numerose altre anatre, oche, limicoli e gru migratrici. Anche Dongting, Shengjin e altri laghi della pianura costituiscono importanti stazioni lungo la rotta migratoria dell'Asia orientale.

Fra i rettili spicca l'alligatore cinese (Alligator sinensis), endemico del basso bacino del Chang Jiang e oggi confinato soprattutto a una piccola regione dell'Anhui sud-orientale. Dopo essere arrivata sull'orlo dell'estinzione, la popolazione selvatica ha mostrato una significativa ripresa grazie all'allevamento conservazionistico, al ripristino dell'habitat e alle reintroduzioni. Nel 2025 nella riserva naturale nazionale dell'alligatore cinese dell'Anhui erano stati censiti più di 1.900 individui allo stato selvatico.

Il Chang Jiang ospita inoltre lo storione cinese (Acipenser sinensis), grande pesce anadromo che migra fra il mare e il fiume. La popolazione naturale ha subito un crollo drammatico a causa soprattutto della costruzione di dighe, della perdita dei siti riproduttivi, dell'inquinamento e delle modificazioni della portata. La specie sopravvive grazie anche a programmi di riproduzione artificiale e rilascio, ma la sua situazione in natura rimane estremamente precaria.

La fauna acquatica originaria ha già subito estinzioni particolarmente significative. Il pesce spatola cinese (Psephurus gladius), uno dei più grandi pesci d'acqua dolce del mondo, è considerato estinto; analisi retrospettive indicano che la sua estinzione definitiva avvenne probabilmente fra il 2005 e il 2010.

Anche il lipote o baiji (Lipotes vexillifer), delfino endemico del Chang Jiang, non è più stato osservato con certezza dopo l'inizio del XXI secolo. Una vasta indagine condotta nel 2006 lungo il fiume non trovò alcun individuo e la specie viene generalmente considerata funzionalmente estinta o probabilmente estinta, sebbene alcuni sistemi normativi continuino formalmente a mantenerla fra le specie minacciate.

Conservazione L'ecoregione è una delle regioni naturali più profondamente trasformate dell'Asia. Quasi tutte le foreste originarie delle pianure sono state sostituite da risaie, coltivazioni, insediamenti, infrastrutture e piantagioni, mentre gran parte delle zone umide è stata bonificata, arginata o convertita all'acquacoltura.

La conservazione dipende oggi soprattutto dal mantenimento della funzionalità ecologica del Chang Jiang e dei grandi laghi ad esso connessi. Poyang e Dongting sono particolarmente importanti perché conservano ancora, nonostante le profonde modificazioni antropiche, un regime stagionale capace di creare alternanze fra acque profonde, bassi fondali, distese fangose e praterie umide.

La regolazione del Chang Jiang mediante la diga delle Tre Gole ha modificato questo sistema. Gli effetti non sono uniformi durante l'anno, ma risultano particolarmente evidenti in autunno, quando l'accumulo d'acqua nel bacino della diga riduce il livello del medio e basso Chang Jiang e può accelerare il deflusso del Poyang. Studi idrologici recenti hanno rilevato dopo l'entrata in esercizio della diga una riduzione media del livello del Poyang, un'anticipazione delle condizioni di magra e una diminuzione della connettività fra il lago principale e numerosi bacini secondari.

Le variazioni naturali delle precipitazioni e della portata dei tributari rimangono comunque altrettanto importanti. La siccità eccezionale del 2022, la più intensa e prolungata registrata nel Poyang dal 1956, derivò dall'interazione fra scarse precipitazioni, riduzione delle portate del Chang Jiang e gestione dei bacini artificiali.

Altre pressioni comprendono l'inquinamento industriale e agricolo, l'estrazione di sabbia, l'acquacoltura, il traffico navale, la costruzione di argini, la frammentazione degli habitat e l'espansione urbana. L'estrazione di sabbia può modificare profondamente la morfologia dei fondali e il rapporto idraulico fra fiume e lago.