Bianchi fu una figura di riferimento in diversi ambienti della Chiesa cattolica italiana, soprattutto per l'attività spirituale, biblica ed ecumenica.
Biografia
Famiglia e formazione Il padre, Giuseppe, detto "Pinèn", si professava ateo, sosteneva la lotta partigiana e svolgeva diversi lavori artigianali; Bianchi lo ricordò in particolare come stagnino e lattoniere, ma anche come barbiere, vetraio ed elettricista. Bianchi ricordò inoltre nel padre un forte senso della giustizia e un'attenzione particolare verso i più poveri. La madre Angela, affetta da una malattia cardiaca, morì nel 1951, quando Bianchi aveva otto anni. Dopo la morte della madre contribuirono alla sua educazione Norma Anselmo, postina del paese, ed Elvira Ameglio, maestra elementare, che Bianchi chiamava rispettivamente "Cocco" ed "Etta". Il parroco di Castel Boglione lo avviò al servizio come chierichetto, gli insegnò il latino e gli consentì di leggere la Bibbia in italiano; Bianchi frequentò inoltre per un breve periodo il seminario minore di Acqui.
Frequentò le scuole medie e l'istituto tecnico commerciale a Nizza Monferrato e, dopo il diploma in ragioneria, si trasferì a Torino. Si iscrisse alla Facoltà di Economia e commercio dell'Università degli Studi di Torino ed entrò nel gruppo torinese della FUCI.
Nel 1963 iniziò a riunire nel proprio appartamento di via Piave 8, a Torino, giovani cattolici, valdesi e battisti per incontri di preghiera e dialogo ecumenico; dal 1965 il gruppo si riunì regolarmente. La FUCI ha ricondotto a quelle esperienze giovanili uno dei primi sviluppi della sua successiva vocazione monastica.
Comunità monastica di Bose
Senza aver terminato gli studi universitari, nell'autunno 1966 Bianchi si stabilì da solo in una casa affittata presso le cascine di Bose, frazione di Magnano, nel Biellese. Nell'autunno del 1968 fu raggiunto dai primi fratelli e sorelle e iniziò la vita comunitaria; fin dall'inizio vi parteciparono uomini e donne appartenenti a Chiese cristiane diverse.
La Regola di Bose fu approvata dal capitolo della comunità il 4 ottobre 1971 e ricevette la conferma del cardinale Michele Pellegrino, arcivescovo di Torino. Nel 1972 la comunità aprì nel cantone di Neuchâtel, in Svizzera, una fraternità destinata al servizio degli immigrati italiani, rimasta attiva fino al 1977. Il 22 aprile 1973, giorno di Pasqua, i primi sette membri emisero la professione definitiva davanti a rappresentanti delle rispettive Chiese cristiane.
Nel 1981 fu aperta una fraternità ecumenica a Gerusalemme e nel 1998 una fraternità maschile a Ostuni. Dal 1993 Bose organizzò convegni annuali di spiritualità ortodossa e dal 1996 incontri triennali dedicati alla spiritualità riformata. La comunità sviluppò inoltre attività di ospitalità, formazione biblica ed ecumenica e incontri tra cristiani di diverse confessioni. Bianchi tenne ritiri spirituali e incontri di predicazione e promosse lo studio biblico e teologico in ambito cattolico ed ecumenico.
L'11 luglio 2001 il vescovo di Biella Massimo Giustetti riconobbe canonicamente la Comunità di Bose come associazione privata di fedeli. Lo statuto approvato nel 2016 la qualificava come associazione privata di fedeli ai sensi dei canoni 299 §2 e 304 §1 del Codice di diritto canonico.
Attività editoriale Pietro Gribaudi fu il primo editore di Bianchi e dal 1972 pubblicò alcuni dei suoi primi testi di spiritualità e commento biblico; dalla fine del 1983 una parte consistente della sua produzione uscì per le Edizioni Qiqajon, fondate da Bianchi con alcuni fratelli e sorelle di Bose. La sua produzione comprende oltre trecento pubblicazioni, tradotte in diverse lingue.
Scrisse su temi religiosi e di attualità per La Stampa, la Repubblica, L'Osservatore Romano, Avvenire e Famiglia Cristiana e, in Francia, per La Croix, Panorama e La Vie. Collaborò inoltre con Luoghi dell'infinito.
Dal 1990 al 2004 coordinò con Luciano Manicardi la progettazione e la produzione della rivista biblica Parola, Spirito e Vita, dal numero 21 al numero 50; nel 2005 la direzione passò nuovamente ad Alfio Filippi. Fece inoltre parte della redazione della rivista internazionale di teologia Concilium.
Nel 2021 diresse il progetto editoriale di una nuova edizione della Bibbia in tre volumi pubblicata da Einaudi, curata da Mario Cucca, Federico Giuntoli e Ludwig Monti.
Attività accademica e culturale Presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele tenne l'insegnamento di "Teologia biblica e patristica" almeno negli anni accademici 2006-2007, 2007-2008 e 2008-2009.
Per diversi anni coordinò i "Colloqui del Forte" al Forte di Bard. Dal 24 al 29 settembre 2018 predicò la ritirata mondiale dei presbiteri organizzata dal Santuario di Ars per il bicentenario dell'arrivo di Giovanni Maria Vianney ad Ars.
Incarichi ecclesiali Nell'ambito dell'ecumenismo Bianchi fu membro del Consiglio del Comitato cattolico per la collaborazione culturale con le Chiese ortodosse e orientali del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani. Nel 2004 fece parte della delegazione inviata a Mosca da papa Giovanni Paolo II per consegnare al patriarca Alessio II l'icona della Madre di Dio di Kazan'.
Nel 2008 papa Benedetto XVI lo nominò esperto della XII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, dedicata a "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa". Nel 2012 partecipò nuovamente come esperto alla XIII Assemblea generale ordinaria, dedicata alla nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana.
Il 22 luglio 2014 papa Francesco lo nominò consultore del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani; svolse l'incarico fino al 2019. Nel 2018 partecipò come uditore alla XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, dedicata a "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale".
Ultimi anni Il 25 gennaio 2017 Bianchi lasciò l'incarico di priore della Comunità monastica di Bose e gli succedette Luciano Manicardi. Dopo le dimissioni rimase nel monastero.
Tra il 6 dicembre 2019 e il 6 gennaio 2020 la comunità fu sottoposta a una visita apostolica disposta dalla Santa Sede in seguito a segnalazioni riguardanti l'esercizio dell'autorità del fondatore, il governo e il clima interno. Con un decreto del 13 maggio 2020, firmato dal segretario di Stato Pietro Parolin e approvato in forma specifica da papa Francesco, la Santa Sede dispose che Bianchi, Goffredo Boselli, Lino Breda e Antonella Casiraghi si separassero dalla comunità e si trasferissero altrove, decadendo dagli incarichi ricoperti.
Nel marzo 2021 papa Francesco confermò le disposizioni del decreto e ne chiese l'esecuzione, dopo avere ricevuto in udienza il priore Luciano Manicardi e il delegato pontificio Amedeo Cencini. Nel giugno dello stesso anno Bianchi lasciò la sede di Bose e visse in un luogo distinto dalla comunità.
Successivamente acquistò un cascinale nel comune di Albiano d'Ivrea, destinandolo a una nuova esperienza di vita monastica e di accoglienza denominata Casa della Madia; nella presentazione iniziale del progetto precisò di non voler fondare una nuova comunità religiosa canonicamente riconosciuta. La vita comune della fraternità iniziò il 2 luglio 2023. La fraternità riunì uomini e donne provenienti dall'esperienza monastica di Bose, impegnati nella vita comune, nel lavoro, nella preghiera e nell'accoglienza.
Il 16 dicembre 2023 Bianchi fu ricevuto in udienza da papa Francesco. Negli anni trascorsi alla Casa della Madia continuò a tenere ritiri e incontri spirituali e a pubblicare nuovi libri. Morì il 1º settembre 2026 all'Ospedale Molinette di Torino, dove era ricoverato da alcuni giorni per uno scompenso renale; aveva 83 anni.
Premi e riconoscimenti Il 18 ottobre 2000 l'Università degli Studi di Torino gli conferì la laurea honoris causa in Scienze politiche. Nel 2007 ricevette il "Premio Grinzane Terra d'Otranto". Nel 2009 ricevette il "Premio Cesare Pavese" e il "Premio Cesare Angelini" per Il pane di ieri, pubblicato da Einaudi nel 2008. Nel 2010 ricevette il Premio Art. 3 "per avere animato, promosso e pariteticamente accettato il confronto e la comprensione con tutte le altre confessioni religiose". Nel 2013 ricevette un "Premio internazionale della pace" nell'ambito della 31ª Giornata internazionale della pace, della cultura e della solidarietà, promossa a Pistoia dal Centro studi Giuseppe Donati. L'11 ottobre 2014 ricevette a Forlimpopoli il "Premio Artusi", assegnato dalla città su indicazione del Comitato scientifico di Casa Artusi per il contributo dato alla riflessione sul rapporto tra cibo, lavoro, commensalità e condivisione. Nel 2014 ricevette l'onorificenza di Ami de la Vallée d'Aoste dalla Regione autonoma Valle d'Aosta. L'8 maggio 2014 gli fu conferita la cittadinanza onoraria di Nizza Monferrato. Il 5 novembre 2016 la Comunità monastica di Bose, con Bianchi in qualità di priore, ricevette l'Abt-Emmanuel-Heufelder-Preis dell'abbazia benedettina di Niederaltaich per l'impegno nel dialogo ecumenico. Nel 2016 l'Università degli Studi di scienze gastronomiche gli conferì la laurea honoris causa per il contributo alla riflessione sul cibo nei suoi rapporti con la cultura, la spiritualità e la vita umana; in quell'occasione tenne la lectio magistralis "Cibo e vita spirituale". Il 21 marzo 2017 ricevette la cittadinanza onoraria di Palermo, conferita al Teatro Biondo. Il 21 giugno 2017 ricevette a Recco il Premio alla carriera "Giovanni Rebora", attribuito nell'ambito del premio dedicato allo storico dell'alimentazione Giovanni Rebora. Nel 2019 vinse il Premio letterario "Della Resistenza" Città di Omegna per La vita e i giorni. Sulla vecchiaia, pubblicato dal Mulino. Il 18 agosto 2019 ricevette a Tortolì il Premio nazionale "Persona fraterna", promosso dalla Diocesi di Lanusei nell'ambito della Pastorale del turismo. Nel 2022 ricevette il Premio letterario "Giampaolo Rugarli".
Critiche La sua attività spirituale, biblica ed ecumenica gli procurò un largo apprezzamento in diversi settori della Chiesa cattolica italiana. Accanto a questo riconoscimento, alcune sue posizioni teologiche ed ecclesiali furono contestate da autori cattolici legati ad ambienti tradizionalisti, tra i quali i teologi Antonio Livi e Giovanni Cavalcoli, che descrissero alcune sue affermazioni come non conformi alla dottrina cattolica e, in alcuni casi, eretiche. Nel marzo 2012 Livi criticò in particolare alcuni scritti di Bianchi, tra cui una meditazione sulle tentazioni di Cristo e un articolo dedicato a Essere cristiani di Hans Küng.
Il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, contestò l'accusa di eresia e il modo in cui erano stati selezionati e interpretati alcuni passi degli scritti di Bianchi, pur riconoscendo come legittima la discussione delle sue opinioni su questioni controverse. Bianchi rispose a Livi in una lettera resa pubblica il 2 aprile 2012, nella quale ribadì la propria appartenenza alla Chiesa cattolica e l'adesione al Credo, respinse l'accusa di considerare Cristo soltanto come uomo e richiamò l'approvazione ecclesiastica dello statuto e della regola di Bose. Precisò inoltre che l'apprezzamento espresso per Essere cristiani non implicava l'adesione a tutte le posizioni di Küng; Livi replicò confermando le proprie critiche.
Lo storico Enrico Galavotti ha collocato queste controversie nel quadro più ampio dei dibattiti che accompagnarono il rinnovamento della Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II, sottolineando al tempo stesso il ruolo di Bose nella diffusione della lectio divina, nel rinnovamento liturgico e nell'ecumenismo.
Opere
Note
Bibliografia
Voci correlate Comunità monastica di Bose
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