Viene citata da Snorri Sturluson nella sua Haralds saga hárfagra e nella Edda in prosa, dove è annoverata tra altri scaldi. L'unica opera di Jórunn giunta fino a noi è Sendibítr. Anche nel Flateyjabók si trova un riferimento a Jórunn, dove viene chiamata skjaldmær (fanciulla-scudo), cioè guerriera e non skáldmær (fanciulla-scaldo).

Secondo Sandra Ballif Straubhaar Jórunn è una figura chiave che serviva alla corte di Norvegia come consigliere del re, un ruolo comune per gli scaldi uomini. La sua opera è l'unico riferimento da cui possiamo trarre conclusioni sulla sua vita e la sua datazione.

Sendibítr Il significato del titolo Sendibítr rimane oscuro. Jan de Vries la traduceva come "messaggio che morde", anche se basandoci sui frammenti rimasti non sappiamo quale fosse questo messaggio, a chi fosse rivolto e perché fosse definito "mordente". È probabile che fosse inserito in un contesto molto più ampio, che però risulta impossibile ricostruire proprio perché non più esistente.

Solo da questa opera possiamo ricavare una datazione approssimativa della vita di Jórunn.

Il poema è composto da tre helmingar e riferisce del conflitto tra Harald Bellachioma e suo figlio Halfdan il Nero. Molte saghe parlano di conflitti tra i figli di Harald e tra loro e Harald stessoOrkneyinga saga, cap. VIII. Snorri parla delle dispute tra Eiríkr Ascia-insanguinata e Halfdan il Nero per questioni territoriali. Nel Sendibítr Jórunn parla dell'attacco di Halfdan alla fattoria di Sölvi, dove Eírikr risiedeva, e di come Halfdan dette alle fiamme la dimora del fratello.

Note

Bibliografia Snorri Sturluson, Francesco Sangriso (a cura di), Heimskringla, Edizioni dell'Orso, 2013 Marcello Meli (a cura di), Saga degli Uomini delle Orcadi, Mondadori, 1997

Voci correlate Harald Bellachioma Scaldo Poesia scaldica

Collegamenti esterni (EN) Jórunn skáldmær su Skaldic Poetry of the Scandinavian Middle Ages (IS) Il Sendibítr originale

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