La riserva naturale di Barsa-Kelmes (kazako: Барсакелмес мемлекеттік табиғи қорығы, Barsakelmes memlekettık tabiği qoryğy; russo: Барсакельмесский государственный природный заповедник, Barsakel'messkij gosudarstvennyj prirodnyj zapovednik) è una riserva naturale del Kazakistan situata nel distretto di Aral, nella regione di Qyzylorda, nella zona del lago d'Aral. Istituita nel 1939 sull'allora isola di Barsa-Kelmes, protegge oggi un complesso di ecosistemi desertici e semidesertici comprendente l'ex isola, altre antiche isole dell'Aral e vaste porzioni del fondale emerso in seguito al prosciugamento del lago. Dal 2020 comprende inoltre una zona umida presso la foce del Syr Darya nel Piccolo Aral.

La riserva si estende attualmente su 163.126 ettari, suddivisi in tre nuclei separati: Barsa-Kelmes, Kaskakulan e Delta. Attorno ad essi si estende una zona di protezione di 52.160,54 ettari. Dal 2016 la riserva costituisce il nucleo principale della riserva della biosfera di Barsakelmes, appartenente alla Rete mondiale delle riserve della biosfera dell'UNESCO e avente una superficie complessiva di circa 407.000 ettari.

I nuclei di Barsa-Kelmes e Kaskakulan fanno inoltre parte del sito seriale transnazionale Deserti freddi invernali del Turan, condiviso da Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan e iscritto nel 2023 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO secondo i criteri naturali IX e X. Il sito comprende complessivamente quattordici componenti e tutela alcuni degli esempi meglio conservati degli ecosistemi desertici temperati dell'Asia centrale, caratterizzati da inverni molto freddi, estati calde e una flora e una fauna fortemente adattate all'aridità.

Geografia

Barsa-Kelmes era originariamente una delle maggiori isole del lago d'Aral. Comparve sulle carte geografiche nel 1831, mentre una prima esplorazione scientifica sistematica fu condotta nel 1848-1849 dalla spedizione guidata dall'ufficiale della marina russa Aleksej Butakov, che rilevò la forma e le dimensioni dell'isola e ne descrisse il rilievo, i suoli, la vegetazione e la fauna.

La drastica diminuzione del livello del lago d'Aral, iniziata nella seconda metà del XX secolo in seguito alla forte riduzione dell'afflusso dell'Amu Darya e del Syr Darya, modificò radicalmente la geografia della zona. Alla fine del XX secolo l'emersione del fondale aveva ormai collegato Barsa-Kelmes alla terraferma. Le nuove pianure marine furono progressivamente colonizzate da piante e animali, dando origine ad ecosistemi desertici di formazione recentissima.

Proprio questa trasformazione rende Barsa-Kelmes particolarmente importante per la ricerca ecologica: il fondale prosciugato costituisce un laboratorio naturale nel quale è possibile studiare la colonizzazione biologica, la formazione dei suoli e la successione della vegetazione su superfici la cui data di emersione è relativamente ben conosciuta. L'UNESCO considera gli ambienti dell'Aral compresi nel sito dei Deserti freddi invernali del Turan rappresentativi degli ecosistemi desertici del Turan e dei processi ecologici derivanti dall'adattamento a condizioni climatiche estreme.

Il nucleo di Barsa-Kelmes comprende l'antica isola e parte del fondale prosciugato circostante e occupa 50.884 ettari. Il nucleo di Kaskakulan, di 109.942 ettari, comprende l'ex isola omonima, altre superfici insulari e vaste aree dell'antico fondale; costituisce oggi il principale habitat dei kulan della riserva e comprende estesi boschi naturali di saxaul. I due nuclei desertici formano insieme i 160.826 ettari raggiunti dalla riserva con il grande ampliamento del 2005.

Nel luglio 2020 è stato aggiunto un terzo nucleo, denominato Delta, di 2.300 ettari, situato presso la foce del Syr Darya nel Piccolo Aral. Diversamente dagli altri due settori, è caratterizzato prevalentemente da ambienti umidi, canneti e acque basse. Fa parte del sistema di zone umide del Piccolo Aral e del delta del Syr Darya, riconosciuto nel 2012 come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

Il paesaggio della riserva comprende quindi antichi altopiani e pianure insulari, dune sabbiose, takyr, depressioni saline e vaste superfici di solonchak sviluppatesi sul fondo prosciugato del lago. I diversi tempi trascorsi dall'emersione delle varie porzioni del fondale hanno prodotto un mosaico di stadi differenti di sviluppo dei suoli e della vegetazione.

Flora La vegetazione è quella caratteristica dei deserti freddi del Turan, con comunità fortemente adattate all'aridità, alla continentalità del clima e alla salinità dei suoli. Tra le formazioni più caratteristiche figurano quelle dominate da artemisie, Anabasis salsa e saxaul, oltre a numerose piante alofile e psammofile. I boschi di saxaul rivestono particolare importanza: secondo l'amministrazione della riserva, le terre forestali occupano complessivamente 60.528 ettari, dei quali 41.361 coperti da foresta.

Una revisione floristica pubblicata nel 2024 ha censito nella riserva 343 specie e sottospecie di piante vascolari, appartenenti a 197 generi e 51 famiglie. Il numero è superiore alle 325 specie ancora indicate nella scheda generale dell'amministrazione della riserva e riflette sia nuove indagini botaniche sia l'ampliamento dell'area studiata in seguito all'incorporazione dei nuclei di Kaskakulan e Delta.

Tra i generi maggiormente rappresentati figurano Calligonum, Artemisia e Atriplex. Sono caratteristiche anche le comunità di saxaul nero (Haloxylon ammodendron), tamerici (Tamarix spp.), Halocnemum strobilaceum, Anabasis salsa, Nitraria schoberi ed efedre. La flora comprende inoltre varie specie endemiche del Kazakistan e cinque taxa inseriti nel Libro rosso nazionale.

Particolarmente interessante è la colonizzazione del fondo prosciugato dell'Aral. Le superfici di più recente emersione sono inizialmente occupate soprattutto da specie annuali alofile; successivamente si sviluppano comunità psammofile e arbustive e, negli stadi più avanzati, formazioni desertiche più complesse comprendenti saxaul e altre specie legnose. Le antiche isole hanno quindi funzionato come centri di dispersione dai quali la vegetazione desertica ha progressivamente colonizzato il nuovo territorio dell'Aralkum.

Fauna

La fauna della riserva comprende attualmente 28 specie di mammiferi, circa 250 specie di uccelli, 12 specie di rettili e due specie di anfibi. Sono stati inoltre registrati circa 2.000 taxa di insetti appartenenti a dodici ordini e 107 specie di ragni appartenenti a 61 generi e 18 famiglie. L'aggiunta del nucleo Delta ha accresciuto notevolmente la diversità degli habitat e ha aggiunto alla fauna tipicamente desertica un'importante componente acquatica e palustre.

Tra gli animali più caratteristici vi è il kulan turkmeno (Equus hemionus kulan), introdotto a Barsa-Kelmes nel 1953. Con il ritiro delle acque dell'Aral e la perdita delle fonti d'acqua sull'ex isola, i kulan si trasferirono soprattutto nell'area di Kaskakulan, che oggi costituisce il loro principale habitat all'interno della riserva. La popolazione di Barsa-Kelmes ha avuto anche un ruolo importante nei programmi di ripristino della specie in Kazakistan: alcuni animali provenienti dalla riserva furono infatti trasferiti verso altre aree protette.

Gli altri grandi ungulati caratteristici sono la gazzella gozzuta (Gazella subgutturosa) e la saiga (Saiga tatarica). Tutte e tre le specie sfruttano un'ampia varietà di risorse vegetali: uno studio sulle praterie della riserva ha identificato complessivamente 105 specie di piante utilizzate come alimento dagli ungulati, delle quali 35 consumate dalla saiga, 78 dalla gazzella gozzuta e 71 dal kulan; 26 specie sono utilizzate da tutti e tre.

Il lungo periodo di assenza di pascolo sull'antica isola, dopo l'allontanamento degli ungulati causato dal prosciugamento dell'Aral, ha inoltre prodotto un considerevole recupero della vegetazione. Un confronto fra le rilevazioni degli anni settanta-ottanta e quelle effettuate nel 2019 ha mostrato, in alcune comunità vegetali, un aumento della produttività della fitomassa fino a circa due volte rispetto ai valori storici.

Tra gli altri mammiferi presenti figurano il lupo (Canis lupus), la volpe rossa (Vulpes vulpes), la volpe corsac (Vulpes corsac), la lepre tolai (Lepus tolai), il riccio dalle orecchie lunghe (Hemiechinus auritus) e numerose specie di roditori deserticoli, fra cui gerboa e citelli. Una delle specie di maggiore interesse conservazionistico è il gatto delle sabbie (Felis margarita), che insieme al kulan e alla gazzella gozzuta figura tra i mammiferi della riserva inseriti nel Libro rosso del Kazakistan.

L'avifauna comprende circa 250 specie, 33 delle quali considerate protette a livello nazionale. Gli ambienti desertici sono frequentati da rapaci, otarde, grandule e altri uccelli adattati agli habitat aridi, mentre il nucleo Delta offre aree di alimentazione, riproduzione e sosta a numerosi uccelli acquatici e migratori. La regione dell'Aral si trova infatti all'intersezione di importanti rotte migratorie dell'Asia centrale.

Nel nucleo Delta sono state registrate anche 22 specie di pesci, delle quali 18 indicate dall'amministrazione della riserva come specie di interesse commerciale e quattro comprese nel Libro rosso del Kazakistan. Sono inoltre note 85 forme di zooplancton, comprese quattro considerate rare e due endemiche.

Conservazione Barsa-Kelmes presenta una situazione ecologica peculiare, poiché tutela contemporaneamente ecosistemi desertici antichi e ambienti nati dalla trasformazione del lago d'Aral, uno dei più profondi cambiamenti ambientali verificatisi in Asia centrale nel XX secolo. Il prosciugamento del bacino ha fatto scomparire l'isolamento dell'antica isola e ha esposto enormi superfici di sedimenti salini, successivamente interessate da erosione eolica, tempeste di polvere e progressiva colonizzazione da parte della vegetazione.

Dal punto di vista scientifico queste trasformazioni permettono di seguire direttamente l'evoluzione di nuovi ecosistemi terrestri. La riserva comprende infatti porzioni dell'antico fondale emerse in periodi differenti, sulle quali è possibile confrontare diversi stadi della formazione dei suoli e della successione vegetale. Il monitoraggio della vegetazione e delle risorse alimentari è inoltre importante per determinare la capacità portante degli habitat nei confronti di kulan, saighe e gazzelle gozzute.

Nel 2016 Barsakelmes è stata inserita nella Rete mondiale delle riserve della biosfera dell'UNESCO. Nel 2023 i nuclei di Barsa-Kelmes e Kaskakulan sono stati inseriti, insieme ad altre dodici componenti in Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan, nel patrimonio mondiale dei Deserti freddi invernali del Turan. L'UNESCO riconosce al sito particolare importanza per la conservazione degli ecosistemi desertici temperati, delle loro comunità vegetali e delle specie adattate all'aridità, nonché per il mantenimento delle vie di dispersione e migrazione degli ungulati e degli uccelli.

Note

Altri progetti

Barsa-Kelmes