Nata nell'impero russo, di religione ebraica e convertitasi poi al cattolicesimo nel 1939, ha vissuto e lavorato in Francia. Arrestata dai nazisti in quanto ebrea, Irène fu internata nel campo di concentramento di Pithiviers il 16 luglio del 1942. Il giorno successivo viene fatta salire sul convoglio n. 6 diretto ad Auschwitz. Viene registrata nel campo di sterminio di Birkenau, ma debole e stremata la passano direttamente al Revier 1 per essere poi eliminata il 17 agosto del 1942. Il marito, Michel Epstein, si attivò per cercare di salvare la moglie inviando un telegramma il 13 luglio 1942 a Robert Esménard (il suo editore al momento della prigionia presso i campi) ed a André Sabatier presso Albin Michel, proprietario della casa editrice Grasset che pubblicò molte opere di Irene, per chiedere aiuto, citando testuali parole: "Irène partita oggi all'improvviso. Destinazione Pithiviers (Loiret)Campo di internamento. Spero che voi possiate intervenire urgenza stop Cerco invano telefonare" Jonathan Weiss, Irène Némirovsky biographie, p. 191.
Anche il marito morì nel novembre dello stesso anno ad Auschwitz e, dal 2005, la casa editrice Adelphi ha iniziato a pubblicare le sue opere.
Biografia Irène (in russo: Ирина Леонидовна Немировская, Irina Leonidovna Nemirovskaja) Némirovsky nacque a Kiev, figlia unica di un ricco uomo d'affari e banchiere ebreo ucraino, Leonid Borisovič Némirovsky (1868-1932) e di Anna Margoulis, detta Fanny (1887-1989).
Trascurata dalla madre, Irène venne cresciuta dalla sua governante francese, soprannominata Zezelle, con la quale strinse un profondo legame e destinata ad avere un ruolo significativo nella sua formazione. Il francese, di cui apprese i rudimenti dalla governante, sarebbe divenuto la lingua dominante di Irène, ancora più del russo. Successivamente imparerà sia il tedesco che l'inglese.
Nel 1913 la famiglia ottenne il permesso di trasferirsi a San Pietroburgo, che diventerà poi Pietrogrado. Nel gennaio del 1918 i soviet misero una taglia sulla testa del padre e, quindi, la famiglia fu costretta a scappare travestendosi da contadini. Trascorse poi un anno in Finlandia ed un anno in Svezia.
Nel luglio del 1919 i Némirovsky si trasferirono in Francia dopo un avventuroso viaggio su di una nave. A Parigi, Irène Némirovsky andò a vivere in un quartiere chic nel XVI arrondissement. Una governante inglese si occupò della sua educazione. Superò l'esame di maturità nel 1919, nel 1921 si iscrisse alla facoltà di lettere della Sorbona. Conosceva sette lingue e aveva iniziato a scrivere in francese sin dai 18 anni, nell'agosto del 1921, quando pubblicò il suo primo testo sul bisettimanale Fantasio.
Nel 1923, Némirovsky scrisse la sua prima novella: l'Enfant génial (ripubblicata con il nome di Un enfant prodige nel 1992), che sarà pubblicata nel 1927 e che rivela una sorprendente fantasia e maturità di scrittura per un'autrice ventenne che non aveva ancora terminato gli studi. Irène riprese quindi a studiare ottenendo nel 1924 la laurea in lettere alla Sorbona. Nel 1926, nel municipio del XVI arrondissement prima, e poi alla sinagoga di Rue de Montevideo, sposò Michel Epstein, un ingegnere russo emigrato, divenuto poi banchiere, da cui avrà due figlie: Denise nel 1929 ed Élisabeth nel 1937. Il contratto matrimoniale stipulato le permetterà di ottenere i diritti d'autore fin dalla pubblicazione delle sue opere. La famiglia Epstein si trasferì a Parigi, dove Irène scrisse dei dialoghi per Fantasio e pubblicò il suo primo romanzo Le malentendu.
Divenne celebre nel 1929 con il suo romanzo David Golder. Il suo editore Bernard Grasset la introdusse subito nei salotti e negli ambienti letterari francesi. Lì incontrò Paul Morand, che pubblicherà presso Gallimard quattro delle sue novelle con il titolo Films parlés. David Golder fu adattato nel 1930 per il teatro e il cinema (David Golder fu interpretato da Harry Baur). Ne Le Bal 1930 descrisse il passaggio difficile di un'adolescente all'età adulta. L'adattamento al cinema di Wilhelm Thiele inoltre rivelerà Danielle Darrieux.
Di successo in successo, Irène Némirovsky diventò una promessa della letteratura, conoscendo altri autori con i quali stringerà delle particolari amicizie, tra cui Tristan Bernard e Henri de Régnier.
Nel 1933 abbandonò la casa editrice Grasset per Albin Michel e cominciò a pubblicare alcune novelle sul Gringoire. Sebbene fosse una scrittrice francofona riconosciuta, membro totalmente integrato della società francese, il governo francese le rifiuterà la nazionalità, richiesta per la prima volta nel 1935. Si convertì al cattolicesimo il 2 febbraio 1939 nella cappella dell'Abbazia di Sainte-Marie a Paris, anche se la figlia Denise dice: Non parlerei di conversione, ma di "farsi battezzare cattolici"Denise Epstein Sopravvivere e vivere 2008. Scrisse poi per il settimanale di destra Candide, con il quale interromperà la collaborazione quando venne pubblicato il primo statuto degli ebrei, nell'ottobre del 1940, mentre Gringoire, divenuto apertamente antisemita, continuerà a pubblicarla, ma sotto pseudonimo.
Vittime delle leggi antisemite varate nell'ottobre del 1940 dal governo di Vichy, Michel Epstein non poté più continuare a lavorare in banca e a Irène Némirovsky fu proibito pubblicare. Dopo la primavera i coniugi Epstein si trasferirono a Issy-l'Évêque, nel Morvan, dove avevano messo al riparo nel settembre del 1939 le loro figlie. Némirovsky scrisse ancora diversi manoscritti. Fu considerata un'ebrea per la legge e dovette applicare la stella gialla sui suoi abiti, inoltre le sue opere non furono più pubblicate. Solo l'editore Horace de Carbuccia, sfidando la censura, pubblicò le sue novelle fino al 1942.
Il 13 luglio 1942 Irène fu arrestata dalla guardia nazionale francese. Michel Epstein mandò un telegramma il 13 luglio del 1942 a Robert Esménard e André Sabatier presso Albin Michel per chiedere aiuto:
Fu subito trasferita a Toulon-sur-Arroux, dove rimase imprigionata due notti. Il 15 luglio fu trasportata al campo di internamento di Pithiviers. Némirovsky fu autorizzata a scrivere e spedì al marito una cartolina, in cui non si lamenta delle condizioni difficili. Fu deportata il giorno dopo a Auschwitz, dove venne trasferita nel Revier (l'infermeria di Auschwitz in cui venivano confinati i prigionieri troppo ammalati per lavorare) dove muore di tifo il 17 agosto 1942. Suo marito (così come André Sabatier e Robert Esménard) intraprese numerosi procedimenti per farla liberare, ma fu arrestato a sua volta nell'ottobre del 1942, deportato ad Auschwitz assieme alla sorella e ucciso nelle camere a gas al suo arrivo, il 6 novembre 1942.
Le sue due figlie salvarono alcuni documenti e finirono sotto la tutela di Albin Michel e Robert Esmenard (che dirigevano la casa editrice) fino alla loro maggiore età. Denise conservò tali documenti in una valigia, la stessa in cui li aveva trovati e, per anni, non aprì neppure la valigia, forse per il rancore che nutriva nei confronti dei genitori che per salvarle le avevano affidate a un'amica francese, tale signora Dumas, di cui presero il cognome conservando il loro nome francese. Poi un giorno Denise aprì la valigia e vi scoprì un manoscritto della madre. Ne riconobbe la grafia, il colore azzurro dell'inchiostro preferitoIrène scriveva solo con penne stilografiche di cui era una appassionata. Gliele regalava il marito. La sua penna preferita era di marca Bel Azur ed usava sempre l'inchiostro azzurro Mari del Sud. Vedi Denise Epstein - Sopravvivere e vivere Conversazioni con Clémance Boulouque - 2010- Adelphi Edizioni - Milano - pag.39. Lo lesse, erano i primi due tomi di un'opera in cinque volumi che resterà incompiuta: "Suite francese". Tempo dopo Denise partecipò alla presentazione di un romanzo di una scrittrice francese. Le si avvicinò con in mano una copia del libro per chiederle un autografo. La scrittrice, come si usa per fare una dedica, le chiese: Come ti chiami?, "Denise Epstein", Curioso, hai il nome della più grande scrittrice francese del secolo. "Era mia madre - disse subito Denise - posseggo anche un suo manoscritto inedito". Fu chiamato l'editore, che decise di pubblicarlo senza neppure leggerlo e così Irène Némirovsky Epstein, scrittrice del tutto dimenticata, tornò a vivere riguadagnando un posto nella storia della letteratura francese del '900.
Riscoperta di una scrittrice Dopo l'arresto dei loro genitori durante la guerra, Élisabeth e Denise Epstein si nascosero grazie all'aiuto di alcuni amici di famiglia, portando con loro i manoscritti inediti della loro madre, fra i quali Suite francese. Si tratta dei due primi tomi di un romanzo incompiuto, che doveva contarne cinque, avendo come cornice l'esodo del giugno 1940 e l'occupazione tedesca della Francia. Venne pubblicato in Francia soltanto nel 2004 dalle Edizioni Denoël. Questo romanzo ricevette il Prix Renaudot a titolo postumo, facendo eccezione al regolamento del premio che prevede la premiazione di soli scrittori viventi. Le fu invece negato il Premio Goncourt per il fatto di non essere franceseDenise Epstein - Sopravvivere e vivere - Conversazioni con Clémence Boulouque - 2010 Adelphi Edizioni - pag. 13.
Le due figlie hanno conservato la memoria della loro madre, con diverse riedizioni. Nel 1992, sua figlia Élisabeth Gille, che ha diretto per le Edizioni Denoël la collezione Présence du futur, pubblica una biografia, Le Mirador.
Cronologia 1868 - 1903 - La famiglia Némirovsky Leon Némirovsky, padre di Irène, nasce nel 1868 a Elizavetgrad (oggi Kropyvnyc'kyj), città in cui si erano susseguiti diversi pogrom contro gli ebrei, fino al 1881. Il cognome Némirovsky proviene da Nemyriv, in russo Nemirov, cittadina ucraina che, durante il XVIII secolo, era un importante centro del movimento ebraico chassidico. La famiglia Némirovsky prospera nel commercio di cereali. Leon viaggia molto nelle province russe e ucraine, accumulando capitali che inizia a prestare e a far fruttare, fino a diventare un importante finanziere con una sua banca. Nel suo biglietto da visita scrive: "Némirovsky Leon, Presidente del Consiglio della Banca Commerciale di Voronež, Amministratore della Banca dell'Unione di Mosca, Membro del Consiglio della Banca Commerciale di Pietrogrado".
Quindi, nonostante siano ebrei, i Némirovsky scalano il dislivello che li separa dall'aristocrazia russa e si mettono direttamente sotto la protezione dello zar. Irène parla francese prima di conoscere il russo: è la lingua della tata cui è affidata. Come molti cosmopoliti (parola spregiativa, all'epoca), anche Irène è poliglotta: padroneggia il polacco, il finlandese, l'inglese, il basco e lo yiddish. La madre Fanny (Faïga, in ebraico) nasce a Odessa nel 1887. Nel 1903 - l'11 febbraio, nel quartiere yiddish, nel cuore di Kiev, nasce Irène. È una bambina infelice e solitaria, nonostante gli sforzi dei precettori. Come spesso accadeva nelle famiglie ricche, i genitori facevano vita separata frequentando assai poco i figli, fino all'adolescenza. In questo caso Fanny rifiutò sempre di confrontarsi con la ragazza, che rischiava di oscurare la sua avvenenza.