La Comunità LGBT (di lesbiche, gay, bisessuali e transgender) di San Francisco è una delle più grandi e più importanti in tutto il mondo, ed è inoltre una delle più importanti nella storia dei diritti LGBT e dell'attivismo. La città stessa ha, tra i suoi molti soprannomi, quello di "capitale gay del mondo" ed è stata descritta come "la città gay friendly" originaleKompes, Gregory A. 50 Fabulous Gay-Friendly Places to Live. Career Press. ISBN 1564148270, 9781564148278. p. 66..

La cultura LGBT a San Francisco è attiva anche all'interno delle aziende che hanno sede nella Silicon Valley, che si trova all'interno della San Francisco Bay AreaHaber, Matt. "Technology’s Rainbow Connection ." The New York Times. July 20, 2014. Retrieved on September 6, 2014. Print: New York Edition, p. ST1, "Technology’s Rainbow Connection".

Storia

XIX secolo La cultura LGBT di San Francisco ha le sue radici e la propria origine all'interno del tessuto cittadino nella sua qualità di città di frontiera, quello che il professor della SF State University Alamilla Boyd caratterizza come "la storia del permessivismo sessuale e la funzione di San Francisco come città aperta, una città dove tutto è permesso". La scoperta dell'oro ha contribuito ad un boom della popolazione da 800 a 35 000 residenti tra il 1848 e il 1850; questi immigrati erano composti per lo più da minatori e cercatori di fortuna di un'ampia varietà di nazionalità e culture, anche se per oltre il 95% erano giovani.

Queste popolazioni transitorie e assai differenti l'una dall'altra, spinte in un ambiente relativamente anarchico, avevano meno probabilità di confomarsi alle convenzioni sociali. Ad esempio, con un rapporto di genere squilibrato, gli uomini spesso assumevano ruoli convenzionalmente assegnati alle donne in contesti sociali e domestici. L'abbigliamento di genere e il crossdressing, oltre alla danza tra persone dello stesso sesso, erano prevalenti in città insieme ai balli in maschera in cui alcuni uomini assumevano il ruolo tradizionale delle donne che giungeva fino al punto di indossare abiti femminili.

Nel suo studio "Arresting dress, cross-dressing in nineteenth century San Francisco" Clare Sears descrive anche numerosi casi di donne che indossavano l'abbigliamento maschile negli spazi pubblici, a causa di una maggiore libertà sociale ed economica e di sicurezza, ed una sperimentazione progressiva di genere. Il crossdressing e il travestitismo è una parte importante ancor oggi della cultura LGBT in città.

Il XIX secolo ha veduto un cambiamento in ritardo nei dati demografici della città insieme a nuovi atteggiamenti sociali e politici. Le campagne contro il vizio emersero per indirizzare la prostituzione nell'alveo della criminalizzazione delle trasgressioni di genere percepite, tra cui la messa al bando del crossdressing nel 1863.

Le legislazioni contro il crossdressing e a favore della pubblica decenza hanno continuato a scontrarsi con la cultura LGBT e le sue interazioni influirono sull'applicazione della legge per buona parte del XX secolo. Questo cambiamento politico provocato dalla cultura queer installatasi nei bar, nelle discoteche e nei luoghi d'intrattenimento di San Francisco attorno alla Barbary Coast veniva controllato con i locali a volte chiusi dalla polizia.

Tra il 1890 e il 1907 la Barbary Coast, all'inizio quartiere a luci rosse della città, che si trova sulla Pacific Avenue, ha anche caratterizzato la prostituzione maschile omosessuale e il transesualismo che prestavano i loro servizi ad una clientela prettamente maschile. XX secolo Attraverso le due guerre mondiali - Tra le ombre Michael Stabile di Out ha dichiarato che il primo "famigerato" gay bar di San Francisco è stato "The Dash", che ha aperto nel 1908"12 Bars That Made San Francisco Gay, In Chronological Order " (). Out. September 20, 2013. Retrieved on September 6, 2014.. Durante la prima guerra mondiale la United States Navy (la marina militare statunitense) iniziò la pratica dello "scarico blu", che rimandava a terra gli omosessuali conosciuti nelle città portuali più vicine, contribuendo così a creare una prolifica comunità gay a San Francisco.

La comunità LGBT della città si è completamente formata tra gli anni venti e trenta del XX secoloSibalis, Michael. "Urban Space and Homosexuality: The Example of the Marais, Paris' 'Gay Ghetto' " (Wilfrid Laurier University). Urban Studies. August 2004 vol. 41 no. 9 p. 1739-1758. DOI 10.1080/0042098042000243138 . CITED: p. 1739.. L'area LGBT allora maggiormente importante era North Beach. Mona's è stato il primo bar per lesbiche della città, aperto su Union street nel 1934 e caratterizzato da cameriere crossdressing ed ebbe come intrattenitrici al pianoforte Gladys Bentley. Night club e discoteche con spettacoli di drag queen erano frequentati sia dai gay che dal pubblico eterosessuale.

Nel corso della seconda guerra mondiale la vita notturna gay di San Francisco ha attraversato diverse ondate di repressione e di riorganizzazione. Dal 1942 al 1943 il "San Francisco Moral Drive" composto da pattuglie di militari effettuò una serie di raid mirati contro i bar gay cittadini, con l'obiettivo dichiarato di proteggere i militari dagli omosessuali. Chinatown, uno dei punti di ritrovo per le persone gay, ha subito anch'esso diverse irruzioni; ad esempio nel 1943 la polizia ha fatto irruzione nel bar gay "Rickshaw" arrestando dozzine di clienti ed esercenti, tra cui una coppia di lesbiche che hanno cercato di reagire scatenando in tal modo una piccola rivoltaBérubé, Allan. Coming out under fire: the history of gay men and women in World War Two. n.p.: New York: Free Press, c1990.

Todd J. Ormsbee, un professore di studi americani alla San José State University, che ha scritto The Meaning of Gay: Interaction, Publicity, and Community among Homosexual Men in 1960s San Francisco ha dichiarato che una "cultura gay maschile un po' più aperta" si è fatta largo a San Francisco a causa della "relativa sicurezza" della città, rispetto ad altri grandi centri urbani, ed è stata fonte di un certo permissivismo nella cultura cittadinaOrmsbee, p. 306.. Anni '50: I Beats e le prime organizzazioni

La cultura Beat scoppiata a San Francisco a partire dagli anni cinquanta, con una rivolta generalizzata contro i valori della classe media, è divenuta presto favorevole all'omosessualità e ad altri stili di vita che non facevano parte della cultura dominante. I poeti Beat che si trasferirono a San Francisco da New York fiorirono nell'atmosfera permissiva della città ed alcuni di loro come Allen Ginsberg erano apertamente gay. In queste condizioni furono fondati i primi gruppi omosessuali, come ad esempio le Daughters of Bilitis, fondato a San Francisco, e la Mattachine Society che aveva iniziato ad operare a Los Angeles.

Il raid della polizia al "Black Cat bar" che aveva una clientela bohemien e LGBT e guidato dall'intrattenitoire e attivista José Sarria, ha fatto sì che si scatenasse una battaglia legale importante per le protezioni omosessuali negli anni cinquantaBoyd p. 56. Anni '60: capitale gay e prime lotte per il riconoscimento La Tavern Guild, la prima associazione di business gay negli Stati Uniti d'America, è stata creata da alcuni proprietari di gay bar nel 1962 come risposta alle continue vessazioni commesse dalla polizia e alla chiusura dei locali; è continuata fino al 1995.

San Francisco è stata collegata con la comunità LGBT nei mass media a causa di un articolo del giugno 1964 intitolato "Gay San Francisco"; esso dichiarava che la città era la "capitale gay d'America"Ormsbee, p. 307..

La Society for Individual Rights (SIR), fondata a San Francisco nel 1964, fece pubblicare la rivista Vector ed è diventata nel giro di un paio d'anni la più grande organizzazione omofila statunitense. La SIR focalizzava la propria attenzione sulla fondazione di una comunità specifica, di un'identità pubblica e dei servizi legali e sociali ad essa correlati. È stata così messa in discussione l'idea prevalente che l'omosessualità doveva essere tenuta segreta quando la città ospitò un ballo pubblico di 600 persone in California Hall Polk Street, attirando le molestie della polizia con il supporto da parte dei leader religiosi locali Bill Brent, "Society for Individual Rights", Black Sheets magazine, 1998 Retrieved December 31, 2016.

"Vanguard", un'organizzazione di giovani persone LGBT nel distretto a basso reddito di Tenderloin, è stata creata nel 1966. Si è ritenuto che sia stata la prima organizzazione gay di liberazione presente negli Stati Uniti.

Nel 1966 uno dei primi scontri transgender registrati nella storia statunitense ha avuto luogo con la cosiddetta sommossa della Compton's Cafeteria nel quartiere Tenderloin di San Francisco. La notte dopo la sommossa, scatenata oltre che dalle persone transgender anche da avventurieri e gente di strada della zona ed altri membri della comunità LGBT, si riunirono in un picchetto di protesta del luogo. La manifestazione si concluse con l'apposizione di una lastra di vetro, distrutta dopo esser stata appena installata alle finestre. Secondo l'enciclopedia online glbtq.com: "All'indomani della rivolta a Compton una rete sociale, psicologica e di servizi di assistenza medica sono stati istituiti per le persone transgender; ciò culminò nel 1968 con la creazione del National Transsexual Counseling Unit [NTCU], la prima organizzazione di sostegno familiare e avvocatura nel mondo rivolto alle persone transessuali.

Una delle prime organizzazioni a favore dei bisessuali, il Sexual Freedom League, è stato guidato da Margo Rila e Frank Esposito a partire dal 1967. Due anni più tardi, nel corso di una riunione del personale presso una struttura di salute mentale di San Francisco al servizio delle persone LGBT, l'infermiera Maggi Rubenstein ha fatto coming out come bisessuale. A causa di questo i bisessuali hanno cominciato ad essere inclusi nei programmi di aiuto per la prima volta.

Il numero dei gay bar cittadini è esponenzialmente aumentato proprio a partire dagli anni sessanta. Anni '70: liberazione gay, esce The Castro Sulla scia dei moti di Stonewall a New York nel giugno 1969, diventano attivi a partire dai primi anni settanta i gruppi di varie città, con l'intento di favorire la promozione dei diritti per i gay; vengono fondate le prime riviste e organizzate le sfilate dell'orgoglio gay nelle principali città per commemorare l'anniversario delle rivolte. Questi sforzi disparati divennero noti collettivamente come il movimento di liberazione omosessuale negli Stati Uniti d'America con il coinvolhimento, in primo luogo, di lesbiche e gay.

Nel 1970 gruppi di attivisti gay sulla costa occidentale hanno tenuto una marcia 'Gay.in' a San Francisco"The San Francisco Chronicle", June 29, 1970"As of early 1970, Neil Briggs became the vice-chairman of the LGBTQ Association", CanPress, February 28, 1970. . Nel 1972 questo si è evoluto nel Gay Liberation Day Parade, ribattezzata diverse volte da allora a San Francisco fino al termine attuale Gay Pride.

L'identificazione di Castro come quartiere gay ha avuto inizio nel corso degli anni sessanta e settanta quando le persone LGBT hanno cominciato a muoversi per la comunità"San Francisco: The Castro " (). San Francisco Chronicle. Retrieved on September 6, 2014. con una propria identità chiara. Il primo gay bar ad avere finestre trasparenti (per farsi notare anche al di fuori) è stato la Twin Peaks Tavern, che ha rimosso i vetri oscurati proprio nel 1972 Il termine "Castro clone" è nato in questo quartiere quando alcuni uomini gay hanno cominciato ad adottare uno stile di abbigliamento maschile che comprendeva jeans e camicia a quadri.Holleran, Andrew. "The Petrification of Clonestyle". Christopher Street. 6 (69). pp. 14–17..