Biografia Maria Luisa Truccato, detta Marisa, nasce a Torino, dove ha vissuto ed esercitato prevalentemente la sua attività artistica. Nel 1950 incontra Mario Merz, a cui si unisce in matrimonio e da cui prende il cognome. È l'unica rappresentante femminile dell'arte poveraDossier de presse du Centre Georges Pompidou.
Sul piano artistico si fa notare nel 1966 per un'esposizione in cui utilizza il suo appartamento-atelier come spazio espositivo, rendendo indistinte le frontiere fra spazio intimo e luogo pubblico. A partire dal 1967, l'uso di materiali come la lana e il rame, conduttore di energia, prefigurano il percorso dell'arte povera. Con Mario Merz raggiunge il movimento dell'arte povera lo stesso anno.
Nel 1968, Marisa Merz passa alle trame di fili di rame e di nylon. Poi fonde dei piccoli oggetti, come cartoline postali, nella cera bianca, evocando un bozzolo protettivo. Nel 1969 presenta le sue trame ed i suoi piccoli oggetti nello spazio. In seguito dedica numerose opere alla figlia Bea, come un'altalena o una trama che forma il nome della bambina.
Negli anni settanta, produce una serie di installazioni mescolando gli oggetti elaborati precedentemente (fili di rame, cera, trame..) secondo una disposizione che sembra casuale o variabile secondo i luoghi d'esposizione. Produce anche teste in legno o in terra grezza o anche ornate di foglie d'oro o di fili di rame, così come due serie di disegni, l'una alla matita nera su tela, l'altra a pastello e cera, spesso su cartone. Sulla prima, una rete molto sottile di arabeschi sembra tracciare i contorni fragili di un viso. I volti della seconda sono colorati e molto espressivi.
All'inizio degli anni ottanta, per ragioni legate al suo percorso artistico, ma che si riveleranno provvisorie, decide di rinunciare alle esposizioni personali e partecipa soltanto alle grandi manifestazioni artistiche internazionali. Nel 1992 espone a Documenta 9 di Kassel una piccola fontana di cera.
Le esposizioni personali organizzate al Centre Pompidou nel 1994 e allo Stedelijk Museum nel 1996 consolidano la sua fama internazionale. Le opere di questo periodo, presentate su solidi scaffali in legno o in metallo, creano un contrasto per la loro fragilità e la loro poesia discreta.
Nonostante l'età e la perdita del marito nel 2003, Marisa Merz continua ad elaborare una produzione artistica singolare ed emozionante. Nel 2013, insieme a Maria Lassnig, riceve il Leone d'oro della 55ª Biennale di Venezia.
Introducendo nell'arte contemporanea tecniche che derivano dall'artigianato o dalle attività cosiddette "femminili" (intreccio, cucito) conferisce loro dignità artistica. Un'altra costante della sua opera è l'esplorazione delle interazioni fra spazio interiore, identità, vita privata e spazio sociale.
Nel 2017, il Metropolitan Museum di New York le dedica la mostra retrospettiva The Sky is a Great Space.
Muore all'età di 93 anni a Torino. Le sue ceneri riposano al Cimitero Monumentale di Milano, nell'edicola della famiglia Merz.
Esposizioni principali 1966 - Prima esposizione, nel suo atelier 1969 - Stedelijk Museum, Amsterdam 1969 - Museum Folkwang, Amsterdam 1972 - III Biennale Internationale della Giovane Pittura, Museo Civico, Bologna 1972 - Biennale di Venezia 1973 - X quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma 1980 - Biennale di Venezia 1981 - Centre Georges-Pompidou, Parigi 1982 - Palazzo delle Esposizioni di Roma 1982 - Documenta 7 de Kassel 1983 - Museo marittimo di Los Angeles, Harbor Museum, Los Angeles 1985 - Biennale di Venezia 1985 - Castello di Rivoli, Torino 1986 -Chambre d'amis, Museo municipale d'arte contemporanea, Gand 1988 - Biennale di Venezia 1989 - Museum Ludwig, Colonia 1992 - Documenta 9 di Kassel 1992 - Musée d'art contemporain de Lyon, Lyon 1993 - Biennale di Venezia 1994 - Centre Georges Pompidou (monografica) 1994 - Guggenheim Museum, New York 1995 - Kunstmuseum Wolfsburg 1995 - Kunstmuseum Wintherhur, Svizzera (monografica) 1996 - Stedelijk Museum d'Amsterdam (monofrafica) 1998 - Galleria Arte Moderna, Bologna (prima mostra personale in un museo italiano) 2001 - Biennale di Venezia: Premio speciale della giuria spécial 2001/2003 - Zero to Infinity: Tate Modern, Londra; Walker Art Center, Minneapolis; Museo d'arte contemporanea di Los Angeles; Hirshhorn Museum, Washington, D.C. 2003 - Kunstmuseum Wintherhur (monografica) 2007 - Palazzo Fortuny, Venezia 2007 - Museo d'arte contemporanea DonnaREgina, Napoli (monografica) 2008 - Biennale di Sydney 2010 - Kunstmuseum Liechtenstein 2011 - Castello di Rivoli, Torino 2012 - Fondazione Merz, Torino (monografica) 2012/2013 - MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo 2013 - Biennale di Venezia: Leone d'oro, menzione speciale della giuria 2017 - The Metropolitan Museum of Art, New York (retrospettiva)
Collezioni pubbliche Tate Modern Walker Art Center Castello di Rivoli
Note
Bibliografia Germano Celant, Giovanni Anselmo, Arte povera: Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari ..., U. Allemandi, Torino, 1989 Marisa Merz: exposition, Éditeur Centre Georges Pompidou, 1994, Marisa Merz, Edizioni Kunstmuseum Winterthur, 1995, Marisa Merz Eduardo Ed Cicelyn, Edizioni Art Books International, 2007, A proposito di Marisa Merz di Carolina Italiano, MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, 2011, Marisa Merz, Ediz. multilingue, Fondazione Merz, 2012,
Voci correlate Arte Povera
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Categoria:Sepolti nel Cimitero Monumentale di Milano