L'anno esatto della sua nascita risulta sconosciuto, ma si suole individuarlo tra il 1280 e il 1292. Fu il fondatore dell'ultima dinastia regnante del Secondo impero bulgaro, la dinastia Šišman. Tuttavia, dopo essere stato incoronato, impiegò il nome Asen per rivendicare il suo legame con la dinastia Asen, la prima a governare il Secondo Impero.

Sovrano energico e ambizioso, Michele Šišman condusse una politica estera aggressiva, malgrado opportunistica e non lineare, contro l'Impero bizantino e il Regno di Serbia, che gli costò la vita nella disastrosa battaglia di Velbažd. Fu anche l'ultimo sovrano bulgaro medievale ad aspirare all'egemonia militare e politica dell'Impero bulgaro nei Balcani e l'ultimo a provare ad impadronirsi di Costantinopoli. Gli successe suo figlio Ivan Stefano e successivamente suo nipote Ivan Alessandro, che diede una svolta politica alla Bulgaria suggellando un'alleanza con la Serbia.

Biografia Primi anni e ascesa al trono Nato tra il 1280 e il 1292, Michele era figlio del despota Šisman di Vidin e di una nobildonna bulgara di cui non si conosce il nome, la quale era figlia del sebastocratore Pietro e sua moglie Anna Teodora Asen.... Anna Teodora, a sua volta, era figlia di Ivan Asen II e Irene Comneno Ducas. Per parte paterna, Michele era altresì un lontano parente di due zar di Bulgaria, Teodoro Svetoslav e Giorgio Terter II.. Dopo la firma della pace tra suo padre e Stefano Milutin di Serbia nel 1292, fu promesso in sposa alla figlia del re serbo Ana-Neda, con cui celebrò le nozze nel 1298 o 1299.

Dalla metà del XIII secolo, Vidin divenne una regione autonoma, sebbene nominalmente soggetta all'autorità di Tarnovo, e fu nell'ordine governata da Giacobbe Svetoslav (morto nel 1276), Šišman (morto nel 1308-1313) e successivamente da Michele.. Šišman e suo figlio ricevettero il titolo di despoti dal cugino Teodoro Svetoslav; una fonte veneziana dell'epoca menziona Michele come «despota di Bulgaria e signore di Vidin». La regione dipendeva in una certa misura dalla protezione serba per liberarsi dal dominio di Teodoro Svetoslav, ma Michele, che non gradiva questa situazione, approfittò della rivalità tra i due avversari per ottenere per sé la massima autonomia. Con la morte del re serbo Stefano Milutin nel 1321 e lo scoppio di una guerra civile in Serbia, la quale annullò la sua influenza a Vidin, Michele Šišman finì dunque per dedicarsi alla politica nella capitale dell'Impero bulgaro, Tarnovo.. Agli inizi del 1320 divenne una delle personalità più importanti nella gestione degli affari interni della Bulgaria e, dopo che Giorgio Terter II morì senza aver designato un erede alla fine del 1322, fu acclamato come zar dopo essere stato votato dai principali nobili tra la fine del 1322 e l'inizio dell'estate del 1323.. Secondo alcuni storici, la sua nomina venne favorita per via del suo legame parentale con la dinastia Asen, tanto che taluni giudicarono la sua ascesa al trono semplicemente come un ritorno al potere di quella discendenza, piuttosto che intravedere in Michele il capostipite di una nuova stirpe.. In quel frangente, suo fratello Belaur gli succedette come despota di Vidin. La dinastia Šišman amministrò la Bulgaria fino a quando essa non passò in mano all'Impero ottomano.

Relazioni con l'Impero bizantino Guerra contro Bisanzio

La morte improvvisa di Giorgio Terter venne seguita da un breve periodo di confusione e incertezza che approfittò dell'imperatore bizantino Andronico III Paleologo, il quale invase la regione nord-orientale della Tracia nel 1323 e conquistò diverse città importanti, tra cui Jambol, Rusokastro, Anchialo, Sozopol e Agatopol.. Gli abitanti della porzione di territorio situata tra Sliven e Mesembria, prevalentemente di etnia greca, si schierarono al fianco di Costantinopoli. La minaccia rappresentata dai romei aveva favorito Michele, considerando che gran parte della nobiltà aveva perso terre a favore dei bizantini o temeva di doverle cedere. Vari aristocratici ritennero infatti che il neoeletto zar bulgaro rappresentasse il candidato più valido per opporsi ai bizantini. Allo stesso tempo il pretendente al trono sostenuto dai romei, Voisil, fratello del vecchio zar bulgaro Smilec, conquistò Kran e si assicurò il controllo delle valli situate tra i rilievi dei Balcani e Sredna Gora, più precisamente da Sliven a Kopsis. Michele, appena intronizzato, marciò a sud per affrontare i bizantini mentre Andronico III stava assediando Filippopoli con un altro esercito. La città era difesa da una guarnigione bulgara guidata da Ivan detto il Russo, un comandante militare di origine orientale, e l'assedio si rivelò un fallimento, nonostante i bizantini avessero impiegato una massiccia torre d'assedio a cinque piani spostata da cento soldati... Mentre l'esercito di Costantinopoli era occupato a Filippopoli, Michele guidò le sue truppe nella Tracia nord-orientale e riconquistò rapidamente la città perdute, costringendo gli aggressori a ritirarsi.

Sebbene Michele costrinse Andronico III a ritirarsi, i bizantini riuscirono a espugnare Filippopoli mentre i bulgari stavano rimpiazzando la guarnigione che era rimasta di presidio e che era ormai esausta.. Nonostante la disfatta, Michele fu in grado di estromettere Voisil e riconquistare completamente la Tracia settentrionale e nord-orientale nel 1324.. Nel 1324, l'imperatore bulgaro invase il territorio bizantino avanzando fino a TraianopoliTraianopoli era una città vicina all'odierna Feres e situata a due chilometri di distanza dal fiume Marica, nella Tracia occidentale: . e Vira, sul corso inferiore del fiume Marica.. Andronico III, in inferiorità numerica, non provò a ingaggiare frontalmente l'esercito bulgaro e riferì tramite i suoi messaggeri a Michele Šišman di volerlo sfidare a duello per risolvere il conflitto. Lo storico Giovanni Cantacuzeno riferisce che lo zar bulgaro rispose così:.

Cantacuzeno testimonia inoltre che l'imperatore bizantino si irritò per la risposta e per l'astuzia dimostrata dal bulgaro. Tuttavia Michele, conscio degli screzi tra l'imperatore e suo nonno, Andronico II, lasciò intendere che avrebbe potuto aiutarlo in futuro in caso di guerra e tornò in Bulgaria promettendo che presto sarebbero stati avviati dei negoziati bilaterali.

Intesa di pace e ingresso nella guerra civile bizantina

Nel corso di un consiglio tenutosi a Costantinopoli che verteva sui rapporti bilaterali con la Bulgaria, si decise di optare per una soluzione pacifica piuttosto che riprendere le ostilità. I colloqui si svolsero tra il 1323 e il 1324 e portarono alla firma di un patto.. Michele ripudiò la sua moglie serba Ana-Neda e sposò la bizantina Teodora Paleologa, vedova dell'imperatore Teodoro Svetoslav e sorella di Andronico III.. Le ragioni esatte per cui ciò avvenne restano poco chiare. Molti storici ipotizzano che il deterioramento delle relazioni tra Bulgaria e Serbia si verificò per via dell'invasione compiuta da quest'ultima in Macedonia... Il matrimonio tra Michele e Teodora ebbe l'effetto di consolidare la prosecuzione delle trattative di stipula del trattato di pace con Costantinopoli. La necessità di un alleato contro i serbi rese Michele Šišman incline ad effettuare concessioni; si decise di definire il confine secondo la linea Filippopoli-Chernomen-Sozopol. L'accordo fu infine firmato nell'autunno del 1324, e Michele Šišman trascorse i successivi anni senza intraprendere conflitti con i suoi vicini..

Nel 1327 Michele partecipò alla guerra civile bizantina in corso schierandosi al fianco di suo cognato Andronico III, mentre suo nonno e rivale, Andronico II, si assicurò l'appoggio del re di Serbia... Andronico III e Michele si incontrarono a Chernomen (o, secondo Niceforo Gregorio, a Demotika) e suggellarono un'alleanza militare in chiave anti-serba.. Andronico III promise alla Bulgaria di assegnare una porzione di territorio che includeva diverse città importanti, oltre a una grossa somma di denaro, se fosse stato sostenuto nella sua lotta finalizzata ad assicurarsi il ruolo di unico imperatore.. Grazie a questo rapporto di cooperazione, Andronico III riuscì a conquistare la Macedonia, ma il suo successo fece sì che Michele Šišman, più interessato al prolungamento delle lotte intestine tra i bizantini piuttosto che al trionfo del suo alleato, avviasse colloqui anche con Andronico II, offrendogli supporto militare in cambio di denaro e piccole concessioni territoriali lungo i confini... Lo zar inviò un distaccamento di cavalleria di tremila uomini provenienti da Jambol e al comando di Ivan il Russo a guardia del Gran Palazzo imperiale di Costantinopoli e di Andronico II, ma la sua reale intenzione era quella di catturare il vecchio imperatore e la città.. Avvertito dal nipote, Andronico II tenne prudentemente lontani i bulgari dalla capitale e da se stesso.. Quando Michele scoprì che i suoi piani erano stati ormai scoperti, inviò una lettera a Ivan chiedendogli di ritirarsi; in quell'occasione fece scrivere la missiva con una penna dalla punta bruciacchiata, un segnale con cui l'imperatore intimava i destinatari a obbedire agli ordini immediatamente. Le truppe si diedero a saccheggi in Tracia prima di ritirarsi.. Fu anche Andronico II, attraverso trattative e minacce rivolte a Michele, a contribuire al ritiro delle forze bulgare; una volta che queste ultime partirono, Andronico III poté fare il suo ingresso a Costantinopoli il 24 maggio 1328 e impadronirsi del trono pacificamente.

Dopo che Andronico III trionfò su suo nonno, Michele Šišman cercò di assicurarsi alcuni territori con la forza. A tale scopo invase infatti la Tracia nel giugno 1328 e saccheggiò l'area intorno a Viza, ma si ritirò prima dell'avanzata di Andronico III.. Un altro scontro avvenuto alle porte di Adrianopoli sessanta giorni dopo si concluse senza una vera e propria battaglia e con il rinnovo del trattato di pace nell'ottobre 1328. In seguito Michele Šišman fece ritorno alla sua capitale, ma non prima di aver riscosso un ingente tributo... In cambio, i bulgari restituirono la fortezza di Boucoleon, presa durante le fasi iniziali della campagna offensiva.. All'inizio del 1329, lo zar bulgaro richiese un incontro personale con la sua controparte romea per negoziare un trattato finale e pianificare delle operazioni militari congiunte da compiere per arginare la crescente potenza della Serbia. Come riportato dalle fonti, in una località nota come Krimni e situata tra Sozopol e Anchialo i due firmarono «una pace duratura e un'alleanza eterna».

Relazioni con la Serbia

Il divorzio del 1324 e la successiva decisione di fare prigioniera Ana-Neda e suo figlio, fino ad allora erede di Michele, incancrenirono i rapporti tra la Bulgaria e il Regno di Serbia, che erano stati cordiali fin dall'inizio del XIV secolo.. Ana-Neda dovette lasciare Tarnovo con i suoi figli e cercò rifugio presso la corte del fratello Stefano Dečanski, il re di Serbia. Tuttavia, Dečanski era in guerra con suo cugino Ladislao di Sirmia e non era nelle condizioni di potersi scontrare con Michele. Lo zar bulgaro si spinse a riconoscere Stefano Ladislao come legittimo re di Serbia, ma il suo sostegno si rivelò insufficiente. Nella primavera del 1324 Dečanski inviò il futuro arcivescovo di Serbia Danilo II a negoziare con lo zar a Tarnovo, ma la sua missione terminò con un nulla di fatto. I due Paesi si trovarono di nuovo su fronti opposti durante la guerra civile bizantina, con i bulgari alleati di Andronico III e i serbi invece al fianco di Andronico II.. Sempre in quel contesto, la Macedonia divenne una regione particolarmente contesa. Per proteggere quest'area dalle incursioni serbe, Andronico III rinnovò la sua alleanza con Michele nell'ottobre 1328.