Scrisse anche romanzi e saggi sulla letteratura cinese; introdusse e fece conoscere al mondo occidentale i principi e la pratica della medicina tradizionale cinese.Agopuntura, Moxibustione, Fitoterapia, Chiromanzia.
In qualità di diplomatico è accreditato dall'ambasciata francese in Cina, rimase affascinato dai racconti sulla Cina e sull'Estremo Oriente. Al rientro nella sua città natale nel 1918, cercò di divulgare la tecnica dell'agopuntura, tuttavia incontrò scarsissimo interesse da parte dei medici e da parte delle classi più agiate.
La pubblicazione del suo libro, L'Acupuncture ChinoiseL'Agopuntura Cinese, ed. Mercure de France, aprile 1932. del 1932, oltre a ratificare l’introduzione dell’Agopuntura Cinese per la prima volta nel mondo occidentale, premia l'entusiasmo e gli sforzi di Soulié de Morant.
Biografia Infanzia e gioventù
Figlio di Marie Blanche Bienvenu, di origini franco-americane. George nasce a Parigi il 2 dicembre 1878. Il padre, allora quarantaseienne, aveva conosciuto sua moglie in America, dove si era recato in qualità di ingegnere al seguito delle truppe francesi inviate nel 1863 in Messico dall’Imperatore Napoleone III per facilitare l’insediamento dell'arciduca Massimiliano d'Asburgo-Lorena, fratello dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, quale nuovo Imperatore del Messico. La coppia prima di George ebbero due figli e una figlia. George venne affidato ai gesuiti del Collegio St. Ignace, in Rue Madrid, di Parigi, al fine di fornirgli solide basi culturali. La famiglia, che abitava nella capitale francese in Plaine Monceau, godeva di un tenore di vita più che elevato. Ogni estate era solita fare le vacanze in Bretagna, sulla spiaggia di Dinard, vicino a St. Enogat. Qui i genitori familiarizzarono con Judith Gautier, figlia del grande romanziere Théophile Gautier (1811-1872), personaggio assai singolare e bizzarro, dal quale George ereditò l'originalità del carattere. Judith, per la versatilità dei suoi interessi letterari e culturali, fu determinante per lo sviluppo della personalità del piccolo George.
Judith Gautier e la sua stravaganza In casa Gautier, la stravaganza era un principio di vita. Quasi a voler ripudiare i costumi occidentali, ma soprattutto per curiosità verso il mondo orientale, tendenza questa dettata più dalla moda del momento che da reali esigenze politiche, sociali o economiche, la gente raffinata, alla ricerca smaniosa dell'esotismo, si sentiva fortemente attratta da tutto quanto riguardava la cultura cino-giapponese. La famiglia Gautier, addirittura, fu contagiata da questa eccessiva esterofilia, favorita anche dai crescenti rapporti commerciali con le colonie d’oltre mare poste agli estremi del quel mondo allora conosciuto.
Racconta Judith nelle sue Memorie pubblicate nel 1904, che, più per gioco del destino che per far un piacere a un vecchio amico, suo padre Théophile, quando lei era ancora piccola, decise di ospitare in casa un uomo di nazionalità cinese. Costui, di nome Ting Tun Ling, che allora aveva circa trent'anni, era stato adottato da piccolo dai missionari francesi in Cina, e, dopo essersi convertito al cristianesimo, fu ospirato dal vescovo di Macao, monsignor Callery, il quale lo condusse in Francia con l'intento di redigere, con il suo aiuto, un dizionario franco-cinese.
La prematura scomparsa del vescovo e l'affievolirsi dei risparmi resero sempre più problematico il suo soggiorno, per giunta, Ting Tun Ling rischiava, una volta rimpatriato, la pena di morte in quanto era affiliato a una setta, la "Grande Purezza", setta mal vista dal governo cinese.
Ting Tun Ling e la cultura cinese Fu presentato ai Gautier da un amico, un certo Clermont Ganneau, con la richiesta di essere momentaneamente ospitato. Di fatto, rimase con la sua famiglia per tutta la vita alla stregua di rifugiato politico, in realtà amato e rispettato come figlio e fratello.
Questa figura magra, sottile, enigmatica, educata, colta e raffinata, condizionò il destino di Judith. Non solo le insegnò la lingua e la cultura cinese, ma ne divenne il migliore e più fedele amico fino alla morte, tanto che fu sepolto nella villa dei Gautier Le Pré aux Oiseaux, a St. Enogat in Bretagna.
Qui Judith Gautier, entrata in confidenza con la famiglia di Soulié de Morant durante le vacanze estive, a poco a poco assegnò il cinese all'educazione anche del piccolo George il quale, rapidamente e del tutto spontaneamente, gli era diventato molto simpatico. Il giovane, che aveva allora otto anni, apprese così con facilità ed entusiasmo la lingua, la cultura, e il cerimoniale del!a Cina tradizionale.
L'influsso di Judith Gautier sulla sua educazione, dettato anche da mal celato affetto materno, aveva circa quarant’anni e, come detto, non aveva avuto figli, non si limitò esclusivamente a questo. Infatti, nella sua casa si parlava e si viveva ‘in modo cinese’.
In particolare, Judith contribuì a divulgare in Francia le usanze e il pensiero dell’Estremo Oriente. Pubblicò anche nel 1911 un dramma cinese, La Fille du Ciel, in collaborazione con Pierre Loti, altro eminente orientalista, e fece conoscere, con la sua opera, Le Parfum de la Pagode, pubblicata postuma nel 1919, una delle più leggiadre leggende cinesi.
Entrata nel 1910 nell'Accademia Goncourt, ne fu membro attivo fino alla morte, avvenuta nel 1917 all'età di settantadue anni. Anch'essa fu sepolta a St. Enogat accanto al suo fedele e fraterno amico cinese.
Il sogno di George di iscriversi alla facoltà di Medicina fu infranto dalla rapida e prematura morte del padre. Successive difficoltà economiche gli impedirono anche di continuare gli studi. Il destino premierà poi questa sua elevata aspirazione che, lungi dall'affievolirsi, si rafforzerà nel tempo fino a maturare negli eventi che l'hanno reso famoso nel mondo della medicina. Forte dell'educazione avuta dai gesuiti e della cultura cinese appresa da Ting Tun Ling, George, all’età di diciannove anni, con l'intento di viaggiare in Oriente, entra nella carriera diplomatica.
La carriera diplomatica Inizialmente assunto come segretario della "Compagnia del Sud-Est Africano e dello Zambesi", fu successivamente aggregato alla "Compagnia Industriale del Madagascar".
In un'epoca di forte espansione coloniale, disporre dì personale che dimostrava di conoscere bene lingua e usanze del luogo, significava avvantaggiarsi rispetto alla concorrenza. Pertanto, data la sua buona conoscenza della lingua cinese, fu inviato nel 1901 a Pechino come diplomatico aggregato al Consolato di Francia. Aveva allora ventitré anni.
Soggiorno in Cina
Siamo al tempo della rivolta dei Boxer, dell'Imperatrice Tze Hsi, dei fermenti che preludono al crollo delle Dinastie Imperiali e alla proclamazione della prima Repubblica in Cina.
Gli stranieri,Diplomatici, missionari, commercianti, soldati. forti della superiorità più politico-tecnologica che etico-culturale, erano mal visti, e, peggio, mal sopportati. Li chiamavano “barbari” perché non conoscevano le creanze del buon vivere, ed erano arroganti e superficiali. Fino al 1858 i diplomatici accreditati a Corte potevano accedere alla presenza dell'Imperatore solo entrando da una porta riservata ai sudditi dell'Impero. Tuttavia, dopo la "Guerra dell'Oppio", dai paesi occidentali alleati venne imposta l'abolizione di questo cerimoniale, perché ritenuto troppo umiliante, e da allora in Cina il malcontento popolare aumentò.
Interprete ufficiale Per Soulié de Morant, che conosceva bene l'etichetta protocollare, non fu così. Era sempre ben visto sia a Corte sia nella buona società di Pechino. Veniva trattato come un cinese tra i cinesi per le belle maniere e la correttezza del suo comportamento. Dal 1902 de Morant diventa l'interprete ufficiale presso la “Compagnia Imperiale” della ferrovia Nanchino-Pechino. Presentato dal segretario dell'ambasciata francese a Pechino, Charles Ronin, al Vescovo della Mongolia Occidentale, Monsignor Bermyn, viene da questi incaricato di redigere per i missionari residenti una grammatica mongola, pretesto per uno studio più approfondito sulla Mongolia.Sono la: Grammaire mongole, nel 1903, e: Les Mongols, leur organisation administrative, nel 1905. Fu la prima di quaranta opere, e apparve nel 1903 a Parigi nelle edizioni Leroux.
Successivamente, avendo il Ministero degli Affari Esteri apprezzato il suo operato, nonché la padronanza della lingua e la conoscenza di usi e costumi cinesi, fu inviato a Shanghai nel 1903 in qualità di membro della Corte Mista di Giustizia. Fu nel 1905, in occasione di un'epidemia di colera a Pechino, che iniziò a conoscere veramente la pratica dell'agopuntura.
L'incontro con l'Agopuntura Durante una visita all'ospedale notò che un medico, chiamato Yang, otteneva maggiori risultati sull'evoluzione della malattia infiggendo degli aghi nella pelle, mentre gli altri si limitavano a somministrare solo farmaci.
Incuriosito dal metodo, rispettando il cerimoniale che regolava i rapporti sociali, chiese al vescovo di Pechino, monsignor Favier, di essere presentato al medico il quale, colpito più dalla conoscenza dell'etichetta cinese che dall'interesse per la medicina mostrato dal diplomatico francese, accondiscese a fornirgli libri, indicazioni e nozioni sull'arte dell'agopuntura cinese. Scriverà in seguito Soulié de Morant nel suo primo articolo sull'agopuntura, pubblicato nel 1929 con la collaborazione di Paul Ferreyrolles, che questo episodio trasformò radicalmente la sua vita.
Console delegato nello Yunnann George Soulié de Morant era una persona assai gradevole e non poteva non piacere. Era giovane, affascinante, sportivo,Buon nuotatore, buon cavaliere, buon tennista. si presentava bene ed elegantemente nell'alta società, sapeva dipingere e suonare il pianoforte con grazia e stile, era colto, istruito e versatile nelle lingue.Conosceva e parlava correttamente, oltre al cinese non solo di Corte ma anche dialettale, l'inglese, il tedesco, lo spagnolo. il portoghese, l'italiano e il latino.
Nel 1906, all'età di ventotto anni, fu inviato con l’incarico di console delegato a Kouen-Ming nella provincia di Yunnan, al capolinea della rete ferroviaria costruita dai francesi per collegare le estreme province del Sud della Cina ad Hanoi. Qui, con la benevolente amicizia del Viceré, ebbe modo di approfondire l’agopuntura presso un ospedale del luogo, di perfezionare le sue conoscenze sugli usi e costumi cinesi, e di scrivere, nel 1908, le sue due successive opere su temi storico-geografici. Queste ultime, per l'attualità contemporanea degli argomenti affrontati, sottolineano la profonda conoscenza dei luoghi in cui visse e la serietà con cui operava nelle vesti di diplomatico e di osservatore straniero in Cina.
L'incontro con Sun Yat-sen Per puro caso nel 1908 salvò la vita, senza sapere chi fosse realmente, a Sun Yat-sen, padre spirituale della prima Repubblica Popolare Cinese, proclamata nel 1911 dopo la rivoluzione che aveva detronizzato l'Imperatore. Fu proprio de Morant ad accordargli allora il visto che gli permetterà di sfuggire per l'ennesima volta alla polizia imperiale, da tempo e cronicamente senza successo sulle sue tracce. Chissà, forse ha inconsapevolmente favorito la storia! Fatto sta che, ripensandoci su tanti anni dopo, de Morant scrisse una sua biografia, pubblicata nel 1932, in cui pone l’accento sulle basi ideologiche proposte da Sun Yat-sen per restaurare in Cina una giusta e reale democrazia. La sua analisi storica di quel periodo è lucida, obiettiva, profonda, acuta. Non nega sincera simpatia verso i cinesi quando afferma che:
La malattia