La nazionale di calcio della Cina () è la rappresentativa calcistica nazionale della Cina, attiva dal 1913 e controllata dalla federazione calcistica della Cina, fondata nel 1924 e membro della FIFA dal 1931 al 1958 e di nuovo dal 1979 ad oggi.

Nella Coppa d'Asia ha ottenuto quali migliori risultati due secondi posti, nel 1984 a Singapore (sconfitta per 0-2 in finale contro l') e in casa nel 2004 (sconfitta per 1-3 in finale contro il ), due terzi posti, nel 1976 e nel 1992, e due quarti posti, nel 1988 e nel 2000. Ha vinto due Coppe dell'Asia orientale, nel 2005 e nel 2010, e si è piazzata seconda nel torneo nel 2013 e nel 2015. Per quanto riguarda il campionato del mondo, ha partecipato per la prima volta alle qualificazioni nel 1958, venendo subito eliminata dall'; si è poi qualificata alla fase finale del campionato del mondo 2002, uscendo al primo turno.

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita ad agosto 1993, la Cina vanta quale miglior piazzamento il 37º posto del dicembre 1998, mentre il peggiore è il 109º posto del marzo 2013. Occupa il 94º posto della graduatoria.

Storia Nazionale di calcio della Repubblica di Cina (1913-1949)

La prima rappresentativa cinese fu formata da Elwood Brown, presidente dell'Associazione Atletica Filippina, che propose la creazione dei Giochi dell'Estremo Oriente, un evento sportivo considerato il precursore dei Giochi asiatici. Egli invitò la Cina all'edizione inaugurale della manifestazione, che si tenne nelle Filippine e che comprendeva anche un torneo di calcio. Per stabilire quale rappresentativa cinese avrebbe preso parte al torneo si scelse di selezionare la vincente dei Giochi nazionali della Cina del 1910, vinti dal South China Football Club. Il fondatore e allenatore del club, Mok Hing (in cinese 莫慶), sarebbe diventato il primo selezionatore della Cina il 4 febbraio 1913, quando, in un torneo tenutosi a Manila, guidò la squadra che fu sconfitta per 2-1 dalle .

La turbolenza politica derivante dalla rivoluzione Xinhai, che minò la partecipazione della Cina al primo di questi tornei (con la ridenominazione della squadra a nazionale della Repubblica di Cina), non impedì a Shangai di ospitare i Giochi dell'Estremo Oriente del 1915. Ancora una volta il South China Football Club, noto ora come South China Athletic Association, fu la squadra che si aggiudicò il diritto di rappresentare la Cina nel torneo. Stavolta, in un turno di andata e ritorno con le Filippine, la Cina vinse per 1-0 e poi pareggiò per 0-0, aggiudicandosi per la prima volta i Giochi. Dato che si trattava degli unici tornei sino ad allora disputati in Asia, la Cina sembrò destinata ad affermarsi come una potenza calcistica di rilievo, avendo vinto tutte le nove edizioni dei giochi disputate fino al 1934.

La federcalcio cinese fu fondata nel 1924 e si affiliò alla FIFA nel 1931. Insieme con il , la Cina divenne la prima nazionale a partecipare ai Giochi olimpici estivi, prendendo parte alle Olimpiadi del 1936 a Berlino. Fu tuttavia eliminata subito, agli ottavi di finale contro la Gran Bretagna (2-0) il 6 agosto 1936.

Il 7 luglio 1937 scoppiò la seconda guerra sino-giapponese, che sfilacciò completamente le relazioni tra Cina e Giappone, specialmente dopo che fu annunciato che il Giappone avrebbe ospitato i Giochi dell'Estremo Oriente del 1938. Il torneo fu poi cancellato, mentre nel paese nipponico si tenne il Torneo dell'Anniversario dell'impero giapponese, cui partecipò l'occupato (stato fantoccio controllato dall'Impero giapponese ed esistito dal 1932 al 1945) in rappresentanza della Cina. Le partite tenutesi durante il conflitto non sono conteggiate ufficialmente. Il 9 settembre 1945 la guerra finì e la Cina si poté prepararsi ai nuovi giochi olimpici. Il 2 agosto 1948 la selezione cinese fece il proprio esordio alle Olimpiadi del 1948 subendo l'eliminazione agli ottavi di finale contro la (4-0). Di ritorno in Cina, i calciatori trovarono un paese in piena guerra civile. Al termine del conflitto sorsero due nazionali: la nazionale cinese e la nazionale della Repubblica di Cina, poi denominata .

1950-1979 La neonata Repubblica Popolare Cinese riformò la federcalcio nazionale, la cui adesione del 1931 alla FIFA trovò accettazione solo il 14 giugno 1952. La Finlandia, una delle prime nazioni ad avere rapporti diplomatici con il nuovo governo cinese, invitò la nazionale cinese a partecipare alle Giochi olimpici del 1952. Li Fenglou divenne il primo selezionatore a tempo pieno della rappresentativa cinese e si preparava a guidare la squadra in Finlandia, ma a causa di un ritardo nei voli la compagine cinese dovette saltare il torneo. Il 4 agosto 1952, però, la invitò la Cina a disputare un'amichevole, che fu la prima partita ufficiale per gli asiatici e fu vinta 4-0 dagli europei. In preparazione della sua prima competizione FIFA, la Cina inviò una squadra di giovani ad allenarsi in Ungheria nel 1954. La Cina si iscrisse alle qualificazioni AFC a , dove fu eliminata dall'.

Il 7 giugno 1958, stante il riconoscimento da parte della FIFA della Repubblica di Cina come uno stato a sé, la Repubblica popolare cinese interruppe le relazioni con il massimo organo calcistico mondiale, decidendo di ritirarsi da qualunque competizione da essa organizzata. Ne nacque un incidente diplomatico che aveva già visto la Cina ritirarsi dai Giochi olimpici del 1956 per le stesse ragioni. Per anni la nazionale cinese rimase dunque ai margini della scena calcistica mondiale, giocando solo amichevoli con rappresentative di altri paesi comunisti come , , , , , , , , , e , oltre che con la , che aveva riconosciuto la Repubblica popolare cinese quale la sola entità erede legittima del nome Cina. Il 25 ottobre 1971 le Nazioni Unite riconobbero la Repubblica popolare cinese quale la sola erede del nome Cina nella risoluzione 2758 della loro assemblea generale. Nel 1973 la squadra di Taiwan, che usava il nome Repubblica di Cina, fu ridenominata nazionale di Taipei cinese. Questi provvedimenti convinsero la Cina a rientrare nella comunità sportiva internazionale, dapprima affiliandosi alla AFC nel 1974 e poi riaffiliandosi alla FIFA nel 1979. Già nel 1978 la nazionale cinese fu impegnata in una tournée europea, giocando il 10 settembre a Milano un'amichevole contro l'.

1980-2002 Con la fine della Rivoluzione culturale e il riconoscimento internazionale dello stato, lo sport cinese riemerse gradualmente da un periodo traumatico dal punto di vista sociale e politico. La nazionale cinese uscì dall'isolamento internazionale e tornò a pieno titolo nel calcio mondiale in occasione dei Giochi asiatici del 1974, per poi chiudere al terzo posto la Coppa d'Asia 1976. Dopo aver subito le gravi conseguenze delle turbolenze politiche, ripartì anche il campionato di calcio cinese. Nel 1982 si contavano 20 milioni di televisori nelle case dei cinesi, con un pubblico stimato di 350 milioni di persone. Il calcio riguadagnò popolarità, fino a rivaleggiare con il badminton e infine superarlo come sport più seguito dai cinesi.

Nel 1980 la Cina prese parte alle qualificazioni al . Si piazzò seconda assieme alla e dietro al nel girone finale asiatico-oceaniano, ma nello spareggio contro la Nuova Zelanda perse 2-1 e fu eliminata.

Il 19 maggio 1985, nelle eliminatorie del , la Cina affrontò in casa nel match conclusivo del primo turno delle qualificazioni. Malgrado ai cinesi bastasse un pareggio per qualificarsi alle semifinali della zona B asiatica, a sorpresa fu Hong Kong a vincere per 1-2, negando ai rivali l'accesso alla fase seguente. Il risultato provocò le ire dei tifosi di casa, che dentro e fuori dallo stadio di Pechino provocarono disordini.

Nel 1987 i primi calciatori cinesi si trasferirono all'estero, Xie Yuxin al Zwolle e Gu Guangming al Darmstadt. Nel 1988 il capitano della nazionale Jia Xiuquan e l'attaccante Liu Haiguang furono prelevati dal Partizan di BelgradoSaga over As Dong Joins Man Utd at china.org.cn, 18 gennaio 2007, consultato il 5 aprile 2012..

Nelle eliminatorie del la Cina raggiunse nuovamente il turno finale delle qualificazioni AFC, ma a causa di due gol concessi al negli ultimi tre minuti di gioco dell'ultima partita fu eliminata. La Cina infatti arrivò quarta nel girone finale asiatico, dietro alle due qualificate ed e al e davanti ad e .

Nelle eliminatorie del la Cina guidata da Klaus Schlappner, primo commissario tecnico straniero nella storia della nazionale, non riuscì a raggiungere il girone finale di secondo turno da sei squadre, finendo seconda nel girone di primo turno, un punto dietro l'.

La Cina fu poi sul punto di qualificarsi al . Nelle qualificazioni riuscì ad accedere a uno dei due gironi finali da cinque squadre, nel quale si classificò terza, ad un solo punto dall', ma eliminata con una gara di anticipo, a causa di due sconfitte interne contro e . L'Iran si qualificò quindi allo spareggio con la seconda dell'altro girone, la cui vincente andava al mondiale e la cui perdente aveva accesso allo spareggio contro l'.

Il 26 gennaio 2000 la Cina sconfisse per 19-0 nelle qualificazioni alla Coppa d'Asia 2000, mettendo a referto la propria vittoria più larga di sempre e, all'epoca, la vittoria più larga mai ottenuta da una nazionale di calcio (il primato fu poi battuto dal diciannove giorni dopo e migliorato dall' l'anno dopo).

Il 7 ottobre 2001 la Cina allenata da Bora Milutinović riuscì a qualificarsi al , vincendo autorevolmente il girone del secondo turno (6 vittorie, un pareggio, una sconfitta) dopo aver vinto anche il girone di primo turno (con 6 vittorie in altrettante partite). Fu la prima qualificazione al mondiale della storia della nazionale cinese. In quel mondiale, disputato in Giappone e Corea del Sud, la squadra non riuscì a segnare neanche un gol e fu subito eliminata al primo turno, dopo tre sconfitte, contro (0-2), (0-4) e (0-3).

2002-2009 Dopo questa storica qualificazione, la Cina conseguì il secondo posto nella Coppa d'Asia casalinga del 2004. Vinto il girone con , e con un pareggio (2-2) contro i bahreniti e due vittorie (5-0 contro gli indonesiani e 1-0 contro i qatarioti), eliminò ai quarti di finale l' (3-0) e in semifinale l' (1-1 dopo i tempi supplementari e 4-3 dopo i tiri di rigore), prima di cadere in finale contro il (3-1).

La nazionale cinese entrò a questo punto nella peggior crisi di risultati della sua storia, non riuscendo a qualificarsi ai gironi finali asiatici di qualificazione per le successive fasi finali dei mondiali. Nel novembre 2004 fu eliminata dalle qualificazioni al a vantaggio del per la differenza reti, malgrado una vittoria per 7-0 contro nell'ultima partita del girone. Il CT olandese Arie Haan fu dunque sostituito da Zhu Guanghu. Nell'agosto 2005 la Cina vinse la Coppa dell'Asia orientale, il suo primo titolo internazionale, pareggiando per 1-1 contro la e per 2-2 contro il e vincendo per 2-0 contro la .

Nel 2006, durante le qualificazioni alla Coppa d'Asia 2007, la squadra fu duramente criticata per aver vinto in casa contro solo per 1-0, per altro grazie a un gol segnato nei minuti di recupero del secondo tempo da Shao Jiayi su calcio di punizione, e per aver pareggiato in casa dei singaporiani. In preparazione alla Coppa d'Asia la squadra trascorse alcune settimane negli Stati Uniti d'America. Fu sconfitta per 4-1 dagli e da 1-0 dal Real Salt Lake, squadra della Major League Soccer piazzatasi ultima in campionato nel 2007.

Nella fase finale della Coppa d'Asia 2007 la Cina giocò contro , e . Vinta la partita contro i malaysiani, pareggiò contro gli iraniani dopo essersi trovata in vantaggio per 2-1 e perse per 3-0 contro gli uzbeki. Malgrado le grandi aspettative, la squadra deluse sul campo e la federcalcio decise di esonerare Zhu per rimpiazzarlo con Vladimir Petrović, affidandosi ancora una volta a un allenatore straniero, per alcuni indicatore dello scarso progresso del calcio nazionaleChina Daily. Jobless Haan reflects China's football crisis, 20 novembre 2004..