I diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) nel Regno Unito si sono evoluti in maniera esponenziale nel corso del tempo, anche se ancora variano leggermente in base alla giurisdizione delle quattro nazioni che compongono lo stato.

Prima e durante la formazione del Regno Unito omosessualità e cristianesimo si sono scontrati, ma la prima per lungo tempo non ha costituito reato; tuttavia, durante gli anni centrali dello scisma anglicano l'attività sessuale tra persone dello stesso sesso divenne considerata come un peccato ed ai sensi della Buggery Act 1533 è stata messa fuori legge e punibile con la pena di morte.

Il colonialismo perpetrato dall'impero britannico fino alla metà del XX secolo comportò la diffusione (nel mondo) d'una legislazione molto ostile nei confronti degli omosessuali (in particolare, la Sezione 377), dato che, le colonie britanniche non godevano d'autonomia legislativa ed il diritto (sia civile che penale) si rifaceva direttamente a quello inglese.

I diritti LGBT sono migliorati in seguito alla depenalizzazione dell'omosessualità in tutto il regno.

A partire dall'inizio del XXI secolo la lotta per i diritti LGBT ha ottenuto sempre maggior sostegno ed essi si sono rafforzati.

Nel 2015 la ricerca condotta da ILGA-Europe sui diritti LGBT il Regno Unito ha ottenuto il punteggio più alto dell'intera Europa, con l'86% di progresso verso "il rispetto dei diritti umani e della piena uguaglianza sociale" per le persone LGBT ed il 92% nella sola Scozia.

Nel 2018 il governo della Scozia ha annunciato che la nazione sarebbe diventata la prima al mondo ad introdurre nei programmi curricolari delle scuole temi LGBT+, quali la storia del movimento e la lotta alle discriminazioni, disponendo anche una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei docenti e che questi ultimi si impegnino, oltre che nell'insegnamento, attivamente nella lotta alle discriminazioni anche al di fuori della scuola; ha inoltre stabilito che nessuno nelle scuole può esentarsi dal seguire gli insegnamenti delle tematiche lgbt+ e che quindi queste ultime abbiano la stessa dignità di tutti gli altri corsi curricolari obbligatori.

Organizzazioni per i diritti LGBT e molte vaste comunità LGBT sono state istituite in tutto il Regno Unito, in particolare a Brighton, la quale è ampiamente considerata come la non ufficiale capitale Gay della Gran Bretagna, con le altre grandi comunità a Londra, Manchester, Birmingham, Bristol, Leeds, Liverpool, Newcastle upon Tyne e Edimburgo, tutte ospitanti un gay village e le feste annuali del Gay Pride.

Omosessualità e legge penale Criminalizzazione dell'omosessualità

Decenni prima della formazione del Regno Unito, nel 1707, la legge inglese identificava il sesso anale come reato punibile con l'impiccagione, come prescritto dal Buggery Act 1533 (Atto Legislativo sulla Sodomia del 1533), promulgato da Enrico VIII d'Inghilterra. Il Buggery Act ha costituito la prima legge contro la sodomia nel paese; tali reati erano stati fino ad allora previamente trattati dai tribunali ecclesiastici. La legislazione era stata in seguito abrogata nel 1553 dalla regina Maria I d'Inghilterra, per essere poi nuovamente reintrodotta da Elisabetta I d'Inghilterra nel 1563. Gli ultimi due uomini ad essere condannate a morte per sodomia sono stati James Pratt e John Smith, giustiziati nel 1835..

Anche se la sezione 31 dellOffences against the Person Act 1861 (Atto Legislativo sui Reati contro la Persona del 1861) rimosse la pena di morte per l'omosessualità, gli atti omosessuali maschili rimasero illegali e punibili con la reclusione a vita.

La sezione 11 del Criminal Law Amendment Act 1885 (Atto Legislativo di Modifica al Diritto Penale del 1885) estese le leggi che riguardavano l'omosessualità includendovi qualsiasi tipo di attività sessuale tra maschi: a causa di ciò, Oscar Wilde venne condannato ai sensi della presente legge a due anni di lavori forzati (vedi i procedimenti giudiziari a carico di Oscar Wilde). Al contrario, le lesbiche non sono mai state considerate né prese di mira dalla normativa.

In Scozia, fra il 1424 e il 1707, non sono state in vigore leggi che considerassero illegale l'attività sessuale tra uomini., ma gli atti omosessuali erano punibili: un esempio viene dato dalla "commissione per il processo" di Gavin Bell.

Nei primi anni '50 del XX secolo la polizia riprese a perseguire attivamente gli atti omosessuali. Alla fine del 1954 il numero di uomini gay incarcerati in Inghilterra e Galles era pari a 1069, con una età media di 37 anni. Vi sono stati anche un certo numero di arresti di alto profilo comprovati, come quello dello scienziato e matematico (nonché collaboratore governativo esperto di crittografia in tempo di guerra) Alan Turing, condannato nel 1952 per atti osceni. Egli accettò il trattamento con ormoni femminili (castrazione chimica) come alternativa al carcere. Turing finì col suicidarsi nel 1954. L'ex primo ministro Gordon Brown, in risposta ad una petizione, ha rilasciato le proprie scuse per conto del governo britannico nel 2009 (per il "modo spaventoso in cui è stato trattato").

Nel 1953 il processo e la conseguente condanna del barone Edward Montagu, di Michael Pitt-Rivers e di Peter Wildeblood per aver commesso atti di "indecenza omosessuale" ha causato scalpore e ha portato alla creazione di un commissione per esaminare e riferire in merito alla legislazione vigente sugli atti omosessuali, i cui membri furono scelti da David Maxwell Fyfe e da sir Hugh Lucas-Tooth.

Il rapporto Wolfenden

La commissione Wolfenden fu istituita il 24 agosto 1954 al fine di studiare le conseguenze dell'allora legge britannica in materia di "reati omosessuali"; il Rapporto della Commissione Dipartimentale sul Reato di Omosessualità e sulla Prostituzione (meglio conosciuto come Rapporto Wolfenden) fu pubblicato il 3 settembre 1957. Esso consigliava di decriminalizzare "i rapporti omosessuali in privato tra adulti consenzienti" e sosteneva che l'omosessualità non potesse "essere considerata come una vera e propria malattia, perché in molti casi essa è l'unico sintomo ed è compatibile con una piena salute mentale in tutti gli altri aspetti".

Nel mese di ottobre del 1957 l'arcivescovo di Canterbury Geoffrey Francis Fisher parlò a sostegno della relazione Wolfenden dicendo che "vi è un regno sacro della privacy... in cui la legge, in generale, non deve intromettersi. Questo è un principio della massima importanza per la preservazione della libertà umana, del rispetto di sé e della responsabilità".

Il primo dibattito parlamentare sulla relazione Wolfenden fu avviato il 4 dicembre 1957 da Lord Frank Pakenham; dei diciassette parlamentari che parlarono nel corso del dibattito, otto avallarono ampiamente le raccomandazioni contenute nel rapporto. Il giurista David Maxwell Fyfe parlando a nome del governo mise in dubbio che vi sarebbe stato molto sostegno pubblico per l'attuazione delle raccomandazioni e dichiarò che ulteriori ricerche erano state richieste. La Homosexual Law Reform Society venne creata il 12 maggio 1958, principalmente per attuare una campagna a favore delle raccomandazioni espresse dalla commissione Wolfenden..

Depenalizzazione degli atti omosessuali

Nel 1965 il Pari conservatore Lord Arran presentò alla Camera dei lord un disegno di legge che avrebbe depenalizzato gli atti omosessuali maschili (il lesbismo non era mai stato illegale); una proposta identica fu avanzata da Humphry Berkeley alla Camera dei Comuni un anno dopo, ma lo scioglimento del Parlamento ne precluse l'approvazione definitiva. Nel 1966, a seguito delle elezioni, un nuovo disegno di legge, che avrebbe attuato le raccomandazioni della relazione Wolfenden fu proposto, questa volta dal deputato del partito Laburista (Regno Unito) Leo Abse .

Il Sexual Offences Act 1967 (Atto Legislativo sui Reati Sessuali del 1967) ebbe il successo sperato: venne approvato dalla Camera dei Comuni con 99 voti favorevoli e 14 contrari, e dalla Camera dei Lord con 111 voti favorevoli e 48 contrari; ricevette l'assenso reale ed entrò ufficialmente in vigore il 27 luglio 1967. La legge, pur mantenendo i divieti generali contro la sodomia e l'indecenza fra uomini, prevedeva una depenalizzazione limitata degli atti omosessuali qualora fossero state soddisfatte tre condizioni: l'atto doveva essere consensuale; l'atto doveva avvenire in privato; l'atto poteva coinvolgere solamente quelle persone che avessero almeno raggiunto i 21 anni di età.

Quest'età età del consenso era più alta di quella fissata per gli atti eterosessuali (pari a 16 anni). Inoltre "in privato" significava la partecipazione limitata a due persone. Una tale condizione venne interpretata in modo restrittivo dai giudici, tanto che furono considerati criminali rapporti omosessuali che si svolgevano in una stanza d'albergo o in case private in cui una terza persona era presente (anche se quella persona era in una stanza diversa). Queste restrizioni sono state dichiarate incompatibili dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2000.

La legge del 1967 era in vigore solo in Inghilterra e in Galles. Organizzazioni come quella della Campaign for Homosexual Equality ed il Gay Liberation Front continuarono quindi a fare campagna per ottenere l'obiettivo della piena uguaglianza sociale anche in Scozia e in Irlanda del Nord, ove la totalità dei comportamenti omosessuali erano ancora illegali. La legge del 1967 fu infine estesa alla Scozia dal Criminal Justice (Scotland) Act 1980 (Atto Legislativo sulla Giustizia Penale in Scozia del 1980), che entrò in vigore il 1º febbraio 1981, e all'Irlanda del Nord dallHomosexual Offences (Northern Ireland) Order 1982 (Decreto sui Reati Omosessuali in Irlanda del Nord del 1982), che entrò in vigore l'8 dicembre 1982.

Annullamento delle vecchie sentenze Il Policing and Crime Act 2017 (Atto Legislativo sulla Polizia e sulla Criminalità del 2017), entrato in vigore il 31 gennaio 2017, contiene una sezione conosciuta come la "legge Alan Turing", che ha concesso ufficialmente indulti postumi a migliaia di uomini omosessuali che erano stati condannati per via della vecchia legge sulla sodomia.

Età del consenso Nel 1979 una commissione consultiva del Dipartimento degli Interni suggerì che l'età effettiva del consenso per l'attività sessuale tra persone dello stesso sesso dovesse essere ridotta da 21 a 18 anni, ma il Governo non mise in atto tale raccomandazione.